01 maggio 2011

RECENSIONE: La contessa Nera di Johns Rebecca

Buona domenica
Oggi voglio concludere lo speciale sulle donne da incubo proponendovi , come giá anticipato,la recensione del libro La Contessa Nera. 




Titolo: La contessa Nera
Autore: Johns Rebecca
Pagine: 323
Prezzo: € 18,60
Editore: Garzanti

Trama
Ungheria, 1611. L'alba illumina l'imponente castello di Csejthe. Nella torre più alta, una donna completamente vestita di nero è sveglia da ore. Il suo sguardo austero è rivolto verso una feritoia nel muro che mostra solo un piccolo squarcio di cielo. Quello squarcio di cielo è l'unica cosa che scorgerà per il resto della vita. Murata viva in quella stanza fino alla morte: così ha decretato il conte palatino. Ma la contessa Erzsébet Báthory non ha nessuna intenzione di accettare supinamente il destino che le viene imposto. Non l'ha mai fatto nella sua vita.
Fin da bambina Erzsébet è stata una ribelle, innamorata solo dei libri e delle folli corse con il suo cavallo, sorda ai severi insegnamenti della madre sulle arti femminili. Ha solo sei anni quando, nella sua dimora tra i freddi monti della Transilvania, assiste ad atti di violenza indicibili. Atti che la segnano nel profondo e che non dimenticherà mai. Neanche quando, appena adolescente, è costretta a sposare l'algido e violento Ferenc Nádasdy. Un uomo sempre lontano, più interessato alla guerra e alle scorribande che a lei. Erzsébet è sola, la responsabilità dei figli e dell'ordine nel castello di Sárvár è tutta sulle sue spalle. Spetta a lei gestire alleanze politiche e lotte di potere. Lotte sanguinose, piene di sotterfugi e tranelli, che fanno emergere la parte più oscura della contessa, un'anima nera. Strane voci iniziano a spargersi sul suo conto. Sparizioni di serve torturate e uccise, nobildonne svanite nel nulla. Chi è davvero la donna imprigionata tra le gelide pietre di Csejthe? È solo vittima di una cospirazione per toglierle il potere? O il male è l'unico modo per Erzsébet di sopravvivere in un mondo dominato dagli uomini?
Un romanzo magistrale e potentemente evocativo. Venduto in tutto il mondo dopo agguerrite aste, La contessa nera si ispira alla figura della prima serial killer della storia, Erzsébet Báthory, la contessa sanguinaria. Padrona spietata, torturatrice di centinaia di giovani donne, assassina crudele. Questo è quello che dice la leggenda. Ma la verità è un'altra. È la verità di una donna fragile, inquieta, ribelle. Con tutte le sue debolezze, ma anche tutta la sua forza.

Mia Recensione
Oggi non mi soffermerò a parlarvi della trama del libro visto che comunque ne abbiamo giá parlato nello speciale, ma passerò direttamente alle mie impressioni.

La contessa nera è un libro che mi è piaciuto molto poiché come ho giá detto, sono un’appassionata di biografie romanzate e questa è davvero ben fatta, sono davvero rimasta soddisfatta a conclusione della lettura, tra l’altro molto veloce visto che volevo assolutamente sapere cosa sarebbe accaduto e come sarebbe finito.

Lo sviluppo della storia, sotto forma di diario- lettera, è articolato in modo da rendere il tutto molto vivace, si alternano infatti momenti in cui la protagonista parla dalla sua torre di solitudine e rimugina su quello che ha avuto e ha ormai perso e invece momenti in cui narra con sentimento la sua vita, dalla sua infanzia al momento in cui è stata appunto rinchiusa nella torre.
Traspare tra queste righe le descrizione di una donna forte e determinata che non vuole essere prevaricata dagli uomini, neanche da suo marito o dal suo re, che vuole prendere le sue decisioni autonomamente senza l’ingerenza di altri, insomma una donna molto moderna capitata nell’epoca sbagliata. L’unico modo che la contessa ha per sfogarsi delle sue invidie, gelosie, sofferenze e frustrazioni è prendersela con coloro sulle quali ha maggior potere, cioè sulle domestiche di casa che vengono punite in modo esagerato e soprattutto verso la fine, spesso muoiono.
Questa sua vena di crudeltà è presente sin da bambina ma si sviluppa durante il suo matrimonio, fomentata da suo marito Ferenec e raggiunge il suo apice dopo la sua morte quando inizia a diventare una vera e propria assassina poiché ormai le cose nella sua vita di vedova iniziano a sfuggirle di mano.

Ho iniziato la lettura del libro dopo aver fatto delle ricerche sul personaggio, visto che comunque non lo conoscevo, e sono rimasta inizialmente bloccata perché pensavo che l’autrice si sarebbe soffermata sui caratteri piú macabri dell’intera vicenda, invece fino a più della metà si dipinge una donna nobile e giusta che fa il suo lavoro di amministratrice della casa punendo le proprie domestiche in modo onesto e appropriato per l’epoca, solo dopo e soprattutto nelle ultime 50 o 60 pagine iniziano a spuntare gli omicidi e le giustificazioni sempre piú estreme per la pazzia che la coglie perché appunto non aveva piú il controllo sulle persone e sulle sue terre cosí come le aveva prima.
Quello che mi ha colpito è sicuramente anche il modo della protagonista di proclamarsi innocente fino alla fine, anche dentro se stessa, convinta di aver fatto la cosa migliore per se e per la sua famiglia.

Assegno dunque 4 stelline e mezzo.


P.S. la cover è davvero bellissima!!

Lya

1 commento:

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