martedì 28 ottobre 2014

Recensione "La Straniera-Outlander I" di Diana Gabaldon

Buongiorno amici lettori. Eccomi oggi a presentarvi dopo molto tempo una nuova recensione. Mi rendo conto che come al solito risulto prolissa, ma non sono riuscita a tagliare nulla. Ho cercato di essere sì sintetica, ma ho sentito il bisogno di spiegarvi ogni singolo pensiero che passava nella mia mente. Ammetto che scrivere questa recensione è stata una dura prova. Di questo libro si è tanto parlato e sono certa che si continuerà a farlo, però è sempre dura recensire libri così complessi nella trama, senza incorrere in pericolosi spoiler. Spero di aver centrato il mio obiettivo con questo post.

Titolo: La straniera
Serie: Outlander (volume I)

Autore: Diana Gabaldon
Pagine: 838
Cartaceo: 11€
Editore: Tea



È il 1945. La seconda guerra mondiale finalmente è terminata, e Claire Randall, un'infermiera militare inglese, si riunisce al marito, dopo sette anni di lontananza, in una sorta di seconda luna di miele nelle Highlands scozzesi. Ma durante una passeggiata solitaria, visitando un antico circolo di pietre, la giovane donna si ritrova improvvisamente catapultata in un'altra epoca, in una Scozia settecentesca, dilaniata dalla guerra e dai conflitti tra clan. Nelle Highlands più selvagge e desolate, tra streghe e inquisitori, intrighi e passioni, Claire dovrà affrontare un susseguirsi di vicende che metteranno a rischio non soltanto la sua vita ma anche il suo cuore: l'incontro con un giovane e carismatico cavaliere scozzese la costringerà a una scelta radicale, tra due uomini e due destini. 



“La straniera” è il primo romanzo della saga fantasy “Outlander “ ideata da Diana Gabaldon. Il primo di 13 romanzi. La caratteristica principale che caratterizza questo romanzo e lo differenzia dai seguenti volumi, è il suo essere autoconclusivo. Quindi se dopo aver letto il primo capitolo della saga sentite di non esserne particolarmente attratti, non sarete costretti necessariamente a leggere i volumi seguenti per scoprire “Come va a finire la storia?”.
Il romanzo ha tutte le caratteristiche per essere un bel libro da leggere: ambientazioni magiche, un viaggio nel tempo e una forte storia d’amore. Un romanzo per cui nutrivo grandissime aspettative e che solo in parte sono state disattese.
Ma partiamo con ordine.

Piccola digressione sulla trama, ma senza spoiler. Siamo nel 1945. Claire Randall è una giovane infermiera che, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, riesce finalmente a godersi la luna di miele con il marito Frank, sposato alcuni prima e  con cui non ha mai potuto vivere una felice vita coniugale a causa della Guerra e dell’inevitabile separazione.
Come meta del loro viaggio scelgono le mistiche Highlands scozzesi, luoghi pervasi di magia e mistero, terre ricche di storia e misticismo. Frank, professore universitario, in attesa di ricoprire il ruolo di professore ad Oxford, coglie l’occasione di questo viaggio per fare ricerche in archivio e scoprire qualcosa di più sul suo antenato Jonathan Randall.
Durante queste ricerche però Claire mostra noia e insofferenza. Sceglie così una mattina di fare una passeggiata per passare il tempo, decidendo di tornare a Craig Na Dun, un misterioso cerchio di pietre scoperto qualche giorno prima assieme al marito e con il quale aveva assistito a un misterioso rito compiuto da donne del luogo. Claire è attratta da quel luogo, come se una forza invisibile l’avesse voluta lì. E senza volerlo, senza sapere bene cosa stesse succedendo, solo poggiando la mano su una di quelle pietre, si ritrova all’improvviso
trasportata nel tempo, nel 1743. Appena giunta nel passato si imbatte in alcuni soldati inglesi che cavalcavano all’inseguimento di alcuni giacobiti scozzesi. All’inizio, come è ovvio che sia, la situazione le appare surreale e incomprensibile, pensa si tratti di una trovata pubblicitaria, o di un film. In un secondo momento pensa addirittura si tratti di uno scherzo di Frank, ma ben presto deve ricredersi. Per quanto il tutto possa sembrare un sogno, Claire ha davvero viaggiato nel tempo e seppur abbia tentato di tornare al cerchio di pietre per provare a viaggiare nuovamente verso il presente, il tentativo è fallito. Liberata dalle grinfie degli inglesi che avevano tentato di violentarla, gli scozzesi suoi salvatori, guidati da Dougal McKanzie, decidono di condurla con loro presso il castello di Leoch e di lasciare decidere delle sue sorti il capo clan, Colum McKanzie. Per Claire infatti la situazione è tutt’altro che facile: il suo spiccato accento inglese infatti fa ben presto sospettare che lei altri non sia che una spia inglese inviata dalla corona per scovare informazioni sulle attività giacobite nelle terre scozzesi. Inizia così per la giovane una nuova vita in cui non solo dovrà farsi accettare dagli abitanti del castello, e per farlo ricoprirà il ruolo di medico sfruttando le sue conoscenze nel campo, ma dovrà anche essere abile a dimostrare che ella non è una spia come in molto credono. Sarà proprio durante questa sua permanenza a Leoch che Claire conoscerà l’affascinante e coraggioso Jamie Fraser, un giovane scozzese che sa fare quasi tutto, tranne una cosa: tenersi fuori dai guai.
Perdonate questa lunga, ma doverosa premessa, ma era necessaria per inquadrare la storia, senza incorrere in spoiler.
Il romanzo consta di ben 800 pagine e ammetto che ho impiegato un po’ di tempo a leggerlo. Questa cosa mi è molto dispiaciuta perché in alcuni punti la storia scorreva così lentamente che ho faticato a leggerla. Potevo leggere 200 pagine in un pomeriggio, così come, anche un po’ per alcuni impegni, potevo leggerne 200 in una settimana. Un ritmo un po’ altalenante. Parliamo però dei personaggi. Claire Randall, sicuramente protagonista indiscussa della storia, è un personaggio che avrebbe dovuto e potuto dare tanto, ma non sempre l’ha fatto. È forte, indipendente, riesce con la forza della disperazione a ricrearsi una vita nel passato e cercare allo stesso tempo una via di fuga per tornare al presente. Ha tutto ciò che cerco in una protagonista femminile, eppure in alcuni punti non l’ho potuta sopportare, in particolar modo quando di fronte all’affascinante Jamie un po’ della sua indipedenza viene meno. Sia chiaro, è logico che bisogna SEMPRE contestualizzare il romanzo, ma ho trovato il cambiamento di Claire talvolta fastidioso. Fortunatamente questo cambiamento è percepibile solo in poche scene, riuscendo nella maggior parte dei casi a palesare il suo forte animo e la sua intraprendenza, motivo per cui non mi sento assolutamente di giudicare negativamente il personaggio, ne tantomeno di promuoverlo a pieni voti. Discorso più o meno simile posso
farlo per Jamie Fraser, altro indiscusso protagonista della storia: non lo boccio, ma non mi sento nemmeno di promuoverlo con Lode (diciamo un 8+). Jamie è affascinante, coraggioso, non esita un secondo a sacrificarsi per i più deboli e per chi ama. Inoltre è scozzese e ha in capelli rossi…diciamo che neanche io sono rimasta immune al suo fascino! Sul suo corpo ci sono numerose cicatrici che inesorabilmente gli ricordano ogni singolo atto di coraggio. È impossibile non innamorarsene! Però Jamie ha anche qualche difetto. Per quanto sia leale nei confronti di tutti, anche a discapito della propria incolumità, in alcuni momenti della storia ha preferito mettere al primo posto l’importanza del rispettare i ruoli per farsi accettare dal gruppo, anziché seguire il proprio cuore, cosa che invece mi sarei aspettata da un personaggio così eroico. Per chi ha letto il romanzo dico solo questa frase che, per chi invece non ha letto il romanzo, risulterà innocua e priva di spoiler: avrei voluto che Jamie avesse mostrato la stessa intraprendenza e coraggio mostrati nei confronti di Lothair durante l’assemblea anche durante il tentativo di fuga di Claire. Scusatemi, ma io questa cosa non l’ho ancora accettata e, seppur contestualizzando la storia il tutto ha senso, penso che questo comportamento non sia consono a un eroe (visto che io, almeno fino a quel momento, lo consideravo tale).
Attorno ai protagonisti principali ruotano poi personaggi secondari, la cui importanza ai fini della storia varia dal “quasi inutile”, al “decisamente utile” al “Oddio, quanto ti odio”. Nell’ultima categoria sento decisamente di inserire Jonathan Randall, il tanto citato antenato di Frank, di cui  il bisnipote è tanto fiero, ma di cui in realtà dovrebbe solo vergognarsi. Il classico antagonista per eccellenza, senza pietà e senza umanità. Esattamente l’opposto di Frank, che dall’antenato erediterà, fortunatamente, solo l’aspetto fisico.
Due personaggi che invece sento di dover citare sono i fratelli McKanzie. Colum, il maggiore, capo clan, è il vero Laird. Saggio, consapevole, ma anche senza scrupoli quando si tratta del destino del proprio Clan. Affetto da un malattia alle gambe che lo rende storpio, è costretto ad affidare la parte “combattiva” del suo ruolo al fratello minore Dougal, dotato sì di coraggio, ma più irruento e meno riflessivo del maggiore.
Infine una menzione speciale vorrei farla a Geillis Duncan, amica di Claire, con un comportamento talvolta torbido. Un personaggio a mio avviso bistrattato, che avrebbe potuto e soprattutto dovuto dare di più alla storia.
Dal punto di vista stilistico invece sento di non dover muovere quasi nessuna critica. È vero che in alcuni punti la storia scorre lentamente, trovandola io stessa pesante e un po’ noiosa, ma col senno di poi mi sono resa conto che nulla di ciò che era stato scritto fosse superfluo. Trovo inoltre vincente la scelta di affidare il compito della narrazione direttamente alla protagonist. Ha contributo in modo significativo a sentirmi parte della storia, come se nelle Highlands scozzesi io non fossi una mera spettatrice, ma parte inglobante della storia.
Punto di forza del romanzo è sicuramente poi l’accuratezza storica. Leggere questo romanzo mi ha permesso infatti di ripassare un po’ di storia inglese settecentesca, che vuoi per i tempi, vuoi per la complessità, durante i miei studi l’ho trovata sempre e solo citata in piccoli paragrafi. Grazie a questo romanzo ho approfondito, fatto ricerche, studiato e mi sono goduta così anche un bel romanzo storico. Ovviamente questa sfaccettatura del romanzo non risulta mai centrale, poiché il vero fulcro del romanzo è la storia d’amore tra i due protagonisti.
Diana Gabaldon ha una scrittura magnetica. Ho impiegato un po’ per terminare il romanzo, però a distanza di settimane non riesco ancora a non pensarci. Seppur autoconclusivo, ho scelto di proseguire con la saga. Ovviamente li dilazionerò nel tempo (sono pur sempre 13 romanzi di circa 800 pagine l’uno), però sono davvero curiosa di andare avanti nella storia e scoprire come possa evolversi il futuro dei protagonisti, cosa la Gabaldon ha in serbo per il futuro, che in realtà è passato.
Il mio giudizio finale è di 4 stelline. 
           

Cosa ne pensate? Lo avete letto? Mi piacerebbe molto confrontarmi su questa lettura! =)


6 commenti:

  1. Questo libro mi incuriosisce molto...! Sono tanto contenta di leggere il tuo parere positivo su questo romanzo! Ho iniziato a leggere i primi capitoli e non vedo l'ora di proseguire.... Adoro i romanzi storici e la Scozia! :D

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    1. Lo hai terminato? Cosa ne pensi?=)

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  2. Ciao, io l'ho letto e apprezzato molto la tua recensione... Anch'io ho deciso di continuare con la saga ^^ Se vuoi, trovi la mia recensione a questo indirizzo http://arghiroculture.blogspot.it/2015/04/recensione-la-straniera.html
    Alla prossima ^^

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    1. Grazie!! La vado a leggere subito! =)

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  3. Io ho cominciato la saga l'anno scorso, mi ha causato una gravissima dipendenza, sono ferma più o meno a metà perché non stavo studiando più niente e perché, in effetti, arrivati ad un certo punto si ha la sensazione che tutto cominci a scemare... ma sicuramente la finirò prima o poi! Una cosa che non mi convince tanto, forse è solo una mia impressione, è che dal secondo volume il carattere di Jamie cambia tanto, diventa molto più duro. E' vero che poverino ne ha subite di tutti i colori però in certi momenti mi sembra un po' troppo diverso rispetto al primo volume. Stai seguendo la serie tv, ti sta piacendo? A me tantissimo! :)

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    1. Ciao! Isy è in attesa di vedere la serie tv ma io la seguo con assiduità da fangirl(oddio, Jamieee!!!)...non sei l'unica che è rimasta dipendente dalla serie! Io ho letto da poco secondo, terzo e quarto volume di fila ^^

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