27 settembre 2011

Recensione "La trilogia della Speranza" di Massimo Cortese

Salve a tutti. oggi sono qui per parlarvi non di 1, non di 2, bensì di 3 libri, che nel progetto finale dell'autore danno vita alla "Trilogia della speranza".

Autore: Massimo Cortese
Titolo: Candidato al Consiglio d’istituto
Prezzo: 10€
Casa editrice: Montag
Pagine: 53 pagine

Trama
È un racconto breve, una sorta di monologo interiore in presa diretta sostenuto dalle riflessioni del protagonista: un padre che ha a cuore l'educazione della figlia. Cronaca vivida di una vicenda grottesca che si spinge quasi oltre il limite sopportabile della normalità, e che sconfina a ruota libera nella realtà che si è costretti a vivere ogni giorno, raccontata con maestria e garbo da Massimo Cortese.



Autore: Massimo Cortese
Titolo: Non dobbiamo perderci d'animo
Prezzo: 10€
Casa editrice: Montag
Pagine: 71 pagine

Trama
Proseguendo l'avventura letteraria iniziata con "Candidato al consiglio d'istituto", in questa raccolta l'autore si racconta: ne esce fuori un'opera che passa in rassegna l'Italia di ieri e quella di oggi. Il motivo conduttore è la speranza, che non deve mai mancare, neppure nei momenti più difficili.






Autore: Massimo Cortese
Titolo: Un'opera dalle molte pretese
Prezzo: 10€
Casa editrice: Montag
Pagine: 63 pagine

Trama
Ci ha fatto sorridere con "Candidato al consiglio d'istituto". Ci ha fatto piangere con "Non dobbiamo perderci d'animo". Ma "Un'opera dalle molte pretese" richiede una riflessione personale. Con questa terza opera si conclude la "Trilogia della speranza". Poi si vedrà.
Mia recensione
Se vi aspettate un romanzo "tradizionale" con una trama lineare, dei protagonisti ed antaonisti, una trama e una storia sviluppata in modo romanzesco, beh...non è così.
La trilogia della speranza raccoglie si una storia, ma non inventata o adattata per un libro. Si tratta di una raccolta di emozioni e situazioni vissute dall'autore, nella sua vita.
Il primo racconto raccoglie le impressioni e le "dissaventure" vissute nel momento in cui ha deciso di candidarsi al Consiglio d'istituto della scuola frequentata dalla figlia. In esso affronta però non solo tematiche più futili, come ad esempio le diatribe tra la sua lista e la lista avversaria (perchè anche per un Consiglio d'istituto, le elezioni sono rette sulla concorrenza non sempre leale!), ma anche temi più profondo, come quell'emergenza educativa, di cui fin troppo bene ne conosciamo l'esistenza. Ho trovato il suo modo di affrontare la tematica molto duro, però per una crisi questa, il pugno fermo serve. In esso Massimo cortese raccoglie anche una serie di lettere da egli stesso inviate ad alcuni politici, in cui esprime tutta la sua preoccupazione. Ho trovato la scrittura scorrevole e la storia fin troppo lineare, poichè si trattava di una vera e propria telecronaca delle avventure come Candidato.
Il secondo libro invece è una raccolta di racconti dell'Italia di ieri e di oggi, in cui protagonisti si alternano: talvolta la figura principale è la madre dell'autore, in altri casi è l'autore stesso. Anche per il secondo libro la scrittura è molto semplice, poco articolata e molto scorrevole. A differenza del primo però,il racconto non è lineare, ovvero, non segue un filo temporale preciso, con una evoluzione statica degli eventi. Questo è decisamente tra i tre quello che mi è piaciuto maggiormente.
Del terzo non posso che ribadire il concetto già espresso di una scrittura scorrevole e abbastanza chiara. In questo ultimo capitolo affronta un momento delicato della sua vita, anche qui mancando di linearità nello sviluppo della storia. In particolare Cortese parla della sua disavventura giudiziaria in concomitanza della pubblicazione del primo libro della trilogia. Tra le righe traspare la sua sfiducia verso un'istituzione quale lo Stato, rea di averlo abbandonato. Infatti, pur avendo lavorato nestamente nella Pubblica Amministrazione, è stato accusato di abuso d'ufficio, cosa per lui scandalosa. Ho trovato molto particolare il dialogo immaginario tra l'autore e lo Stato, che spinge a una profonda riflessione.
Traendo le mie conclusioni, devo ammettere che giudicare, o meglio valutare un libro di questa particolare tipologia è per me difficile. Perciò non voglio che le stelline da me assegnate siano vincolanti. Ne consiglio la lettura, se siete in cerca di un libro di attualità, in cui sono affrontate in modo molto profondo tematiche ad oggi tema portante della critica italiana: problema della giustizia, della crisi dell'educazione e sfiducia nelle istituzioni politiche.
Vi lascio con 3 stelline.
Isy

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