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15 febbraio 2018

RECENSIONE: Il maestro delle ombre di Donato Carrisi

Buona lettura!

Titolo: Il maestro delle ombre
Autore: Donato Carrisi
Pagine: 400
Prezzo:18,80 euro
Editore: Longanesi

Trama
1511. Papa Leone X emana una bolla: Roma non dovrà mai rimanere al buio. Per secoli storici e teologi si interrogano sulle ragioni di questo divieto.
23 febbraio 2015. Un temporale si abbatte su Roma causando per la prima volta nella storia un blackout totale.
Un nuovo mostro inizia ad aggirarsi nelle strade della città…
Fu il primo dei tribunali della Curia romana ecclesiastica, ed è istituito per le questioni di coscienza.
Le sue origini risalgono al XIII secolo, quando per autorità di Innocenzo IV i penitenzieri di Roma si costituirono in collegio sotto la presidenza di un cardinale.
Il suo potere giurisdizionale variò secondo i tempi, ma è certo che la Penitenziaria si sia occupata e continui a occuparsi di cose oscure, indicibili e pericolose.
Come fu in epoca controriformista per le suppliche dei condannati a morte per stregoneria. La Santa Penitenzieria Apostolica è anche conosciuta come: il tribunale delle anime.
È qui che Bene e Male giocano la loro partita con il destino degli uomini. Il tribunale infatti si occupa dell’archivio criminale più imponente che esista al mondo, quello delle confessioni dei peccati più gravi.
È per questo che esistono i penitenzieri: sono loro la presenza segreta su molte scene del crimine, sono loro alla costante ricerca di ciò che l’occhio di un semplice detective non può scorgere. Un’anomalia.


Come mi ero ripromessa all’inizio del 2017, sto cercando di lasciare un po’ di spazio ai thriller tra uno storico e un fantasy. L’anno scorso mi sono focalizzata parecchio su questi due generi e ho completamente tralasciato i gialli e i romanzi thriller, che amavo moltissimo diversi anni fa. Per riprendere a leggere qualcosa di questo genere ho pensato di dare una seconda occasione a uno dei più famosi scrittori di thriller italiani: Donato Carrisi.

Roma sta per vivere una giornata di buio: un blackout forzato spegnerà le luci della città eterna per 24 ore. La polizia sa bene che al buio ci saranno numerosi problemi di ordine pubblico quindi tutto è in fermento e tutto deve essere monitorato e controllato attentamente.
Marcus, un prete ultimo appartenente a un ordine segretissimo che caccia il male in tutte le sue forme, si sveglia al buio, legato e privo di forze senza ricordi di come è arrivato lì. Questo è l’inizio di una caccia all’uomo che porterà Marcus e Sandra Vega nelle strade oscure e pericolose di Roma.

Questo è un libro che appartiene a una serie incentrata su Marcus, questo misterioso prete combattente e su Sandra Vega, una poliziotta. Inutile dirvi che non ho letto i precedenti volumi perché non mi sono informata prima ma, iniziata la lettura, speravo di riuscire comunque a seguire la storia e a godermi questo libro dalle premesse così intriganti. Ci sono riuscita solo in parte perché tutta la vicenda pregressa tra i due protagonisti viene data per scontato e ho potuto capire solo qualche cosetta tra un momento di tensione e l’altro. Ciò che mi ha convinta a leggere proprio questo libro, tra i tanti in circolazione, è la premessa: il buio forzato a Roma dopo secoli di luce. Papa Leone X, prima della sua morte, ha emanato una bolla che imponeva ai romani di tenere accesa l’illuminazione stradale sempre e comunque. Questo elemento così particolare mi ha decisamente intrigata e, nonostante le mie lacune per quanto riguarda la storia individuale dei protagonisti, mi sono goduta la lettura.
Roma è al buio, a causa di guasti alla linea elettrica, e la polizia ha indetto norme apposite per cercare di tenere sotto controllo la situazione che è prevedibilmente esplosiva. Con il favore delle tenebre molti criminali possono strisciare nell’ombra per commettere i loro delitti. Oltre a questo elemento, che ha del potenziale, anche l’intro che vede Marcus nudo, ferito e legato in una cloaca e senza memoria di come ci è arrivato, ha reso il libro molto attraente. Lo svolgimento non mi ha fatta impazzire e non ho avvertito sempre la tensione delle situazioni ma, tutto sommato, il romanzo mi è piaciuto così come i diversi personaggi che ruotano intorno alla vicenda. Il misterioso “cattivo” che manovra tutto è silenzioso ma molto presente e agisce sugli altri da lontano. Forse ho trovato un po’ eccessivo il comportamento di un altro poliziotto che si comporta in modo davvero violento e fuori da ogni schema e legge.
Lo stile dell’autore è fluido ma incisivo e le descrizioni sono davvero ben scritte così come l’organizzazione interna della struttura che si dipana lentamente davanti agli occhi del lettore.
Ho deciso di assegnare tre stelline al libro.

Lya

09 novembre 2016

RECENSIONE: La ragazza perfetta di Gilly MacMillan

Oggi veloce recensione su un libro uscito di recente. Buona lettura!

Titolo: La ragazza perfetta
Autore: Gilly MacMillan
Pagine: 384
Prezzo: 9,90/eBook: 2,99
Editore: Newton Compton

Trama

Agli occhi di tutti coloro che la conoscono, Zoe Maisey, prima bambina prodigio e poi genio della musica, è una ragazza perfetta. Eppure, diversi anni fa Zoe ha causato la morte di tre adolescenti. Ha scontato la sua pena, e ora potrebbe guardare al futuro. La sua storia e la sua nuova vita iniziano la sera in cui tiene il concerto più importante della sua carriera. Sei ore dopo, a mezzanotte, sua madre morirà...
La ragazza perfetta è un’esplorazione profonda della mente di un’adolescente talentuosa, con un’intelligenza fuori dal comune, ma anche con un passato che sembra impossibile lasciarsi alle spalle. Ancora una volta la scrittura di Gilly Macmillan guida il lettore per mano in una storia labirintica e avvincente, in cui il colpo di scena decisivo si nasconde dietro ogni pagina.


Nuovo post, nuova recensione che in questo caso sarà breve perché il libro non mi ha convinta particolarmente.

Il libro racconta la storia di Zoe, una ragazza piccola e leggiadra che, dopo aver scontato 18 mesi nel carcere minorile, sta iniziando una nuova vita con sua madre. Quest’ultima si è risposata e vuole che la figlia, una pianista eccezionale, sfrutti pienamente le sue capacità nascondendo però il suo passato a tutti. Una mattina, dopo un concerto piuttosto turbolento, la donna viene trovata morta nel suo garage…

Come vi ho anticipato, il libro non mi è piaciuto particolarmente non perché la storia sia brutta, anzi, l’ho trovata abbastanza intrigante e intricata, ma perché la struttura del romanzo mi ha confusa moltissimo. Il problema principale è proprio il disordine, perché sono comprensibili i flashback per raccontare il passato di Zoe che emerge lentamente, ma questi salti temporali non possono essere mischiati a continui cambi di punti di vista. Mi spiego meglio: ogni capitolo è incentrato su una persona diversa (Zoe, la madre, la zia, il patrigno, il fratellastro, l’avvocato senza che l’avvicendamento sia “regolare”) e ognuno di loro racconta sia il presente, personale e altrui, che il passato senza un ordine strutturale. Ognuno di loro segue il proprio filo logico senza “accordarsi” completamente a quello degli altri quindi ci si trova davanti una storia smozzicata e difficile da seguire. Sicuramente questa scelta è dettata dalla necessità di rendere la storia dell’omicidio e del passato di Zoe più complesso possibile ma, personalmente, credo che il montaggio renda difficile al lettore seguire agilmente lo svolgimento. Ovviamente è un parere personale, ma ho davvero trovato sconcertante la struttura.
Più della metà del libro è collocabile tra domenica e lunedì, rispettivamente il giorno del concerto e quello del ritrovamento del cadavere della madre ma, queste due giornate sono spezzettate all’infinito perché ci sono in continuazione cambi di personaggio e di tempo, con i ricordi e le congetture. Un caos assurdo che non mi ha dato la spinta giusta per continuare in tranquillità la lettura, che non mi ha permesso di seguire il filo rosso del mistero né di appassionarmi alla storia. Manca l’ordine, sembra quasi che l’autrice abbia scritto la stessa storia da più punti di vista e poi abbia mescolato tutto. Non sono riuscita a farmi un’idea precisa dei diversi personaggi né tantomeno degli avvenimenti sia presenti che passati. Bocciato anche se il finale non è malaccio così come le premesse!
Assegno due stelline scarse al libro.


Lya

19 ottobre 2016

RECENSIONE: Il museo delle ombre segrete di Elly Griffiths

Buonasera lettori!
eccomi con una nuova recensione! ^^

Titolo: Il museo delle ombre segrete
Autore: Elly Griffiths
Pagine: 296
Prezzo:€ 18.60
Editore:Garzanti

Trama
Inghilterra, Norfolk. Nel piccolo museo locale tutto è pronto: un'antica bara risalente al XIV secolo sta per essere aperta. Niente si muove, tranne le pagine di un antico manoscritto sfogliate dal vento. I maggiori accademici dell'università attendono di entrare. Tra di loro anche Ruth Galloway, antropologa forense, specialista nella datazione delle ossa antiche.
Ma poco prima che la cerimonia abbia inizio, viene fatta una macabra scoperta: accanto al feretro giace il cadavere di Neil Topham, direttore del museo. Ruth si ritrova suo malgrado coinvolta nell'indagine, di cui si occupa l'ispettore Harry Nelson, proprio l'ultima persona con cui Ruth vorrebbe avere a che fare. Ma questo non è l'unico problema della donna, perché adesso come non mai la sua bambina, ancora piccola, avrebbe bisogno di lei.
Gli unici indizi in mano alla polizia sono alcune lettere minatorie e una vecchia leggenda. E quando dopo pochi giorni la morte colpisce di nuovo il museo, e il detective Nelson rischia la vita, la superstizione prende sempre più piede. Ma Ruth sa che quelle morti non sono legate a un'antica maledizione come credono tutti. Sono le ossa ad avere tutte le risposte. E solo Ruth è in grado di decifrare il loro antico messaggio. Prima che sia troppo tardi e che tutto quello che le è più caro sia messo in pericolo.

Il museo delle ombre segrete ha scalato le classifiche inglesi, proiettando Elly Griffiths nell'olimpo delle grandi maestre del thriller. Una nuova indagine per Ruth Galloway, l'antropologa forense che ha affascinato i lettori di tutto il mondo con la sua competenza e la sua goffa semplicità. Una donna come tante, che deve confrontarsi con verità nascoste e segreti che affondano le radici in un passato che non potrà mai essere sepolto.



Volendomi immergere in un thriller a sfondo storico, ho deciso di dedicarmi alla lettura de "Il museo delle ombre segrete" che ho terminato in un paio di giorni. Solo dopo aver iniziato la lettura mi sono resa conto che il romanzo era il quarto caso della serie dedicata a Ruth Galloway. Quando non m'informo è sempre così...attraggo serie!

Ruth Galloway è un'archeologa forense che lavora in università e che abita a Norfolk con sua figlia. In una normale giornata lavorativa si trova a dover assistere all'apertura di una bara del medioevo ma, prima di poterlo fare trova vicino al catafalco il corpo del direttore del museo dove dovevano essere conservate le spoglie. Da questa morte ne scaturisce un grande mistero che i personaggi riusciranno a risolvere.

Devo dire che sono rimasta davvero seccata dallo scoprire che "Il museo delle ombre segrete" faccia parte di una serie che vede come protagonista Ruth; sul sito della casa editrice la cosa non era minimamente segnalata e sono andata un po' a fiducia, sbagliando. Devo sempre informarmi prima! Fortunatamente, raccontando casi separati, non ho avuto difficoltà a seguire il mistero del museo, ma mi sono trovata spiazzata per quanto riguarda i precedenti avvenimenti legati ai protagonisti. Ho dedotto che Ruth è stata coinvolta in una precedente indagine molto rischiosa e che, in un momento di grande paura, sia andata a letto con l'ispettore Nelson(sposato con prole), rimanendo incinta. Questo l'ho capito nella prima metà del libro, anche se molte cose sono date per scontato. A parte ciò, devo dire che il libro non è ciò che mi aspettavo. Ruth, che è la protagonista, non risolve il caso ma ne è solo una spettatrice che collabora nel fornire, del tutto casualmente, degli indizi. Lei sembra essere solo la voce narrante che si concentra maggiormente sulla sua vita privata per lasciare piccole parentesi per quanto riguarda la morte del curatore del museo. Insomma, la parte più puramente thriller, che comunque non è così complessa e ben organizzata, è solo uno sfondo agli avvenimenti della vita della donna. Ruth è una donna insicura e solitaria, che ama il suo lavoro e stravede per sua figlia ma che vive un grande conflitto interiore a causa della sua unica notte passata con l'ispettore Nelson. Questo è, più o meno, il nucleo di tutto il romanzo a cui fa da sfondo l'omicidio del curatore e il mistero legato al museo e a dei fanatici australiani.
In generale ho trovato il libro scorrevole e leggero, in alcuni momento ho pensato di recuperare gli altri tre libri della serie ma poi ho deciso di lasciar perdere, Ruth e i suoi amici non mi sono sembrati così memorabili. E poi, ormai, sapendo approssimativamente cosa è successo in precedenza, non avevo grande interesse a leggerlo...insomma troppi spoiler per potermi godere i precedenti volumi e troppo pochi per capire fino in fondo il libro. Che disfatta!
Prima di concludere la recensione, vorrei solo "lamentarmi" del fatto che la casa editrice avrebbe il sacrosanto dovere di segnalare con più chiarezza al lettore che il libro non è uno stand alone, ma che ci sono volumi precedenti. Così come stanno le cose mi è stato difficile calarmi nella storia e avvicinarmi ai protagonisti.

Assegno al libro tre stelline ma non lo consiglio a chi non ha letto gli altri libri dell'autrice.



Lya

29 agosto 2016

Uscite della settimana 1#

Buon lunedì lettori!
come annunciato ieri nel breve post, salutiamo la rubrica storica del blog, "Interesting book", e accogliamo una sua versione riveduta e corretta nella quale vi mostrerò le pubblicazioni dell'ultima settimana. Come per la rubrica originale, spero che la mia selezione di libri settimanale possa incuriosirvi e spingervi a fare un salto in libreria ^^


Ho spulciato un po' in rete e ho notato, tra i tanti libri che mi sono persa da aprile/maggio in poi, questi che sono appena stati pubblicati o che usciranno a breve. Spero di riuscire a darvi qualche spunto!


Titolo: Il lungo sonno
Autore: Tim Baker
Genere: Thriller
Prezzo: € 17,00 (Ebook 9,99)

Editore: Mondadori
Data di uscita: 30/08/16


Los Angeles, 1960. Hanno rapito il figlio del Vecchio Bannister, uno degli uomini più ricchi del paese. Brutta storia. Alston, l'investigatore privato ingaggiato per ritrovarlo, non riesce a capire perché il Vecchio non vuole pagare il riscatto. Per crudeltà? Per avarizia? Perché troppo interessato alla sua nuova e troppo giovane moglie? O forse perché quel figlio non è suo? Brutta storia davvero. In una Los Angeles levigata e indifferente – ville imbottite di domestici e prati curatissimi – l'investigatore è solo con il suo istinto, come nei vecchi indimenticati romanzi di Chandler. Sono gli anni Sessanta, non ci sono i cellulari, non c'è la prova del DNA, poche le intercettazioni, archivi informatici inesistenti. Per avere un'informazione bisogna pestare qualche povero cristo o baciare qualche cameriera ingenua. E in questa indagine poliziesca, sontuosamente intricata, pulsa il cuore di una città corrotta nelle fondamenta, dove la vita vale meno di zero.



Titolo: La coppia perfetta
Autore: B.A. Paris
Genere: Thriller
Prezzo: € 16,90 (Ebook 9,99)
Editore: Nord
Data di uscita:1/09/16 


Chiunque avesse l’occasione di conoscere Jack e Grace Angel penserebbe che sono la coppia perfetta. Lui un avvocato di successo, affascinante, spiritoso. Lei una donna elegante e una padrona di casa impeccabile. Chiunque allora vorrebbe conoscere meglio Grace, diventare sua amica, scoprendo però che è quasi impossibile anche solo prendere un caffè con lei: non ha un cellulare né un indirizzo email, e comunque non esce mai senza Jack al proprio fianco. Chiunque penserebbe che in fondo è il classico comportamento degli sposi novelli, che non vogliono passare nemmeno un minuto separati. Eppure, alla fine, qualcuno potrebbe sospettare che ci sia qualcosa di strano nel rapporto fra Grace e Jack. E chiedersi per esempio perché, subito dopo il matrimonio, Grace ha lasciato un ottimo lavoro sebbene ancora non abbia figli, perché non risponde mai nemmeno al telefono di casa, perché ci sono delle sbarre alle finestre della camera da letto. E a quel qualcuno potrebbe venire il dubbio che, forse, la coppia perfetta in realtà è la bugia perfetta…



Titolo: Il Club delle seconde occasioni
Autore: Dana Reinhardt
Genere: New Adult
Prezzo: € 14,90 (Ebook 6,99)
Data di uscita: 30/08/16


Cosa c’è di peggio che essere scaricati di punto in bianco dalla ragazza che si ama
disperatamente? Niente, River Dean ne è convinto al cento per cento. Perché è proprio quello che gli è capitato in un inaspettato pomeriggio di fine primavera: Penny l’ha mollato, senza una parola, una spiegazione. E senza nemmeno un passaggio a casa. Se n’è andata, lasciandolo da solo, a piedi, dall’altra parte di Los Angeles. River si mette quindi in cammino, deciso ad autocommiserarsi per il resto dei propri giorni. Finché un’insegna richiama la sua attenzione. Un’insegna che promette una Seconda Occasione a chiunque abbia il coraggio di mettersi in gioco. L’insegna di un gruppo di supporto per ragazzi problematici. Senza pensarci due volte, River si unisce al club. È pronto a tutto pur di guadagnarsi la sua seconda occasione. Anche a mentire spudoratamente e a innamorarsi, di nuovo.
Pieno di equivoci esilaranti e personaggi irresistibili, Il Club delle Seconde Occasioni è un vero e proprio caso editoriale: acclamato dalla critica ancor prima della pubblicazione negli Stati Uniti, diventerà un film per Paramount Pictures. Un romanzo che vi farà piangere, ridere e riflettere. Ma soprattutto che vi rimarrà nel cuore per molto, molto tempo.



Titolo: La Profezia di Cittastella
Autore: Guido Conti
Prezzo: € 17,00 (Ebook 9,99)
Genere: Romanzo Storico
Editore: Mondadori
Data di uscita: 30/08/16

Novembre 1510. Piove da giorni e il Po è in procinto di allagare le terre che circondano la casupola di frate Berardo, isolandolo completamente, quando alla sua porta si presenta un cavallo sfiancato, che porta con sé un neonato. Berardo, che vive solo e conosce le virtù delle piante curative, lo accoglie e gli insegna tutto ciò che sa: gli effetti prodigiosi della medicina naturale, i segreti della caccia e della pesca e i trucchi della navigazione sul Po. Ma soprattutto gli insegna ad avere rispetto per il Grande Fiume, ad amare ogni essere vivente, a vivere in armonia con ciò che lo circonda. Nella vicina Cittastella, intanto, regna il duca Filippo, sovrano sanguinario che trascorre le proprie giornate tra astrologhi, giullari e buffoni, mentre i sudditi reclamano pane e giustizia e i nobili locali tramano per spodestarlo.
Quindici anni dopo, il bambino che conosce tutti i recessi del bosco ma non ha mai sperimentato la frenesia e i pericoli della città è diventato un ragazzo vivace e sicuro di sé, legato a Berardo da un affetto profondo. Sarà l'amore per la bellissima Eleonora che porterà Ruggero a Cittastella, su cui incombe una profezia che sta per avverarsi. Tra la minaccia della peste, il tradimento dei compagni di viaggio e il prezioso aiuto dell'amico Francesco, Ruggero si troverà a compiere scelte importanti per la propria vita e il destino del regno. Sullo sfondo di picaresche avventure, s'intrecciano le storie di personaggi indimenticabili, tra cui il nano Rodomonte e Gonella, ambiguo e cinico buffone di corte, mentre infuriano gli scontri sanguinosi tra signorotti locali, i lanzichenecchi al servizio dell'imperatore Carlo V portano morte e distruzione, e il papa mira a espandere i propri territori.
A partire da un'accuratissima documentazione storica e sulle ali di una scrittura duttile e immaginifica, Guido Conti mette in scena un romanzo che è insieme la ricostruzione di un periodo storico affascinante, un'avventura ricca di colpi di scena e il resoconto appassionante della lotta di un coraggioso ragazzo contro l'ingiustizia.


Titolo: L'uomo che inseguiva i desideri
Autore:Patrick Phaedra
Prezzo:€ 16.90 
Genere: Narrativa
Editore: Garzanti
Data di uscita: 1/09/16



Da un anno, ogni mattina, Arthur Pepper si sveglia alle sette e compie con esattezza gli stessi gesti. Si veste seguendo un ordine preciso, mangia una fetta di pane tostato, poi alle otto e mezzo si mette a sistemare il giardino. Questo è l'unico modo per superare il dolore per la perdita dell'amata moglie, Miriam, dopo tutta una vita passata insieme. Solo così gli sembra di poter fingere che lei sia ancora con lui. Ma il giorno del primo anniversario della sua scomparsa, Arthur prende coraggio e decide di riordinare gli oggetti di Miriam. Nascosta tra gli stivali, vede improvvisamente una scatolina. Dentro c'è un braccialetto con dei ciondoli: sono a forma di tigre, fiore, elefante, libro e altri piccoli oggetti. L'uomo sulle prime è perplesso; la moglie non indossava gioielli. Ma poi guarda con più attenzione e si accorge che su un ciondolo è inciso un numero di telefono, che Arthur non può fare a meno di chiamare subito. È l'inizio della ricerca e delle sorprese. Seguendo i ciondoli Arthur compie un viaggio che lo porta su un'assolata spiaggia di Goa che ha visto la donna giocare con un bambino indiano, a Londra da un famoso scrittore, in un'accademia d'arte dove è custodito un ritratto di Miriam da giovane, a Parigi in una raffinata boutique, in un castello della campagna inglese dove incontra una tigre, e in tanti altri luoghi che non aveva mai visitato. Un viaggio che gli fa scoprire una Miriam sconosciuta, ma che ha ancora tanto da insegnargli. E gli ricorda che l'amore è sorprendersi ogni giorno, per tutta la vita e anche oltre.

L'uomo che inseguiva i desideri è un caso editoriale straordinario. Conteso in tutto il mondo, è stato venduto in oltre venti paesi. Ha scatenato l'entusiasmo dei librai che l'hanno letto in anteprima e che l'hanno già proclamato il libro dell'anno. Una favola piena di magia sull'amore e la gioia di sorprendersi ogni giorno, anche per le piccole cose.


Cosa ne pensate? A me come al solito attira molto il romanzo storico, ma anche l'ultimo "L'uomo che inseguiva i desideri" ^^

22 settembre 2015

Recensione: “Il diavolo nella cattedrale” di Frank Schätzing

Titolo: Il diavolo nella cattedrale
Autore: Frank Schätzing
Pagine: 459
Prezzo: 5€
Editore: TEA

Colonia, 1260. Gerhard Morart sa bene che non potrà mai completare la costruzione della "sua" cattedrale prima di morire. Quello che non sa, purtroppo, è che la morte non tarderà ad arrivare: qualcuno infatti gli tende un agguato su un'impalcatura dell'edificio e lo fa precipitare a terra. Un delitto a sangue freddo, che tuttavia ha avuto un singolare testimone: Jacop, un ladruncolo che si trovava su un melo lì accanto, intento a rubare i frutti succosi per placare la sua eterna fame. Anziché darsela a gambe, Jacop si avvicina a Gerhard, ormai morente, che gli sussurra qualcosa all'orecchio. Così facendo, però, il ladruncolo rivela la propria presenza all'assassino, il quale si lancia in una caccia spietata per ridurlo al silenzio.






Frank Schätzing è uno dei più famosi autori di thriller tedeschi. In Italia ha ottenuto successo grazie al romanzo “Il quinto giorno”, da molti elogiato come ottimo romanzo. Ma il libro di cui vi parlo oggi è “Il diavolo nella cattedrale”, che personalmente non ha palesato il tanto elogiato talento dell’autore. Ma partiamo con ordine. Colonia, 1260. D’accordo abbiamo precise coordinate spazio-temporali. Nella città tedesca sta nascendo uno dei luoghi di culto più grandi dell’epoca, una cattedrale. Uhm…interessante! La costruzione di una cattedrale fa da sfondo alla storia! 
Durante un tentativo di rubare delle mele da un albero, un giovane ladruncolo senza fissa dimora, Jacop, assiste all’omicidio dell’architetto della cattedrale. Non vede precisamente chi è stato, ma solo una figura agile e scura che repentinamente spinge giù dall’impalcatura Gerhard Morart. Quando pensa di esser solo si avvicina al corpo dell’assassinato che, prima di esalare l’ultimo respiro, gli sussurra un semplice ma criptico messaggio. Ok, cavolo! La trama inizia a farsi intrigante! In realtà l’assassino si è accorto di Jacop, il quale a sua volta, dopo aver compreso di esser stato visto, si convince sempre di più che l’assassino altri non è che il diavolo in persona. L’omicida non sa cosa il giovane ha visto, cosa Morart gli ha confidato, ma non vuole e non può rischiare che lui o altri spifferino ciò che è successo. Ben presto inizia dunque a dargli la caccia e a colpire tutti coloro che si avvicinano al giovane. Il buio, il luogo, la suggestione e la superstizione rendono il tutto credibile. Proseguiamo con la lettura. La storia è davvero intrigante, se queste sono le premesse, promette davvero bene! Ed è qui che inizia a percepirsi un senso di smarrimento, un sentimento di “C’è qualcosa che non va!”. Cavolo! Ho parlato troppo presto!
Piccola premessa. Pur trattandosi di un thriller, non aspettatevi suspense o colpi di scena: il lettore viene messo a conoscenza dei retroscena sin dalle primissime battute. Devo ammettere che all’inizio ci sono rimasta molto male, perché in un thriller sono abituata a smascherare l’assassino solo a metà romanzo (quando il testo è scritto abbastanza bene) o a non capirlo proprio se non quando è l’autore stesso, nel finale, a svelare il nome (la Christie in questo è una maestra). Quindi ritrovarmi il nome dell’assassino, le ragioni e tutto svelato già nelle prime 10 pagine mi ha lasciata delusa, però si tratta di una scelta voluta dall’autore che ha giocato più sulla narrazione dei fatti che sulla più scontata (ma anche desiderata) componente misteriosa.
Parliamo dai personaggi. Jacop è un ragazzo mingherlino, un ladro, un senza fissa dimora, indossa abiti sudici, ha i capelli disordinati e rossi, eppure molte ragazze hanno un debole per lui e per i suoi capelli. Vabbè…andiamo avanti! Sarà solo un caso. Nel tentativo di fuggire dagli inseguitori il ragazzo si imbatte in una giovane, Richmodis, che senza remore e senza preoccuparsi di nulla, non esita ad aiutarlo. Seriamente?! Un ragazzo inseguito, sporco, un ladro eppure lo aiuti e lo ospiti in casa tua pur sapendo che chiunque avrebbe potuto vedervi e lasciar lavorare di fantasia le peggiori malelingue. Ma sì! Sconvolgiamo la coerenza. Io adoro le figure femminili forti, anche in romanzi che hanno come obiettivo una minima narrazione storica, però non si può e non si deve mai rinunciare alla coerenza contestuale.
Fortunatamente le sorti narrative sono risollevate dall’introduzione della figura di Jaspar, canonico, zio della ragazza, nonché il primo a credere alla versione del giovane circa l’omicidio dell’architetto, da tutti raccontato come incidente. Però l’uomo non crede mai sia stato il diavolo, bensì una figura in carne e ossa. E che dietro l’assassinio non ci siano ragioni religiose, dovute alla “sfida dell’uomo nel costruire qualcosa che possa raggiungere Dio”, bensì qualcosa di più grande: intrighi, soldi e giochi di potere.
Lo stile di scrittura è sempre chiaro e fluente. La divisione dei capitoli e l’introduzione da un breve titolo che anticipa il luogo o il protagonista della porzione di romanzo risultano opzioni idonee e apprezzabili. 
Nonostante in più punti la narrazione si sia dilungata e abbia dato vita a scene inverosimili e talvolta fastidiose, in generale si tratta di un romanzo gradevole. Personalmente, avendo sentito spesso parlare di questo autore di cui vengono tessute grandi lodi, sono rimasta alquanto delusa, ma riflettendo a lettura terminata e provando ad azzerare i miei pregiudizi mi rendo conto che non si tratta di un testo totalmente da scartare e che, rispetto ad altri thriller letti (storici, ma non solo), questo è decisamente a un livello superiore.
Nota positiva del testo è l’accurata rappresentazione della Colonia medievale così come la descrizione della cattedrale, con tutti gli elementi architettonici che ne fanno un emblema dell’edilizia gotica.
Quindi io ne consiglio la lettura se siete in cerca di un thriller mediamente coinvolgente e soprattutto se non siete fanatici del genere. Non è assolutamente un capolavoro, quindi chi ama questa tipologia di romanzi quasi certamente non apprezzerà il romanzo.


Sufficienza per questo romanzo e spero che, qualora dovessi scegliere di leggere anche “Il quinto giorno”, non mi deluda…ovviamente prima abbasserò, o meglio cercherò di annullare tutte le aspettative creatami su questo scrittore.

Isy

25 settembre 2014

ANTEPRIMA: Il cacciatore del Buio di Donato Carrisi

Dopo "Il suggeritore" (QUI trovate la mia recensione), "Il tribunale delle anime" e "L'ipotesi del male", torna uno degli scrittori nostrani di thriller! Negli ultimi anni ne ho letti davvero pochi, ma quello di Carrisi mi è piaciuto parecchio!


Titolo: Il cacciatore del buio
Autore: Donato Carrisi
Pagine: 450
Prezzo: 18,60 euro
Editore: Longanesi
Data di pubblicazione: 29 settembre 2014


«Se non sarà fermato, non si fermerà.» Non esistono indizi, ma segni. Non esistono crimini, solo anomalie. E ogni morte è l’inizio di un racconto. Questo è il romanzo di un uomo che non ha più niente – non ha identità, non ha memoria, non ha amore né odio – se non la propria rabbia... E un talento segreto. Perché Marcus è l’ultimo dei penitenzieri: è un prete che ha la capacità di scovare le anomalie e di intravedere i fili che intessono la trama di ogni omicidio. Ma questa trama rischia di essere impossibile da ricostruire, anche per lui. Questo è il romanzo di una donna che sta cercando di ricostruire se stessa. Anche Sandra lavora sulle scene del crimine, ma diversamente da Marcus non si deve nascondere, se non dietro l’obiettivo della sua macchina fotografica. Perché Sandra è una fotorilevatrice della polizia: il suo talento è fotografare il nulla, per renderlo visibile. Ma stavolta il nulla rischia di inghiottirla. Questo è il romanzo di una follia omicida che risponde a un disegno, terribile eppure seducente. E ogni volta che Marcus e Sandra pensano di aver afferrato un lembo della verità, scoprono uno scenario ancora più inquietante e minaccioso. Questo è il romanzo che leggerete combattendo la stessa lotta di Marcus, scontrandovi con gli stessi enigmi che attanagliano Sandra, vivendo delle stesse speranze e delle stesse paure fino all’ultima riga. E non dimenticherete più.


Voi avete letto qualcosa di quest'autore? Vi interessa questa nuova pubblicazione?

29 luglio 2014

Esce oggi: "Il corpo di Sofia" di Rossella Martielli

Buonasera amici lettori. Sono molto felice oggi di potervi mostrare l'ultimo romanzo di Rossella Martielli, giovane scrittrice e blogger pugliese.
Il romanzo appartiene al genere Noir, con una vena di eros!


Titolo: Il corpo di Sofia
Autore: Rossella Martielli
Pagine: 142
Prezzo: 12 €
Editore: Runa Editrice
Data pubblicazione: 29 Luglio 2014
Genere: Noir

La vita di Lisa non è mai stata felice. A venticinque anni convive con un passato inconfessabile, una madre ingombrante e un fidanzato, Daniel, debole e depresso, così insicuro da apparirle la caricatura di un uomo. Eppure Daniel ha i suoi segreti, tra cui la tresca con l’affascinante e ambigua Sofia, giovane donna senza scrupoli e senza morale, che usa il sesso per legarlo a sé e coinvolgerlo in una spirale di furti dalle conseguenze imprevedibili.
Mentre Sofia lo trascina nel baratro, stando ben attenta a non seguirlo, Daniel si sforza disperatamente di restare attaccato a Lisa e ai loro sogni condivisi.
Finché anche Lisa non decide che ne ha abbastanza…
In un alternarsi di passato e presente, realtà e follia, erotismo e ossessione, alla resa dei conti sarà solo una delle due donne a vincere; a Daniel, semplice pedina di un gioco perverso, non resterà che immolarsi all’altare di un amore ormai morto.

L'autrice
Rossella Martielli nasce ad Acquaviva delle fonti, in provincia di Bari, ma vive a Torino, città di cui si è innamorata la prima volta che ha visitato il Salone del libro. Editor e ghostwriter per professione, lettrice e scrittrice per passione, ha partecipato e vinto diversi concorsi letterari per racconti. Nel 2011 ha vinto la sezione narrativa del concorso “L’ho 
ScrittoIO” indetto dalla Fondazione Roma Sapienza. Nel 2012 è stata finalista al “Premio romance” indetto da “I Romanzi Mondadori”. Nel 2011 è uscito il suo primo romanzo, “In ricordo di noi”, e nel 2013 l’antologia di racconti da lei curata dal titolo “8 note d’amore”. Dopo l’esperienza a Radio Classica, dove si occupava di novità letterarie all’interno del programma “Parole di Carta”, ha aperto un canale YouTube in cui recensisce libri e interagisce con i lettori che la seguono. Ha scritto per “Romance Magazine”, “Sul Romanzo”, “SoloLibri”, “La bottega di Hamlin”, e per il freepress nazionale “Slide”. Laureata in Sociologia con specializzazione in Editoria e Giornalismo, attualmente lavora come editor free-lance e web-content per aziende leader del settore.

03 dicembre 2013

Recensione: "La vendetta del diavolo" di Joe Hill


Titolo: La vendetta del diavolo
Autore: Joe Hill
Pagine: 391
Prezzo: 19,90€
Editore: Sperling&Kupfer



Ignatius Perrish ha passato tutta la notte tra alcol ed eccessi. Il mattino dopo si sveglia con i postumi di una sbronza tremenda, un mal di testa infernale... e un paio di corna che gli spuntano sulla fronte. In un primo momento Ig pensa che siano un'allucinazione, o il prodotto di una mente alterata dalla rabbia e dal dolore. Nell'ultimo anno ha vissuto in un solitario purgatorio personale, dopo la morte della sua amata, Merrin Williams, violentata e assassinata in circostanze mai chiarite. Un esaurimento nervoso sarebbe la cosa più naturale del mondo. Ma non c'è niente di naturale in queste corna, fin troppo reali. Un tempo Ig godeva una vita di privilegi: aveva sicurezza, soldi e un posto nella società. Aveva tutto, e anche qualcosa in più: aveva Merrin, e il loro amore fatto di sogni a occhi aperti e magia. Ma l'assassinio della fidanzata si è abbattuto su Ig come una maledizione: pur essendo innocente, agli occhi della gente è lui l'unico colpevole, e si è comprato l'assoluzione grazie al suo denaro. Tutti, ormai, l'hanno abbandonato. Tutti, tranne uno: il suo demone interiore. Posseduto da un nuovo, terrificante potere e con nuove, spaventose sembianze, per Ig è arrivato il momento di trovare il mostro che ha ucciso Merrin e ha distrutto la sua vita. Essere buono non lo ha portato da nessuna parte. È il momento di una piccola vendetta. È tempo che il diavolo riscuota ciò che gli spetta...


“La vendetta del diavolo” è un thriller dello scrittore americano Joe Hill. In realtà è uno pseudonimo che lo scrittore usa per non essere riconosciuto, perché il peso del nome che porta è grande e inevitabilmente le aspettative sarebbero alte e anche la pressione. Joe Hill alias Joseph Hillstrom King altri non è che il figlio del King per eccellenza, ovvero Stephen.
Ho letto questo libro nell’ambito di un GdL e ammetto che se avessi dovuto scegliere un libro da leggere, probabilmente avrei scelto questo per la trama. Una lettura sicuramente diversa dalle mie solite, però mi ha particolamente colpita. Non riesco a dire che il libro mi è piaciuto, ma nemmeno che il libro non mi è piaciuto. Sbagliato sarebbe anche dire che il libro mi ha lasciata indifferente. Non so nemmeno spiegare le sensazioni che mi ha lasciato: inquietudine, angoscia, mi spinge sempre a riflettere e a pensarci perché non è da me non saper dire “Sì, mi è piaciuto”, “No, non mi è piaciuto!”. Sicuramente un autore che sono felice di aver scoperto e di cui vorrei leggere altro.
È passato un anno da quando la sua fidanzata è morta e Ignatius Perrish non se ne da pace. Sa che è stato scagionato dall’accusa di violenza ed omicidio della donna amata solo grazie ai soldi e l’influenza che suo padre ha saputo usare per corrompere i giudici. Ig sa anche che nonostante l’appoggio della sua famiglia nessuno gli crede, tutti, nel fondo del loro cuore, sanno che è stato lui. E così una notte come le altre Ig si ritrova sempre al solito bar a rifare sempre le stesse cose: bere fino a star male e fare visita al luogo dove Merrin è stata trovata morta. Ma una cosa nuova è successa: all’improvviso il mal di test post-sbornia è più forte e sulla testa di Ig c’è qualcosa che non dovrebbe starci, un paio di corna. Allucinazione dovuta a qualche malattia cerebrale? Ig quasi ci spera, dopotutto morire non può essere peggio di una vita come la sua, senza Merrin, dove tutti lo credono un assassino e un violentatore. Ma così non è, non è malato, le corna ci sono e la gente che incontra reagisce ad esse. Ma non come ci si aspetterebbe, urlando, mettendosi le mani alla bocca, fuggendo terrorizzati: la gente, difronte alle corna si trova spinta a raccontare i pensieri più crudi e segreti del proprio animo, devono fare i conti con il loro Demone interiore e di questo Ig ne approfitta, spesso cercando di influenzare le loro scelte a proprio vantaggio o anche solo per prendersi quella vendetta che altrimenti non si sarebbe potuto prendere.
Però ben presto questo “potere” si rivela più utile e più doloroso di quel che pensa: finalmente potrà far luce su quello che è successo veramente la notte che Merrin è morta e soprattutto potrà scoprire la verità sul migliore amico Lee. Come è possibile che solo lui non subisce l’influenza delle corna?
I due personaggi cardine di questo romanzo sono proprio Ig e Lee, amici da tanti anni, rivali in amore ma allo stesso tempo amici. La loro amicizia è nata in seguito al salvataggio di Ig da parte di Lee. Ma forse le cose non stanno come realmente sembra, o forse Ig voleva vedere del buono anche dove non c’era. Infatti Ig sa che è forse stato il suo voler fare per forza qualcosa di buono che ha portato al triste epilogo la sua vita. La caratterizzazione dei personaggi è forse il punto forte del romanzo: l’introspezione psicologica, la ricchezza dei dettagli e la focalizzazione sui sentimenti hanno contribuito a rendere reali i personaggi.
Stesso discorso posso fare per la scrittura: la scelta del linguaggio e della forma ricordano molto una sceneggiatura più che un romanzo. Contribuisce a questa opinione anche il frequente utilizzo dei dialoghi.
Ho trovato anche vincente la scelta di inframmezzare il romanzo con frequenti flash-back circa la giovinezza del trio Ig-Merrin-Lee, piuttosto che raccontare tutto insieme all’inizio del romanzo. I ricordi del passato li ho trovati più scorrevoli da leggere e meno impegnativi.
Anche i luoghi hanno nel romanzo un ruolo importante: la chiesa dove Ig e Merrin si sono incontrati, il luogo dove Merrin è stata trovata morta e la fonderia dove si svolgono alcune delle scene più importanti del romanzo, tra cui la scena chiave finale.
Una scena che invece non ho apprezzato, o meglio, penso di non averne colto la vera portata, è quando Ig raccoglie attorno a se una schiera di serpenti e inizia un monologo circa il potere, Dio, la religione. Mi ha dato la sensazione che fosse una specie di riproposizione in chiave demoniaca dei discorsi di Gesù alle folle, come sono narrati dai Vangeli. L’ho trovata un po’ forzata, come se l’autore sentisse la necessità di affiancare ad Ig i serpenti, da sempre iconograficamente rappresentanti del demonio, come a voler a tutti i costi mostrare la trasformazione completa del protagonista. Voglio sottolineare che questa opinione è da lettrice e non da credente, purtroppo è sempre meglio mettere le mani avanti su questi argomenti.
Concludendo questa lunga recensione non mi sento di sconsigliare la lettura, ma voglio consigliarvi di leggere il romanzo quando avrete modo di dedicarvici seriamente, perché bisogna avere la mente libera per cercare di cogliere le piccole sfumature del romanzo e anche il più piccolo dettaglio.
In questo caso, per coerenza con ciò che ho detto all’inizio della recensione, assegno 3 stelline: una giusta via di mezzo tra il “Mi è piaciuto” e il “Non mi è piaciuto”.


Isy

29 dicembre 2012

Recensione "L'innocente" di David Baldacci

Titolo: L'innocente
Autore: David Baldacci
Pagine: 532
Prezzo
: 16,90€
Editore
: Time Crime
Genere:
Thriller
Data di pubblicazione: Ottobre 2012


Trama
L’ultimo incarico che gli è stato commissionato non è andato liscio come al solito: la donna che avrebbe dovuto ammazzare aveva accanto a sé un bambino, un imprevisto che Will Robie di certo non si aspettava. Ma si può uccidere una madre davanti agli occhi del figlio? E cosa accade quando nella propria onorata carriera di killer si apre una crepa, e la sola punizione possibile è la morte? Robie non ha il tempo di chiederselo, la sola cosa che conta è far perdere le sue tracce. potrebbe farcela, è scaltro, rapido, invisibile: ma quando la più impensabile delle compagne di fuga, una quattordicenne fragile e geniale, gli si mette alle costole, il suo percorso prenderà direzioni cui non aveva mai pensato prima...

Cosa ne penso:
David Baldacci. Classe 1960. All’attivo oltre 10 libri. Il suo ultimo romanzo è “The innocent”, tradotto letteralmente in italiano come “L’innocente”. Sicuramente, per quel che mi riguarda, una delle migliori letture di questo 2012 (ormai agli sgoccioli).
Ma andiamo con ordine. Partiamo dalla trama: Will Robie è un serial-Killer di professione. Non conosce di persona i mandanti dei suoi assassinii, ma conosce bene ciò che essi sono disposti a pagare per mettere a tacere la gente, ma non gente qualunque, ma uomini che rischiano di mettere a repentaglio equilibri politici e sociali. E a lui poco importa sesso, nazionalità, mestiere. Il lavoro e lavoro. E quando il telefono squilla la sua pistola risponde, o meglio esplode il colpo. Ma qualcosa all’improvviso cambia nel pseudo-equilibrio che Robie si è costruito. L’ennesima missione: uccidere una donna e mettere a tacere eventuali testimoni. Ma quando la donna in questione è un funzionario del governo americano e i testimoni sono 2 bambini piccoli, anche la coscienza del killer più professionale viene scossa. E così Robie si rifiuta di sparare, ma al posto suo interviene un misterioso killer posto dal mandante-corrotto che forse prevedeva il rimorso dell’assassino. E così da aguzzino diventa vittima: Robie infatti diventerà egli stesso preda di un assassino. La fuga lo porta a incontrarsi/scontrarsi con una ragazzina di soli 14 anni, Julie, sfuggita da un killer che ha appena ammazzato i genitori. Non si sa per cosa, non si sa per come ma Robie prende in consegna la ragazza e decide che la salverà, qualsiasi cosa comporti questo. E quando l’autobus su cui i 2 meditavano di scappare esplode, le domanda è una: a chi era destinata quella bomba? A Will Robie, serial killer col rimorso? O Julie, testimone dell’omicidio dei genitori?

Will Robie viene così infiltrato all’interno del DCIS (Defense Criminal Investigative Service) e inizia ad indagare su chi e su cosa c’è dietro questi crimini. Al suo fianco la detective Vance con cui, nonostante alcune incomprensioni, collaborerà. E poi c’è Anne Lambert, la sua giovane vicina di casa, donna di cui non si è mai preoccupata a causa del lavoro, ma che con la nascita del nuovo Robie, non più killer, ma solo uomo, decide di “provare” ad essere normale. Ma quando cammini per strada con un bersaglio enorme sulla schiena e ti carichi sulle spalle le sorti di un’adolescente neo-orfana, diciamo che il concetto di “normalità” divente alquanto relativo.

Un thriller ben scritto, come non mi capitava di leggere da un bel po’. Lo stile di Balducci è scorrevole, leggero e in certi tratti irriverente. Io l’ho letto in molto tempo a causa degli impegni universitari, ma se fossi stata più libera sicuramente lo avrei divorato in pochissimi giorni, nonostante le oltre 500 pagine. Punto forte della narrazione è la caratterizzazione dei personaggi. Stop ai classici stereotipi, ma personaggi “umani”, dove anche il più feroce serial-killer prova rimorso e paura, per se e per gli altri. Dove anche l’adolescente più dura piange ed elemosina un abbraccio rassicurante! Dove pure la detective più tosta dello Stato riesce a disobbedire a chi compete pur di trovare la verità.

Unica nota dolente del romanzo è il finale. Prevedibile? Forse. Scontato? Un po’ meno. Certo è che a meno di 50 pagine avevo già capito chi era il colpevole. Vabbè, si tratta di sole 50 pagine e non più di metà libro, come purtroppo mi è già capitato. Però a discolpa dell’autore devo dire che ormai tra Agatha Christie, polizieschi e thriller vari, sono avvezza di assassini, perciò il più delle volte riesco a capire chi è il colpevole ben prima del finale.

Ciò nonostante si è trattata di una lettura coinvolgente ed emozionante. E dopo aver terminato questo romanzo mi sono sentita un po’ orfana, cosa che non mi capitava da un bel po’. Consigliato! Certo! Sicuramente tra i vari romanzi della TimeCrime questo è stato uno dei più avvincenti.

4 stelline e ½, ma preferisco definirlo un 5 mancato, se solo non avessi capito in anticipo il colpevole;-)
Isy

25 agosto 2012

ANTEPRIMA: Il piacere degli uomini di Kate Williams

Buongiorno lettori
oggi voglio presentarvi un libro che ha riscosso molto successo oltr'oceano e che la Mondadori ha deciso di portare da noi. Non fatevi fuorviare dal titolo, che è stato tradotto letteralmente, perchè non si tratta di un romanzo erotico ma di un thriller storico ambientato nella Londra della prima metà dell'ottocento: c'è un serial killer e c'è una giovane donna che vuole risolvere il mistero e rivelare al mondo l'identità del mostro rischiando la sua vita.
Lo cover mi piace davvero moltissimo!! Cosa ne pensate?

Titolo: Il piacere degli uomini
Autore: Kate Williams
Pagine: 300
Prezzo: 16,00€
 Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 28 agosto 2012
 
Trama
 Londra, 1840. Catherine Sorgeiul, una ragazza di 19 anni fragile e con un passato familiare misterioso, vive in totale isolamento con uno zio eccentrico nel quartiere di Spitafields. Una serie di orribili delitti di giovani ragazze colpisce l'East End londinese a due passi da casa sua: le vittime vengono ritrovate tutte con il petto squarciato e la bocca piena di capelli. Catherine inizia a interessarsi in modo morboso a questa tragica vicenda, convinta di avere la chiave per risolvere il mistero. Mentre Londra precipita nel panico e quando l'assassino è ormai vicinissimo a lei, Catherine si rende conto di essere finita in una spirale di tradimenti, inganni e terrore che travolgeranno lei e chi le è vicino.

26 luglio 2012

Recensione: "Il settimo sacramento" di David Hewson

Titolo: Il settimo sacramento
Autore: David Hewson
Pagine 539
Prezzo: 10€
Editore: Time Crime
Genere: Thriller
Data di pubblicazione:2012

Trama
Roma. Durante un’estate torrida un bambino di sette anni, Alessio Bramante, figlio di un celebre professore di archeologia, scompare misteriosamente nelle catacombe che tagliano le viscere della città. L’uomo indagato per il supposto omicidio del bambino viene inspiegabilmente lasciato alla mercédella furia del padre di Alessio, che lo uccide senza esitazione: il solo ad andare in carcere, per un amaro scherzo del destino, sarà dunque Giorgio Bramante. Quattordici anni dopo qualcuno aggredisce Leo Falcone, collega dell’ispettore Nic Costa, che all’epoca aveva lavorato al caso senza riuscirea risolverlo. Bramante, nel frattempo, viene rilasciato, mentre in prossimità di Castel Sant’Angelo, all’interno di un museo dedicato alle anime del Purgatorio, viene rinvenuta una maglietta appartenuta al piccolo Alessio. Sulla stoffa, incredibilmente, vi sono tracce fresche di sangue. Ben presto, Costa e i suoi collaboratori si trovano a dover risolvere un atroce mistero legato all’antico culto di Mitra, e a una vendetta che sembra non essersi ancora pienamente consumata...

Mia Recensione:

100 g di emozione, 2 etti di suspance, un po’ di mistero e qualche goccia di humor…Fatto? Ora mischiate bene, fate bollire con la passione accesa al massimo e otterrete il thriller perfetto per l’estate!
“Il settimo Sacramento” è un romanzo dell’inglese David Hewson, il quinto che ha per protagonista il perspicace e forte Nic Costa. In realtà non sono molto d’accordo con l’affermazione secondo la quale è Costa il protagonista. Ma andiamo con ordine.
Roma. Un bambino scompare all’improvviso nelle viscere della terra, inghiottito da uno dei tanti tunnel che formano il sottosuolo archeologico della Capitale. 7 ragazzi sono indagati: Ludo Torchia, Dino Abati, Toni la Marca, Sandro Vignola, Andrea Guerino, Raul Bellucci. Tutti e 7 sono studenti di archeologia del professor Giorgio Bramante, il quale è, soprattutto, il padre del bambino scomparso: Alessio Bramante. Da quel giorno molte cose sono cambiate e molti anni sono passati. Ludo Torchia è morto il giorno dell’arresto per mano di Bramante, al quale era stato concesso di poter parlare privatamente per cercare di ritrovare il figlio. Bramante è stato arrestato, il commissario a cui fu affidato il caso, Arturo Messina, è stato “mandato”, e gli altri 6 ragazzi rilasciati per insufficienza di prove. Ma dei 6 ragazzi uno ad uno muoiono tutti  in circostanze mai chiarite: il rinvenimento del cadavere di Toni la Marca e la comparsa, sulla maglia del piccolo Alessio (custodita in un museo) di tracce fresche di sangue, fanno sì che, 14 anni dopo il caso mai chiuso venga riaperto. Le indagini sono condotte principalmente da Leo Falcone, il quale ha un legame speciale con le indagini dell’omicidio, ed anche un conto in sospeso con Bramante. Perché? Al suo fianco poi troviamo anche Nic Costa e Gianni Peroni. Ragione per cui non reputo Costa il “vero” protagonista. Le indagini però sono guidate dal Commissario Bruno Messina, figlio del commissario destituito anni prima, quasi fosse uno scherzo del destino.
Ma la storia non ha a che fare solo con la ricerca della verità sulla scomparsa del bambino (il cui corpo non è stato mai ritrovato!), sennò la storia sarebbe risultata scialba e anche banale. Alla trama principale ben presto si intreccia anche la leggenda, la riscoperta di antichi culti, ovvero quello mitraico che fanno ben sperare il lettore di trovarsi a qualcosa di ben più complesso che un semplice “smarrimento”. Grazie all’aiuto di altri validi poliziotti, come la giovane indiana Rosa Prabakaran, della scientifica, e del medico legale Teresa Lupo (compagna di Peroni), la storia si ricostruisce, come un tempio distrutto che viene ricostruito passo per passo, recuperando tra le macerie tutti i pezzi. Ma una volta completato il risultato non soddisfa, qualcosa manca, la struttura è debole e rischia di crollare all’improvviso…e allora si rende conto che forse la verità e la realtà vanno ben oltre le aspettative.
Un romanzo che lascia col fiato sospeso dalla prima all’ultima pagina.
Le scelte stilistiche sono, a mio avviso, perfette per il tipo di romanzo. Infatti, a capitoli descriventi la realtà, si alternano capitoli che ripercorrono le ore dalla scomparsa del piccolo Alessio sino all’omicidio di Toni La Marca e il conseguente arresto di Bramante. E nonostante si sappia sin dalle prime pagine di cosa succede nel passato, tramite il racconto di Falcone, è stato comunque intrigante leggere la storia!
La narrazione scorre sempre fluida, non ci sono mai vuoti che possono lasciare smarrito il lettore: una scrittura lineare, chiara, ma ricca sono le basi per un buon thriller: a una storia complessa e intricata, non puoi, a mio avviso, associare una scrittura altrettanto complessa, perché si rischierebbe solo di confondere il lettore e spingerlo all’abbandono del romanzo.
I personaggi li ho trovati ben caratterizzati. Dall’aspetto fisico, ai tratti comportamentali  e all’emotività. In particolare l’intreccio tra privato e lavoro, che di solito da adito a un connubio esplosivo, non ha deluso le aspettative. Tra i personaggi meglio riusciti sicuramente annovero Falcone e Costa. Soprattutto Falcone, poliziotto orgoglioso che nonostante fosse stato ferito durante un’azione, non ha mai accettato la pena della gente. Un uomo tutto d’un pezzo, sprezzante del pericolo ma che nonostante ciò non esita a mettere a repentaglio la propria vita, anche con un po’ di sana ironia.
Un romanzo da 5 stelle, da leggere assolutamente, magari dopo aver recuperato i precedenti (anche se io non ho riscontrato alcuna difficoltà nella lettura poichè, tranne qualche accenno alle vicende passate, la trama portante del romanzo è assolutamente originale e indipendente!)
Buona lettura!
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