giovedì 15 gennaio 2015

RECENSIONE: I cacciatori di libri di Raphael Jerusalmy



Buona lettura!

Titolo: I cacciatori di libri
Autore: Raphael Jerusalmy
Pagine: 266
Prezzo: 16,50€
Editore: edizioni e/o
Trama
Ambientato alla fine del Medioevo, all’epoca dell’invenzione della stampa, il romanzo racconta di una misteriosa cospirazione nata per contrastare l’oscurantismo della Chiesa e difendere la cultura e la libertà di pensiero dalla censura dell’Inquisizione. La singolare alleanza coinvolge nientemeno che il trono di Francia, i Medici di Firenze e un gruppo di monaci e di rabbini che operano a Gerusalemme in totale clandestinità, per conservare, ricopiare e diffondere le preziose opere del passato. Il personaggio principale del libro è il poeta François Villon, autore di celebri ballate e in un certo senso fondatore della lingua francese moderna. Figura straordinaria e contraddittoria, letterato e insieme malfattore, all’età di trentun anni venne imprigionato per i suoi crimini e condannato all’impiccagione. Sappiamo che alla fine Luigi XI gli concesse la grazia, ma a quel punto di lui si perdono completamente le tracce. Jerusalmy si diverte a immaginare questa seconda parte della sua vita e gli affida il ruolo d’intermediario tra il sovrano e i membri della confraternita. Villon è uno spirito libero e non si lascia manipolare né si piega agli interessi dei potenti. Affiancato dal burbero Colin e dalla bella e silenziosa Aisha, François persegue uno scopo tutto personale (a salvaguardia di ciò che lui definisce la Parola) e conclude la missione in Terra santa in maniera imprevedibile.
 
“I cacciatori di libri” è un romanzo che appartiene alla collana “dal mondo” della casa editrice e/o. Fino a ora non avevo mai letto nulla di questa casa editrice ma, spulciando il catalogo, credo che mi rifarò! “I cacciatori di libri” è un thriller medievale incentrato sulla cultura e sulla potenza della conoscenza che spesso è più forte di ogni guerra per sovvertire la società.

Il protagonista è François Villon, poeta e brigante nella Francia del 1460, che, dopo essere stato catturato e condannato, viene liberato e inviato in missione niente meno che dal re e da un importante cardinale parigino. La sua missione è quella di contattare degli stampatori in possesso di testi che avrebbero il potere di rivitalizzare il regno di Luigi XI ma, in realtà, si trova a dover affrontare un lungo viaggio per mare che lo porterà in Terrasanta, a Gerusalemme. In questo luogo così mistico, viene a conoscenza di numerosi segreti inerenti ai libri e alla loro forza “nascosta”.

Parto subito dicendo che il libro mi è piaciuto ma non del tutto poiché non ho apprezzato completamente la scelta dell’autore di utilizzare la prima persona. Ho sempre qualche problema con questo tipologia di narrazione perché mi rende la lettura di alcuni passaggi più descrittivi molto più ostica. Credo anche che, per il genere in cui può essere collocato il libro, il thriller storico, sia molto più adatto l’utilizzo della terza persona. Ovviamente questi sono gusti personali che comunque non mi hanno impedito di apprezzare la storia narrata e il protagonista fuori dagli schemi.
Prima di iniziare a scendere più nel dettaglio, vorrei condividere una bellissima citazione che descrive perfettamente il grande cambiamento messo in atto dal 1500 in poi:

“..Ma per prima cosa, tutta l’operazione aspira a cambiare il libri in sé, la loro forma, il loro peso, l’aspetto. Saranno liberati dalla prigione dei monasteri e delle accademie. Tipografi, incisori, rilegatori, mercanti li renderanno più maneggevoli, più leggeri, meno costosi. E molto meno seri. Invece di attaccare la scolastica di petto, la faranno annegare in un mare di opere di tutti i generi…”

Ho trovato che la storia narrata sia davvero molto bella soprattutto l’idea di minare la cristianità attraverso la diffusione di libri, di nuove dimensioni e contenuti, e attraverso nuove idee: una crociata quasi silenzioso fatta dalla Terrasanta attraverso gli stampatori e i custodi dei testi. Non avevo mai riflettuto sui cambiamenti di quel periodo in questi termini: ho studiato la storia dei libri da tante angolazioni ma non mi è mai capitato di osservare le grandi trasformazioni dell’epoca “dall’interno”, attraverso gli occhi di stampatori e “spacciatori” di libri. Insomma queste riflessioni, gli intrighi narrati, il viaggio misterioso e irto di pericoli affrontati dai protagonisti e i nuovi paesaggi, hanno reso la lettura davvero molto interessante.
Altro punto a favore de libro è Villon, il personaggio principale, che è un'artista dai tanti talenti:è un poeta della nuova generazione, un malfattore e ama giocare con le parole e con il prossimo indossando tante maschere diverse per poter toglierle agli altri. Egli osserva ogni cosa con un occhio critico di cultore delle arti ma anche della vita e utilizza il suo ingegno per salvarsi da situazioni improbabili. Insieme alla profonda caratterizzazione di Villon, ruotano intorno a lui un corollario di personaggi secondari ben descritti e mai messi a caso. Ho anche apprezzato le descrizioni dei paesaggi della Terrasanta e dei luoghi più silenziosi e isolati visti dal protagonista.
In questo romanzo il potere dei libri è mostrato in tuta la sua estensione e potenza: la diffusione della cultura, della lettura e delle conoscenze vietate dalla Chiesa hanno permesso la nascita di nuove idee e il progredire della civiltà.
Insomma, nonostante quella che io reputo la pecca della prima persona, il libro è bello soprattutto per chi ama il genere e per chi, come me, ama i libri sui libri.
Assegno quindi quattro stelline al libro.

Lya
 


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