martedì 26 aprile 2016

RECENSIONE: La figlia del boia di Oliver Potzsch



Buona lettura a tutti!


La figlia del boiaTitolo: La figlia del boia
Autore: Oliver Potzsch
Pagine: 432
Prezzo:9 euro
Editore: BEAT

Trama

Baviera, 1659. Il destino di Martha Stechlin, levatrice di Schongau, sembra segnato: il boia del paese deve torturarla per estorcerle una confessione nella quale lei dica di aver ucciso due bambini.
Jakob Kuisl, il boia di Schongau, un gigante alto quasi due metri, la barba nera e spinosa, le lunghe dita ricurve simili ad artigli, non crede però alla sua colpevolezza. 
E con lui non credono che Martha sia una strega anche sua figlia Magdalena, un’attraente ragazza dalle labbra carnose, e Simon Fronwieser, il figlio del medico cittadino, un giovane ben visto tra il gentil sesso di Schongau. I tre indagano per cercare di ribaltare una sentenza che sospettano sia stata scritta solo per convenienza politica e, soprattutto, per nascondere una verità inconfessabile. 


Eccomi finalmente a parlarvi di un romanzo che ho desiderato e ricevuto per il mio compleanno più di un anno fa: "La figlia del boia" edito dalla mia casa editrice del cuore, la beat.

Il protagonista della storia è un boia tedesco del 1600 il quale, tra un'impiccagione e punizioni corporali varie, si ritrova a vestire i panni di investigatore per cercare di risolvere una serie di disgrazie capitate nel suo villaggio. Uno dopo l'altro vengono trovati i corpi di alcuni bambini del paese, tutti riportano uno strano marchio sulla spalla. Proprio a causa di questo marchio si pensa immediatamente alla stregoneria e viene subito trovato un capro espiatorio: la levatrice. Il boia, uomo pragmatico ma anche di cultura, sa che dietro a tutti gli avvenimenti non si nasconda una strega ma bensì un assassino.

Voglio partire questa recensione parlandovi di una nota dell'autore che si trova la fine del libro; lui ci dice che la maggior parte dei nomi e alcuni avvenimenti sono realmente accaduti e che lui è un discendente del boia di cui narra le vicende. Questo particolare, un po' macabro che ho scoperto solo la fine della lettura, mi ha colpita molto positivamente perché ha reso, nella mia mente, ancora più realistica la storia.
Passando al romanzo, posso dire che mi è piaciuto per la maggior parte: le descrizioni degli ambienti, dell'epoca, delle torture e usanze del seicento le trovate davvero molto realistiche e d'impatto. A discapito del titolo, che mi ha fatto credere che la protagonista del romanzo sarebbe stata la figlia del boia, il personaggio centrale, quello con una maggiore introspezione psicologica e quello più acuto, è sicuramente il boia stesso. È subito evidente che non ama il suo lavoro ma che per tradizione familiare è costretto a farlo, è un uomo che ha studiato l'anatomia umana e che si tiene informato sulle nuove scoperte, conosce le piante e i loro usi medicinali ed è un personaggio silenzioso, cupo ma sicuro di sé. Sua figlia è presente all'interno della storia ma ha un ruolo marginale come quello del suo pretendente, il dottore della città. Il mistero narrato vede la presenza di stregoneria e di rituali magici, di assassini senza scrupoli, di politici sbrigativi e di tanti personaggi ignoranti che ragionano in branco e non singolarmente. Le pagine scorrono veloci e si viene a formare pian piano un complesso puzzle di avvenimenti e coincidenze tutto scritto in modo fluido e ricco. Insomma, il libro mi è piaciuto tanto che sono andata a comprare il seguito che spero di leggere a breve.
Assegno quattro stelline a questo thriller storico che mi ha colpito sia per la particolarità dei personaggi scelti e descritti, sia per l'ambientazione che per lo stile di scrittura.

Lya

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