domenica 24 novembre 2013

RECENSIONE: La volontà di Dio di Marco Bettini

Buona domenica!
oggi vi parlo delle mie impressioni su un romanzo giallo di un autore italiano! Buona lettura

Titolo:La volontà di Dio
Autore: Marco Bettini
Pagine: 403
Prezzo: € 16,50
Editore: Piemme
Data di pubblicazione: ottobre 2013

Trama
Il commissario capo Tommaso Migliori non ha molta voglia di stare a discutere. L'incarico che gli ha assegnato il questore di Bologna sa di ennesima fregatura, ma ormai ci ha fatto il callo. In politica come nel mondo del crimine, però, capire chi sta da una parte e chi dall'altra è sempre difficile, e le ambiguità sono all'ordine del giorno. Per questo, anche la sorveglianza a un semplice convegno può nascondere molte insidie. E infatti, il confronto tra autorevoli rappresentanti delle grandi religioni monoteiste - cattolica, ebraica e islamica - , fortemente voluto dalla giunta comunale, si trasforma nella miccia che innesca una pericolosa reazione a catena. Di fronte a un clima acceso, in cui estremisti di ogni tipo soffiano sul fuoco della tensione sociale, Migliori fa del suo meglio per prevenire derive pericolose, ma non ha vita facile. A maggior ragione quando viene rinvenuto il cadavere di un ricco imprenditore, ucciso nella sua villa con un crocifisso conficcato nel petto. Ora al commissario restano pochi giorni per cercare di rimettere ordine, prima che Bologna esploda sotto il peso di troppe lacerazioni. 



" La volontà di Dio" è un thriller dalle atmosfere noir di un autore italiano che ho letto con molto interesse, anche se non mi ha coinvolta fino in fondo. Ultimamente leggo pochi gialli, vedo abbastanza telefilm di questo genere, ma di tanto in tanto mi piace calarmi in queste storie di crimini e mi attirano soprattutto i romanzi ambientati in Italia.

Il titolo un po' altisonante è legato al filo rosso della storia: un congresso multi religioso organizzato a Bologna. Tutti gli avvenimenti sembrano ruotare intorno alla religione e i vari personaggi sono concentrati su questo avvenimento. C'è il poliziotto sottovalutato a cui viene assegnata la supervisione del congresso, c'è il gruppo di musulmani che organizzano il loro intervento in modo che sia molto incisivo per ottenere dei benefici dallo Stato italiano, ci sono due gruppi para politici di destra e sinistra che affrontano questi incontri in modo completamente diverso. Insomma in tutto il libro intorno alla religione e alla politica s'intrecciano dei delitti di varia natura a cui la polizia è chiamata ad indagare.

Il libro mi ha coinvolta però fino ad un certo punto, perché i delitti si confondono con lo sfondo e diventano meno importanti del convegno stesso. La curiosità c'è, alcuni personaggi sono davvero particolari e il finale è piuttosto imprevedibile e sorprendente, ma ci sono lunghe digressioni religiose e alcune vagamente politiche che hanno rallentato la mia lettura.
Il punto di vista maggioritario è quello di Tommaso Migliori, commissario capo che si sente costantemente sottovalutato e che viene costretto ad accettare l'incarico di sorvegliare questo convegno, di più giorni, durante il quale avrebbero parlato degli oratori cristiani, musulmani e ebrei sui principali problemi di dogma. A Migliori viene affiancato un poliziotto anziano che viene considerato uno scansafatiche ma che risulta invece essere un uomo saggio dai tanti interessi. Inutile dire che più del commissario, mi ha colpito questo secondo personaggio che viene presentato negativamente ma poi con le sue azioni e i suoi discorsi si riabilita moltissimo. In mezzo a questi fatti, che ho considerato principali, si snodano altre situazioni più marcatamente politiche e religiose, che vanno un po' a confondere le acque del delitto principale: l'uccisione con un crocifisso di un imprenditore del luogo.
Se la storia principale mi ha colpita positivamente, i lunghi interventi religiosi del convegno, riportati quasi totalmente, e le idee politiche dei due gruppi che si muovono alle spalle di tutta la situazione, hanno rallentato la lettura e, in alcuni punti mi hanno annoiata. Soprattutto all'inizio sono rimasta spiazzata dalla onnipresenza dell'elemento religioso. Si potrebbe obiettare che il titolo era chiaro, ma sinceramente non mi aspettavo tutta questa evidenza data ai discorsi dei tre rappresentanti delle religioni. Anche le azioni del gruppo di estrema destra e di quello di estrema sinistra hanno una certa evidenza pur non essendo direttamente legati all'omicidio. Insomma, ho trovato che ci fossero troppi elementi di diversa natura che mi hanno ostacolata nella lettura.
Il finale a sorpresa mi ha colpita positivamente perché è del tutto inaspettato.

Assegno al romanzo tre stelline.

Lya


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