27 aprile 2011

SPECIALE: Donne da Incubo 02 LUCREZIA BORGIA

Ciao a tutti!
Come già anticipato ieri, diamo avvio allo speciale dedicato alle Donne da Incubo facendoci raccontare ció che sappiamo di una figura di Donna al Potere famosissima sia per la sua discendenza illustre, suo padre Rodrigo Borgia che è stato uno dei più ricordati papi del rinascimento e suo fratello chiamato il Valentino, personaggio celebrato da Machiavelli nella sua opera “Il Principe”, sia perché è considerata l’avvelenatrice per eccellenza del Rinascimento.
Mi scuso in anticipo per la presenza delle omissioni( tutte ovviamente segnalate), ma data la lunghezza del ritratto di questa donna(forse uno dei più lunghi), ho ritenuto opportuno cercare di sintetizzare.



NUM. 13 Dov’è Lucrezia è Morte. Lucrezia Borgia.

Correva l’anno 1492. Un anno così denso di avvenimenti che molti storici decisero di eleggerlo a spartiacque tra Medioevo ed età Moderna.[..]. Uno dei più significativi è anche l’elezione di un papa che, in quanto simbolo di corruzione delle Chiesa, indirettamente influirà nel ventennio successivo alla diffusione del protestantesimo di Lutero, disgustato per altro tra lui e da tutta la sua illegittima progenie. Stiamo parlando di Rodrigo Borgia, ovvero papa Alessandro VI .E non c’è dubbio che egli fu un sovrano temporale piuttosto  che un capo spirituale, che per lo più agiva spregiudicatamente nel voler con ostinazione assicurare ai suoi familiari posizioni strategiche per allargare il suo potere.[..]
In questo turbinio di intrighi politici, in cui un matrimonio poteva determinare un nuovo assetto politico, le donne erano mosse come pedine di un sanguinoso  scacchiere. Non poteva la stessa sorte non toccare all’unica figlia di papa Alessandro VI: la famosa Lucrezia Borgia.

Ma fu davvero solo uno strumento nelle mani del padre e del fratello Cesare, detto il Valentino? O addirittura, come vogliono molti suoi contemporanei, fu un mostro di crudeltà, astuta avvelenatrice e degno esponente della sua stessa famiglia?

Due giudizi estremi, a cui si accompagna una visione virtuosa, quasi angelica, della donna , fornita soprattutto da tutti quei poeti rinascimentali che l’adoravano, in primo luogo P. Bembo.
Come districarsi in questo panorama a tinte forti che non lascia spazio alle tonalità più lievi e alle sfumature?  […]

Lucrezia Borgia nacque nel 1480 dalla relazione illecita dell’allora cardinale Rodrigo Borgia con una donna del popolo: Vannozza Cattanei. Una relazione, tuttavia, non oscura, non negata, ma piuttosto nota, una specie di “coppia di  fatto” fu la loro che durò per 20 anni  e che diede al futuro papa ben 5 discendenti. Pierluigi, Giovanni, Cesare, Lucrezia e Goffredo, tutti legittimati come suoi figli, in barba al celibato ecclesiastico.[..]
Lucrezia è giá figlia della colpa alla sua nascita e se di lei ricade inevitabilmente quella dei genitori che la concepirono. [..] Durante la sua epoca, non era così biasimevole il comportamento di un uomo di potere  seppure in abito cardinalizio.[..] Al contrario, di Lucrezia era il cognome a farne una vera principessa. Fu subito circondata dai fasti della corte pontificia, soprattutto a partire dai dodici anni, quando il padre ne divenne capo supremo.  E il mutamento di orizzonti per  lei fu immediato. Dalle più modeste casate a cui era già , a quell’età, destinata in matrimonio, passò immediatamente a cementare un’utile alleanza con gli sforza. E così a 13 anni Lucrezia sposò Giovanni Sforza, signore di Pesaro, nonché nipote di quel Ludovico il Moro che già di fatto governava Milano come reggente e che presto ne sarebbe diventato il duca.
Data la giovane età, Lucrezia avrebbe dovuto aspettare un anno prima di trasferirsi dal marito. [..] Il suo(di suo padre)  amore  per lei era “di superlativo grado”, ma anche l’altra donna che viveva con lei, ovvero Giulia Farnese, alle cui cure Lucrezia era stata affidata,  lo induceva a soffermarsi a lungo in quelle stanze. Qui dunque, avevano luogo gli incontri tra la nobile Giulia e Alessandro VI.  Lucrezia di certo ne era a conoscenza, come tutto ciò che riguardava i Borgia. E sicuramente veniva coinvolta in un’intimità che indusse molti a gridare all’incesto.
Ma fu soprattutto dopo l’annullamento del matrimonio con Giovanni Sforza, appena 4 anni dopo, che queste voci presero a diffondersi. Nel 1497 infatti, l’alleanza con gli Sforza divenne per il papa e per le mire di Cesare del tutto superflua  e i Borgia si ingegnarono a ottenere il divorzio che tutta la famiglia milanese non voleva concedere. [..] Minacciato di morte Giovanni  si ritrovò a firmare controvoglia un documento di impotenza. Da questo momento, lo Sforza cominciò a sostenere che il papa gli aveva levato Lucrezia “per altro se non per usare con lei”.
Accusa che vennero accresciute dal Burckhard, maestro di cerimonie presso la corte papale, che sosteneva che la donna si lasciava andare a rapporti incestuosi e a orge.

[..]Fatto è che Lucrezia era tutt’ altro che vergine. Era infatti incinta di un certo Perotto.
Pedro Caleron, detto Perotto, era un messo papale che faceva da tramite tra padre e figlia all’epoca del divorzio.[..] La passione genuina  con un uomo spagnolo, che le richiamava la calda accoglienza delle sue origini, tuttavia, ne decretò la morte. Un giorno Cesare, con la spada sguainata, lo rincorse per tutte le stanze, fino agli alloggi papali, dove lo ferì facendo schizzare il sangue in faccia al papa.
[..]
Mentre Lucrezia nel 1498 partoriva in gran segreto, il suo secondo matrimonio con Alfonso D’Aragona, duca di Bisceglie, era giá pronto. Con lui fu amore. Era “gaio e sentimentale, un vero napoletano, che si occupava di politica appena il poco che a un uomo è necessario”. Ciò tutta via non lo salvò dalle trame borgiane in cui cadde nel giro di poco. Il 15 luglio del 1500, uscendo dal Vaticano, [..] venne aggredito e ferito da un falso pellegrino che si era mescolato ai tanti [..]. coperto di sangue venne trasportato nella stanza dove ancora si intrattenevano Lucrezia, Sancia e Alessandro[..] e rivelò che era stato il colpevole. [..] Alfonso non fece in tempo a riprendersi che venne strangolato da Cesare Borgia nella sua stanza [..].
Lucrezia  venne condannata insieme ai suoi di questo orribile delitto, dai contemporanei e dai posteri, perché pur a conoscenza dell’aggressione non osò mai denunciarlo in pubblico. Del resto si trattava di suo fratello.[..] Si ritirò a Nepi, in provincia di Viterbo, per un periodo ruppe i rapporti con il padre e il fratello. Ma non per molto.
Mentre Cesare preparava la conquista delle Romagne,  la sorella tornò a Roma con il figlio Rodrigo per prepararsi ad un nuovo matrimonio. Avrebbe sposato Alfonso D’Este, futuro principe di Ferrara.

Nel 1501 Lucrezia  era giá duchessa dell’illustre cittá e qui seppe farsi apprezzare da tutti, per la sua sensibilità all’arte e alla letteratura e anche per il suo fiuto politico, ma nel giro di 2 anni  la sua vita fu nuovamente sconvolta da nuovi lutti.
Le morí per primo il figlio Rodrigo la cui scomparsa misteriosa andava ricercata a Roma dove era rimasto quando lei si era trasferita a Ferrara. Nell’agosto del 1503, infine, si ammalarono sia il padre che decedette subito, sia il fratello che sopravvisse per morire solo quattro anni dopo vittima di un’imboscata.
Dietro la morte del papa tuttavia si costruì parecchio, ma una verità su tutte si impose, la quale finì per coinvolgere la stessa Lucrezia: l’avvelenamento.
Da tempo si diceva che i Borgia facessero uso di venefici per risolvere molte questioni politiche. [..] Il veleno veniva chiamato “cantarella” ma era arsenico mescolato ad altre sostanze organiche, ovvero liquidi sottratti alla putrefazione cadaverica degli animali.  Per altri si trattava, invece, di urina mescolata a residui di rame. Qualunque composizione avesse la “cantarella borgiana” era un veleno atterminatum attemeratum ovvero sicuro e rapido.
[..] Ma la storia del veleno, sempre opera di Burckhard, non doveva lasciare indenne l’immagine di Lucrezia. 
La favola della femme fatale che incanta e stordisce i commensali con la sua lunga chioma bionda e i suoi ardenti occhi per poter agilmente rovesciare la polverina dal suo anello nelle pietanze altrui, sembra piú materia per la letteratura. Difficile però pensare che la donna non fosse a conoscenza dei segreti e degli omicidi  che riempivano gli armadi del Vaticano.
[..] La corte dei Borgia era lussuosa e licenziosa. Ma era la regola per i suoi abitanti del tempo compresa Lucrezia la quale, allontanandosi da essa, diede prova di innumerevoli virtú, seppure meno celestiali della sua contrastante rappresentazione che la vedeva contrita e stretta da un cilicio in un convento, dove in effetti passó molto tempo.
La sua morte di parto nel 1519 la riporta nei ranghi di una misera normalità, accomunandola cosí alla disgraziata sorte di molte donne.

A domani con un’altra donna di incubo!
Nel pomeriggio pubblicherò il post dedicato ai Consigli di lettura riguardanti questo personaggio.

Lya

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