13 dicembre 2018

RECENSIONE: Magic di Victoria Schwab

Buon pomeriggio e buona lettura!

Titolo: Magic
Autore: Victoria Schwab
Pagine: 416
Prezzo: 10 euro /3,99 euro ebook
Editore: Newton Compton 

Trama
Kell è uno degli ultimi maghi della specie degli Antari ed è capace di viaggiare tra universi paralleli e diverse versioni della stessa città: Londra. Ci sono la Rossa, la Bianca, la Grigia e la Nera, nelle quali accadono cose diverse in epoche differenti. Kell è cresciuto ad Arnes, nella Londra Rossa, e ufficialmente è un ambasciatore al servizio dell’Impero Maresh, in viaggio alla corte di Giorgio III nella Londra Grigia, la più noiosa delle versioni di Londra, quella priva di magia. Ma Kell in verità è un fuorilegge: aiuta illegalmente le persone a vedere piccoli scorci di realtà ai quali, solo con le proprie forze, non avrebbero mai accesso. Si tratta di un hobby molto rischioso, però, e Kell comincia a rendersene conto. Dopo un’operazione di trasporto illegale andata storta, Kell fugge nella Londra Grigia e si imbatte in Delilah, una strana ragazza che prima lo deruba, poi lo salva da un nemico mortale, e infine lo convince a seguirla in una nuova avventura. Ma la magia è un gioco pericoloso e se vuoi continuare a giocare prima di tutto devi imparare a sopravvivere…

Finalmente, dopo anni di negazioni e rinvii, ho ripreso in mano una serie fantasy che ho davvero divorato e che mi ha riportato ai bei vecchi tempi, quando leggevo un mucchio di fantasy e riuscivo a gustarmeli tutti senza soffermarmi troppo sulle incongruenze e i buchi nella trama.

Il protagonista della storia è Kell, un giovane raro e prezioso il quale, in un mondo di magia e di mondi paralleli, riesce ad attraversare i confini di un mondo per giungere in un altro. Cresciuto nella corte di Londra Rossa, Kell viaggia tra un mondo e l'altro per cercare di mantenere i contatti con le altre Londra: la grigia e la bianca. La sua Londra è piena di pace e magia, la grigia è la città senza magia, la bianca è quella dove il potere viene al di sopra di tutto. Kell, in uno dei suoi viaggi viene in possesso di una pietra nera dai poteri oscuri e si troverà, in compagnia di una ladra della Londra grigia, ad affrontare una serie di peripezie per impedire la realizzazione di un terribile piano.

Che dire? Il libro mi è piaciuto molto, l'ho letto quasi tutto d'un fiato e non vedo l'ora di proseguire con la lettura del secondo volume.
Kell è un mago dai poteri molto rari e particolari: lui e uno dei due uomini esistenti a poter viaggiate tra diversi mondi. Sin da piccolo è stato allevato in quella che lui ha chiamato Londra Rossa, una città pacifica e piena di magia ma, grazie ai suoi poteri, Kell è uno dei pochi fortunati ad aver visitato le altre Londra: la grigia, priva di magia ma ricca di un fascino tutto suo e la Londra bianca dove i poteri magici sono importantissimi oltre che fonte di violenza. Insomma, tre Londra, tre mondi diversi ma accomunati dai due viaggiatori che portano messaggi da un regnante all'altro.
Insieme a Kell, la protagonista è anche Lia, una ladra solitaria della Londra grigia, una ragazza intraprendente, coraggiosa e in cerca di avventure: sente di non essere nel posto giusto e prova a sbancare il lunario rubacchiando e vivendo dove capita. Ammetto di adorare questi personaggi un po' sfuggenti e soprattutto, se sono femminili, così decisi e coraggiosi: Lia mi sta parecchio simpatica e non vedo l'ora di sapere cosa le accadrà, anche se ho una mezza idea.
Le ambientazioni mi sono piaciute moltissimo perché sono fantasiose e ricche di dettagli, seppur in forma embrionale, il protagonista è ancora un mistero e, il poco che si sa di lui, mi ha intrigata moltissimo. La magia è "chiara" perché descritta bene e inserita perfettamente nella storia, infatti non ho avuto problemi a seguire lo svolgimento di tutto e a immedesimarmi dei personaggi. Il finale è un po' scontato ma, nonostante questo, mi è piaciuto lo stesso perché mi ha tenuta sull'attenti fino alla fine. Insomma, il mio giudizio sul libro è davvero positivo e non riesco a trovargli un difetto evidente, anzi, ho davvero voglia di leggere il secondo volume. Ammetto che sono tentata di comprare la versione in inglese perché la cover è davvero molto bella, però attenderò prima di precipitarmi su bookdepository e piazzare un ordine per tutti e tre i libri.
Assegno quattro stelline e mezzo al libro e attendo di proseguire la lettura.

Lya

11 dicembre 2018

Top Ten Tuesday: i classici che vorrei leggere prossimamente

Buonsalve lettori e passanti,
oggi, per la rubrica delle top ten che trovate QUI, si parla di classici della letteratura. In realtà il tema è libero questa settimana ma ho deciso di voler mostrare i romanzi considerati "classici" che ancora non mi è capitato di leggere.

1- L'età dell'innocenza di Edith Wharton
2- Ritratto di signora di Henry James
3- Guerra e pace di Lev Tolstoj
4- L'amore ai tempi del colera di Gabriel García Márquez
5- Middlemarch di George Eliot
6- L'urlo e il furore di William Faulkner
7- I Miserabili di Victor Hugo

Sono quasi tutti libri colossali e impegnativi che sto rimandando da parecchio tempo ma credo che i primi due li leggerò sicuramente nel corso del 2019 e poi sceglierò un altro più "grosso" per passare l'estate XD

Quali sono i classici che vi piacerebbe avere il coraggio di leggere? XD


10 dicembre 2018

RECENSIONE:Il primo giorno e La prima stella della notte di Marc Levy

Buon lunedì lettori e passanti!
eccomi a recuperare la recensione della scorsa settimana con una doppia recensione infatti vi parlerò di una duologia che ho letto un po' di tempo fa.

Titolo: Il primo giorno/La prima stella della notte
Autore: Marc Levy
Pagine:428
Prezzo: 10,50 euro
Editore: Rizzoli

Trama
Keira scruta l'orizzonte ancora buio oltre il deserto etiope: il sole sta per sorgere sugli scavi del campo archeologico. In quelle stesse ore, Adrian alza ancora una volta gli occhi alle stelle: attorno a lui la sconfinata notte cilena avvolge i telescopi del più imponente progetto di astronomia mai realizzato. Ma questa non è una notte qualunque. È l'inizio di un lunghissimo viaggio. Perché Adrian e Keira, astronomo lui, archeologa lei, sono da tempo, in modi diversi, in cerca di una risposta alla domanda che riempie i loro sogni: "Dove comincia l'alba?". Sarà quella notte, complice il destino, a incrociare magicamente le loro vite, mettendoli sulle tracce di un misterioso oggetto che potrebbe condurli alla verità che cercano: un monile a specchio, nero e luccicante, parte di una mappa perduta in grado di riflettere la volta celeste com'era quattrocento milioni di anni fa. Per ricomporre il puzzle, Keira e Adrian dovranno addentrarsi nei territori più impervi del pianeta, dalle isole Andamane alla catena dei monti Qinling, in Cina, affrontando insieme un'avventura entusiasmante e pericolosa. Senza sapere che sulle loro tracce c'è un nemico occulto e potentissimo, deciso a cancellare la possibilità che l'uomo aspetta da sempre: conoscere il mistero delle proprie origini.

Recensisco questi due libri insieme perché, fondamentalmente, sono un libro unico in quanto il primo libro s’interrompe abbastanza bruscamente e la storia riprende e si conclude nel secondo. Devo ammettere che avevo “La prima stella della notte” nella mia libreria da davvero tanti anni: l’avevo acquistato a due euro da una bancarella e poi lo avevo abbandonato al suo destino solitario e polveroso. Tutto questo non sapendo che ci fosse un libro prima, altrimenti non lo avrei comprato. Comunque, dopo alcune ricerche, sono riuscita a reperire “Il primo giorno” e ho potuto leggere la storia per intero.

Keira e Adrian sono rispettivamente una paleontologa e un astronomo alla ricerca delle origini del mondo: la domanda che si pongono è la stessa ma focalizzandosi sul campo di studio specifico. Il ritrovamento di un particolarissimo materiale porta i due ad incontrarsi e a iniziare una lunga ricerca in giro per il mondo seguiti e, a volte, ostacolati da un’organizzazione segreta che mira a fermarli. Tra un viaggio in Europa, in Asia e in Africa, i due cercano di chiudere il cerchio e di scoprire la risposta alla domanda che l’uomo si è sempre posto rischiando la vita.

Questi due romanzi sono un po’ sulla scia dei thriller storici che andavano tanto qualche annetto fa e mi ricordano tanto le avventure scritte da Matilde Asensi che ho tanto amato all'epoca. Nel libro c’è un miscuglio di storia, astronomia, viaggi ai confini del mondo e avventure mirabolanti, peccato che i protagonisti siano così assolutamente piatti e mogi. Adesso vi spiego: Adrian è un astronomo concentrato sulla ricerca e che sogna di fare la scoperta della sua vita, tutto questo senza trasmettere alcuna passione per ciò che fa. Lui è uno studioso sveglio e intuitivo ma fa volontariamente da sfondo a tutte le vicende nonostante divida il viaggio e le scoperte con Kiera; insomma è un uomo tappeto. Non pretendevo un uomo “alpha” che tanto disprezzo nei romance, ma avrei voluto una giusta via di mezzo tra decisione e passione, tra accondiscendenza e amore. Andrian è comunque un personaggio tenero e testardo ma non ha davvero un suo perché nella storia e credo che la affossi e la rallenti abbastanza. Kiera, al contrario, è una donna decisa e straordinariamente intuitiva, vive alla giornata e la ricerca che conduce in Africa per trovare il “primo uomo” è davvero viscerale. Lei ama quello che fa, svolge tutto con metodo e dedizione totale tanto da non lasciare spazio per altro nella sua vita: il lavoro e la ricerca per lei sono tutto. Quando è costretta ad abbandonare la sua Africa, inizia a cercare un modo alternativo per tornarci e riprendere gli scavi: è a questo punto che incontra Adrian e le loro strade si uniscono. Insomma, Kiera, per quanto sia davvero ossessionata al massimo con la sua ricerca, è la protagonista vera dei romanzi, è lei che spinge Adrian ad andare avanti e a seguirla. Lui è davvero una mezza palla al piede per la paleontologa e anche per il lettore.
A parte la mia antipatia per Adrian, la cosa che mi ha lasciata più sconcertata nella lettura è la superficialità con qui i due affrontano numerosi ostacoli quasi mortali: parlo di sparatorie nel bel mezzo del nulla, inseguimenti, incidenti, intrusioni in casa cioè chi più ne ha più ne metta. In tutto questo avvicendarsi di pericoli molto vicini alla loro persona, entrambi i protagonisti, tranne qualche spavento iniziale, archiviano il tutto senza soffermarcisi molto e senza valutare eventuali rischi e collegamenti tra i vari accadimenti. Sinceramente all’inizio anche io non ci ho fatto caso ma poi, andando avanti con la lettura e aumentando i rischi, sono rimasta abbastanza sconvolta dalla loro poca perspicacia e dal loro istinto di autoconservazione praticamente inesistente. Questa è stata la più grande pecca della storia che risulta essere davvero poco realistica e che mi ha “guastato” il gusto della lettura. Peccato, perché la trama è davvero appassionante e ben architettata oltre che ricca di dettagli storici e geografici. Assegno tre stelline ai due libri.


Lya

05 dicembre 2018

What's next? | 5 dicembre 2018

Buonasera lettori e passanti,
come di consueto eccomi con gli aggiornamenti delle mie letture settimanali.

- Cosa ho appena finito di leggere?
Ho terminato da diversi giorni "Vox" e ammetto candidamente che mi ha colpita molto. Alcune cose non mi sono completamente quadrate ma la storia è così inquietante e "attuale" che mi ha creato una sorta di ansia durante la lettura. Comunque per me è approvato!

- Cosa sto leggendo?
Sono già a metà di "Non lasciarmi" di Ishiguro, un altro pseudo distopico che è nella mia sfida del comodino. Conoscendo qualcosina della trama, mi aspettavo qualcosa di diverso ma voglio ancora vedere dove l'autore sta andando a parare.

-Qual è il prossimo libro che leggerò?
La mia intenzione è quella di chiudere la trilogia "Mistborn" di Sanderson ma non sono sicura perché è un bel librone che mi porterà via parecchio tempo... sto pensando di leggere prima almeno un altro libro in inglese per tentare di rincorrere la mia "sfida in lingua" che sono sicura di fallire di nuovo.

Voi cosa state leggendo di bello?
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