venerdì 23 gennaio 2015

RECENSIONE: La figlia del nord di Edith Pattu


Buona lettura!

Titolo: La figlia del nord
Autore: Edith Pattou
Pagine: 492
Prezzo: 16,90 euro
Editore: Rizzoli
Trama
Ebba Rose, sostiene sua madre Eugenia, è nata rivolta a Est. Ma invece di essere mansueta e diligente come i bambini nati verso oriente, si rivela fin da subito irrequieta e curiosa: una vera figlia del Nord.All’età di cinque anni, un orso bianco le salva la vita, ripescandola da un lago. É lo stesso strano orso parlante che, dieci anni dopo, si presenta alla porta della fattoria in cui Rose vive insieme ai genitori con una proposta: se lei accetterà di seguirlo, la sua famiglia ritroverà la prosperità perduta e la sorellina Sara guarirà dalla terribile malattia che la affligge.Così Rose parte per un lungo viaggio che la porta lontano, oltre il mare, fino a un castello scavato in una montagna. Là trascorre lente giornate in compagnia dell’orso bianco, e si abitua alla sua presenza gentile e alla sua voce. Ma qualcuno ogni notte si sdraia nel letto accanto a lei e si dilegua prima dell’alba. Vinta dalla curiosità, Rose accende una luce,un gesto che avrà conseguenze inaudite.L’avventura è solo all’inizio, tra incantesimi, viaggi e sotterfugi. 

Questo acquisto è stato un vero colpo di fortuna! Alla ricerca del mio regalo di Natale da parte di Isy (ormai facciamo così per non sbagliarci XD), lei ha trovato tra i libri dell’usato mai sfogliato questa chicca. Avevo letto alcune recensioni in giro e sono stata parecchi contenta di riceverlo sotto l’albero. Tanto contenta che è stata la prima lettura del 2015.

La protagonista è Rose con la sua famiglia che vive nel profondo nord, tra foreste e tempeste di neve. Sin dal giorno della sua nascita Rose è destinata a viaggiare e a vivere avventure e, all’età di quindici anni, con una sorella malata e la famiglia sull’orlo dell’indigenza, viene avvicinata da un grande orso bianco che promette di guarire la sorella e di arricchire la famiglia se lei decide spontaneamente di andare con lui. Rose accetta le condizioni e inizia un periodo della sua vita davvero difficile e misterioso. Ma perché questa richiesta? E chi è l’orso bianco?

Questo libro è un piccolo gioiellino che mi ha permesso d’iniziare il mio anno libroso in bellezza perché sono riuscita a calarmi nei panni di Rose e della sua famiglia e a vivere, attraverso i loro occhi, le avventure ambientate in questo nord così freddo e lontano.
Vorrei spendere due parole per la bellissima cover che la casa editrice ha deciso di utilizzare: una bella illustrazione della protagonista e dell’orso bianco. Ho sbirciato le altre copertine, quelle delle edizioni straniere, e devo dire che, nonostante siano tutte molto belle, preferisco di gran lunga quella italiana (che è uguale a quella russa). Insomma, davvero un’ottima scelta anche perché ai miei occhi spicca davvero moltissimo in mezzo alle copertine fotocopia di questi ultimi anni.
Estetica a parte, come avrete capito, il libro mi è piaciuto nelle sue diverse sfaccettature: è un romanzo di formazione che mischia dei tratti favolistici e fantasy in modo davvero originale e inedito. Si possono ritrovare dei temi legati alla crescita personale, al libero arbitrio, all’amore familiare e romantico, alla scoperta di se stessi e del mondo, insomma è una storia semplice ma nell’insieme anche complessa.
Rose, la protagonista, è una bambina nata a nord e, nonostante la madre si ostini a negare questo fatto, lei è destinata a grandi imprese e sin da piccola si nota questo suo spirito ribelle. Come il più conosciuto oroscopo, l’orientamento del parto con le caratteristiche legate a ogni punto cardinale le quali dovrebbero influenzare l’intera vita del nascituro, è una particolare tradizione consolidata nella famiglia materna della ragazza. Quindi, sin dalla nascita Rose è destinata ad allontanarsi dalla sua casa per vivere un’avventura davvero straordinaria e, in questo caso lo fa accompagnata da un enorme e misterioso orso bianco che nasconde un grade segreto. Il libro può dividersi idealmente in tre parti: l’infanzia di Rose, l’anno lontana da casa in compagnia dell’orso bianco e l’avventura finale nelle terre dei ghiacci. In ogni parte è evidente una crescente consapevolezza della protagonista che evolve e diventa una donna decisa e sicura di sé. Altro personaggio molto interessante, oltre al fratello maggiore di Rose, è l’orso bianco che, attraverso brevissimi capitoli e poche parole, racconta pezzi della sua storia che porteranno il lettore e la ragazza a risolvere il mistero che nasconde.
Ciò che però ho maggiormente apprezzato del romanzo, oltre all’evoluzione della protagonista e ai temi trattati, è la presenza di favole cupe e nordiche con un accenno abbastanza marcato alla storia di Amore e Psiche (se non vi è mai capitato di leggerlo fatelo! ^^). La coesistenza di elementi favolistici e fantastici misti a sentimenti di estraneità, solitudine e nostalgia, creano un’ambientazione fisica e psicologica particolare che mi ha colpita davvero moltissimo.
Piccolissima pecca che ho riscontrato è la mancanza di una cartina a inizio libro che aiuti il lettore a orientarsi poiché i personaggi, pur facendo riferimento a territori reali, utilizzano nomi diversi da quelli delle attuali nazioni. E poi, diciamola tutta, Rose è figlia di un cartografo, ci stava proprio una bella mappa!
Avrei altre cose da dire in merito al libro ma, visto che mi sono già dilungata parecchio, vi consiglio di leggerlo perché è una storia adatta a diversi target. 
Assegno 4 stelline e mezzo.


Lya
 

1 commento:

  1. Bellissia recensione! Ho questo romanzo già in wishlist e spero di leggerlo al più presto!!

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