mercoledì 25 marzo 2015

RECENSIONE: Il re delle ombre di Eve de Castro

Buona lettura!

Titolo:Il re delle ombre
Autore: Eve de Castro
Pagine: 500
Prezzo:19 euro
Editore: Rizzoli

Trama
Versailles, estate del 1665: il giovane Luigi XIV sta edificando una reggia che sia insieme il simbolo del potere del Re Sole e il più incredibile parco dei divertimenti. Per farlo, ha bisogno del lavoro di migliaia di ombre, uomini e donne lontani dallo splendore della grande Storia: muratori, carpentieri, servitori, artigiani, e ladri, prostitute, cortigiani, senza i quali Luigi e il fratello Filippo d'Orléans, perennemente in cerca di amanti, non potrebbero inseguire il piacere e la gloria. In questa folla brulicante, Batiste il giocoliere e Nine La Vienne, un po' strega e un po' medico, si muovono tra intrighi e colpi di Stato, matrimoni combinati e tradimenti, decisi a sfidare le leggi del proprio tempo per uscire dall'oscurità a cui il destino li ha condannati.



Il re delle ombre è forse uno dei migliori romanzi storici che io abbia letto nell’ultimo periodo. Come ormai avrò ripetuto fino alla nausea, cerco sempre dei romanzi storici che riescano a coniugare l’esattezza dei fatti con elementi narrativi che seguano le vicende facendole vivere anche al lettore. Ebbene, dopo tante delusioni, ho trovato un bel romanzo di questo genere che mi ha coinvolta e che ho apprezzato davvero molto.

I protagonisti del romanzo sono due e raccontano altrettante realtà parallele ma piuttosto distanti tra loro socialmente nella Francia del giovane Luigi XIV. Nine è una ragazza che non vuole diventare donna, vuole studiare e fare il medico ma, poiché appartiene al “sesso debole” non può realizzare il suo sogno, anche se, circostanze casuali e non, la porteranno molto vicina a concretizzare questo desiderio. Batiste è un giovane scapestrato senza scrupoli dedito al crimine e povero in canna che vive con sua madre, suo fratello e sua sorella. Sempre irrequieto e alla costante ricerca di un introito, decide di trasferirsi con la sua famiglia vicino al cantiere di Versailles e di farsi assumere come manovale. Questa decisione lo porterà a conoscere una strana ragazzina, Nine e a iniziare una nuova vita tra ostacoli e violenze.

Come ho già detto nell’introduzione, “Il re delle ombre”, oltre ad avere un bel titolo, è anche un godibilissimo romanzo storico che mostra le luci e le ombre della vita a Parigi durante la metà del 1600.
Francamente, sin dalle prime pagine, sono rimasta piuttosto colpita poiché viene utilizzato, in modo diverso un espediente narrativo vecchissimo: l’epistola al proprio pupillo. La storia viene raccontata da un uomo che è al servizio di un giovanissimo duca francese e che, attraverso delle lettere scritte in prima persona che poi si trasformano in narrazione onnisciente in terza, racconta la vita di questi due strani personaggi: Nine e Batiste. Questo narratore che tutto conosce è uno dei misteri che viene svelato solo alla fine del romanzo e che mi ha permesso di calarmi ulteriormente nella storia.
Ho molto apprezzato i due protagonisti che sono davvero fuori dalle righe: lei non è una ragazza per bene posata e tranquille e lui non è per nulla un gentiluomo, anzi non nasconde nessuno dei suoi crimini. Vi assicuro che questa cosa non è per nulla scontata nei romanzi di questa tipologia! Oltre ai due protagonisti sono anche narrati i difficili rapporti che intercorrono tra il re e suo fratello tra antichi e nuovi rancori.
Non voglio soffermarmi troppo sui personaggi di cui si può notare un’evidente evoluzione psicologica, vorrei soffermarmi soprattutto sull’ambientazione e sulla ricchezza della trama.
L’autrice colloca la sua storia agli arbori del lungo regno del re sole, un sovrano contraddittorio e ricco di sfaccettature, esattamente come il periodo in cui è vissuto. La maggior parte della narrazione si svolge ai margini della nobiltà e della famiglia reale, nell’immenso cantiere del palazzo di Versailles, voluto fortemente dal re. In questa cornice viene sviluppata una storia articolata e ricca di dettagli e descrizioni che vanno a rendere il romanzo ancora più bello e appassionante. In tutto il libro è evidente come l’autrice abbia voluto ricreare un ritratto di un’epoca fatta di contraddizioni sociali e lotte intestine all’ombra di quella che poi sarà una delle maggiori rappresentazioni del potere monarchico francese. Insomma ho riscontrato la presenza di un’ottima rappresentazione della vita dell’epoca tra miseria, borghesia e alta nobiltà collocati in quest’ambientazione così realistica ed efficace.
Parlando di efficacia, anche il doppio/triplo punto di vista dei personaggi che raccontano la storia valorizza ulteriormente la narrazione poiché è possibile osservare dall’alto e dall’interno i sentimenti e la azioni dei protagonisti.
Lo stile utilizzato dall’autrice è complesso e dà la parvenza di essere antico, come se effettivamente il narratore/scrittore fosse appartenuto a un’epoca lontana dalla nostra.
Insomma, dopo avervi detto tutto ciò, avrete sicuramente capito che il romanzo mi è piaciuto moltissimo e che ho deciso di assegnargli quattro stelline e mezzo, non cinque perché alcune parti sono un po’ troppo lente.

Lya

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