mercoledì 22 luglio 2015

RECENSIONE: Borgo Propizio di Loredana Limone



Buona lettura!

Borgo PropizioTitolo:  Borgo Propizio
Autore: Loredana Limone
Pagine: 289
Prezzo: 9 €
Editore: TEA

Trama

L'arrivo di Belinda sta per sconvolgere il piccolo paese di Borgo Propizio...

Belinda ha intenzione di ricominciare e Borgo Propizio, un paese in collina in un'Italia che può sembrare un po' fuori dal tempo, le pare il luogo ideale per realizzare il suo sogno: aprire una latteria. Il borgo è decaduto e si dice addirittura che vi aleggi un fantasma… ma che importa! A eseguire i lavori nel negozio è Ruggero, un volenteroso operaio che potrebbe costruire grattacieli se glieli commissionassero (o fare il poeta se sapesse coniugare i verbi). Le sue giornate sono piene di affanni, tra attempati e tirannici genitori, smarrimenti di piastrelle e ritrovamenti di anelli… ma c'è anche una grande felicità: l'amore improvviso per Mariolina, che al borgo temeva di invecchiare zitella con la sorella Marietta, maga dell'uncinetto. Un amore che riaccende i pettegolezzi: dalla ciarliera Elvira alla strabica Gemma, non si parla d'altro, mentre in casa di Belinda la onnipresente zia Letizia ordisce piani, ascoltando le eterne canzoni del Gran Musicante. Intanto i lavori nella latteria continuano, generando sorprese nella vita di tutti… 
 
 
Ho sentito parlare in lungo e in largo di questo piccolo romanzo e sempre in termini molto positivi: Borgo Propizio, uscito per Guanda nel 2012, è un libro che racconta la vita in un minuscolo borgo quasi ai confini della realtà. Ho deciso di leggerlo perché mi sono resa conto che negli ultimi anni ho lasciato davvero poco spazio agli autori di casa nostra e cosa c’è di meglio di un romanzo recensito tanto positivamente di un’autrice italiana?

I protagonisti del libro sono molteplici: due sorelle zitelle, un costruttore con un serio problema nel coniugare i verbi, un avvocato con la sua famiglia e ovviamente Borgo Propizio. Le storie di tutti questi personaggi s’intersecano e hanno come sfondo proprio questa piccola cittadina dimenticata da mondo.

Il primo aggettivo che mi viene in mente per descrivere il romanzo è “pittoresco”: Borgo Propizio è un posto a metà strada tra un luogo fuori dal tempo e dallo spazio e una comune cittadina italiana dove tutto conoscono tutti. In questa minuscola città quasi dimenticata s’intrecciano le storie di tre famiglie che finiscono inevitabilmente per creare delle situazioni tragicomiche molto godibili. La lettura del libro è stata un’avventura piacevole anche se è durata poco: i personaggi sono ben delineati, i luoghi casalinghi e le situazioni variegate. Questo libro è un piccolo gioiellino che mi ha tenuto compagnia per due serate e mi ha fatto conoscere le storie di gente comune che affrontano a testa alta la quotidianità.
Mariolina e sua sorella sono al centro della vicenda che ha dei risvolti “gialli” piuttosto inaspettati e che vanno ad arricchire la nascente relazione con Ruggero narrata in queste pagine.
Ciò che mi ha colpito maggiormente, come avrete capito, è stato il borghetto e la vita che si svolge tra le sue mura dove tutti sanno tutto dei propri vicini grazie ai pettegolezzi che volano alla velocità della luce. Ovviamente, come nel gioco “il telefono senza fili” queste voci che girano ingigantiscono e storpiano le situazioni ma rendono il tutto ancora più interessante e originale.
Insomma, il libro è molto carino, piacevole e leggero da leggere e ho deciso di assegnare 3 stelline e mezzo.

Lya
 

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