martedì 3 febbraio 2015

RECENSIONE: Una moglie a Parigi di Paula McLain

Buona lettura!


Titolo: Una moglie a Parigi
Autore: Paula McLain
Pagine: 368
Prezzo: 9 euro
Editore: BEAT

Trama
Ottobre 1920. Mentre l’Europa è ancora alle prese con le ferite della Grande Guerra, nei locali e per le strade d’America impazza il jazz, la nuova musica esplosa nei ghetti di colore. A Chicago arriva dalla natia Oak Park un ragazzo di vent’anni alto e snello, con splendidi occhi castani, capelli nerissimi e una fossetta sulla guancia sinistra, Ernest Hamingway. È qui che Ernest incontra Hadley Richardson, quella che diventerà la sua prima moglie, con la quale si trasferisce a Parigi, cuore della gioventù artistica e intellettuale europea e americana. È il periodo della frequentazione dei salotti letterari, dove celebrità come Ezra Pound e Gertrude Stein possono aiutare il giovane a ottenere denaro e fama. Quando, però, dopo un figlio, arrivano anche il denaro e la fama, nell’inquieto scrittore esplode il desiderio di una vita libera, senza ceppi e legami, accanto a nuove e stimolanti conoscenze come John Dos Passos e Scott e Zelda Fitzgerald. Una vita che Ernest finirà col non condividere più con la riservata Hadley.




E come al solito la BEAT non mi delude! Quando voglio andare a colpo sicuro scelgo uno dei titoli di questa casa editrice."Una moglie a Parigi", di cui avevo già letto recensioni molto positive in giro, è stata una lettura piacevole e romantica. Credo che mi comprerò la maggior parte del catalogo della BEAT piano piano!

La protagonista Hadley, prima moglie del celebre scrittore americano Ernest Hemingway, è una donna solida dalla forte morale, ma con un pizzico di pazzia che ha reso possibile il colpo di fulmine con lo sregolato scrittore.
Le prime battute del romanzo sono incentrate su Hadley, una ragazza giovane che, dopo molti problemi familiari, decide finalmente di trovare la propria strada. Mentre è in visita ad un'amica, conosce Ernest, più giovane di lei di diversi anni, e scatta il colpo di fulmine.
Dopo il matrimonio la vita coniugale è stupenda per 5 anni, periodo intenso in cui Ernest cerca di farsi conoscere come scrittore, ma poi iniziano i problemi... 

Tutto il romanzo è un racconto molto intimo e personale di Hadley della vita con Ernest tra i suoi bassi e alti. È un diario molto toccante e coinvolgente che narra in modo molto efficace la vita di coppia dei due dalla sua nascita alla fine: dall'intesa perfetta e idilliaca dei primi anni punteggiata da momenti belli e periodi di difficoltà economica, all'anno finale così tragico e doloroso.
Per buona parte del romanzo, nonostante il carattere volitivo e sfrontato di Ernest, Hadley è una donna forte e positiva che sostiene suo marito in quasi tutte le scelte che compie, condivide le amicizie, i momenti di sconforto per il suo lavoro e la felicità per le prime pubblicazioni di Ernest.
Hadley si sente al centro della sua piccola famiglia e adora tutto questo perché sa di essere importante per il suo unico amore e vuole essere, almeno moralmente, d'aiuto. Per questo motivo, in alcuni casi, segue il marito in feste, serate di bagordi e coltiva delle amicizie davvero molto moderne e articolari. Tutto questo la fa sentire viva e amata.
Le ultime 50 pagine, invece, sono molto diverse perché la protagonista è arrivata ormai al limite della sopportazione poiché vive una situazione molto complessa e, di conseguenza, prende la sua decisione dolorosa e sofferta.
D'altro canto Ernest risulta essere un ragazzo instabile preda di sbalzi d'umore che lo portano da un'estrema allegria ad una disperata depressione con slanci di affetto e generosità. Lui è alla continua ricerca del suo romanzo: è un perfezionista che ama assorbire influenza e stili letterari più diversi per riuscire a riformulare la lingua in un modo tutto sui.
 Da quello che ho studiato e letto molti dei suoi articoli, avevo immaginato un Hemingway ancora più estremo nelle sue relazioni e nei suoi amori, invece viene dipinto più che altro come un uomo insicuro alla ricerca di quel qualcosa che gli risulta inafferrabile. Hadely è il suo punto fermo, tutto il resto cambia sempre ma lei rimane lì per lui, innamorata e fedele.
Questo è forse l'unico punto "negativo" del romanzo e cioè il fato che Ernest non sia il Personaggio così particolare che in realtà è stato.
Lo stile è delicato e intimistico, la lettura scorre veloce e piacevole e sono rimasta molto coinvolta dalle vicende dei diversi personaggi principali e secondari.
Davvero un ottimo libro a sui ho deciso di assegnare 4 stelline e mezzo. Assolutamente consigliato!


P.S. questa è stata una delle mie migliori letture del 2014!

Lya

3 commenti:

  1. Aspettavo questa recensione!!Ce l'ho in libreria da un po' di tempo, amo tutte le storie che riguardano personaggi realmente esistiti, ancor di più se si tratta di scrittori quindi non vedo l'ora di leggerlo!!Bellissima recensione! ^^
    Io non ho ancora letto un Beat che mi abbia delusa...

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    Risposte
    1. Ciao Pila! Io ho trovato un solo Beat che non mi è piaciuto: "la regina crocifissa" ma gli altri mi sono piaciuti tutti! XD
      Dai, ho trovato un'altra lettrice malata di Beat!

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  2. Non sono una grande estimatrice di Hemingway, ma questo romanzo sembra interessante e poi sono d'accordo, la Beat difficilmente pubblica libri deludenti!

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