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29 luglio 2014

Esce oggi: "Il corpo di Sofia" di Rossella Martielli

Buonasera amici lettori. Sono molto felice oggi di potervi mostrare l'ultimo romanzo di Rossella Martielli, giovane scrittrice e blogger pugliese.
Il romanzo appartiene al genere Noir, con una vena di eros!


Titolo: Il corpo di Sofia
Autore: Rossella Martielli
Pagine: 142
Prezzo: 12 €
Editore: Runa Editrice
Data pubblicazione: 29 Luglio 2014
Genere: Noir

La vita di Lisa non è mai stata felice. A venticinque anni convive con un passato inconfessabile, una madre ingombrante e un fidanzato, Daniel, debole e depresso, così insicuro da apparirle la caricatura di un uomo. Eppure Daniel ha i suoi segreti, tra cui la tresca con l’affascinante e ambigua Sofia, giovane donna senza scrupoli e senza morale, che usa il sesso per legarlo a sé e coinvolgerlo in una spirale di furti dalle conseguenze imprevedibili.
Mentre Sofia lo trascina nel baratro, stando ben attenta a non seguirlo, Daniel si sforza disperatamente di restare attaccato a Lisa e ai loro sogni condivisi.
Finché anche Lisa non decide che ne ha abbastanza…
In un alternarsi di passato e presente, realtà e follia, erotismo e ossessione, alla resa dei conti sarà solo una delle due donne a vincere; a Daniel, semplice pedina di un gioco perverso, non resterà che immolarsi all’altare di un amore ormai morto.

L'autrice
Rossella Martielli nasce ad Acquaviva delle fonti, in provincia di Bari, ma vive a Torino, città di cui si è innamorata la prima volta che ha visitato il Salone del libro. Editor e ghostwriter per professione, lettrice e scrittrice per passione, ha partecipato e vinto diversi concorsi letterari per racconti. Nel 2011 ha vinto la sezione narrativa del concorso “L’ho 
ScrittoIO” indetto dalla Fondazione Roma Sapienza. Nel 2012 è stata finalista al “Premio romance” indetto da “I Romanzi Mondadori”. Nel 2011 è uscito il suo primo romanzo, “In ricordo di noi”, e nel 2013 l’antologia di racconti da lei curata dal titolo “8 note d’amore”. Dopo l’esperienza a Radio Classica, dove si occupava di novità letterarie all’interno del programma “Parole di Carta”, ha aperto un canale YouTube in cui recensisce libri e interagisce con i lettori che la seguono. Ha scritto per “Romance Magazine”, “Sul Romanzo”, “SoloLibri”, “La bottega di Hamlin”, e per il freepress nazionale “Slide”. Laureata in Sociologia con specializzazione in Editoria e Giornalismo, attualmente lavora come editor free-lance e web-content per aziende leader del settore.

27 marzo 2011

Intervista a Rossella Martielli

Salve a tutti, oggi come promesso a seguito della recensione del libro “In ricordo di Noi”, vi faremo conoscere una autrice nostra conterranea,Rossella Martielli, che ha accettato di rispondere alle nostre domande.
Ciao Rossella, ti ringraziamo e ti diamo il benvenuto nel nostro blog. Vuoi parlarci un po’ di te (studi, lavoro, Hobbies…)?
Ho 28 anni, mi sono laureata in Scienze della Comunicazione e specializzata in Editoria a Urbino, dove ho vissuto per quattro anni, una cittadina che potrei definire incantata, bella come poche, e che ho amato moltissimo. Dopo la laurea ho vissuto per qualche tempo a Roma e da poco sono ritornata nella mia Puglia, con l’intenzione di rimanerci, perché per quanto sia piacevole viaggiare e risiedere per qualche tempo in posti diversi, mi sento fortemente legata alla mia terra natale. Attualmente, oltre a leggere e soprattutto scrivere (ho appena iniziato il mio quarto romanzo!), lavoro come editor e correttrice di bozze per una casa editrice barese, e nel poco tempo libero che mi rimane do ripetizioni di latino. Mi reputo fortunata perché sono riuscita a fare dei miei hobby – lettura e scrittura – il mio lavoro, perciò per me lavorare è anche un piacere! Quando non sono impegnata con i libri mi piace occuparmi di me, andare a correre, in palestra e soprattutto cucinare… mi dedico specialmente ai primi e ai dolci, di cui sono ghiottissima. Le ricette più facili mi riescono bene, ma di solito prima di ottenere risultati decenti devo pasticciare parecchio tra i fornelli e rifare più volte la stessa ricetta… diciamo che se scrivessi come cucino (e spero di no) farei prima a cambiare mestiere J!

Visto che sei una nostra “vicina” e vivi ad Acquaviva delle Fonti in provincia di Bari vorremmo chiederti com’ è la vita di una giovane scrittrice nella nostra assolata(anche se in questo periodo non tanto) Puglia? Quali sono le opportunità che hai potuto cogliere e sfruttare?
Devo ammettere che le opportunità non sono molte, e proprio per questo motivo un anno fa ho deciso di fare le valige e andare via, scoraggiata da un ambiente apatico e pigro, poco interessato alle attività culturali in genere. Dopo la laurea, quindi, mi sono trasferita a Roma per frequentare un corso di specializzazione in editing e cercare lavoro. È stato un periodo intenso, fatto di momenti belli e brutti, di solitudine e nuove opportunità; tuttavia presto ho capito che la mia vita non era lì. Mi mancava troppo casa, la famiglia, i miei amici e la mia Puglia, e un giorno ho pensato che se volevo davvero qualcosa – un lavoro, la realizzazione dei miei sogni di aspirante scrittrice e editor – potevo ottenerla anche qua, avrei solo dovuto impegnarmi un po’ di più. Per quanto riguarda le opportunità lavorative, la Puglia è decisamente penalizzata, vittima di una crescente disoccupazione che impedisce a noi giovani di fare progetti per il futuro e renderci indipendenti. Tuttavia, se si possiedono tenacia e capacità, le occasioni prima o poi arrivono. Un editore barese ha creduto in me, e insieme ci stiamo impegnando per rilanciare la casa editrice a livello nazionale, un lavoro che mi piace moltissimo. Per quanto riguarda la scrittura, in nessun posto riesco a scrivere bene come in camera mia, quella dove sono cresciuta, le cui pareti sono letteralmente ricoperte di libri. Le idee per le mie storie mi vengono viaggiando, sperimentando e vivendo esperienze nuove, ma poi per scrivere torno sempre alla base… Qualcosa vorrà pur dire qualcosa, no?

Da dove nasce la tua passione per la scrittura?
Sinceramente non lo so. È nata spontaneamente, insieme a me… Da quando ho memoria, mi vedo china a scarabocchiare un foglio strappato dal quaderno o un album da disegno, che usavo inevitabilmente per scrivere poesie o racconti brevi. In italiano ho sempre preso il massimo dei voti, e fin dall’adolescenza tenevo un diario segreto, fedele confidente delle mie giornate; con l’avvento di internet, poi, dal diario sono passata al blog. Per diversi anni ne ho tenuto uno anonimo su splinder, seguitissimo, poi ho dovuto chiuderlo perché vi scrivevo cose troppo personali (e compromettenti) e temevo che primo o poi qualcuno che conosco lo scovasse e mi riconoscesse. Si può dire quindi che non ho mai smesso di scrivere, ma l’idea di un romanzo è maturata in me solo l’anno scorso. La scintilla è stata un grande dolore, che alla fine si è rivelato una grande opportunità: se non l’avessi vissuto, infatti, non credo avrei sentito il fortissimo e impellente bisogno di scrivere questa storia.

Quali sono i tuoi autori/autrici preferiti e quali hanno avuto maggiore influenza su di te sia nella tua formazione  personale sia come scrittrice?
Se dovessi fare il nome di una scrittrice il cui stile rispecchia molto il mio, direi senza dubbio Banana Yoshimoto. Anche lei scrive romanzi intimisti, fatti di atmosfere tristi e lievi, rivolti prevalentemente a un pubblico femminile. Per il resto leggo un po’ di tutto: per rilassarmi prediligo i thriller e gli young-adult del genere di Twilight, come lettura un po’ più impegnata, invece, adoro Milan Kundera, Alan De Bottom e Murakami Haruki, autori che mi hanno dato moltissimo e che secondo me scrivono in maniera sublime. Dei modelli difficilmente eguagliabili.

Vuoi parlarci del tuo libro e della sua creazione?
Con questa domanda toccate un tasto dolente, soprattutto per quanto riguarda la fase di creazione! Ma sarò sincera, anche perché ormai è passato del tempo e il dolore che ha contraddistinto quel periodo si è ormai dissolto del tutto. La trama del romanzo mi è venuta in mente all’improvviso durante una domenica pomeriggio d’autunno, una di quelle grigie e piovose che anticipano l’inverno e mettono tristezza. Ero in una cioccolateria per un caffè con le mie amiche, quando, sfogliando distrattamente una rivista, ho visto la pubblicità di un concorso letterario. La storia ha preso istantaneamente corpo nella mia mente e quella sera, appena tornata a casa, mi sono messa al computer. Avevo troppo da scrivere e presto ho superato il limite di battute consentito dal concorso, così ho deciso che avrei continuato a scrivere comunque. Per me. Alla peggio il mio romanzo sarebbe rimasto chiuso in un cassetto, ma io avevo bisogno di scriverlo. Vivevo un periodo molto triste della mia vita. Avete presente Mattia, il fidanzato di Alice? Be’ io sono stata fidanzata con un tipo simile che me ne ha fatte di tutti i colori, lasciandomi dopo cinque anni con un messaggio su Facebook, completamente svuotata, distrutta dentro e fuori. La mia rinascita è iniziata proprio mentre scrivevo “In ricordo di noi”. Ho cercato di trasfigurare la mia esperienza negativa immaginando nuovi scenari e possibilità diverse, che mi permettessero di tornare a sperare, a sognare e a credere nell’amore, cosa che ormai non facevo più, delusa com’ero. Ho provato a pensare che forse tutto quel dolore aveva una causa e uno scopo e che presto sarebbe finito, perché l’amore vero è un’altra cosa. Molte donne, purtroppo, a causa della loro scarsa autostima e della mancanza di affetto, non ne sono consapevoli e scambiano l’ossessione nei confronti di uomini egoisti, dei veri vampiri affettivi come Mattia, per amore. “In ricordo di noi” è quindi dedicato a tutte quelle donne deluse, e sono tante, che hanno voglia di tornare a credere nei propri sogni e a vivere per realizzarli. Ho sempre creduto, e ci credo tuttora, che il mondo sia dei sognatori, checché se ne dica in giro. In fondo per cosa vivi, se non hai un sogno?

Come sei arrivata alla pubblicazione del tuo romanzo (cosa sicuramente non da poco al giorno d’oggi!)?
Per prima cosa sono stata fortunatissima, perché ho centrato l’obiettivo al mio primo tentativo! Per il resto l’iter è stato quello che seguono tutti gli esordienti: ho scritto il romanzo, ho selezionato le case editrici interessate al genere (tutte rigorosamente non a pagamento) e ho spedito loro il manoscritto. Se non avessi ricevuto delle offerte avevo già deciso che non avrei pubblicato, perché non credo nell’editoria a pagamento, dove tutti possono pubblicare di tutto, né nell’auto-pubblicazione. Quella della 0111Edizioni non è stata l’unica proposta che ho ricevuto, ma mi è sembrata quella più seria e più conveniente sotto molti punti di vista. Nel frattempo ho partecipato a diversi concorsi letterari per racconti, vincendone alcuni, e anche a un concorso per romanzi; in seguito alla vittoria di quest’ultimo, nei prossimi mesi esce già il mio secondo romanzo, con un’altra casa editrice.

Perché hai deciso di ambientare la tua storia a Bari?
In realtà non c’è un motivo ben preciso. Poteva essere Bari come qualsiasi altra città, perché in questo romanzo l’ambientazione è secondaria; m’interessava più trasmettere al lettore una determinata atmosfera che non descrivere dei luoghi specifici. Cercavo un’ambientazione neutra, e sono stata a lungo indecisa se nominare Bari oppure fare riferimento a una “città” in generale. Alla fine ho optato per la prima ipotesi, scegliendo per comodità la città che conosco meglio, per offrire al lettore delle coordinate geografiche.

Anche tu come Alice, protagonista del tuo romanzo, sei una lettrice accanita?
Accanita è dire poco ! Leggo praticamente da quando sono stata in grado di farlo… Dico sempre che i libri “mi hanno salvata”, nel senso che mi sono stati accanto durante tutta la mia vita, specie nei periodi più difficili, come degli amici fidati. È complicato spiegarlo e a molti forse sembrerà assurdo, ma ogni volta che ho un problema, ogni volta che sono triste o semplicemente devo prendere una decisione importante, c’è sempre un libro in grado di darmi le risposte che cerco. 

Una mia curiosità personale, come ho scritto nella recensione, mi ha affascinata molto la “leggenda della Fontana Rossa”, quindi vorrei sapere se questa leggenda l’hai tirata fuori dalla tua fantasia oppure ti sei ispirata a qualche storia locale?
È interamente frutto della mia fantasia, anche se la collina, il monastero e il pub di cui parlo esistono per davvero, e sono molto vicini alle mie zone. Si tratta di uno dei luoghi che amo di più in assoluto, sia per il panorama che per l’atmosfera sognante e fuori dal tempo si respira… Manca la fontana, ma niente mi impedisce di credere che in un passato ci sia stata per davvero!

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Mi sto impegnando per diventare un bravo Editor, perché mi piacerebbe un giorno collaborare con case editrici importanti e magari aprirne una mia. Sogno una casa editrice tutta al femminile, fatta dalle donne per le donne, che esplori la femminilità in tutte le sue infinite sfaccettature servendosi di generi letterari diversi (narrativa, thriller, horror, fantasy, erotico ecc). Ovviamente continuerò a scrivere e un giorno, se riuscirò a trovare l’amore vero, vorrei formarmi una famiglia con cui poter condividere la passione, i progetti e la voglia di fare che animano le mie giornate.
Grazie mille per la tua presenza qui, ti auguriamo un grande in bocca al lupo.

alla prossima intervista!

26 marzo 2011

RECENSIONE: In Ricordo di Noi di Rossella Martielli

Salve a tutti, oggi voglio segnalarvi e recensirvi un libro uscito pochi giorni fa per la 0111 edizioni di cui sono molto contenta di parlarvi, l’autrice gentilissima ci ha concesso anche una piccola intervista che pubblicherò domani.

Titolo: In Ricordo di Noi
Autore: Rossella Martielli
Pagine: 154
Prezzo: Euro 14.00
Editore: 0111 editore

Trama
Alice ha vent'anni, vive con la madre e nei momenti migliori si sente una ragazza come tante: una vita di provincia, pochissimi amici, un lavoro part-time, l’università e un fidanzato non troppo innamorato. 
I momenti peggiori sono quelli dell'ansia, delle crisi depressive e della paura di non riuscire più a reggere il senso d’inadeguatezza che si porta dietro da sempre. Tutto scorre come al solito fino a quando strani incubi iniziano a sconvolgerle le notti e il misterioso ragazzo dagli occhi blu comparso in sogno inizia a frequentare le sue stesse lezioni. 
Nell'istante in cui i suoi occhi incrociano quelli di Alex, un inconscio presagio la avverte che qualcosa di brutto sta per accadere nella sua vita. 
In un crescendo di angoscia, che come una marea si ritrae soltanto per tornare più forte di prima, inizia a vivere una vita parallela nei sogni, una vita fatta di oscure visioni di morte e irragionevole amore. 
Complici un misterioso libro venuto dal passato, un’inquietante leggenda e un'antica fontana dalle acque color sangue, realtà e sogno s’intrecceranno sempre più indissolubilmente fino all'invitabile epilogo, quando la morte restituirà un senso a ogni cosa.

Mia Recensione
Vista l’ampia trama e la possibilità di leggere un buon estratto da questo libro,  non mi soffermerò sulla storia ma vi parlerò delle mie impressioni a caldo.
Da premettere il fatto che questo non è un urban fantasy come noi tutti siamo abituati, ma è una storia sentimentale che ha come risvolto finale un tocco di soprannaturale.

La prima cosa che mi ha sicuramente colpita all’inizio della lettura, sapendo che il libro è comunque di stampo urban fantasy,  è l’ambientazione, una storia appartenente a questo genere non si era mai vista ne tanto meno immaginata a Bari.
La cosa inizialmente mi è sembrata strana, abituata a collocare questi romanzi a luoghi come le grandi città americane, ma poi leggendo mi sono resa conto che non mi dispiaceva poter “vivere” la storia percorrendo insieme ad Alice, la protagonista, le strade che anche io percorro quasi tutti i giorni. L’essere pendolare, prendere il treno, arrivare all’ateneo barese, capire a quale focacceria l’autrice si stava riferendo ha reso la lettura molto scorrevole.

In generale questo libro lo definirei riflessivo, questo perché la storia e il suo sviluppo,  spesso non sono al centro del’attenzione nella narrazione, molto più importanti sono sicuramente le descrizioni delle emozioni intime della protagonista, le riflessioni sulla sua vita, sul suo passato e sul suo futuro.
Le emozioni che vengono raccontate sono vere, sicuramente sentite e per lo più sono negative, vengono descritti stati di  ansia, depressione, nostalgia,  confusione con pochi momenti di tranquillità e felicità.
La cover quindi, nella sua semplicità la trovo perfettamente calzante.
La storia d’amore è presente ma è spesso messa in secondo piano per lasciar spazio a ciò che prova la protagonista, anche se nelle scene in cui è presente Alex, il romanticismo non manca.
Tutto il libro è pervaso dalla sensazione di malinconia, di tensione, di impressione che manchi qualcosa e ovviamente la spinta a cercare ciò che manca.

Un giorno aveva preso in mano un dizionario e l’aveva sfogliato a lungo, per ore intere; cercava le parole giuste perché si era convinta che se solo le avesse trovate e fosse riuscita a esprimere a voce o per iscritto quello che sentiva, a tradurre in un qualche cosa di vagamente comprensibile la matassa aggrovigliata che aveva dentro e che minacciava di soffocarla … Ma le parole che cercava non esistevano”

Un punto che mi ha molto interessato è certamente quello in cui l’autrice ci racconta una leggenda locale, quella della Fontana Rossa, la quale si integra pienamente con le sensazioni che trasmette il libro, anche perché la leggenda è agrodolce così come lo è la storia narrata.
Molto carino è uno dei personaggi secondari, cioè quello del libraio Grant, per cui Alice lavora e di cui ci racconta le stranezze osservandolo dietro al bancone, circondata dai libri.

Ciò che ho trovato negativo è relativo alla lunghezza del libro, l’ho trovato troppo breve, avrei preferito che si approfondissero aspetti della storia, come ad esempio i ricordi che Alice ha del padre, oppure più particolari riguardo la bellissima leggenda narrata oppure maggiori informazioni riguardo Alex, il bello e misterioso ragazzo coprotagonista, insomma avrei preferito che l’intreccio fosse più complesso e approfondito.

Assegno quindi un pó piú di 3 stelline e mezzo e lo consiglio a tutti i lettori che amano le storie semplici ma dense di sentimenti che riescono a toccarti il cuore.


Qui potete trovare la prima parte del romanzo http://issuu.com/0111edizioni/docs/ante.in_ricordo_di_noi/1

 A domani!!
Lya

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