martedì 17 giugno 2014

Black Friars Read Along - seconda tappa



Buongiorno lettori e lettrici!
Eccomi con la seconda tappa del read along dedicato al primo romanzo dell'italianissima Virginia de Winter: Black Friars - L'ordine della spada.
Se vi siete persi la prima tappa potete trovarla QUI, sul blog di Giovanna!
I capitoli di cui vi parlerò oggi sono quelli dal 5 all'8 e sono ancora piuttosto introduttivi. Se nei primi quattro l'autrice ci ha fatti avvicinare al mondo della Vecchia capitale, dei diversi Ordini studenteschi e ci ha presentato Eloise, Ashton e Axel, in questi successivi completa il quadro generale.




In questi capitoli Eloise, insieme all'affascinante vampiro Blackemore, scopre qualcosa in più su se stessa, qualcosa che lei non ha mai voluto vedere ma che le si presenta bruscamente davanti ai suoi occhi. Lui, nonostante i suoi modi distaccati, decide di aprirsi con la sua "ragazzina umana" e racconta una parte del suo oscuro passato che si connette però con il presente che sta vivendo accanto a lei.

Ashton non rispose immediatamente. Alla fine si voltò verso di lei, le ombre che giocavano vicino alle sue mani, le nebbie che si tenevano a prudente distanza, memori di quella tregua di cui la sua famiglia si era fatta garante.     
«Eloise, tu devi aiutarmi».


Ho solo due parole per i due capitoli centrali che mi sono toccati: Axel ed Eloise. La loro relazione è una continua danza che alterna momenti di eleganza e raffinatezza a momenti di rudezza e sofferenza.
È subito evidente, sin dai primi sguardi e dalle prime battute scambiate tra i due, come il loro rapporto sia complesso e abbia molti sott'intesi ancora tutti da chiarire.
Da una parte c'è Eloise, ferita ma indipendente e testarda, dall'altra c'è Axel così protettivo ma cupo e misterioso. Ciò che scorre tra i due è elettricità pura perché i vecchi sentimenti e le antiche abitudini sono dure a morire soprattutto perché entrambi nascondono, tra orgoglio e freddezza, una passione sempre viva.
Entrambi i giovani indossano una maschera autoimposta che però s'incrina ogni volta che le loro strade s'incrociano. Eloise è barricata dietro sentimenti altalenanti che la portano a sentire Axel sempre presente nella sua vita, nel bene e nel male, mentre lui tenta degli approcci non molto convenzionali per attirare su di sé l'attenzione della giovane. Qualsiasi emozione che le provoca è ben accetta.
Insomma, sin dall'inizio, si comprende come il loro rapporto sia denso di parole non dette, di rimorsi, gelosia e di un'amabile ostilità.

«Che cosa vuoi ancora, Axel?», gli domandò, distogliendo lo sguardo dal suo.
Fu semplice questione di calcolo scegliere di guardare il pavimento: era preferibile che lui capisse il suo turbamento, purché non le leggesse negli occhi il motivo e l'intensità di quello.     
«Ho la tua parola che non cercherai di scappare?», le chiese.
 «Credo di essere troppo stanco per correrti dietro».     
«Hai la mia parola».     
Il rumore dei suoi passi, il gemito delle fiammelle delle candele quando lo spostamento d'aria prodotto dal corpo di lui le piegò sulla cera rovente, l'improvvisa sensazione di calore e il respiro che spariva dai polmoni, tutto questo le disse che Axel era vicino prima che dita gentili si posassero sul suo mento costringendola a voltare la testa, delicate al punto da rendere inconciliabile il ricordo di come le avessero stretto il braccio fino quasi ad arrestarle il sangue nelle vene.    
 «Stai di nuovo mentendo?», le sussurrò guardandola negli occhi.

Insieme a questo rapporto così burrascoso, ciò che nel libro mi ha colpito sono sicuramente le descrizioni degli ambienti così cupi, gotici e medievaleggianti. Amo queste atmosfere e, pur trovando alcune descrizioni troppo ricche, apprezzo davvero l'utilizzo di un lessico così aulico e ponderato.

La locanda della Luna Piena, l'insegna cigolante con l'argenteo disco lunare appesa a un'asta sopra la porta, si trovava nel cuore commerciale della Città Vecchia, non molto distante dalla Misericordia.
La sala bassa era un largo ambiente odoroso di spezie e del fumo dei due grossi focolari intorno ai quali erano raggruppati avventori che, alla fine della giornata di lavoro, si godevano l'ozio allungando le mani verso il fuoco tra boccali di vino caldo e bicchieri di cordiale, scambiandosi racconti di viaggio e chiacchiere. Le lunghe tavole di legno erano affollate di piatti e boccali, carte coperte o rovesciate e dadi gettati tra il rumore delle monete delle puntate. Stranieri e uomini d'affari si mescolavano a studenti e mercanti, in un frastuono interrotto di continuo dal rumore della porta che si apriva per far entrare altre infornate di gente e il nitrire dei cavalli che si fermavano in strada.

Tra momenti quotidiani di calma apparente, avventure in piena notte e curiosi e pericolosi incontri, Eloise vive in queste pagine emozioni molto intense.
Mi sono fatta qualche risata durante il capitolo otto perché l'acume della protagonista porta ad attimi di tensione tra alcuni suoi amici.

«C'era il vecchio Stephen?», domandò Bryce scambiando un'altra occhiata col fratello, al di sopra della testa china della ragazza.     
Eloise annuì. «Già», disse in tono severo. «E siccome si tratta davvero di un bravo ragazzo, vorrei che non lo coinvolgeste nelle vostre bravate».     
Sui volti dei due ragazzi si dipinsero autentiche espressioni di puro orrore. Si lanciarono reciprocamente sguardi allarmati e Axel si schiarì la voce. «A cosa ti riferisci esattamente?», domandò con un accento di cauta curiosità nella voce.     
«A quello che avete fatto stanotte».     
Bryce si immobilizzò come se un fulmine lo avesse colpito. «A quello...?»

Concludendo questo articolo voglio solo rimarcare il mio assoluto apprezzamento per Axel che, senza esagerare, è uno dei personaggi maschili più affascinanti e contraddittori tra i libri di questo filone. Lo trovo complesso, vivo e passionale, così imprevedibile!
Lo stile di Virginia così originale, la ricchezza dei contenuti e l'attenzione ai particolari (vedi i titoli dei capitoli in latino), mi hanno portato, a distanza di anni dalla prima lettura, ad amare nuovamente questo libro. Mi sto preparando a concludere la serie con la lettura dell'ultimo volume pubblicato l'estate scorsa. Questo è un momento davvero perfetto!

Voi cosa pensate di questi capitoli? Vi hanno coinvolto? E fatti addentrare nella storia?


2 commenti:

  1. La lettura continua a coinvolgermi e a piacermi. Apprezzo che Eloise non cada ai piedi del vampiro di turno e che tenga testa all'umano di turno e che esista una storia concreta dietro e non una blanda scusa per una storia d'amore.

    Trovo un filo forzato che anche nei luoghi e situazioni più assurde lei finisca per trovare sempre Axel e ho storto un po' il naso per lo spoiler enorme dell'ottavo capitolo. Non che non fosse chiaro già da prima, ma nell'ottavo capitolo diviene palese. Avrei preferito un po' di mistero in più.
    Comunque mi rimetto subito a leggere, sono curiosa di affrontare il prosismo pezzetto.

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  2. Questo romanzo mi sta piacendo sempre di più! Eloise come protagonista mi piace davvero tanto e Axel mi sta davvero conquistando, non so come faccia Eloise a non cadergli tra le braccia, a questo punto sono curiosa di sapere cosa sia successo tra i due, ma per scoprirlo dovrò leggere L'Ordine della Chiave, a quanto pare. Unico difetto, credo di aver già capito chi siano i misteriosi cavalieri mascherati, ma a parte questo il libro mi sta piacendo parecchio.

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