10 settembre 2011

RECENSIONE:La rabdomante di Bredfort Morrow


Ciao ragazzi!
Eccomi oggi con la recensione di un libro davvero particolare pubblicato poco tempo fa dalla Elliot edizioni, che ringrazio per avermene inviato una copia da recensire.
Enjoy!

Titolo:La Rabdomante
Autore: Bredfort Morrow
Pagine: 384
Prezzo: 18,50 €
Editore: Elliot
Data pubblicazione:  luglio 2011

Trama 
Cassandra Brooks è una giovane donna, madre single di due ragazzi, che ha ereditato dal padre e dal nonno il dono della rabdomanzia, a cui si sono aggiunte capacità premonitorie che hanno segnato duramente la sua infanzia, a partire dalla più drammatica: la previsione (inutile) della morte del fratello maggiore. Un giorno, mentre cammina in una foresta solitaria alla ricerca di una falda idrica, Cassandra si imbatte nella visione scioccante di una ragazza impiccata a un albero. Quando ritorna con la polizia sul luogo, però, il corpo è scomparso e in molti iniziano a dubitare sia della sua attendibilità che del suo equilibrio mentale. Il giorno seguente, mentre Cass e lo sceriffo, suo amico di vecchia data, si aggirano nuovamente per il bosco in cerca di indizi, all’improvviso vedono avanzare tra gli alberi, in evidente stato di choc, una giovane molto somigliante alla ragazza impiccata. Da quel momento iniziano a verificarsi numerose vicende, tra visioni e oscuri presagi, che condurranno la coraggiosa Cass in una spirale fuori controllo, stretta in una sfida mortale con un assassino che le dà la caccia da molto più tempo di quanto lei non immagini.

Mia recensione
Prima di iniziare con la recensione vorrei  spiegare cosa è una rabdomante; inizialmente questo titolo mi aveva lasciata un pó spiazzata cosí come le presunte capacità connesse con la rabdomanzia, quindi prima di iniziare la lettura ho fatto una breve ricerca su questa tipologia di divinazione almeno per orientarmi meglio all’interno del libro.
La rabdomanzia è una pratica divinatoria che consiste nel tentativo di individuare acqua o filoni di metalli nel sottosuolo utilizzando uno strumento di legno, generalmente una bacchetta biforcuta, che è utilizzata come amplificatore dei movimenti del corpo generati da supposte radiazioni emesse dall'oggetto ricercato. Chi usa questa pratica è chiamato rabdomante.
Questa pratica, conosciuta e praticata sin dal III millennio a.C. nell'antica Cina e nell'antico Egitto, non ha alcun riscontro scientifico di efficacia.

Questo romanzo vede come protagonista Cassandra, una rabdomante appunto, ma anche una specie di veggente, che ci racconta, spesso in prima persona, le circostanze della sua vita presente ma anche passata, infatti molti sono i salti indietro nel tempo, nella sua infanzia e adolescenza. La narrazione si apre in un modo particolare che denota dal principio la singolaritá di questo romanzo:
Mio padre, nel quale confido così come nel fatto che il passato è certo e il domani imprevedibile, fu il primo a chiamarmi “strega”. Intendeva in senso affettuoso, ma diceva sul serio e anni dopo l’avrebbe
ripetuto, a volte, in modo provocatorio e con un pizzico d’orgoglio. Mia figlia, una strega.
Mi ero guadagnata quel titolo una sera d’agosto, quando – con l’istintiva franchezza di una bambina di sette anni che credeva di poter vedere ciò che agli altri era precluso – avevo avvertito mio fratello Christopher di non andare al cinema insieme a Ben, il suo migliore amico. Christopher ne aveva riso, come avrebbe fatto qualsiasi altro fratello maggiore, dall’alto dei suoi quattordici anni, che erano esattamente il doppio dei miei, e aveva risposto che potevo anche attaccarmi al tram….
Ricordo di essermi sdraiata sul prato dietro casa, tra l’erba mazzolina, ad ascoltare i grilli che instancabili sfregavano le loro esili zampette l’una contro l’altra, mentre io aspettavo che le stelle mi informassero di quando il peggio sarebbe accaduto. All’inizio il cielo era tranquillo. Solo un’infinità di gelide stelle e qualche pianeta che occhieggiava nel vuoto, tracciando la sua orbita nell’oscurità. Avevo sperato di essermi sbagliata. Ma poi, ricordo, le stelle cadenti presero a rincorrersi nella notte ed erano così tante che non riuscivo a capire quale di loro si fosse portata via il mio amato e ridente fratello.

Quindi sin dalle prime pagine si capisce che tutta la storia è incentrata sui poteri reali o presunti di Cassandra che, dopo aver previsto la morte di suo fratello e dopo aver avuto molte visioni veritiere sul futuro prossimo di persone e animali che le erano vicine, durante una escursione, vede una ragazza impiccata ad un albero. Anche questa risulta essere una visione perché non viene ritrovato nessun corpo, in compenso i suoi dubbi permettono il ritrovamento di una ragazzina viva stranamente somigliante a quella della visione scappata di casa, a questo punto Cassandra viene catapultata in una storia davvero terrificante e pericolosa che vede coinvolta lei e la sua famiglia. Si susseguono a ritmo incalzante le visioni del suo difficile passato e quelle di un futuro per lei inafferrabile, ma che la trascinerà con lei.
Un thriller che ho trovato davvero strano ma interessante e diverso dal solito in quanto le capacità magiche della protagonista vengono viste come una maledizione e spesso vengono bloccate grazie all’ausilio di medicinali.

In generale ho trovato “la Rabdomante” un romanzo a tratti riflessivo e profondo a tratti avventuroso con un tocco di horror che non fa mai male; i momenti piú importanti della vita di Cassandra vengono raccontati in modo coinvolgente e spesso ci si perde nei suoi ricordi davvero molto sentiti che vedono come protagonista suo padre, o il suo primo fidanzato poi diventato amico, oppure i suoi due figli gemelli ma soprattutto suo fratello che nonostante sia un ricordo è costantemente nei suoi pensieri. Memorie lontane ma sempre presenti che ostacolano la vita della protagonista in quanto spesso sente su di se la colpa della morte del suo adorato fratello, sa che lei in qualche modo avrebbe potuto evitarla.
Questi ricordi passati la rincorrono incessantemente, cosí come viene rincorsa dalle visioni che le si presentano in modo inaspettato e spesso turbano profondamente l’animo di Cassandra poiché oltre a non saperle interpretare, le fanno venire dei seri dubbi sulla sua sanità mentale perché le sue percezioni non sempre corrispondono a realtà.
Ho notato che vi è durante tutto il racconto una costante tensione che lo rende un buon thriller, i personaggi sono  ben delineati e descritti e l’intreccio è interessante e ben costruito nonostante in alcuni punti lo abbia trovato un pó piatto, ho quindi ho deciso di assegnare tre stelline e mezzo, quasi quattro e lo posso consigliare a coloro che cercano un romanzo diverso dal solito ma ugualmente interessate ed intrigante.

Lya                    

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