17 marzo 2011

Crescere Leggendo (2)

Il primo post non sarà dedicato a Bianca Pitzorno come annunciato.

Tra pochi giorni, infatti, si festeggerà la “Festa del Papà” e ho pensato “Quale modo migliore per celebrare questa festa se non parlando di un papà straordinario?”. E così eccomi qua a scrivere questo articolo. Antonio Gramsci fu un grande filosofo, un uomo politico, ma fu soprattutto un giovane papà. Egli nacque ad Ales, in Sardegna, il 22 gennaio 1891. Il 19 Luglio 1926, a soli 35 anni, fu rinchiuso in carcere con una condanna a 20 anni: non aveva colpe, non aveva ucciso ne rubato: l’unica ragione per cui fu incarcerato era: “impedire che il suo cervello funzionasse per i 20 anni successivi!”. La sua unica colpa era quella di aver lottato contro il fascismo, contro un male che se non sconfitto avrebbe per sempre compromesso la libertà del suo Paese, del popolo e quindi dei suoi figli. Infatti Antonio Gramsci era padre di 2 bambini avuto dalla moglie Giulia, sposata nel 1923. I due figli, Delio (nato nel 1924) e Giuliano (nato nell’agosto 1926), sono costretti dal regime fascista a crescere senza il loro papà, senza avere la possibilità di poterlo riabbracciare da uomo libro: Gramsci infatti morì nel 1937. Nonostante la sua situazione, però, Antonio Gramsci non rinuncia mai ad essere un padre presente, anche se non fisicamente. Inizia a scrivere lettere ai suoi figli: dimostra di essere un padre premuroso, un po’ severo, ma anche molto dolce. E molte di queste lettere, indirizzate non solo ai 2 amati figli, ma anche alla moglie, alla madre e alla cognata Tania, sono state raccolte nel libro “L’albero del Riccio”. In realtà l’opera è postuma, poiché nelle intenzioni di Gramsci, non c’era quella di pubblicare la corrispondenza. Il titolo nasce da uno dei racconti dell’infanzia del filosofo e rappresenta per me uno dei più bei libri per bambini. In questa opera sono raccolti anche molti racconti non scritti da Gramsci, ma narrate ai figli, proprio un padre libero avrebbe fatto. Se non ci fosse stato il fascismo a distruggergli la vita probabilmente le storie le avrebbe narrate a voce, e non scritte, arrivate le 10 avrebbe messo i figli a letto e una volta rimboccate loro le coperte, si sarebbe seduto al loro fianco a raccontargli di storie meravigliose fino a quando non avessero chiuso gli occhi e si fossero addormentati beatamente. L'opera è nota anche con altri titoli, che talvolta raccolgono anche la corrispondenza che Gramsci teneva con la famiglia d'origine. Alcuni titoli sono: "Lettere ai figli", "Lettere 1926-1935", "Le lettere dell'albero del riccio", "Lettere del carcere",...



Titolo: L'albero del riccio
Autore: Antonio Gramsci
Editore: Editori riuniti

Titolo: Lettere ai figli
Autore: Antonio Gramsci
Editore: IT
Prezzo: 12euro













Questo post avrei voluto pubblicarlo ieri ma a causa di problemi tecnici l'ho pubblicato in mattinata. E mi sono fermata a pensare: "Sarà solo un caso che questo post, dedicato ad Antonio Gramsci, io l'abbia pubblicato oggi, 17 Marzo 2011?"
Oggi ricorre il 150° Anniversario della nostra cara Italia, e Antonio Gramsci sarebbe stato contento di sapere che oggi noi festeggiamo da persone libere, grazie alla lotta di uomini come lui, che non si sono mai piegati davanti al distruttore.

Un bacio
Isy

Buona festa del Papà e Buona festa dell’Unità Isy e Lya

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