mercoledì 11 novembre 2015

RECENSIONE: Sanctus di Simon Toyne

Buona lettura!
Titolo: Sanctus
Autore: Simon Toyne
Pagine: 480
Prezzo: 10 euro
Editore: Sperling & Kupfer
 
Trama
Tutte le nostre certezze stanno per cadere. La causa, una cospirazione alimentata dal sangue e dalla menzogna per tremila lunghi anni. Un uomo si lancia dal luogo abitato più antico sulla faccia della Terra, la storica cittadella di Ruin tra le montagne della Turchia. Non si tratta di un suicidio come può sembrare, bensì di un gesto simbolico. E grazie ai media, ne è testimone il mondo intero. Ma pochi capiscono il suo significato. Per Kathryn Mann, la biologa che a Ruin custodisce un frutteto molto particolare, è la fine di una lunga attesa. Per il manipolo di fanatici che vive nella Cittadella potrebbe voler dire la fine di tutto quanto hanno costruito. E sono pronti a uccidere, torturare e infrangere la legge per impedirlo. Per Liv Adamsen, giornalista newyorchese, è l’inizio di un viaggio molto pericoloso intorno alla sua vera identità. A proteggerla un uomo misterioso di cui conosce solo il nome: Gabriel. A guidarla la voce del suo stesso sangue. E la fine del viaggio è una rivelazione che può cambiare il mondo.
 
Era da tantissimo tempo che non mi dedicavo a una lettura del genere: i thriller a sfondo storico-religioso sono passati “di moda” da parecchio ma mi sono resa conto che mi mancano e che continuano a piacermi davvero tantissimo! “Sanctus” primo libro della “Sancti trilogy” è un libro che mi ha saputo coinvolgere e mi ha incuriosito moltissimo.

In una sperduta località della Turchia avviene qualcosa di davvero singolare: un monaco in tunica verde rimane con le braccia aperte per due ore in cima alla montagna della Cittadella di Ruin e poi si lancia nel vuoto. Le immagini di questo avvenimento fanno il giro del mondo fino ad arrivare in America dove vive la sorella del giovane monaco che, saputa la notizia della sua morte, prende il primo aereo per la Turchia. Così facendo non sa che rimarrà immischiata in un gioco secolare molto più grande di lei tra sette religiose, segreti millenari e uomini senza scrupoli.

Prima dei vampiri e dei new adult, grazie a Dan Brown, c’è stato un periodo in cui pubblicavano thriller storico-religiosi come se piovesse e io, da appassionata di libri storici, ne ho avuta una buona dose prima di scocciarmi. Circa tre anni fa, dopo che il genere fu piuttosto accantonato, uscì “Sanctus” e io, senza pensarci tanto lo acquistai PRIMA di sapere che faceva parte di una trilogia (anche questo nooooo!!). Rassegnata al mio infausto destino, ho aspettato che uscisse il secondo e poi il terzo (il 14 luglio) e finalmente ho deciso di leggerlo perché i thriller sono piuttosto intensi e aspettare anni tra la lettura di uno e l’altro mi sconfortava non poco.
A parte la mia personale storia di attese infinite, devo dire che il libro mi è piaciuto e mi ha saputo coinvolgere notevolmente.
La storia è piuttosto un “classico” del genere: c’è un mistero religioso custodito da millenni, libri perduti, profezie oscure e personaggi che vanno a sconvolgere l’equilibrio tanto faticosamente mantenuto da parte delle sette. In questo caso la setta in questione è cattolica ed è composta dai “sancti” uomini, rinchiusi a vita in una grande città costruita dentro una montagna, che dedicano la propria vita a proteggere “il Sacramento” da occhi esterni. Nessuno sa cosa sia effettivamente il Sacramento e questi monaci fanno tutto il necessario affinché tutto rimanga celato nelle tenebre delle leggende e della storia. In questo caso non si parla del Vaticano, degli Illuminati o cose così, ma tutto rimane circoscritto in questa sperduta località turca: qui si svolge una lotta millenaria tra due tribù antichissime. La protagonista, Liv, è decisa a recuperare il corpo del fratello, di cui non aveva alcuna notizia da otto anni, ma rimane immischiata in questa battaglia e rischia più volte la vita. Insieme a lei si affacciano diversi altri personaggi nel libro: l’ispettore incaricato di far luce sul caso, Kathryn e suo figlio Gabriel, incaricati di proteggere Liv dai Sancti, il monaco che tenta di tener celato il segreto del Sacramento. Insomma, ci sono molti protagonisti secondari che si muovono in questa piccola città ma che non hanno un ruolo davvero incisivo. Devo dire che, storia a parte che mi è piaciuta parecchio, i personaggi risultano poco approfonditi e hanno poche sfaccettature perché si muovono velocissimi all’interno del romanzo e quindi non c’è molto tempo per approfondire questa parte, anche se mi è un po’ dispiaciuto. Spero che nei prossimi libri, che leggerò a breve, venga data una maggiore profondità ai protagonisti così da non farli sembrare delle marionette senza spirito.
Consiglio il libro agli amanti del genere o ai neofiti che vogliono leggere qualcosa di diverso da ciò che affolla gli scaffali della libreria in questi ultimi mesi. Assegno tre stelline e mezzo.

Lya
 

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