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23 giugno 2018

RECENSIONE: Pomodori verdi fritti di Fannie Flagg

Buongiorno lettori,
nuova recensione sul blog!


Titolo:Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop
Autore:Fannie Flagg
Pagine: 359

Prezzo: 10,00 € / eBook: 5,99€
Editore: Bur 
Genere: Narrativa

Trama

Vero e proprio caso editoriale, Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop è un piccolo capolavoro che molti lettori hanno scoperto e amato anche grazie all’omonimo fortunato film dei primi anni Novanta. Coniugando uno humour irresistibile alla rievocazione struggente di un mondo che non c’è più, Fannie Flagg racconta la storia del caffè aperto in un’isolata località dell’Alabama dalla singolare coppia formata da Ruth, dolce e riservata, e Idgie, temeraria e intraprendente. Un locale, il loro, che è punto di incontro per i tipi umani più diversi e improbabili: stravaganti sognatori, poetici banditi, vittime della Grande Depressione. La movimentata vicenda che coinvolge Ruth e Idgie, implicate loro malgrado in un omicidio, e la tenacia che dimostrano nello sconfiggere le avversità, donano a chiunque segua le loro avventure la fiducia e la forza necessarie per affrontare le difficoltà dell’esistenza.

Incuriosita dal film e dalle opinioni molto positive su quest’opera, ho voluto provare a dare un’occasione a Fannie Flagg e al suo romanzo più famoso “Pomodori verdi fritti”.

Evelyn, durante le visite alla suocera in una casa di riposo, conosce un’eccentrica signora che, di volta in volta, le racconta degli avvenimenti della sua vita passata nelle sale del caffè di Whistle Stop. Questo luogo è stato per Cleo, l’anziana in questione, il centro della sua esistenza dove ha conosciuto persone eccezionali tra cui Ruth ed Idigie.

Francamente? Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop non mi ha colpita e credo che non mi sia piaciuto particolarmente. Ho letto il libro davvero molto lentamente perché i continui salti temporali che i racconti strampalati di Cleo mi costringevano a fare, non mi hanno reso la lettura semplice. L’anziana donna narra la sua vita non in ordine temporale ma con astrusi collegamenti tra avvenimenti presenti e passati: i suoi ricordi sono piuttosto frammentari e poco omogenei. Certo, in effetti i ricordi sono esattamente così, però, da lettrice, ho iniziato a confondere i nomi, l’ordine di quello che accadeva e a gustarmi meno il tutto. Insomma, il grande difetto che ho riscontrato nel romanzo è la frammentarietà eccessiva che mi impediva di conoscere al meglio i personaggi e le situazioni raccontate.
Devo certamente ammettere che il libro è piuttosto pittoresco nel suo complesso: ambientazione ma soprattutto personaggi e avvenimenti sono davvero peculiari, alcune cose sono davvero indimenticabili. Ad esempio l’amore tra Ruth e Idigie coltivato sin dall’infanzia, il loro rapporto con il figlio di Ruth, i vari vicini che si affacciano quotidianamente nel caffè: una grande varietà di scenette e personaggi.
Vengono trattati diversi temi che mi hanno interessata come quello della diversità nell’America del primo 900 tra neri, bianchi e omosessuali, oltre che i temi della convivialità e della generosità che sono i tratti distintivi di molti dei protagonisti.
Sicuramente vedrò il film per cercare di ricompattare la storia che è rimasta spezzettata e senza un preciso ordine cronologico nella mia testa e ho deciso di assegnare al libro due stelline e mezzo. Un vero peccato che non mi abbia convinto la costruzione dell’intero romanzo!


Lya

11 maggio 2017

RECENSIONE: Le donne di Cesare di Colleen McCullough

Buona lettura!


Titolo: Le donne di Cesare
Autore: Colleen McCullough
Pagine: 676Prezzo: 10 euro
Editore: BUR


Trama

Geniale uomo di stato, eroico condottiero, splendido oratore ma anche dissipatore, volubile, gran seduttore, calcolatore astuto e cinico: questo il ritratto ricco di luci e ombre di Giulio Cesare, primo e unico dittatore a vita nella storia di Roma, suo padrone assoluto, al punto che dopo di lui "Cesare" divenne sinonimo di imperatore. Gli anni considerati nel saggio sono quelli densi di eventi che vanno dal 70 al 58 a.C., in cui Cesare, prima di partire per la Gallia, s'impone gradualmente sull'insidiosa scena politica e prepara la sua irresistibile ascesa.

Possiedo questo libro da moltissimi anni e non mi sono mai decisa a leggerlo, per questo motivo ho deciso d’inserirlo all’interno della mia “sfida del comodino” dello scorso anno.

Il protagonista del romanzo è Caio Giulio Cesare all’inizio del suo cursus honorum. La narrazione si concentra prevalentemente sulle aspirazioni politiche del giovane tra incontri al senato e raccolta di consensi.

Per quanto riguarda questa recensione non mi dilungherò molto perché questo libro non mi è piaciuto minimamente. Prima di tutto il titolo e la trama della quarta di copertina sono completamente fuorvianti perché queste famigerate “donne” di Cesare ci sono ma solo in alcuni brevissimi e inutili momenti. Il romanzo è concentrato sulla brillante carriera politica di Cesare che pian piano riesce a diventare uno degli uomini più potenti di Roma. Fin qui nulla di male se non fosse che tutta la storia è infarcita da tediose discussioni al senato, da personaggi come Cicerone e altri che risultano bidimensionali e assolutamente ridicoli in confronto alla magnificenza del protagonista. Di donne c’è poco e nulla: c’è la madre di Cesare, la figlia e qualche amante che compare di tanto in tanto. Se avessi preso un libro di storia delle superiori o qualche versione di Cicerone, avrei avuto le stesse informazioni del libro in modo più diretto e leggero.
Non ci siamo proprio, ho fatto una faticaccia a finirlo nonostante mi piaccia la storia romana; l’ho trovato un libro noioso, prolisso e estremamente arzigogolato.
Assegno 1 stellina al libro perché a parte approfondite ricerche storiche, che innegabilmente sono presenti, c’è poco altro sia a livello di personaggi che di trama.


Lya

15 ottobre 2016

What's Next? 246

Nuovo fine settimana, nuovo aggiornamento letture!

Lya
What did you recently finish reading? (Cosa hai appena finito di leggere?)
"La figlia del boia e il monaco nero", secondo libro che vede come protagonista un boia tedesco e sua figlia, è stata una bella lettura che a fasi alterne mi ha interessato. Leggerò sicuramente le avventure seguenti! 

What are you currently reading? (Cosa stai leggendo?)

Ho letto le prime 60 pagine di questo libro e già mi sta piacendo moltissimo! Non sono ancora arrivata alla parte in cui si parla dell'albero delle bugie, ma credo che stasera porterò avanti la lettura ^^

What's next? (Qual è il prossimo?)
Il prossimo libro che leggerò sarà il primo della serie di Ransom Rigg, in previsione della visione del film. Speriamo mi piaccia! ^^


Isy
Io rimango stabile^^
What did you recently finish reading? (Cosa hai appena finito di leggere?)
Sicuramente una lettura facile e veloce. Secondo volume della saga di "Fairy Oak", in un crescendo di suspance, ti conduce verso la lettura del terzo volume(28 ottobre...sbrigati ad arrivare xD).

What are you currently reading? (Cosa stai leggendo?)
Sicuramente nella seconda metà il libro si riprende, speriamo in un crescendo continuo^^

What's next? (Qual è il prossimo?)
Ho deciso...sarà il momento giusto?=)

Voi cosa leggete di bello ? ^^

31 marzo 2016

RECENSIONE: Il Cavaliere d'inverno di Paullina Simons

Eccomi finalmente a parlarvi di questo romanzo così tanto acclamato! ^^

Titolo: Il Cavaliere d'inverno
Autore: Paullina Simons
Pagine: 700
Prezzo: 10,90 €
Editore: Rizzoli

Trama


Leningrado, 1941. In una tranquilla sera d'estate Tatiana e Dasha, sorelle ma soprattutto grandi amiche, si stanno confidando i segreti del cuore, quando alla radio il generale Molotov annuncia che la Germania ha invaso la Russia. Uscita per fare scorta di cibo, Tatiana incontra Alexander, un giovane ufficiale dell'Armata Rossa che parla russo con un lieve accento. Tra loro scatta suvbito un'attrazione reciproca e irresistibile. Ma è un amore impossibile, che potrebbe distruggerli entrambi. Mentre un implacabile inverno e l'assedio nazista stringono la città in una morsa, riducendola allo stremo, Tatiana e Alexander trarranno la forza per affrontare mille avversità e sacrifici proprio dal legame segreto che li unisce.




Ho sentito parlare in lungo e in largo di questo romanzo, per lo più in termini positivissimi, e, per questo motivo, ho deciso di volerlo leggere inserendolo nella mia “Sfida del comodino” del 2015. Avverto già le amanti di questo romanzo che la mia recensione non sarà totalmente positiva: avevo grandi aspettative per questo romance storico che sono state abbastanza deluse soprattutto nella seconda parte.

La storia narrata vede come protagonisti Tatiana e Alexander, due giovani che vivono sulla loro pelle e sul loro amore le brutture della guerra. La Russia comunista decide di entrare nel secondo conflitto mondiale contro la Germania e tutta la popolazione soffre per questa decisione. Tatiana è una diciassettenne pura che guarda il mondo con schiettezza e rassegnazione, Alexander è un soldato dell’armata russa che ha origini americane. Il loro incontro cambia completamente le loro vite incidendo un solco profondo e netto che li farà crescere entrambi.

“Il cavaliere d’inverno” è un romanzo storico/romance mastodontico molto denso di avvenimenti e di emozioni, non sempre positive. Come vi ho anticipato nell’intro ho numerose cose che non mi sono piaciute da evidenziare ma prima voglio parlare di ciò che mi è piaciuto. Le prime 250 pagine del romanzo sono molto belle: l’ambientazione, la descrizione della Russia comunista, l’entrata in guerra, le difficoltà che la popolazione ha per l’assedio di Leningrado, la fame, la paura delle bombe, l’insensibilità alla morte. Ci sono tanti elementi che mi hanno colpita molto positivamente in questa prima parte, soprattutto per quanto riguarda la ricostruzione storica che è straziante e realistica. Ho davvero sofferto con i personaggi! Alexander, in partenza, ha una storia complessa e intensa mentre Tatiana vive una situazione familiare abbastanza tragica. Fin qui ero davvero coinvolta e assorbita dalla lettura, ero davvero entusiasta.
Purtroppo, per questa parte storica non ho trovato degna la storia d’amore narrata che alla fine dei conti è il fulcro di tutto. Il colpo di fulmine, gli ostacoli familiari e sociali, dopo la prima età del libro mi sono sembrati ripetitivi e noiosi: la storia d’amore tra Tatiana e Alexander diventa superficiale e mi è parsa degna di uno young adult scontato e poco originale unito a un erotico banale e prevedibile. Lei, a un certo punto della storia, diventa la tipica ragazzina casta e pura che si approccia per la prima volta all’amore, lui è il bel tenebroso sicuro di sé ma tormentato e possessivo che ha molta esperienza alle spalle. Per una volta è lui che complica le cose e non viceversa: lei è aperta e disponibile verso le nuove esperienze, seppur in modo timido e impacciato, mentre lui sembra ostacolare il loro rapporto in continuazione. Questo “tira e molla” tra i due, che dura quasi tutto il libro, era perfettamente evitabile. Insomma, non considerando la prima parte e la guerra, ho trovato che questi freni al loro rapporto fossero costruiti e poco realistici oltre che ripetitivi. La parte più propriamente “erotica” mi ha davvero sconvolta in negativo: le scene d’amore tra i due sono banalissime e a tratti ridicole, non c’è alcun tipo di romanticismo, profondità o emozione. Non l’ho trovato assolutamente volgare ma non è per nulla efficace dopo tutte le tribolazioni che i protagonisti affrontano!
A partire da questo momento in poi i dialoghi tra i due diventano sconclusionati e ripetitivi, riempiono pagine e pagine senza dare nulla alla storia (non so quanto volte Tatiana dice “Oh Shura!”) e seguono uno schema che si ripete: lui dice una cosa, lei si oppone, lui si arrabbia diventando violento e possessivo e in men che non si dica tutta la determinazione di Tatiana sparisce. Insomma, con l’andare delle pagine i personaggi e la storia si appiattiscono diventando insulsi e frustranti. Il finale, che per me rimarrà aperto perché non ho intenzione di proseguire con la lettura degli ultimi due libri della trilogia, è un “ni” perché non c’è la stessa intensità e lo stesso pathos che ho trovato nelle prime pagine del libro.
Non massacratemi ma ho deciso di assegnare al romanzo due stelline e mezzo.

Lya

08 dicembre 2015

Teaser Tuesdays: il cavaliere d'inverno

Buon martedì ragazzi!
Vi state godendo questa piccola paura che precede le vacanze natalizie? Io tantissimo! Sto facendo tutto ciò che non riesco a fare normalmente ^^
Oggi per il teaser vi propongo un piccolo estratto da un famosissimo e tanto decantato romanzo: "Il cavaliere d'inverno" di Paullina Simons. Immagino che molti di voi abbiano già letto questo libro; io sono ancora all'inizio...vedremo se mi convince!^^

Affrettando il passo, percorse gli undici isolati della Suvorovskij, camminando per oltre un chilometro: i magazzini erano ormai a corto di cibi in scatola o a lunga scadenza. Ed erano solo le tre.
Passò davanti a due banche, entrambe chiuse. Fu sorpresa dai cartelli scritti frettolosamente a mano, che dicevano: CHIUSURA ANTICIPATA. Non potevano essere rimaste senza soldi: erano banche. Rise fra sé e sé. Si rese conto che lei e i suoi avevano perso troppo tempo, seduti in cerchio a preparare i bagagli del fratello, a discutere e a guardarsi a vicenda pieni di sconforto. Avrebbero dovuto muoversi subito, invece di pensare al campeggio di Pasha. E lei, invece di leggere Zoscenko, sarebbe dovuta uscire un’ora prima, andare alla prospettiva Nevskij e mettersi in fila insieme agli altri. Camminava lungo la Suvorovskij abbattuta per non aver comprato neppure una scatola di fiammiferi, ma la calda aria estiva aveva uno strano profumo, il profumo di un ordine di cose a venire che non riconobbe né comprese. Inspirò profondamente e si domandò se si sarebbe ricordata di quel giorno.Ricordo la prima volta che ho visto un girino. Chi l’avrebbe mai detto? La prima volta che ho assaporato l’acqua salata del Mar Nero. La prima volta che mi sono persa nei boschi. Le prime volte si ricordano meglio. Non mi sono mai trovata in mezzo a una guerra vera, prima d’ora. Forse mi ricorderò questa.
Voi cosa state leggendo? ^^

31 ottobre 2015

Classici...da libreria “Il giro del mondo in 80 giorni” di Jules Verne

Buongiorno lettori!

Titolo: Il giro del mondo in 80 giorni
Autore: Jules Verne
Pagine: 320
Prezzo: 8,90€
Editore: Bur

Trama
Il gentiluomo Phileas Fogg ha scommesso con i suoi amici del club che riuscirà a compiere il giro del mondo in ottanta giorni. Insieme al domestico Passepartout, Fogg lascia l'Inghilterra mercoledì 2 ottobre 1872. Per vincere la scommessa, viaggerà a bordo dei più moderni mezzi di trasporto, dai treni ai piroscafi , ma anche sulla groppa di elefanti e su una slitta a vela...

Recensione
Prima o poi sarebbe dovuto arrivare il suo momento. E così è stato. Finalmente Jules Verne rientra tra gli autori letti. Egli è stato uno dei pionieri della letteratura scientifica, da cui poi sarebbe derivata la più nota fantascienza e del romanzo d’avventura. La mia scelta è ricaduta su un romanzo su uno dei classici romanzi d’avventura per ragazzi, in cui la componente fantascientifica è meno presente rispetto ad altri romanzo del celebre autore francese.
“Il giro del mondo in 80 giorni” si presenta come un romanzo in cui la componente scientifica è sì forte, ma non di tipo “fantastico”, come può essere invece in romanzi quali “Dalla Terra alla Luna” o il celebre “Viaggio al centro della Terra”.
“il giro del mondo in 80 giorni” è un elogio allo sviluppo scientifico che ha permesso, nell’800, di rendere possibile compiere un intero viaggio attorno alla terra in meno di 3 mesi. La trama, nella sua semplicità, risulta avvincente e intrigante.
Phileas Fogg è ricco, vive in una grande casa, è meticoloso, scapolo, abitudinario e diciamolo, un po’ noioso. Ma è proprio questa sua precisa e invariabile scansione delle giornate che ha spinto il giovane Passepartout ad accettare il lavoro di domestico. Di origini francesi, il maggiordomo non ama le sorprese o il non sapere cosa lo aspetta, e nel suo nuovo datore di lavoro sente di aver finalmente trovato il “padrone ideale”. Ma il destino ha in serbo un gioco inaspettato: proprio durante il suo primo giorno di lavoro, il 2 ottobre 1872, l’inglese Phileas Fogg accetta una scommessa di 20000 sterline contro il Reform Club, sostenendo di essere in grado di compiere il giro del mondo in 80 giorni. L’impresa sarà vittoriosa qualora egli torni dove tutto ebbe inizio entro le ore 12 del 21 dicembre 1872. Avrà così inizio un viaggio avventuroso, pericoloso, che minerà le più profonde convinzioni del domestico Passepartout, il quale inizialmente non prende bene l’idea di questo percorso “incognito”, ma che pian piano allarga i propri orizzonti.
Alla trama si aggiunge ben presto anche una secondaria che, lentamente, prende piede e si intreccia a quella principale. Qualche giorno prima un furto di 55000 sterline presso la Banca d’Inghilterra mobilita l’intera Scotland Yard e ben presto si scopre che il ladro in realtà altri non è che un gentleman. E sarà proprio un poliziotto, l’astuto Fix, a sospettare che dietro l’impresa di Fogg non ci sia una semplice scommessa e la salvaguardia dell’orgoglio personale, bensì un astuto piano per scappare senza destare scalpore o scandalo. L’investigatore parte dunque all’inseguimento del duo di viaggiatori in questo tour del mondo, dando vita a scene divertenti ed esilaranti equivoci, che permettono al romanzo di avere anche una verve comica.
Un ulteriore elemento è dato dall’aggiunta nel gruppo della giovane Adua, che contribuirà a dare un aspetto piacevolmente romantico alla storia, purché non vi aspettiate la classica storia d’amore fatta di passione e baci.
Il linguaggio di Jules Verne mi ha particolarmente colpita, certo il merito è anche dei traduttori che sono riusciti a mantenere un linguaggio consono a un testo dell’800. Una pecca che spesso viene associata alla scrittura di Jules Verne è la prolissi e il suo dilungarsi in estenuanti descrizioni. Al contrario io ho apprezzato particolarmente questo aspetto diaristico, ricco di descrizioni e minuzioso nell’elenco della tappe e dei dettagli poiché è esattamente ciò che mi aspettavo da un romanzo d’avventura che narra di un viaggio avventuroso attorno al mondo.

Il mio giudizio finale è di 4 stelline. Ovviamente questo è solo l’inizio del mio viaggio assieme a Jules Verne!

13 ottobre 2015

Recensione “Il diario di Bridget Jones” di Helen Fielding

Titolo: Il diario di Bridget Jones
Autore: Helen Fielding
Pagine: 317
Prezzo: 9,90€
Editore: Bur


 
Mangia troppo, beve troppo, fuma troppo, ha una mamma troppo invadente, un uomo troppo sposato e troppo pochi "pretendenti". È il ritratto di una single di oggi, moderna trentenne in carriera, quale risulta dal diario di un anno della sua vita, dove vengono raccontati, con humor e ironia, i problemi, le speranze, le delusioni di una donna qualunque.


Oggi vi parlo di uno dei romanzi più famosi del genere Chick-lit, anzi: il romanzo per antonomasia. “Il diario di Bridget Jones”. Famoso, amato, apprezzatto…però! Via il dente, via il dolore: l’ho detestato!! Oddio, è scritto bene, è una lettura scorrevole e leggera, ma lei è antipatica e l’ho odiata dopo neanche 20 pagine. Eppure le premesse erano ottime. Pasticciona, imbranata con gli uomini, un po’ sfigatina. Per certi versi ricordava una me di un po’ di anni fa, prima di fidanzarmi: impacciata col sesso opposto e in perenne lotta coi chili in più. Certo non avevo problemi col fumo e alcool, ma avevo altri vizi che mi penalizzavano (per esempio soffrivo di onicofagia).
Quando ho iniziato a leggere il romanzo mi sono detta: “Io e Bridget andremo d’accordo!”. Il fare buoni propositi per l’anno nuovo – e poi puntualmente fallire dopo 3 settimane – e tutto quello che ho elencato precedentemente mi hanno trasmesso un sentimento di simbiosi con questa ragazza. Ma dopo poche pagine ho capito che in realtà io avevo ben poco (e per fortuna) in comune con lei.
Bridget ha una cotta per il suo capo, un Bastardo con i fiocchi, ma come ben si sa, un cliché della letteratura non solo rosa, è che quanto più gli uomini trattano male una donna, tanto più esse cascano ai loro piedi.
Nel frattempo conosce, anzi ritrova il figlio di vecchi amici di famiglia, Mark Darcy, con il quale instaura subito un rapporto di avversione reciproca. Devo ammettere che tra tutti i personaggi, Darcy è l’unico che si salva. Mi è piaciuto il suo modo di essere e il suo modo di fare, in netto contrasto con l’odioso Daniel.
A questa allegra combriccola va poi aggiunta la stupida mamma di bridget che, in piena crisi di mezza età, molla il marito e vuole tornare a sentirsi giovane (ben venga!) facendo tutto ciò che di più stupido c’è al mondo (Pessima, Pessima idea!).
Il romanzo è dal mio punto di vista un miscuglio incredibile di luoghi comuni, cliché e situazioni portate all’esasperazione nella speranza di rendere più simpatica e goffa la già pasticciona Bridget Jones. Però per me è stato esasperante giungere alla fine di questo testo. L’unico elemento positivo è la scrittura chiara e diretta, con una narrazione in prima persona, che permette una maggior immedesimazione nel personaggio (che a volte mi spingeva a prendere a testate il muro!). Quindi in conclusione non riesco proprio a dare un voto maggiore di 2 e ½. Perché è vero che il romanzo è comunque scritto bene, ma difronte all’antipatia per Bridget Jones non ho potuto fare nulla di più.



Ah, per concludere, Bridget Jones dovrebbe cambiare la bilancia: gli sbalzi di peso da giorno a giorno sono assurdi…

1° gennaio: 58.6 Kg;

3 gennaio: 59 Kg;

4 gennaio: 59.5 Kg;

5 gennaio: 58.6 Kg;

8 gennaio: 58.1 Kg;

9 gennaio: 58.1 Kg;

10 gennaio: 57.6 Kg;

15 gennaio 57.1 Kg;

16 gennaio: 58 Kg;

27 gennaio 57.6 Kg;

Seriamente?! E lo dice una che sa cosa vuole dire mangiare fino a scoppiare e il giorno dopo digiunare come fossi una modella in una taglia 38 alla sua prima passerella e la necessità di dimagrire perché troppo grassa!

18 febbraio 2015

RECENSIONE- mini: Storie di gatti di James Herriot

E visto che ieri è stata la giornata nazionale del gatto, eccomi con una recensione a tema!

Titolo: Storie di gatti
Autore: James Herriot
Pagine: 144
Prezzo: 9euro
Editore: Bur

Trama
"I gatti hanno sempre avuto una parte di primo piano nella mia vita, quand'ero ragazzo a Glasgow, poi nell'esercizio della professione di veterinario, e ora che sono in pensione, eccoli lì a illuminare i miei giorni. Sono stati una delle ragioni per cui ho scelto la mia carriera: la loro grazia ed eleganza innate me li rendevano cari."
James Herriot

Una lettura piacevolissima alla scoperta del mondo di questi felini sornioni e imprevedibili tanto amati dall'autore. 



Eccomi con una recensione velocissima su questa raccolta di racconti gattosi! Fondamentalmente non leggo libri formati da più racconti, ma questo mi ha attirato moltissimo! Sono fuori casa da circa un mese e mi manca da morire il mio gattone dispettoso e, a parte fermarmi a guardare con occhi a cuoricino tutti i felini che vedo, ho iniziato anche a interessarmi a libri con dei gatti come protagonisti. Sarà mica nostalgia?XD

Il libro racconta la storia di un veterinario che ha una particolare predilezione per i gatti che, in ogni capitolo, si sofferma a narrare le gesta di gatti con cui ha a che fare per un motivo o per l'altro e, tra incontri fortuiti e chiamate da padroni disperati, incontra davvero parecchi felini.

In realtà non avevo intenzione di scrivere la recensione, seppur minima, per questo libro ma poiché non è molto conosciuto, ci tenevo a condividere con voi lettori gattofili questa piccola scoperta.
Prima di tutto voglio spendere due parole per le illustrazioni a colori che sono all'interno, infatti, ogni capitolo, è corredato da carinissimi disegni dei diversi protagonisti che rendono la lettura ancora più piacevole.
Passando al contenuto, il lettore gattofilo durante lo scorrere delle pagine incontra con il veterinario numerosi gatti dalle più disparate personalità, i quali, con i loro comportamenti e atteggiamenti, sono gli assoluti protagonisti della narrazione.  Troviamo quindi Alfred, onnipresente nel negozio di dolci del suo padrone, Oscar, il gatto amante degli eventi pubblici, il malvagissimo Boris, Olly e Jinny, diffidenti e selvatici... insomma, chi più ne ha più ne metta!
"Storie di gatti2 è un breve romanzo piacevole e scorrevole che per un po' mi ha fatto dimenticare la nostalgia del mio micione.
Assegno tre stelline!

Lya
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