10 aprile 2011

RECENSIONE: L'Allieva di Alessia Gazzola

Ciao a tutti e buona domenica!
Eccomi qui con una nuova recensione, questa volta di un libro di genere diverso, un thriller forense scritto da una italianissima ragazza di 28 anni che ha risposto ad alcune nostre domande in un’ intervista che pubblicherò domani a seguito della recensione.

Sono quasi 10 anni che seguo i telefilm televisivi tipo CSI e NCIS, insomma tutti quelli che hanno a che fare con cadaveri, indagini, scoperte scandalose, quindi non è la prima volta che mi avvicino a storie come quella raccontata nel libro di Alessia, però devo dire che sono stata davvero contenta che FINALMENTE non è uno scrittore/scrittrice d’oltreoceano ma un’italiana che ci racconta storie di questo genere!


Titolo: L’Allieva
Autore: Alessia Gazzola
Pagine: 374
Prezzo: € 18,60
Editore: Longanesi

Trama
Alice Allevi è una giovane specializzanda in medicina legale. Ha ancora tanto da imparare e sa di essere un po' distratta, spesso sbadata. Ma di una cosa è sicura: ama il suo lavoro. Anche se l'istituto in cui lo svolge è un vero e proprio santuario delle umiliazioni. E anche se i suoi superiori non la ritengono tagliata per quel mestiere. Alice resiste a tutto, incoraggiata dall'affetto delle amiche, dalla carica vitale della sua coinquilina giapponese, Yukino, e dal rapporto di stima, spesso non ricambiata, che la lega a Claudio, suo collega e superiore (e forse qualcosa in più). Fino all'omicidio. Per un medico legale, un sopralluogo sulla scena del crimine è routine, un omicidio è parte del lavoro quotidiano. Ma non questa volta. Stavolta, quando Alice entra in quel lussuoso appartamento romano e vede il cadavere della ragazza disteso ai suoi piedi, la testa circondata da un'aureola di sangue, capisce che quello non sarà un caso come gli altri. Perché stavolta conosce la vittima.

Mia Recensione
Tutta la storia si svolge a Roma, tre sono i luoghi nodali della narrazione: l’Istituto di Medicina Legale, dove la protagonista passa la maggior parte delle sue giornate e affronta  tutta una seri di ostacoli, dall’ostilità di alcuni specializzandi alle difficoltà con i professori ed in campo lavorativo, l’appartamento che Alice divide con Yukino,solare ragazza giapponese che studia in Italia e la casa del sopralluogo nella quale è morta una giovane che Alice ha conosciuto in un negozio e che le è rimasta molto impressa. Proprio la morte di Giulia, rampolla di una delle famiglie dell’alta società romana, darà avvio ad una serie di avvenimenti che si concateneranno alla vita quotidiana di Alice e che la porteranno anche a mettersi nei guai.
Ho trovato la trama ben articolata e soprattutto completa perché infatti non è concentrata solo sulla ricerca dell’assassino ma intreccia la vita lavorativa, amorosa, familiare della protagonista, con il caso di cui si occupa. In effetti è da chiarire che il caso di omicidio, spesso diventa marginale rispetto ai sentimenti e alle problematiche che Alice deve affrontare e superare nella difficile scalata al successo nel campo della medicina legale.

I personaggi sono ben articolati, hanno una vera profondità emotiva ed una evoluzione psicologica ben delineata.
La protagonista mi è piaciuta abbastanza, si rende simpatica al lettore e riesce a coinvolgerlo perché  è una ragazza di provincia, ironica, sensibile e molto goffa che spesso  sottovaluta se stessa e le sue capacità, in molti casi si estranea dal mondo e questo la fa diventare sbadata e poco concentrata.
Personalmente oltre alla protagonista, ho apprezzato molto la figura della coinquilina giapponese Yukino, che nonostante la presenza marginale nell’economia del romanzo  è davvero tenerissima e si fa ricordare grazie anche alla sua passione per gli anime.
 Ovviamente sono presenti anche due uomini nella vita di Alice, Claudio, ricercatore di medicina legale che a mio parere se la tira un pó troppo e che secondo me ci sorprenderà in un prossimo libro, e Arthur favoloso giornalista freelance che fa girare la testa di Alice e anche quella delle lettrici!

Lo stile dell’autrice è chiaro e scorrevole e ho notato diversi registri linguistici all’interno del romanzo, quello specialistico con termini di medicina, quello colloquiale dei dialoghi e quello relativo ai pensieri della protagonista che spesso si deve autocensurare.

Ho letteralmente divorato questo libro, ho iniziato la lettura la sera sul tardi e puuff era già passata un’ora circa ed ero arrivata quasi a pagina 90!
Facendo un inevitabile confronto con telefilm e libri giá letti, devo dire che qui non manca proprio nulla, c’è la vita quotidiana, la famiglia, gli amici, l’amore, le difficoltà, il mistero….
Una lettura davvero molto piacevole e coinvolgente che consiglio decisamente, l’unica pecca che ho riscontrato è relativa al colpevole dell’omicidio che ad un certo punto ho intuito.  

Assegno quindi 4 stelline meritatissime!

 Lya

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