11 dicembre 2017

I preferiti del mese: novembre 2017

Buon lunedì lettori e passanti!
come avevo già anticipato, la rubrica del lunedì, in queste settimane prima delle feste, salterà perché le pubblicazioni sono poche e non mi hanno particolarmente colpita. Approfitto della giornata odierna per parlarvi dei miei preferiti del mese di novembre!

Come primo preferito di novembre voglio inserire la mia splendida mantellina di Stradivarius, denominata da tutti "la mantella della nonna" (XD), acquistata un annetto fa, durante lo scorso mese l'ho usata parecchio: l'ho indossata sopra i maglioni, sopra il giubbotto di pelle, come coperta di emergenza quando ero al freddo e al gelo in giro e in aula. Non è l'indumento più pratico e sfruttabile del mondo, me ne rendo conto, ma ha un fascino antico che mi piace sempre e, nonostante l'ingombro e le difficoltà che ci sono ad usarla quando porto una borsa grande, l'ho messa parecchie volte con molto piacere. Non è un capo indispensabile ma quest'anno ho voglia di sperimentare e quindi credo che proverò ad usarla anche sopra i cappotti...
Altri preferiti della seconda metà di novembre sono loro: i quaderni. 
Il primo, il più grande, è costato un mezzo rene per un quaderno ma è comodo, ha la cover in plastica semirigida e, al suo interno, ci sono i divisori colorati. L'ho acquistato per usarlo per l'intero anno della nuova scuola che sto frequentando per non dover usare tremila quaderni ma solo uno. Il secondo, quello arancione, sarà il mio book journal del 2018 e oltre, forse; avrei voluto una leuchtturm1917 ma non mi andava di spendere 15 euro per un qualcosa che forse non userò così spesso come vorrei e quindi ho speso 2 euro e lo sto pian piano personalizzando per il nuovo anno (poi ve lo mostrerò!).
L'agenda verde è una leuchtturm1917 che ho usato come bullett journal del 2017, un'agenda molto personalizzata e personalizzabile con cui mi sono trovata bene ma anche abbastanza impegnativa. Il quadernino più piccolo, quello con il gatto, è un regalo di compleanno di Isy che ho deciso di usare come serie tv tracker, per tenere a mente le serie che sto seguendo, che ho finito e che inizierò...

Ecco i miei preferiti di novembre non libreschi, quali sono i vostri?

07 dicembre 2017

RECENSIONE: La misura della felicità di Gabrielle Zevin

Buon pomeriggio e buona lettura!
La recensione era sparita nei meandri del mio pc e l'ho appena ritrovata...con il ritardo di quasi un anno XD

Titolo:La misura della felicità
Autore: Gabrielle Zevin
Pagine: 320
Prezzo: 16 euro
Editore: Nord

Trama
Dalla tragica morte della moglie, A.J. Fikry è diventato un uomo scontroso e irascibile, insofferente verso gli abitanti della piccola isola dove vive e stufo del suo lavoro di libraio. Disprezza i libri che vende (mentre quelli che non vende gli ricordano quanto il mondo stia cambiando in peggio) e ne ha fin sopra i capelli dei pochi clienti che gli sono rimasti, capaci solo di lamentarsi e di suggerirgli di «abbassare i prezzi». Una sera, però, tutto cambia: rientrando in libreria, A.J. trova una bambina che gironzola nel reparto dedicato all’infanzia; ha in mano un biglietto, scritto dalla madre: Questa è Maya. Ha due anni. È molto intelligente ed è eccezionalmente loquace per la sua età. Voglio che diventi una lettrice e che cresca in mezzo ai libri. Io non posso più occuparmi di lei. Sono disperata. Seppur riluttante (e spiazzando tutti i suoi conoscenti), A.J. decide di adottarla, lasciando così che quella bambina gli sconvolga l’esistenza. Perché Maya è animata da un’insaziabile curiosità e da un’attrazione istintiva per i libri – per il loro odore, per le copertine vivaci, per quell'affascinante mosaico di parole che riempie le pagine – e, grazie a lei, A.J. non solo scoprirà la gioia di essere padre, ma riassaporerà anche il piacere di essere un libraio, trovando infine il coraggio di aprirsi a un nuovo, inatteso amore…


Non so se sono solo io ma decidere il primo libro da leggere all'inizio dell’anno nuovo è sempre un problema: voglio iniziare con il botto, voglio trovare un romanzo bello, appassionante e ben scritto. Per questo è sempre un dilemma trovare il libro giusto.
Quest’anno, dopo molta indecisione, ho deciso di leggere “La misura della felicità”.

A.J. pensa di aver preso tutto: la sua adorata moglie è morta e lui, pur essendo giovane, si sente morto dentro. Lui possiede l’unica libreria di una piccola isola americana ma ha perso la passione, tutto gli sembra nemico. Solo, scorbutico e molto attaccato alla bottiglia A.J. si trova all’improvviso costretto a cambiare la sua vita per l’arrivo di Maya, una bimba che è stata abbandonata nella sua libreria e di cui lui decide di prendersi cura.

Come primo libro del 2017 desideravo qualcosa di dolce e delicato quindi la mia scelta è ricaduta su questo libro che ho da più di un annetto nel mio scaffale. Devo dire di non essermene pentita.
“La misura della felicità” è un romanzo tenerissimo anche se un po’ “scontato” ma sinceramente questa cosa non mi ha infastidito per nulla perché i diversi protagonisti e la storia sono riusciti a conquistarmi.
Il protagonista è A.J., un uomo completamente distrutto dal dolore che si trascina giorno per giorno senza riuscire a vedere la luce alla fine del tunnel. L’inaspettato arrivo di Maya, questa piccola bimba intelligente e espansiva, riporta l’uomo a guardare al futuro con più serenità e fiducia. La bambina rivoluziona ogni aspetto della quotidianità di A.J. che non credeva di poter diventare padre, un bravo padre. Il romanzo si snoda per diversi anni: dal ritrovamento della bambina, all’adozione fino addirittura all’adolescenza di Maya. In tutti questi anni A.J. riesce a tornare a vivere e restituisce vigore alla sua libreria che diventa il parco giochi di sua figlia. L’uomo è un lettore “di classe” ha dei gusti specifici ed è un libraio all’antica, quello che ti sa suggerire dei titoli interessanti da leggere, non potevo non apprezzare un protagonista del genere! La storia, come ho già detto, non è originalissima ma mi ha scaldato il cuore e mi ha conquistata perché parla di una rivincita sul dolore, dice al lettore che c’è sempre speranza nella vita, che i cambiamenti, anche se pieni di sofferenza, non sono sempre dannosi. Insomma, questo romanzo mi è sembrato un faro per la speranza: mai abbattersi!
Diciamo che sto vivendo un momento in cui ho bisogno di questi incoraggiamenti, seppur indiretti, quindi anche per questo il libro mi è piaciuto. Prima di concludere vorrei segnalarvi la presenza di brevi ma molto belle recensioni scritte da A.J. tra un capitolo e l’altro, tutte indirizzate a Maya. Sinceramente mi sono segnata qualche titolo interessante!
Assegno quattro stelline a questo romanzo che tra libri, sofferenze e nuove speranze è stato capace di scaldarmi il cuore.

Lya

06 dicembre 2017

What's next?300

Buongiorno lettori e passanti!
siamo arrivato alla 300tesima puntata della rubrica ispirata a u'altra che gira online! Dalla prossima puntata sparirà il numero per essere sostituto da mese e anno... ci sto ancora riflettendo ;)


- Cosa ho appena finito di leggere?
Ho letto di volata una graphic novel ispirata dal telefilm "Sherlock: uno studio in rosa", mentre ho terminato da un paio di giorni il ben più impegnativo "American Gods", libro "fantasy" per adulti scritto da Neil Gaiman. Francamente non so se mi è davvero piaciuto oppure se sono stata colpita dalla genialità della storia, dalle contestualizzazioni e dal protagonista che si lascia vivere per tutto il libro tranne che nel finale. Lo sto ancora digerendo e sto cercando di focalizzare bene la mia mente da lettrice disabituata a questa tipologia di romanzi... era da un po' che non leggevo qualcosa di così particolare e difficile da definire.
Credo che mi vedrò il telefilm e poi ne scriverò una recensione.


- Cosa sto leggendo?
Ho iniziato e sto leggendo con difficoltà "La città dei libri sognanti" di Walter Moers; è l'ultimo libro della mia sfida del comodino e mi sta dando del filo da torcere! L'ho lasciato per ultimo proprio perché, essendo un libro dedicato a un pubblico giovane, pensavo fosse di facile lettura, piacevole e leggero. Invece mi ritrovo con un malloppo di 400 pagine, lentissimo e farcito di cose del tutto inutili. Le premesse sono bellissime, la cover anche ma lo stile di scrittura e il protagonista, che narra in prima persona, le sto trovando insopportabili. Sono a pagina 100, aspetto di vedere se succederà davvero qualcosa, altrimenti credo che lo abbandonerò. Non riesco a costringermi a leggere qualcosa che mi fa chiudere gli occhi dalla noia(cosa che mi capita davvero raramente!).

- Qual è il prossimo libro che leggerò?
Francamente avevo davvero voglia di leggere un bel libro per ragazzi, ma non ci ho azzeccato :/
Penso che o leggerò "Chocolat" di Joanne Harris oppure, cambiando del tutto genere, "Non ti addormentare" di S.J. Watson. Comunque credo che consulterò la mia tbr invernale per scegliere il prossimo libro. ^^

Voi cosa leggete di bello?

05 dicembre 2017

Top Five Tuesday: le ambientazioni "libresche" che mi piacerebbe visitare

Buongiorno lettori e passanti,
non potevo esimermi dal fare questa top ten/five perché il tema mi piace davvero moltissimo!
Il tema odierno, tratto come al solito dal blog The broke and the bookish, è relativo ai bookish settings che mi piacerebbe visitare e ho deciso di inserirne cinque "solamente" e di scegliere tra quelli REALI e non quelli immaginari.

1- La Scozia di Jamie e Claire(La straniera di Diana Gabaldon): la Scozia è il mio sogno da almeno 5 o 6 anni e dopo la lettura del libro e la visione del telefilm ormai è diventato un chiodo fisso. Spero di poterci andare presto!

2- Hogwarts, cioè gli studios londinesi o meglio ancora "The Wizarding World of Harry Potter" di Orlando: OVVIO. Non è al primo posto perché la Scozia mi chiama a gran voce ma mi piacerebbe davvero tanto visitare uno o entrambi gli studios dove c'è la riproduzione di alcuni dei luoghi immaginari più amati della mia infanzia e adolescenza. 

3- Il Giappone di "Memorie di una Geisha": libro stupendo e posti bellissimi. Il Giappone è un altro dei viaggi che mi piacerebbe fare perché la cultura nipponica mi affascina e questa dualità tra passato tradizionale e presente tecnologico mi chiama.

4- Copenaghen da "The danish girl": una capitale del nord che mi piacerebbe visitare insieme ad Amsterdam...prima o poi le vedrò!

5-  Lakeside in Wisconsin, città fictional ma simile a molte piccole cittadine americane del nord di American Gods: una tipica località piccola e raccolta dove passare del tempo per pensare e raccogliere e riflettere in solitudine, nel silenzio della neve e le ghiaccio in inverno, proprio come il protagonista del romanzo.

Quali sono le vostre ambientazioni libresche che volete visitare?
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