Visualizzazione post con etichetta Fantascienza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Fantascienza. Mostra tutti i post

23 febbraio 2013

RECENSIONE: Il bibliotecario di New York di Nathan Larson

Buongiorno lettori
eccomi con la recensione di un libro fantascientifico!

Titolo: Il bibliotecario di New York
Autore: Nathan Larson
Pagine: 288
Prezzo: 12,90
Editore: Fanucci Chrono
Genere: fantascenza
Data di pubblicazione: novembre 2012

Trama
Dopo un’epidemia, un grave attacco terroristico e il crollo di Wall Street, New York è in ginocchio.
Mentre la città tenta faticosamente di risollevarsi, fa la sua comparsa un misterioso veterano senza nome e senza memoria, Dewey Decimal, che decide di vivere nella biblioteca pubblica sulla Quarantaduesima. Dopo aver scelto l’edificio come sua dimora, si è assunto l’incarico di archiviare l’intera collezione bibliografica, sprofondata nel caos in seguito al collasso della rete informatica. Un grande amore per la letteratura e una certa ossessività maniaco- compulsiva fanno sì che il più forte desiderio dell’uomo sia poter riorganizzare il magazzino della biblioteca. Il suo impegno nella catalogazione dei libri viene occasionalmente turbato da un procuratore corrotto, Rosenblatt, che lo contatta ogniqualvolta abbia del lavoro sporco da sbrigare.
Ora la sua missione è uccidere Yakiv Shapsko, il leader della comunità ucraina a New York, ma Dewey verrà presto risucchiato in una spirale di crimini, tradimenti e antiche vendette che lo costringeranno ad affrontare il buco nero del suo passato e a fare i conti con la sua vera identità.




Mia recensione
"Il bibliotecario di New York" è un romanzo di genere fantascientifico edito per la nuova collana Chrono della Fanucci, una collana di libri che mi sembrano interessanti soprattutto per chi, come me, è alle prime armi con questo genere.

Il libro racconta una parte molto turbolenta della vita di Decimal Dewey, un uomo senza memoria e senza nome che per sopravvivere, in un mondo molto diverso da quello che conosciamo, fa il mercenario, ma che nel tempo libero ricataloga pazientemente l'intera biblioteca di New York. Da questa sua attività secondaria deriva il suo nome che ricorda il sistema decimale ideato da Dewey per la catalogazione dei libri.
Ma perché ricatalogare tutta la biblioteca newyorkese? Perché il 14 febbraio di un anno indefinito, ma non molto distante dal 2013, il mondo è cambiato radicalmente: niente elettricità, virus letali, violenza spropositata nelle strade, droga, omicidi..... Decimal vive in questa New York selvaggia, è affetto da un disturbo da stress post traumatico e non ha memoria degli avvenimenti avvenuti nella sua vita: insomma lui è nessuno e proprio per questo il suo lavoro è uccidere su commissione. Però vuole sapere perché il bersaglio merita di essere ucciso, è la sua unica condizione.
Proprio una missione del genere lo porta a conoscere una serie di persone molto pericolose che raccontano versioni differenti di uno stesso avvenimento: tutte sembrano vere, ma Decimal deve scegliere...

Il romanzo mi ha incuriosito fin dalle prime pagine perché presenta uno scenario intrigante: la biblioteca di New York, un assassino prezzolato senza memoria, il mondo radicalmente cambiato e corrotto, una missione difficile da portare a termine, insomma nelle prime pagine del romanzo l'attenzione è alta. Però , con l'andare della lettura, ho iniziato gradualmente a perdere l'entusiasmo e la concentrazione perché ci sono troppe ripetizioni in merito agli avvenimenti e anche nello stile di scrittura. In un punto non meglio specificato del romanzo, diventa tutto molto confuso e poco chiaro perché mancano le spiegazioni soprattutto per quanto riguarda lo scenario che, se all'inizio mi aveva tanto interessata, diventa un punto di nervosismo perché l'autore non dice al lettore cosa è successo per arrivare alla situazione descritta del romanzo. Una domanda che mi sono portata dietro e che mi ha spinto ad andare avanti nella lettura è: cosa è successo il 14 febbraio, il giorno in cui è cambiato il mondo? Inutile dirvi, che la mia domanda è rimasta senza una risposta.
Credo fermamente che una delle componenti più belle e originali dei romanzi fantascientifici sia l'ambientazione che, per me, deve essere descritta, analizzata e amalgamata con l'intreccio. Tutto ciò in questo libro manca.
Altro punto interrogativo, riguarda il protagonista che è organizzato, meticoloso ma confuso a causa della sua memoria mancante. Lui uccide e cataloga, difende il suo ambiente e sopravvive, non ha uno scopo, vive ogni giorno come viene e prende tutto con molta filosofia ed ironia. Tutto questo l'ho faticosamente desunto dalle sue stesse parole infatti, tutto il romanzo è in prima persona e, con uno stile lapidario ma efficace, Decimal racconta il suo punto di vista. Però non va oltre, non c'è un'evoluzione o un desiderio di rivalsa, di cambiamento, di rivoluzione, lui ama il suo piccolo mondo, vive alla giornata ed è rassegnato ad essere ciò che è.
Se da una parte il personaggio mi è piaciuto, dal'altra, come per l'ambientazione non raccontata, mi ha lasciata un po' perplessa, come se mancasse qualcosa.
Rimanendo con questi punti interrogativi, assegno due stelline e mezzo al romanzo.

Lya

14 agosto 2012

Recensione "Myrddin di Avalon" di Maurizio Vicedomini

Titolo: Myrddin di Avalon
Autore: Maurizio Vicedomini
Pagine: 64
Editore: EDS
Prezzo: 3€ (disponibile solo in formato eBook)

Trama:
La dottoressa Eveline Morvilian compie un viaggio nel tempo non autorizzato, tramite una tecnologia ancora sperimentale, per svelare la storicità della materia bretone. Ignote sono le conseguenze, e il professor Liam Salger viene chiamato dall’Avalon per un viaggio di recupero.In un passato oscuro, Liam potrà avvalersi solo della sua conoscenza, scoprendo come spesso le leggende hanno basi solide di verità, e la magia sia più reale di quanto non sia disposto ad ammettere.

Mia Recensione:
Se mi venisse chiesto di inserire il romanzo in un preciso genere risponderei che è impossibile. Sì! Perchè è sbagliato definirlo un fantasy soltanto, come è sbagliato definirlo solo un romanzo storico, come è sbagliato definirlo un romanzo di fantascienza. Ma "Myrddin di Avalon" è un'ottima unione di tutti e 3 i generi. In questo romanzo breve, esordio letterario del giovanissimo Maurizio Vicedomini, l'autore mostra un'accuratezza storica e un'attenzione verso i dettagli di un mito famoso come quello di Avalon che ormai sembra mancare in molto autori a noi contemporanei.
Mi sono avvicinata al romanzo con un po' di diffidenza perchè, nonostante il nome, sin dalle prime battute si capisce che il romanzo è un fantascientifico, genere che non amo particolarmente. Invece dopo pochissimo avviene il punto di svolta e finalmente si entra nel cuore del racconto riuscendo a catapultarmi nel racconto dal quale non ho staccato gli occhi fino al suo termine!
Liam Salger è un giovane professore chiamato sull'Avalon, una stazione orbitante, per svolgere una missione importantissima: ritornare indietro nel tempo per cercare e riportare a casa la professoressa Evelin, scomparsa in seguito a un viaggio nel tempo. Il giovane accetta la missione anche perchè con la tecnologia in suo possesso, molto avanzata (e per me davvero sbalorditiva!) non teme il viaggio, anzi, la sua curiosità di studioso storico lo porta a vivere la missione come un'occasione unica nella sua vita per vedere dal vivo luoghi a lungo studiati solo sui libri: Quale storico non vorrebbe un'occasione del genrre?
Per un errore della macchina del tempo però anzichè essere trasportato nel 185 d.C. viene trasportato nel V° secolo. E per pura coincidenza conoscerà un druido di nome Myrddin, il celebre Merlino, che però, a differenza di come lo dipinge la tradizione, più che un saggio sembra un uomo esaltato e convinto delle proprie doti magiche e dell'esistenza del svrannaturale, che lo porteranno solo a una tragica fine. Questo evento però spingerà Liam, intrappolato nel V° secolo, a prendere il suo posto. E la celebre magia di Mago Merlino, di cui tanto la tradizione ha narrato, altro non è che l'uso dell'avanzatissima tecnologia del neo-Merlino. Così Liam, senza volerlo, diventa non solo spettatore, ma protagonista della famosa nascita leggendaria di Re Artù.
Una storia che ho letto tutto d'un fiato. Amo molto la storia di Re Artù, Camelot, la tavola Rotonda, e questo è stato il primo romanzo che ho letto sull'argomento e devo dire che mi ha entusiasmata proprio per il taglio "fantascientifico"!
Io consiglio caldamante la lettura sia che abbiate letto romanzi storici sull'argomento, sia che non lo abbaite fatto, perchè ne vale davvero la pena. La scrittura è molto semplice e scorrevole. L'unica pecca del romanzo è la sua brevità, che ha impedito all'autore di soffermarsi su dettagli e allo stesso tempo di descrivere meglio gli eventi che, seppur noti, a mio avviso, sarebbe stato meglio non dare per scontato.
Ciò nostante ho dato 5 stelline perchè è comunque un racconto scorrevole che narra di eventi molto noti e sicuramente piacerà per i contenuti, lo stile e soprattutto la descrizione "innovativa" di un mito secolare.
Spero di leggere presto un nuovo romanzo, magari più lungo, perchè l'autore ha stoffa da vendere e secondo me possiamo aspettarci molto=)


L'autore:
Maurizio Vicedomini è nato a Napoli e lì frequenta il corso di Laurea in Lettere Moderne presso l’università Federico II di Napoli. Predilige letture fantasy e generi affini.
Ama la musica e suona chitarra, flauto e armonica

Ma la sua grande passione è la scrittura!
Il suo sito internet è: http://www.mauriziovicedomini.com/



A presto
Isy
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...