sabato 14 dicembre 2013

RECENSIONE: The returned di Jason Mott


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Titolo:The returned
Autore:Jason Mott
Pagine:336
Prezzo:€ 16,00
Editore:Harlequin Mondadori
Data di pubblicazione:19 novembre 2013
Trama

 Per Harold e Lucilie Hargrave la vita è stata felice e amara allo stesso tempo, da quando hanno perso il figlio Jacob il giorno del suo ottavo compleanno, nel 1966. In tutti questi anni, si sono adattati a una vita tranquilla, senza di lui, lasciando che il tempo alleviasse il dolore... Finché un giorno Jacob, il loro dolce, prezioso bambino, misteriosamente, ricompare alla loro porta, in carne e ossa. E ha ancora otto anni. Qualcosa di strano sta succedendo... i morti stanno tornando dall'aldilà. Mentre il caos rischia di travolgere il mondo intero, la famiglia Hargrave di nuovo riunita si ritrova al centro di una comunità sull'orlo del collasso, costretta a fare i conti con una realtà nuova quanto misteriosa e con un conflitto che minaccia di sovvertire il significato stesso di genere umano.


"The returned" è un libro che ha avuto parecchio successo oltr'oceano ed è arrivato da noi sull'onda dei libri distopici che ora piacciono tanto. Però chi legge il libro deve sapere che più che distopico, il libro racconta una storia strana e fantascientifica che mi ha lasciata un po' appesa e perplessa, infatti non ho ancora capito se mi è piaciuto o meno.

Un giorno come un altro, i morti hanno iniziato a ritornare in vita e hanno cominciato a tornare dai loro cari. Questa difficile situazione viene controllata in America dal Bureau che se inizialmente riporta i cari "ritornati" dalle loro famiglie, dopo, quando il numero di questi non morti aumenta a dismisura, inizia a rinchiuderli in luoghi controllabili perché la situazione è ormai davvero fuori controllo.
I protagonisti sono una coppia di anziani che nella mattina di un giorno qualsiasi ricevono una visita del tutto inaspettata: il loro bambino morto 50 anni prima per un incidente è in salute sulla porta di casa.

Non ho un'idea chiarissima per quanto riguarda questo romanzo, mi ha lasciata un po' spiazzata: non parla mai di zombie ma di "ritornati", non ci sono neanche tentativi di spiegare questo fenomeno di ritorno dalla morte e il finale è davvero stranissimo.
Tutto il libro è strano in effetti, la storia, lo svolgimento, i personaggi molto particolari, ma andiamo con ordine.
Come ho già detto la storia è fantascientifica e l'ho trovata strana perché è fondamentalmente inconcludente: non c'è uno scopo per i personaggi, sono catapultati in questa assurda sensazione senza precedenti e la vivono un po' come capita. Ci sono degli accenni sulla eticità del trattamento nei confronti di questi ritornati,un po' di burocrazia misteriosa, ma sembra tutto confusionario e buttato lì per caso. I protagonisti sono davvero improbabili: una coppia di anziani alle prese con un bambino di meno di 10 anni, che hanno perso quando erano giovanissimi e che solo ora hanno ritrovato a 70 anni. Tra la felicità di questa seconda occasione che viene considerata quasi un miracolo, e la difficile situazione mondiale ed etica che i ritornati pongono alla società, si vede rinascere un rapporto d'amore e protezione di questi due anziani, seppur in modi molto diversi.
 Tutto questo non è fondamentalmente negativo, solo davvero strano soprattutto per il modo in cui il tutto si svolge; so che ci sarà un seguito e sono curiosa di leggerlo perché vorrei capire meglio le motivazioni che hanno spinto l'autore a scrivere questo libro.
Punti positivi sono il finale spiazzante ma azzeccato e l'ambientazione: tutta la storia si svolge nella conservativa America del sud con personaggi secondari davvero pittoreschi.

Ho deciso di assegnare tre stelline al romanzo anche se non ho ancora capito se mi ha convinta, ho sentito troppo la mancanza di una spiegazione, o anche solo di tentativi per arrivarci, per quanto riguarda questi ritornati e i misteri che li circondano.

P.S. non ho ancora letto i tre prequel, ma lo farò prima o poi!

Lya

3 commenti:

  1. Ma come ci sarà un seguito!? No... basta saghe, speravo di aver preso qualcosa di autoconclusivo. Dea, odio i libri che non sono autoconlusivi ma non è scritto da nessuna parte!

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    Risposte
    1. Ciao! Su goodreads c'è la dicitura "the returned 1#" quindi è probabile che insieme ai prequel potrebbe esserci un sequel, anche se non ci sono ancora informazioni in merito...ormai me li aspetto sempre i seguiti :S

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  2. Secondo me la storia si può considerare autoconclusiva, non c'è niente di lasciato insospeso, quello che non viene detto è perchè l'autore vuole tacerlo a mio parere.
    A me invece non ha dato fastidio non sapere alcune cose dei redivivi, ma che un evento come questo non sia stato descritto in modo più emozionante.

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