18 febbraio 2012

Recensione "In difesa di Jacob" di William Landay

Titolo: In difesa di Jacob
Autore: William Landay
Pagine: 540 pagine
Prezzo: 7,70 €
Casa Editrice: Time Crime

Trama:
Andy Barber, da più di vent’anni braccio destro del procuratore distrettuale, è un uomo rispettato, un marito e un padre devoto, e ha davanti a sé una carriera sicura. Sa bene cosa può nascondere la vita di una persona, quali colpe possono essere taciute, ma la sua è un’esistenza serena e l’amore per sua moglie e suo figlio non ha limiti. Tutto sembra andare per il verso giusto per lui e la sua famiglia.
Ma certe convinzioni a volte sono esposte ai capricci del destino o alle conseguenze di piccoli gesti. Così, un giorno, quasi per caso, piomba su di loro un’accusa inaudita: il figlio di Andy, Jacob, poco più che un bambino, viene indagato per omicidio. Un suo compagno di classe è stato accoltellato nel parco poco prima dell’inizio delle lezioni. Il ragazzo proclama la propria innocenza e Andy gli crede. Ma c’è qualcosa che non torna, l’impianto accusatorio è dannatamente convincente: e se qualcosa fosse sfuggito all’attenzione di Andy? E se i quattordici anni di vita del figlio non fossero sufficienti per capire chi è realmente? E se Jacob, suo figlio, fosse alla fine un assassino?

Recensione:
Andy Barber è ancora vice procuratore distrettuale, quando viene chiamato per un caso di omicidio. La vittima è un 14enne, Ben Rifkin ed è stato ucciso con una serie di pugnalate. Nulla di strano, se non fosse che l’omicidio desta scalpore perché in una cittadina così piccola come Newton non era mai successo un crimine così efferato. Andy Barber però non sapeva che questo efferato crimine poteva sconvolgergli ancor di più la vita. Suo figlio Jacob, suo unico figlio, compagno di classe della vittima, è l’unico indiziato per l’omicidio. Tutte le prove sono contro di lui, ma Andy lotterà per riportare a galla la verità, anche a costo di indagare di nascosto e mettersi contro quelli che sono oramai i suoi ex colleghi.
Nonostante tutto però le prove sembrano schiaccianti e ad aggravare la situazione è l’individuazione del movente e il carattere introverso, quanto violento dell’indagato.
Una storia intrisa di suspense, colpi di scena e mistero. Perché la vita degli adolescenti è spesso un mistero. In questo romanzo c’è un perfetto mix tra nozioni giuridiche e mediche. Perché ha un certo punto, quando la storia sembra prendere una piega disperata per i Barber, uscirà una tattica difensiva che cercherà di salvare Jacob con  il “Gene dell’omicidio”, un escamotage molto discusso sia in ambito medico che psicologico, anche a me è capitato di studiarlo a scuola: la violenza è genetica o dipende dall’ambiente in cui si cresce? Sicuramente un argomento molto affascinante, che mi ha colpito ritrovare trattato nel romanzo.
Il romanzo si sviluppa non solo come semplice e mera narrazione degli eventi, con descrizioni e dialoghi. In molti punti vengono proprio riportati i dialoghi in verbale del processo, che si svolgerà per buona parte del libro. La scelta di utilizzare per queste parti anche un font diverso credo sia stata una mossa vincente, perché dava la sensazione effettiva di trovarsi davanti ai “documenti ufficiali” che avrebbero sancito la condanna e l’assoluzione del giovane imputato. In generale poi il linguaggio, seppur specifico, per correttezza professionale dell’autore, non è mai complicato al punto da non riuscire a far capire al lettore cosa stesse succedendo. Perché nel momento in cui Andy parla di argomenti di “giurisprudenza” e li spiega alla moglie (che si deduce sia anch’ella “ignorante” sull’argomento), li spiega indirettamente al lettore. Così anche per quel che concerne il settore medico, dove la psicologa spiega nel dettaglio cosa succede nella testa di Jacob (dal punto di vista proprio di geni) e come questo si manifesta nella vita quotidiana!
Un discorso voglio fare per i protagonisti. Jacob, erroneamente a quel che si può pensare, non è il protagonista, ruolo invece ricoperto da suo padre, il quale giocherà fondamentale nell’evoluzione della vicenda. Stesso dicasi per Laurie Barber, moglie di Andy e madre di Jacob. A differenza del marito lei non ha MAI avuto un minimo di esitazione nel difendere il figlio, sicura al 100% della sua innocenza. Tra le figure è quella che più mi ha colpito, ma non perché è una donna, piuttosto sono rimasta colpita dalla sua forza, dalla sua risolutezza. Invecchiava di colpa per il dolore, perdeva la luce negli occhi, dimagriva a vista d’occhio, ma non ha mai perso la speranza e soprattutto la fiducia in suo figlio durante tutto il processo e in tutto questo tempo non si è mai lamentata, ma aveva occhi solo per il suo piccolo Jacob.
Infine bisogna citare Neal Logiudice, pubblico ministero incaricato di difendere lo Stato nel caso contro Jacob Barber. Prima di essere “nemico”, era stato l’orgoglio di Andy Barber, lui gli aveva insegnato i trucchi del mestiere, e nonostante fosse il processo contro suo figlio, dove Logiudice sfoggiava senza remore tutti gli insegnamenti del maestro, Andy non poteva essere pienamente arrabbiato con lui, anzi era molto combattuto tra l’odiarlo per la “scorrettezza” che spesso mostrano gli avvocati nel condurre gli interrogatori, e l’orgoglio per averlo formato così bene, facendolo quasi uguale a lui.
Un romanzo che tiene col fiato sospeso. Soprattutto le ultime 100 pagine sono state una cascata di emozioni che mi hanno travolta, lasciandomi senza fiato, sconvolta,  salvo poi lasciarmi pienamente soddisfatta. Un finale degno di un Thriller di alti livelli.
5 stelle!!!! Nessun dubbio!


Alla prossima!
Isy


6 commenti:

  1. L ho letto anche io questo libro ,e mi è piaciuto molto,ma una nota dolente mi è apparsa nel finale,anche se davvero particolare,non ho capito davvero se alla fine era colpevole oppure no

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  2. Anche io ci sono rimasta male, ma poi mi sono chiesta: "Lo voglio davvero sapere?"...Nel susseguirsi degli eventi mi sono affezionata a Jacob, perchè alla fine è un ragazzo molto fragile, oltre la corazza, ed è stato un gran dolore il finale..però preferisco restare col dubbio, piuttosto che sapere una verità che potrebbe far soffrire...=)Sono un po' strana!! Isy

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  3. be effettivamnete un pò strana lo sei ahhah ,schrzo! comunque io voglio sempre sapre chi è il colpevole! se no che leggo a fare?il finale in effetti è stato scioccane,non me lo aspettavo ,tutto sommato ci può stare!

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  4. Ciao, sono nuova da queste parti ma mi piace molto il tuo blog! Ho trovato nuovi spunti per letture interessanti quindi ti ringrazio! Se sei curiosa potresti venire sul mio blog, c'è un premio...
    http://www.unpoditutto-midnight.blogspot.com/2012/02/versatile-blogger.html
    A presto

    Midnight

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  5. beh, non so se il finale lascerà anke a me l'amaro in bocca ma son sicura del fatto di voler leggere questo libro, mi piace l'argomento affrontato! ;)

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  6. vorrei farti un appunto : è la mamma che tenta di insinuare il dubbio al padre riguardo la colpevolezza del figlio...è il padre che al cento per cento nn mette mai in dubbio la colpevolezza del figlio anche di fronte all'evidenza :D infatti sappiamo tutti come va a finire :D

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