domenica 27 settembre 2015

RECENSIONE: La casa della seta di Anthony Horowitz


Buona domenica e buona lettura!


Titolo: La casa della seta
Autore: Anthony Horowitz
Pagine: 300
Prezzo:  18.00€
Editore: Mondadori


Trama
La nuova avventura di Sherlock Holmes viene raccontata dal fido Watson ormai anziano un anno dopo la morte di Sherlock Holmes. Watson precisa che si tratta del suo caso più sensazionale, ma così scabroso da non poter essere pubblicato ai tempi. Nel novembre 1890, a Londra, un giovane mercante d'arte si presenta terrorizzato dal celebre detective chiedendogli aiuto. L'uomo teme per la sua vita e gli racconta di essere pedinato da un uomo sfregiato che non lo lascia in pace. Incuriositi dal racconto dell'uomo, Holmes e Watson si trovano coinvolti in una serie di accadimenti sinistri che hanno luogo a Londra e nell'ambiente criminale di Boston e tutti riconducono alla misteriosa e sinistra "House of Silk", un istituto per orfani che di notte è teatro di orribili misfatti. Sherlock Holmes e Watson si ritrovano al centro di una terribile cospirazione che minaccia non solo loro, ma l'intera società.





Apro questa recensione dicendovi che sono assolutamente di parte perché adoro il personaggio di Sherlock Holmes e ho divorato moltissimi libri, anche non di Conan Doyle, con questo investigatore come protagonista. Ho provato a leggere qualcosa di Agata Christy ma i suoi detective non sono altrettanto interessanti. Ecco perché vi dico che sono decisamente di parte e che ho adorato calarmi in una nuova storia che ha come protagonista il mitico Holmes.

Il libro si apre con il dottor Watson anziano, ormai arrivato alla fine della sua vita, il quale confessa che nelle sue cronache dei casi di Sherlock ha volutamente evitato di raccontare questa specifica storia, quella della casa della seta, e che ora è arrivato il momento di narrarla. Ormai Sherlock non c’è più e anche molti dei protagonisti sono morti da tempo.
Il caso della casa della seta si apre con una semplice investigazione su un furto in una casa alla periferia di Londra e Sherlock decide di sfruttare uno dei suoi assi nella manica: i ragazzini che vivono tra le strade della città. Uno di questi, però, viene brutalmente assassinato e di qui si diramano le ricerche per scoprire cosa c’è dietro questi crimini e qual è il legame che li unisce.

Come posso non apprezzare un giallo di stampo classico senza effetti speciali e mirabolanti colpi di scena, per di più ambientato nella Londra dell’ottocento! È assolutamente impossibile! Da amante di Sherlock Holmes e di Watson, posso dire che questo è uno dei migliori romanzi non scritti da Conan Doyle che io abbia letto… e vi assicuro che ne ho letti tanti quando ero più piccola e non sapevo ancora cosa fossero gli young adult, i new adult ecc. Lo Sherlock presentato in questo libro è arguto, geniale e assolutamente insopportabile, quindi è perfetto così come Watson che è sempre la sua spalla più umana e ragionevole, forse anche troppo. L’indagine narrata si segue tranquillamente e ci sono due casi che si toccano senza mai effettivamente mescolarsi tra loro; pian piano ogni cosa è svelata, grazie all’acume di Holmes e all’aiuto di altri personaggi che, in questo caso, hanno una certa rilevanza e non sono solo uno sfondo scontato e banale. La casa della seta è un grande mistero che viene rivelato solo nelle ultimissime pagine dopo depistaggi e ostacoli vari, così come viene risolto lo strano caso di furto che apre tutto il romanzo.
L’unico piccolo appunto che posso fare è che qui Watson sembra una pecorella smarrita con qualche problema di autostima, cose che non ho mai riscontrato in altri romanzi. Watson, sicuramente non avrà le capacità intuitive e di analisi fantasmagoriche di Holmes, ma è un personaggio sveglio e intelligente e con un grande senso di lealtà e di umanità: lui è tutto ciò che Sherlock non è caratterialmente.

Insomma, il mio giudizio è più che positivo e assegno quattro stelline e qualcosa a questo romanzo che mi ha fatto ricordare quanto erano belle i romanzi senza “effetti speciali”.

Lya

 

6 commenti:

  1. Questa copertina mi ispira tantissimo

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  2. Ammetto di averlo sempre snobbato, ma mi hai incuriosita! Me lo segno! :) E complimenti per la grafica, è davvero molto carina *__*

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  3. Recensione convincente, e se lo dico io che i classici, gialli e non, non li avvicino mai...sai che quasi quasi ci provo a leggerne uno?

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    1. Provaci assolutamente! Io li ho amati, soprattutto quelli di Conan Doyle! ^^

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