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08 settembre 2016

Libri da instagram 2#

Ciao amici lettori. Per la rubrica

Oggi voglio riproporvi una foto che ho pubblicato su Instagram alcuni mesi fa.
Devo dire che non sono molto brava a fare foto "fighe", ma devo anche ammettere che questa mi è uscita particolarmente bene^^


ed è anche uno dei miei gialli preferiti, ma non il migliore della Christie =)

08 aprile 2014

Teaser Tuesday 98

Buonasera amici lettori =) Eccomi con un nuovo appuntamento per la rubrica "Teaser Tuesday". Il brano di oggi è tratto da un romanzo di una delle più famose gialliste letterarie=)


"L'uomo che entrò nella stanza non aveva l'aria di chiamarsi, o di essersi chiamato, Robinson. Il suo nome avrebbe potuto essere Demetrio o Isaacstein o Perenna o nessuno di questi in paricolare. Non era decisamente ebreo, né greco, né spagnolo, né sudamericano. Ciò che pareva asai improbabile era che fosse un inglese di nome Robinson. Era grasso, ben vestito, con la faccia gialla, due occhi scuri e malinconici, fronte ampia e una bocca larga che metteva in mostra denti bianchi piuttosto grossi. Aveva mani ben fatte e tenute con cura. Parlava un inglese senza traccia di accento.
Lui e il colonnello Pikeaway si salutarono col fare di due regnanti e si scambiarono numerosi complimenti."

E il vostro Teaser qual è? 
=)

18 settembre 2012

Recensione: "Assassinio sull’Orient-Express" di Agatha Christie

Titolo: Assassinio sull’Orient-Express
Autore: Agatha Christie
Pagine: 240
Prezzo: 6,90€
Editore: RCS Corriere della Sera
Data di uscita: 1933

Trama
L'Orient-Express, il famoso treno che congiunge Parigi con Istanbul, è costretto ad una sosta forzata, bloccato dalla neve. A bordo qualcuno ne approfitta per compiere un efferato delitto, ma, sfortunatamente per l'assassino, tra i passeggeri c'è anche il famoso investigatore belga Hercule Poirot, al quale verranno affidate le indagini. Poirot, in effetti, risolverà il caso, non prima, però, di essersi imbattuto in una sensazionale sorpresa.

Mia recensione:
Io amo Agatha Christie!!! Ok, avevo bisogno di dirlo! “Assassinio sull’Orient.Express” è il 4° libro che leggo della celebre autrice inglese, e seppur un numero esiguo rispetto all’immensa mole di romanzi scritti, mi arrischio nel dire che la Christie è un genio del thriller. Questo romanzo in particolare è da molti annoverato come il romanzo più celebre e devo ammettere che tra i numerosi giudizi letti circa questo romanzo esso è tra quei libri che “O ami, o Odi!”. Io rientro nella prima categoria.
Ci troviamo sull’Orient-Express, un treno di lusso partito da Istambul. Il caso ha voluto che su quel treno viaggiasse anche il celeberrimo Hercule Poirot, appena giunto nella città turca e costretta ad abbandonarla dopo sole poche ore per cause di forza maggiore. Durante la notte, però, il treno è costretto a fermarsi a causa di una forte nevicata che ne impedisce la ripartenza. E per caso viene scoperto, all’interno di una stanza, il cadavere di un uomo: il signor Ratchett, persona tanto ricca quanto odiosa. Subito viene chiamato a indagare proprio il nostro Poirot che decide di farsi aiutare in queste indagini da 2 persone: il Dottor Constantine, un medico greco e il signor Bouc, amico dell’investigatore nonché direttore della Compagnia a cui appartiene anche il famoso treno.
Sin da subito il caso mostra delle anomalie che spingono l’investigatore a supporre che il colpevole sia uno dei viaggiatori che risiedevano all’interno del vagone per Calais, lo stesso in cui si trovava la stanza del morto.
Ma tra i passeggeri nessuno sembra essere collegato al morto e nessuno sembra capace di compiere un crimine così efferato. Allora chi è stato? Ma soprattutto, perché lo ha fatto?
Gli indagati sono 12, tra passeggeri e personale. Sono persone molto diverse tra di loro per genere, età ed estrazione sociale diversa. Nulla li accomuna, o almeno così sembra. Perché come ormai ci insegna la Christie, nulla è come sembra.
Chi sarà allora il bugiardo, l’assassino, colui che ha architettato un simile omicidio riuscendo persino a farla franca?

Sarà stato Hector MacQueen, segretario del morto? Oppure Caroline Martha Hubbard,  la simpatica e pettegola signora americana? Sarà stata Mary Hermione Debenham, l’istitutrice inglese o il suo compatriota il Colonnello Arbuthnot?
E se fosse stato Pierre Michel, il controllore del vagone-letto incriminato? No! Troppo facile vero? Allora forse è stato l’investigatore Cyrus Beltman Hardman, magari assieme a quell’italiano chiacchierone Antonio Foscarelli! Uhm…poco plausibile! Ok, ok…e se fosse stata la delicatissima e altezzosa Principessa Dragomiroff assieme alla sua cameriera Hildegarde Schmidt? Impossibile? E si…forse avete ragione! Allora sono statu sicuramente i 2 conti ungheresi: Rudolph e Maria Andrenji …ah, nemmeno questa idea vi sembra corretta! Ok, allora non rimane che la dolce signora svedese Greta Ohlsson! Nemmeno lei?

Allora chi è l’assassino?

Si tratta di un romanzo alquanto breve (meno di 250 pagine) eppure la Christie riesce a racchiudere in uno spazio così breve un capolavoro. La scrittura è fluida e, seppur ricca di dettagli, non confonde il lettore: questo elemento aumenta sicuramente l’apprezzamento per questo romanzo. Quindi anche se non dovesse piacervi, almeno si legge velocemente!
E poi volete mettere il piacere di leggere un libro che ha per protagonista un presuntuoso e stressante investigatore, che seppur con tutta la buona volontà non si può non ammirare? Io sarò di parte, ma io adoro Poirot. E credo si sia capito da i miei elogi (e anche dalla mia filastrocca nel giochetto estivo;-)
Il punto forte del romanzo è sicuramente il finale. Quando ho terminato il libro la mia faccia era più o meno così:
Eppure sono abituata all’effetto a sorpresa tipico dei romanzi dell’autrice inglese. Ma questo li batte tutti!
Davvero un romanzo che io ho divorato e che sto consigliando a molti, sia a chi è alle prime armi con il genere e sia a chi è veterano.
5 stelline meritatissime per la maestra del Giallo!


Ciao amici^^
Isy

21 gennaio 2012

Recensione "Trappola per topi" di Agatha Christie

Titolo: Trappola per topi
Autore: Agatha Christie
Pagina: 115
Prezzo: 6,90€
Editore: RCS (Con Corriere della Sera



Trama:
Cinqua strani clienti e i proprietari sono isolati in una locanda. Tra loro si nasconde un assassino psicopatico che ha già ucciso una persona a Londra. Ma sotto quale travestimento si maschera l'assassino? Ciascuno dei presenti sembra avere qualcosa da nascondere. Toccherà al sergente Trotter, inviato sul posto, risolvere l'enigma. 



Recensione:
Per la prima volta leggo un romanzo della Christie sotto forma di "copione" teatrale. I protagonisti non sono però nè la celebre Miss Marple, nè il vanesio Poirot. I protagonisti sono una coppia di giovani appena sposati, Miss e Mister Ralston, e quella che viene rappresentata è l'inaugurazione del loro Bed&Breakfast "Monkswell Manor". Infatti in apertura del sipario vediamo i primi clienti arrivare Christopher Wren, La signora Boyle, Miss Casewell, il Signor Paravicini e il maggiore Metcalf. Alla compagnia si aggiunge ben presto il Sergente Trotter, inviato dal Comando di Polizia del Berkshire poichè ci sono indizi che indicano che uno spietato assassino, che ha appena commesso un omicidio a Londra, sia proprio uno dei presenti. E Trotter ha il compito di scovarlo prima che compia il secondo e il terzo omicidio. Perchè infatti l'assassino compie il suo omicidio sulla scia di una filastrocca tipica inglese "Tre topolini ciechi", e dopo aver fatto fuori il primo, avvisa la polizia che ne mancano 2. Come se non bastasse tutti i presenti assumono un comportamento strano, facendo sì che il lettore inizi a dubitare di ogni singolo personaggio e tutto questo gioca a favore della suspence.
In questo frangente una bufera di neve si abbatte sul maniero, isolando la locanda e "intrappolando" i 2 topi che l'assassino vuole colpire.
Non posso dilungarmi troppo con i dettagli perchè è davvero un racconto brevissimo e rischierei pericolosamente di incorrere in Spoiler. 
Il finale è quanto di più complesso e inaspettato io abbia mai trovato nella Chritie. E non per neinte rimane uno dei più famosi racconti della giallista Inglese.
Io perciò vi consiglio la lettura...e vi lascio con ben 4 stelline^^
A presto
Isy

03 dicembre 2011

Recensione "C'è un cadavere in biblioteca" di Agatha Christie

Titolo: C’è un cadavere in biblioteca
Autore: Agatha Christie
Pagine: 207
Prezzo: 6,90€
Editore: Corriere della sera


Trama:

St. Mary Mead, una mattina come tante. Almeno fino quando il colonnello Bantry e sua moglie Dolly vengono bruscamente svegliati da una cameriera terrorizzata, venuta ad annunciare che, nella biblioteca della villa, è stato trovato il cadavere di una sconosciuta in abito da sera, apparentemente assassinata. Nessuno degli abitanti della casa ha mai conosciuto la vittima, ma allora come spiegare il bizzarro ritrovamento? La polizia, subito interpellata, comincia le indagini, ma ancora una volta sarà la simpatica Miss Marple, con il suo occhio infallibile e la sua lucida capacità di far luce nei più tortuosi meandri dell’animo umano, a risolvere il caso.
 
Recensione:
Il mio cammino alla scoperta della maestra del giallo continua. E dopo aver letto un romanzo con protagonista il famoso Hercule Poirot, ho finalmente letto un romanzo che vede per protagonista la celeberrima Miss Marple, figura della quale sono rimasta molto affascinata sin da quando ero bambina, quando leggevo le sue avventure sul “Giornalino”. Come molti sostengono, è difficile non riconoscere in Miss Jane Marple un alter-ego dell’autrice stessa (non per niente i fumetti del “giornalino” la chiamavano Miss Agatha Marple). A differenza di Hercule Poirot ho trovato questo personaggio più bello, sicuramente più modesto e umile, ma altrettanto acuito nell’individuare dettagli nascosti ai più.
La storia è degna della Christie, ricca di suspense e colpi di scena: ogni volta che credi di aver trovato il colpevole arriva Miss Marple a smentire clamorosamente ogni tua deduzione.
Oltre a Miss Marple i protagonisti sono i coniugi Arthur e Dolly Bantry, proprietari della casa entro la quale è stato rinvenuto il cadavere di una giovane ragazza in abito da sera. Sarà proprio Dolly Bantry a chiamare Miss Marple, alla quale è legata da un saldo legame di amicizia e alla quale propone di risolvere il caso, più che per desiderio di chiudere la questione spinosa (che potrebbe compromettere la vita del marito, il colonnello Bantry) piuttosto per la consapevolezza che per una volta poteva essere la protagonista di un caso di omicidio, stando perciò al centro dell’attenzione. In un certo senso confonde il romanzo con la realtà e per una donna pettegola ed egocentrica come lei non può che essere una occasione d’oro!
Solo in un secondo momento vengono introdotti i personaggi attorno al quale ruotava la figura dell’assassinata. Conway Jefferson, uomo anziano e molto ricco, invalido in seguito a un incidente aereo in cui hanno perso la vita sua moglie e i suoi 2 figli. Al suo fianco troviamo la nuora Adelaide Jefferson, molto legata all’uomo e madre di Peter, avuto da un precedente matrimonio; e Mark Gaskell, genero dell’anziano, figura decisamente più misteriosa e arrogante della cognata. Sarà proprio Jefferson chiamare la polizia per denunciare la scomparsa della vittima, Ruby Keene, alla quale era legato da un sentimento di affetto paterno. In seguito troviamo Josephine Turner, cugina della vittima; Raimond Starr, collega ballerino della vittima; Basil Blake, che alloggiava nell’hotel dove lavorava la vittima. Dopo troviamo Pamela Reeves, giovane studentessa, la cui scomparsa viene inevitabilmente collegata all’omicidio della ballerina. Infine non possiamo non citare i poliziotti Clithering, Melchett e Harper, che hanno lavorato al caso dando non pochi spunti a Miss Marple per trovare l’assassino, poiché ella non poteva altrimenti venire a conoscenza dei risultati scientifici in possesso dalla polizia.
Sullo stile non ho nulla da ridire. A differenza del precedente romanzo non ho riscontrato rinvii ad avvenimento non ancora descritti come invece succedeva  nel romanzo “Fermate il boia”. Qui la narrazione è molto più lineare e scorrevole, dunque più comprensibile senza ricorrere alla rilettura di passi già letti.
Ho trovato questo romanzo davvero carino e veloce da leggere, riconfermando dunque le mie opinioni sulla Christie, autrice di cui mi sto davvero innamorando e della quale non vedo l’ora di leggere ancora. Assegno nuovamente 4 e ½ .

    Alla prossima...
Isy

06 agosto 2011

Recensione " Fermate il boia" di Agatha Christie

Titolo: Fermate il boia
Autore: Agatha Christie
Pagine: 299
Prezzo: 0,80€* (con il Corriere della Sera)

Editore: RCS quotidiani
Un caso veramente semplice quello dell'omicidio della signora McGinty, anziana domestica rapita e assassinata in un tranquillo paesino di campagna. Nel giro di pochi giorni la polizia recupera la misera refurtiva e incrimina il presunto assassino, un giovanotto che viveva come pensionante a casa della vittima. Eppure qualcosa non quadra e il poliziotto che ha condotto le indagini si rivolge a Hercule Poirot per cercare di chiarite i suoi dubbi. Le prove di colpevolezza sembrano schiaccianti, eppure, per un investigatore abile come Poirot, anche il più insignificante dei dettagli può far scoprire verità insospettabili.  

Recensione
Per la prima volta mi trovo a leggere un romanzo della Christie che ha come protagonista il celeberrimo commissario Hercule Poirot. Ovviamente conoscevo Poirot come uno dei personaggi nati dalla penna della scrittrice britannica, ma non lo conoscevo come  personaggio protagonista, ovvero come fosse fisicamente (se non per qualche rimembranza di qualche scene di telefilm che mio nonno era solito vedere quando andavo a casa sua!) e soprattutto caratterialmente. All’inizio mi indispettiva per il suo essere un po’ pieno di se, ma più leggevo e più lo detestavo: presuntuoso, arrogante, viziato, vanitoso. È un uomo consapevole delle proprie doti e delle proprie capacità, e questo fa si che cerchi sempre nel suo interlocutore una conferma del proprio status e del proprio ruolo dominante e determinante. Però devo ammettere che questa cosa mi piace perché è molto realista. Perché detto tra di noi: quei personaggi saggi e intelligenti, consapevoli della loro bravura, che si mostrano umili e modesti, sono si moralmente corretti, ma sono anche solo personaggi “letterari”. Un uomo o donna che sia, che sa di essere l’elemento più importante, gode nello stare sul piedistallo e nell’essere lodato. Si ciba della sua vanità. Più viene adulato e più pretende. Ed Hercule Poirot è tanto orgoglioso e vanitoso, quanto perspicace e acuto osservatore.
Ma passiamo alla descrizione del romanzo. “Fermate il boia” è uno dei romanzi meno conosciuti della Christie e fu scritto nel 1952. Protagonisti delle storia, oltre al pomposo Poirot, sono il detective Spence, il quale chiede aiuto al famoso commissario per fermare l’esecuzione capitale di un giovane accusato di omicidio; e la scrittrice di gialli Ariadne Oliver, che altro non è che un alter-ego dell’autrice stessa.
La storia è incentrata sull’omicidio, avvenuto in un piccolo villaggio inglese, della vecchia badante McGinty. Unico colpevole di tale crimine è l’affittuario dell’assasinata, ovvero James Bentley. Tutte le prove sono contro di lui. Ed  proprio questa certezza di colpevolezza che fa dubitare il commissario belga delle responsabilità del giovane Bentley.  E tra indagini rivelatrici e tentativi di depistaggio, la storia si sviluppa in modo sorprendente, senza risparmiarsi in suspense e colpi di scena. E da una scrittrice di gialli del calibro della Christie non ci si poteva aspettare un finale più incredibile e singolare di questo.
Analizzando lo stile ho qualche punto da segnalare. Innanzitutto l’uso esagerato di rinvii ad avvenimento non ancora descritti. Mi spiego meglio, molto spesso durante il libro si fa cenno a dialoghi e situazioni determinanti, trattandole come scene che il lettore dovrebbe già conoscere, ma in realtà esse vengono descritte solo alcune pagine dopo, e questa crea non poco disagio nel lettore. Io per prima mi sono ritrovata spesso a rileggere pagine precedenti per cercare di capire, e una volta che mi sono arresa, ho continuato a leggere e finalmente riuscivo a risolvere i dubbi. Lo trovato poco pratica come scelta stilistica. Sarà che non ho una grande esperienza con i romanzi di Agatha Christie, però magari con un po’ di allenamento riuscirò a leggere in maniera più scorrevole i suoi libri.
Sempre parlando della scrittura, ho trovato piacevole l’uso del francese in alcuni contesti  che, anche senza traduzione, è più che comprensibili da un italiano che non conosce la lingua transalpina.
Infine, per facilitare il compito del lettore, che spesso rischia di confondersi tra il numero alto di personaggi coinvolti che presentano (malauguratamente!) nomi abbastanza assonanti, vi è un elenco dei nomi all’inizio del racconto e del “ruolo” che ricoprono.
Passiamo ora al voto: io darei 5 alla storia, 4 e ½  ai personaggi e 3 e ½ al fattore stilistico. E anche se la matematica non è il mio forte, la media è di 4.3 quindi…

 Spero vi sia piaciuta=)
Isy

02 maggio 2011

Classici...da libreria (05)

Buongiorno a tutti. Oggi per la rubrica “Classici da libreria” voglio proporvi un giallo scritto nel  1933 da una delle più brillanti e prolifiche scrittrici di gialli di sempre:  Agatha Christie!
Agatha Christie

Nata nel 1890 a Torquai (Devonshire), Agatha Mary Clarissa Miller sposò nel 1914 Archibald Christie da cui adottò il cognome e da cui ebbe una figlia. Dopo il divorzio nel 1928, si risposò nel 1930 con Max Mallowan, con il quale visse felicemente fino alla morte, nel 1976. Conosciuta soprattutto per i suoi romanzi gialli, a lei si devono l'invenzione di 2 dei più famosi protagonisti gialli: Hercule Poirot e Miss Marple. La sua bibliografia consta non solo di gialli ma anche di romanzi rosa, scritti con il nome di Mary Westmacott, il cui successo non può essere equiparato a quello come autrice di gialli.
Tra i premi attribuitele il più famoso è il DBE, con la quale viene nominata Dama dell'Impero Britannica.
 

Romanzo

Titolo: 10 piccoli indi.ani
Autore: Agatha Christie
Anno di pubblicazione: 1939
Trama
Un'isola al largo delle coste del Devon, una misteriosa isola deserta che ha la forma di una testa di negro: dieci persone riunite da un fantomatico U.N. Owen.Autentico e inuguagliato capolavoro del Thrilling, singolarissima e originale variazione del classico "delitto in una stanza". Uno dei più famosi e ben riusciti thriller di Agatha Christie.

Recensione
Il romanzo in questione è “10 piccoli indiani (e alla fine nonne restò nessuno).
La storia si svolge su una piccola isola del Devon: Nigger Island. I protagonisti sono 10 persone che non si conoscono tra di loro ma che vengono invitati su quest’isola misteriosa da un personaggio il cui nome è inequivocabile della sua reale natura: U. N. Owen (che in inglese si legge Unknown ovvero Sconosciuto). All’inizio della storia le 10 vittime ignare, dopo aver raggiunto l’isola l’8 agosto su invito di questo U.N.O., vivono con tranquillità la loro prima sera sull’isola. Una tavola imbandita, al cui centro c’è un vassoio con 10 statuine di 10 piccoli negretti (o indiani),  li invita a cenare. La presenza delle statuini all’inizio li fa pensare a una semplice passione del proprietario dell’isola per una vecchia filastrocca molto nota in Inghilterra, che recita così:

“Dieci piccoli negretti se ne andarono a mangiar,
 uno fece indigestione,
solo nove ne restar.

Nove poveri negretti fino a notte alta vegliar:
 uno cadde addormentato,
otto soli ne restar.

Otto poveri negretti se ne vanno a passeggiar:
 uno, ahimè, è rimasto indietro,
solo sette ne restar.

Sette poveri negretti legna andarono a spaccar:
un di lor s’infranse a mezzo,
e sei soli ne restar.

I sei poveri negretti giocan con un alvear:
da una vespa uno fu punto,
solo cinque ne restar.

Cinque poveri negretti un giudizio han da sbrigar:
 un lo ferma il tribunale,
 quattro soli ne restar.

Quattro poveri negretti salpan verso l’alto mar;
 uno un granchio se lo prende,
e tre soli ne restar.

I tre poveri negretti allo zoo vollero andar:
 uno l’orso ne abbrancò,
e due soli ne restar.

I due poveri negretti stanno al sole per un pò:
un si fuse come cera
e uno solo ne restò.

Solo, il povero negretto in un bosco se ne andò:
 ad un pino s’ impiccò
e nessuno ne restò".

Ma ben presto la loro permanenza viene sconvolta da una voce misteriosa proveniente da un grammofono che annuncia, come fosse un giudice, le pene e gli assasinii attribuiti ad ognuno di loro. I protagonisti, come già detto, sono 10:
  • ·         Edward Armstrong, professione medico;
  • ·         Emily Brent, vecchia zitella e timorata di Dio;
  • ·         William Blore, ex-poliziotto,
  • ·         Vera Clayton, giovane ragazza chiamata sull’isola in qualità di segretaria;
  • ·         Philip Lombard, ex-esploratore;
  • ·         Jhon McArthur, ex-generale;
  • ·         Anthony Marston, giovane snob;
  • ·         Thomas e Ethel Rogers, marito e moglie, domestici della villa;
  • ·         Lawrence Wargrave, giudice in pensione.

Ognuno di loro, accusato di un reato, tenta di difendersi, anche se in realtà sono tutti colpevoli impuniti, eccetto uno. Dopo che la voce ha parlato e dopo il primo terrore iniziale, la storia assume una piega terrificante: ad uno ad uno iniziano a morire i presenti, ma in modo naturale, bensì come succede ad ogni povero negretto della filastrocca. E cosa ancor più inquietante è che dopo ogni morte misteriosamente scompare un negretto dal vassoio nel centro tavola, quasi a voler ricordare ai superstiti che prima o poi toccherà anche a loro. A rendere ancora più inquietante la situazione è la consapevolezza di aver trovato ogni volta il colpevole, ma che puntualmente è il prossimo a morire. La perlustrazione dell’isola, dopo aver confermato l’assenza di persone estranee al gruppo dei 10, fa nascere la consapevolezza nei superstiti che il famoso UNO esiste, ma è necessariamente uno di loro.
Fino alla fine del romanzo, quando ormai anche l’ultimo negretto “si impiccò”, la storia rimane irrisolta. L’epilogo vede protagonista 2 poliziotti che arrivati sull’isola allarmati dagli abitanti della costa che non vedono rientrare i “turisti per una settimana”, trovano 10 cadaveri e nessun elemento che possa loro permettere di arrivare al capo di questo enigma. La soluzione arriva nel modo più assurdo e allo stesso tempo ingegnoso che la Christie potesse inventare: un messaggio in bottiglia del vero colpevole , il quale confessa tutto e racconta nei minimi dettagli il modo in cui ha portato avanti la sua punizione nei confronti del gruppo di assassini.
Degno di essere considerato uno dei più bei Thriller della “Regina del Crimine”, il mio voto è 3 e mezzo. La scrittura infatti è scorrevole, ma l’epilogo non mi ha particolarmente colpito. Infatti, mi aspettavo che il colpevole venisse scoperto in altro modo. Consiglia vivamente la lettura.


Alla prossima
Isy
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