12 giugno 2011

RECENSIONE: Le Case degli Altri di Jodi Picoult

Ciao ragazzi,
eccomi con la recensione di una pubblicazione risalente a pochi giorni fa della casa editrice Corbaccio che ringrazio per aver permesso che io lo leggessi e lo recensissi per voi.


Titolo: Le Case degli Altri
Autore: Jodi Picoult
Pagine:650
Prezzo: € 19,60
Editore: Corbaccio
Data d’uscita: 1 giugno 2011

Trama
Jacob Hunt è un adolescente autistico. Non sa interpretare i comportamenti e i gesti degli altri e gli altri non capiscono i suoi. Come molti altri ragazzi affetti dalla sindrome di Asperger, Jacob ha degli interessi spiccati, anzi ossessivi: la sua passione sono i casi giudiziari e più di una volta si è presentato sulla scena di un crimine per offrire il suo aiuto –spesso risolutivo– alla polizia.
Il fratello minore Theo, invece, è un tipo del tutto diverso, cioè…normale. Fin da piccolo però ha dovuto confrontarsi con le stranezze di Theo e anche lui ha finito per sviluppare una sua personale ossessione: spiare le case degli altri, quelle delle famiglie diverse dalla sua, cioè delle famiglie normali, che a lui sembrano più felici. La sua gli sembra una famiglia con una vita estremamente complicata, che diventa addirittura impossibile quando succede un fatto terribile: l’insegnante di sostegno di Jacob viene trovata morta nella propria casa.
Jacob viene interrogato dalla polizia e tutti i segni della sua malattia, l’incapacità di guardare negli occhi, i suoi tic, i suoi gesti compulsavi vengono interpretati come indizi di colpevolezza. Jacob finisce in tribunale accusato di omicidio e capire quel che è successo veramente sarà un’impresa quasi impossibile…

Mia Recensione

All’interno del libro vengono narrate le vicende della famiglia Hunt, composta dalla madre Emma, dal figlio maggiore Jacob affetto da una particolare forma di autismo e suo fratello minore Theo.
Il fulcro della narrazione è la malattia di Jacob,  la sindrome di Asperger, che condiziona costantemente la vita della madre e del fratello, una impegnata da anni con tutte le sue forze nel tentativo di rendere l’autismo di Jacob piú lieve e aiutarlo nell’inserimento nella società, è Theo sempre in secondo piano nei pensieri della madre perché “normale” e che nonostante sia il minore, aiuta Emma a vedersela con le crisi isteriche a volte violente del fratello. Theo peró sogna di appartenere ad una famiglia normale e per questo spia le case degli altri, a volte entra dentro, tocca degli oggetti, invidiando i loro possessori.
Per Jacob la vita nella società non è facile, lui infatti oltre a essere molto sensibile per quanto riguarda luci, suoni e tutto ció che è legato alla sfera delle sensazioni, non è assolutamente in grado di rapportarsi con gli altri, non capisce i gesti, le espressioni e non è per nulla empatico. Ció che riesce a mantenerlo calmo è la routine, tutto deve essere organizzato in modo preciso, dagli orari ai colori del cibo al suo armadio e se qualcosa cambia inizia a confondersi e diventa instabile. Tutto procede normalmente fin quando l’insegnante privata di Jacob, Jess, sparisce e poi successivamente viene ritrovata morta e tutte le prove condurranno a Jacob che tra l’altro è ossessionato dall’analisi forense. Un elemento chiave nella soluzione del caso è che Jacob non mente MAI.

Ecco qui che per cambiare completamente genere, ho deciso di leggere questo libro, un thriller quasi  psicologico molto particolare che ha una impostazione corale, nel senso che tutta la storia è narrata attraverso 5 punti di vista differenti, quello di Jacob, quello di sua madre Emma , quello di Theo, quello del detective che si occupa del caso di Jess, e quello dell’avvocato di Jacob. Quindi la trama è molto complessa perché ció che nota e dice uno dei personaggi, spesso in prima persona, va a completare quello che ha omesso un altro e quindi la costruzione di tutta la vicenda è organizzata benissimo e l’introspezione dei personaggi è davvero approfondita.
In tutto il libro si ha la sensazione che non sia il giallo riguardante la morte di Jess  al centro della narrazione, ma bensí la storia della famiglia Hunt con tutte le sue difficoltà quotidiane e il suo pressoché isolamento dal mondo.

 Lo stile dell’autrice è davvero accattivante  e secondo me ha un ruolo fondamentale perché riesce a coinvolgere il lettore e lo spinge ad andare aventi perché la curiosità di sapere effettivamente ció che è accaduto è troppo forte.

I personaggi si caratterizzano da soli, parlando attraverso i propri pensieri, sentimenti e sfoghi,facendo osservazioni a volte molto tristi e piene di risentimento che poi vengono subito cancellate perché impossibili. Tra tutti i personaggi mi hanno colpita Jacob e sua madre, il primo tutto concentrato sulle sue manie che sembrano a volte perfettamente logiche e la seconda che da tutta se stessa per  il figlio, che lo ama piú della sua vita.
Emma è davvero una madre amorevole che fa di tutto per evitare che suo figlio maggiore si chiuda in se stesso, inghiottito dal suo mondo cosí lontano da quello normale, ma tutto questo a discapito del resto, la sua vita da 16 anni è Jacob, il resto è escluso a partire dal marito che la abbandona poco dopo la nascita di Theo e anche Theo stesso che è sempre e comunque in secondo piano, tutti i suoi desideri, a partire dalla patente scompaiono di fronte alle necessità di Jacob. Mi hanno colpita molto i sensi di colpa che sia Emma che Theo hanno quando pensano a come sarebbe la loro vita senza Jacob, ma una delle regole della casa dice:Prendersi cura del proprio fratello. È l’unico che abbiamo.
Jacob è ovviamente un personaggio atipico, un ragazzo di 18 anni che pesa 80 chili che chiama ancora la madre “mammina”nei momenti di maggior paura, un ragazzo che vuole essere normale, che tenta, ma che non riesce proprio a comprendere la gente, che sembra essere incapace di amare e che con le sue manie e con le sue regole ferree rimarrà per tutta la sua vita sempre qualche passo indietro rispetto agli altri, e lui lo sa.

Nella valutazione generale del romanzo, devo dire che mi è piaciuto nella sua forma e per quello che mi ha comunicato, infatti racconta quello che è uno spaccato della vita di persone con problemi comunicativi e delle loro famiglie, mi ha fatto intuire quali possano essere le difficoltà quotidiane di un bambino autistico e l’amore sconfinato delle persone che si occupano di lui.
Peró ho notato due difetti in questo libro che lo penalizzano ai miei occhi, l’inizio è davvero promettente e interessante ma poi con l’andare avanti della storia, molte cose vengono ripetute piú e piú volte ed inizia ad essere troppo lungo, inoltre la costruzione del caso giudiziario che vede coinvolto Jacob è troppo artificiale nel senso che vengono fatte un sacco di domande di ogni genere al ragazzo,ma a nessuno viene in mente di chiedere precisamente cosa sia accaduto il giorno dell’omicidio della ragazza ed invece si gira intorno in lungo e in largo e solo nell’ultima pagina viene svelato il mistero, anche in modo casuale tra l’altro. Quindi proprio a causa di tutto ció, la fine sembra banale, scontata quasi.

Assegno comunque 4 stelline perché è un lavoro notevole e la scrittrice ha un grande talento. Quindi  lo consiglio a tutti i lettori che cercano una storia forte ma raccontata con delicatezza e amore ma lo consiglio meno a coloro che cercano un thriller pieno ci colpi di scena.
 Lya

2 commenti:

  1. L'ho preso oggi, beneficiando del 20% di sconto da Feltrinelli. Amo molto la Picoult, ho grandi aspettative, anche se per ora il suo solo libro quasi perfetto resta La custode di mia sorella.

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  2. ho visto il film del "La cusatode di mia sorella" l'altra sera, davvero bellissimo! devo inserire il libro nella mia lista desideri, anche se mi faró tutto un pianto durante la lettura!XD

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