29 aprile 2015

In&Out aprile 2015

Buongiorno lettori,
e un altro mese è andato e questo vuol dire che è arrivato il momento di vedere gli in e out!
Lya:
LETTURE DEL MESE
Pietra è il mio nome di Lorenzo Beccati
Sotto controllo di Xenia von Tippelskirch 
Spire di fuoco di Marta Palazzesi
Tutto cominciò con Tiffany di Christoph Marzi
Il canto del cielo di Sebastian Faulks
L'atlante di tenebra di John Stephens
Mi ricordo di Paola Capriolo
La casa dei libri di Richard Brautigan

 IN:
Questo mese mi è andata piuttosto bene perché mlti dei libri che ho scelto di leggere mi sono piaciuti. "Il canto del cielo" è bello ma non l'ho scelto perché la centralità della azioni di guerra non è riuscita a farmi appassionare; "Pietra è il mio nome" è un bel thriller storico piuttosto particolare ma le pagie sono sfuggite via come il vento senza lasciare un segno forte; "L'atlante di tenebra" è una bella chiusura di serie ma a tratti l'ho trovato troppo infantile. "Mi ricordo" è stata una scoperta perché è un romanzo che mi ha incuriosito e coinvolto in modo crescente e racconta una storia difficile in modo molto delicato e intimistico: insomma è il mio IN del mese servito su un piatto d'argento.

OUT:
Il mio OUTdel mese è questo romanzo che ho trovato interessante all'inizio ma banalotto per il resto del tempo. QUI trovate la mia recensione completa.



Isy:
Questo mese ho letto:

"La sedia d'argento-Le Cronache di Narnia VI" - C.S. Lewis
"L'ultima battaglia-Le Cronache di Narnia VII" - C.S. Lewis




IN
Ex-aequo per gli ultimi due capitoli de "Le cronache di Narnia". Lewis è stato capace di trasportarmi in un mondo magico e nonostante i miei 26 anni suonati sono riuscita a emozionarmi come una bambina, ma allo stesso tempo a leggere con un occhio maturo una storia, trovando anche il forte simbolismo dietro le lettere. Una saga che andrebbe letta e riletta^^


RECENSIONE: La principessa di Mantova di Marie Ferranti

Buongiorno lettori
eccomi con una nuova recensione!
Titolo: La principessa di Mantova
Autore:Marie Ferranti
Pagine: 103
Prezzo: 9 euro
Editore: Corbaccio

Trama
Poco si sa di Barbara di Brandeburgo, andata in sposa a soli nove anni a Ludovico Gonzaga di Mantova nel 1433. Ma molto si può immaginare dal ritratto che le fece Andrea Mantegna nella Camera degli Sposi al castello di San Giorgio. Quando il marito l'abbandona per combattere al fianco di Francesco Sforza, Barbara si ritrova sola in una delle corti più raffinate ed eleganti, che accoglie i più grandi artisti e letterati dell'epoca. Con grande intelligenza, nonostante la tenera età, si adatta alla nuova vita, riceve un'istruzione adeguata e, al ritorno del marito, ormai celebre condottiero, riesce a conquistarne l'affetto.



“La principessa di Mantova” è un libro che mi è capitato pe puro caso tra le mani. Ultimamente mi è tornata la voglia di leggere le biografie romanzate delle grandi donne del passato (Elisabetta I e Caterina de Medici sono in cima alla mia lista) e nelle mie ricerche online mi è saltato all’occhio questo libro che mi ha incuriosito anche per la sua brevità. A pochi giorni dalla fine della lettura, però, non so ancora bene cosa pensare. In effetti sono piuttosto perplessa.

La principessa di Mantova racconta per sommi capi la vita di Barbara di Brandeburgo, una donna tedesca trapiantata in giovanissima età alla corte di Mantova.

Ecco, avrete capito dalla mia brevissimissima sintesi del libro che sono ancora confusa per quanto riguarda questo libro. I punti interrogativi che saltellano nel mio cervello riguardano le fonti dell’autrice e la modalità di scrittura del libro.
Prima di tutto non è una biografia storicamente esatta, non è un romanzo storico e non è un saggio; mi sono davvero chiesta dove collocare questo scritto. L’autrice ci tiene a sottolineare il fatto che ha voluto immaginare la storia di questa donna a partire da una sua raffigurazione presente nel castello di Mantova. Nei ringraziamenti dice esplicitamente che non ci sono esatti riferimenti storici a parte le poche notizie generiche riportate anche nel libro, non c’è una reale corrispondenza effettuata con sua cugina tedesca (molto nominata nel libro) e non ci sono documenti attendibili. In pratica l’autrice dice che le sue fonti sono praticamente inesistenti e che si sa pochissimo della protagonista; da un ritratto, quinti, si diverte a immaginare la sua vita prendendo come punto di riferimento alcune cose realmente successe. Sono decisamente perplessa, perché a questo punto il libro è un gioco letterario: non è un romanzo storico, né un saggio né una biografia. Insieme a ciò devo sottolineare il fatto che è un libro breve e si concentra in modo poco approfondito sui temi della crescita, del matrimonio e della maternità oltre che sulla cultura e il potere. Si parla di tutto e di nulla in particolare e ogni cosa, dalla nascita dei figli storpi, alla morte del marito, passa molto velocemente senza un briciolo di approfondimento o di sentimento. Visto che è considerabile quasi totalmente un’invenzione, l’autrice avrebbe potuto sbizzarrirsi come voleva e invece ha deciso di non farlo.
Insomma mi ha scombussolato parecchio come libro soprattutto perché non ho capito il fine ultimo dell’autrice. È un libro che ho letto velocemente e mi ha lasciato davvero poco se non qualche scarna informazione sulla protagonista e sui suoi discendenti.
Assegno due stelline e mezzo al libro, non perché sia brutto ma perché non ho ancora capito cosa pensarne.

Lya
 

28 aprile 2015

Teaser Tuesday 125

Buon martedì amici lettori. Eccomi oggi a proporvi un estratto tratto dall'ultimo libro di una delle più ceelbri saghe per ragazzi: "Le Cronache di Narnia" di C. S. Lewis

Ecco la copertina del libro^^


"Ma la disperazione di Tirian non durò a lungo. Poco dopo sentì un tonfo a cui ne seguì un altro e nel giro di pochi secondi gli comparvero davanti due bambini. Fino a pochi momenti prima il bosco era deserto e non potevano essergli arrivati alle spalle, perché avrebbe sentito il rumore dei passi; erano semplicemente apparsi da chissà dove. A una prima occhiata si accorse che indossavano gli stessi vestiti stravaganti dei bambini nel sogno; guardandoli meglio, riconobbe i due più piccoli che aveva incontrato nella strana visione notturna.— Caspita — esclamò il bambino. — Non pensavo che...— Sbrighiamoci a liberarlo — aggiunse la bambina. — Parleremo dopo. — Poi aggiunse, rivolta a Tirian: — Mi dispiace se ci abbiamo messo tanto. Siamo venuti appena possibile.Mentre lei parlava, il bambino tirò un coltello dalla tasca e tagliò le corde in fretta e furia; così in fretta che appena slegato, ancora intirizzito e intorpidito dal freddo della notte, il re cadde carponi e prima di rialzarsi dovette frizionarsi bene le gambe, per riattivare la circolazione.— Avrei una domanda da farvi — disse la ragazza. — Voi siete quello che ci è apparso durante la cena, quasi una settimana fa?— Una settimana fa? — si meravigliò Tirian. — Vi ho incontrati in sogno e posso assicurarvi che saranno trascorsi sì e no una decina di minuti.— Siamo alle solite, Pole. Qui il tempo ha ritmi completamente diversi — disse il bambino."

E voi cosa leggete di bello in questi giorni?^^

27 aprile 2015

Interesting book 178

Buonasera ragazi!
ecco il post dedicato alle scoperte in libreria!
Nella puntata di oggi vi presento un libro straniero di un autore che già conosciamo e un libro di un'autrice italiana.
Il primo è "Virtnet runner" di James Dashner che io ho apprezzato nella trilogia de "Il labirinto"; anche in questo casosi tratta di un distopico ypung adult ma qui è la tconologia a farla da padrone. Sono parecchio incuriosita!
Il secondo è un romanzo di una scrittrice italiana 
che narra una storia con un tema molto delicato: l'anoressia.

Titolo: Il giocatore. Virtnet runner
Autore: James Dashner
Prezzo: 14.90 €
Pagine: 308
Editore: Fanucci
Data di pubblicazione: 2 aprile 2015

Trama
Dalla penna di James Dashner arriva una nuova avventura.
Il giocatore (The Eye of Minds) è il primo volume della serie "The mortality doctrine", ambientata in un mondo di tecnologia ultra-avanzata, cyberterrorismo e giochi oltre i vostri sogni. . . e oltre i vostri peggiori incubi.

Michael è un giocatore. Come quasi tutti i giocatori, passa più tempo su VirtNet che nel mondo reale.
VirtNet offre una full immersion di mente e corpo e crea dipendenza. Grazie alle nuove tecnologie, chiunque abbia abbastanza soldi, può provare mondi fantasy, rischiare la vita senza arrivare alla morte, o semplicemente stare in giro con gli amici di virt-net.
E più sei un abile hacker, più è divertente. Perché seguire le regole se la maggior parte sono regole stupide? Ma diverse regole sono state fatte per un motivo.
Certi tipi di tecnologia sono troppo pericolosi per tentare di aggirarli e rapporti recenti riportano che un giocatore è andato oltre i limiti: ha bloccato degli ostaggi all'interno della VirtNet.
Gli effetti sono devastanti, gli ostaggi sono stati tutti dichiarati cerebralmente morti. E le motivazioni del giocatore rimangono un mistero.
Il governo sa che per catturare un hacker, ha bisogno di un altro hacker e sta osservarndo Michael. Deve entrare nella loro squadra.
Ma il rischio è enorme. Con questa impresa, Michael avrà bisogno di uscire dalla griglia VirtNet. Ci sono più vicoli e angoli nel sistema di quanto gli occhi umani abbiano mai visto. E tanti predatori che non si possono nemmeno controllare. E infine c'è la possibilità che il confine tra gioco e realtà si perda per sempre.


la serie The Mortality Doctrine è composta da:
1- Il giocatore.
Virtnet runner (The Eye of Minds)
2- The Rule of Thoughts
3- The Game of Lives

 
Titolo: Non più briciole
Autore: Alessandra Arachi
Pagine: 208
Prezzo: 14,90 euro
Editore: Longanesi
Data di pubblicazione: 23 aprile 2015

Trama
Non è facile comprendere il sacro furore che ha preso di mira le mamme. Le mamme delle ragazze anoressiche, per essere precisi. A loro, negli ultimi decenni, è stata data addirittura la colpa di essere la causa di questa malattia che, tra i disturbi della psiche, è quella con il più alto tasso di mortalità. A loro la croce del dramma. A loro il senso di impotenza. A loro. Ma non a Marta. Marta De Bellis non ci sta. Ha una figlia di sedici anni, Loredana, che un giorno decide di lasciare a metà il suo piatto di spaghetti e si infila dentro quel tunnel che ha un nome ben definito ma un’origine ancora oggi enigmatica: l’anoressia. Marta si trova a combattere. Contro la malattia di Loredana, ovviamente. Ma anche contro una montagna di stereotipi che le crollano letteralmente addosso, giorno dopo giorno. Medico dopo medico. Stereotipi che vogliono la mamma colpevole dell’anoressia della figlia. Stereotipi che Marta respinge puntualmente al mittente, come in una partita di tennis. Una partita mortale. Non c’è tempo da perdere. Perché il peso di Loredana scivola fino a raggiungere i trentuno chili. E l’ago della bilancia non accenna a fermarsi… Continuazione ideale di Briciole, primo romanzo italiano a portare l’anoressia all’attenzione del grande pubblico e successo editoriale che dura da più di vent’anni, Non più briciole torna a raccontare quel dramma scegliendo questa volta il punto di vista di una madre che, mentre lotta ogni giorno per salvare la propria figlia, lotta anche contro una terribile condanna senza appello che incombe su di lei e su appello che incombe su di lei e su tutte le madri.
 
Cosa ne pensate di questi due libri? ^^
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