Titolo: Assassinio sull’Orient-Express
Autore: Agatha Christie
Pagine: 240
Prezzo: 6,90€
Editore: RCS Corriere della Sera
Data di uscita: 1933
Trama
L'Orient-Express, il famoso treno che congiunge Parigi con
Istanbul, è costretto ad una sosta forzata, bloccato dalla neve. A bordo
qualcuno ne approfitta per compiere un efferato delitto, ma, sfortunatamente
per l'assassino, tra i passeggeri c'è anche il famoso investigatore belga
Hercule Poirot, al quale verranno affidate le indagini. Poirot, in effetti,
risolverà il caso, non prima, però, di essersi imbattuto in una sensazionale
sorpresa.
Mia recensione:
Io amo Agatha Christie!!! Ok, avevo bisogno di dirlo! “Assassinio sull’Orient.Express”
è il 4° libro che leggo della celebre autrice inglese, e seppur un numero
esiguo rispetto all’immensa mole di romanzi scritti, mi arrischio nel dire che
la Christie è un genio del thriller. Questo romanzo in particolare è da molti
annoverato come il romanzo più celebre e devo ammettere che tra i numerosi
giudizi letti circa questo romanzo esso è tra quei libri che “O ami, o Odi!”.
Io rientro nella prima categoria.
Ci troviamo
sull’Orient-Express, un treno di lusso partito da Istambul. Il caso ha voluto
che su quel treno viaggiasse anche il celeberrimo Hercule Poirot, appena giunto
nella città turca e costretta ad abbandonarla dopo sole poche ore per cause di
forza maggiore. Durante la notte, però, il treno è costretto a fermarsi a causa
di una forte nevicata che ne impedisce la ripartenza. E per caso viene scoperto,
all’interno di una stanza, il cadavere di un uomo: il signor Ratchett, persona
tanto ricca quanto odiosa. Subito viene chiamato a indagare proprio il nostro
Poirot che decide di farsi aiutare in queste indagini da 2 persone: il Dottor
Constantine, un medico greco e il signor Bouc, amico dell’investigatore nonché direttore
della Compagnia a cui appartiene anche il famoso treno.
Sin da
subito il caso mostra delle anomalie che spingono l’investigatore a supporre
che il colpevole sia uno dei viaggiatori che risiedevano all’interno del vagone
per Calais, lo stesso in cui si trovava la stanza del morto.
Ma tra i
passeggeri nessuno sembra essere collegato al morto e nessuno sembra capace di
compiere un crimine così efferato. Allora chi è stato? Ma soprattutto, perché lo
ha fatto?
Gli indagati
sono 12, tra passeggeri e personale. Sono persone molto diverse tra di loro per
genere, età ed estrazione sociale diversa. Nulla li accomuna, o almeno così
sembra. Perché come ormai ci insegna la Christie, nulla è come sembra.
Chi sarà
allora il bugiardo, l’assassino, colui che ha architettato un simile omicidio
riuscendo persino a farla franca?
Sarà stato Hector
MacQueen, segretario del
morto? Oppure Caroline Martha Hubbard, la simpatica e pettegola signora americana?
Sarà stata Mary Hermione Debenham, l’istitutrice
inglese o il suo compatriota il Colonnello
Arbuthnot?
E se fosse stato Pierre Michel, il
controllore del vagone-letto incriminato? No! Troppo facile vero? Allora forse
è stato l’investigatore Cyrus Beltman Hardman, magari assieme a quell’italiano
chiacchierone Antonio Foscarelli!
Uhm…poco plausibile! Ok, ok…e se fosse stata la delicatissima e altezzosa Principessa Dragomiroff assieme alla
sua cameriera Hildegarde Schmidt? Impossibile?
E si…forse avete ragione! Allora sono statu sicuramente i 2 conti ungheresi: Rudolph e Maria Andrenji …ah, nemmeno
questa idea vi sembra corretta! Ok, allora non rimane che la dolce signora
svedese Greta Ohlsson! Nemmeno lei?
Allora chi è l’assassino?
Si tratta di
un romanzo alquanto breve (meno di 250 pagine) eppure la Christie riesce a
racchiudere in uno spazio così breve un capolavoro. La scrittura è fluida e,
seppur ricca di dettagli, non confonde il lettore: questo elemento aumenta
sicuramente l’apprezzamento per questo romanzo. Quindi anche se non dovesse
piacervi, almeno si legge velocemente!
E poi volete
mettere il piacere di leggere un libro che ha per protagonista un presuntuoso e
stressante investigatore, che seppur con tutta la buona volontà non si può non
ammirare? Io sarò di parte, ma io adoro Poirot. E credo si sia capito da i miei
elogi (e anche dalla mia filastrocca nel giochetto estivo;-)
Il punto forte
del romanzo è sicuramente il finale. Quando ho terminato il libro la mia faccia
era più o meno così:
Eppure sono
abituata all’effetto a sorpresa tipico dei romanzi dell’autrice inglese. Ma
questo li batte tutti!
Davvero un
romanzo che io ho divorato e che sto consigliando a molti, sia a chi è alle
prime armi con il genere e sia a chi è veterano.
5 stelline
meritatissime per la maestra del Giallo!
Ciao amici^^
Isy