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30 marzo 2018

RECENSIONE: Dark Triumph di Robin LaFevers

Buon pomeriggio!
oggi la mia recensione di uno dei libri che ho letto in inglese per poter finire la serie ^^

Titolo: Dark Triumph
Autore: Robin LaFevers
Pagine: 385
Editore: Houghton Mifflin Books for Children
Lingua: Inglese

Serie: His fair assassins #2


Trama
I lean forward, pushing my body out past the battlements. The wind plucks at my cloak, buffets against me, as if it would carry me off in flight, just like the birds or the knight's soul. Let go, it cries, I will take you far, far away. I want to laugh at the exhilarating feeling, I will catch you, it whistles seductively.

The convent has returned Sybella to a life that nearly drove her mad. Her father's rage and brutality are terrifying, and her brother's love is equally monstrous. When she discovers an unexpected ally imprisoned in the dungeons, will a a daughter of Death find something other than vengeance to live for?

Dark Triumph è il secondo libro di una trilogia che è rimasta monca in Italia. Anni fa è stato pubblicato il primo volume “Il segno del destino” e ho un bel ricordo di quella lettura, lo trovai un fantasy scorrevole e piacevole (QUI la mia antica recensione). Da allora sono rimasta in attesa della pubblicazione dei seguiti, che avevano addirittura già dei titoli definiti, ma sto aspettando invano. Per questo ho letto il libro in inglese e concluderò la trilogia in lingua originale.

Il plot segue le avventure di Sybella, un’altra assassina al servizio di Saint Mortain che ha una missione davvero molto complessa: infiltrarsi nella sua stessa famiglia e attendere il segno del santi per poter uccidere il suo crudele padre. Questa è una missione satellite perché il padre della ragazza è il primo oppositore al regno della nuova principessa.
Ovviamente Sybella, tra un ripensamento e un ricordo scomodo, riuscirà a trovare la sua strada tra i vari intrighi che affronterà.

La particolarità che mi ha fatto apprezzare questa trilogia e che mi ha spinto a proseguire con la lettura è relativa alla sua organizzazione: i tre libri si concentrano su tre personaggi femminili diversi. Il primo era incentrato su Ismae, questo secondo sulla terribile Sybella e il terzo racconta le vicende dal punto di vista di Annith. Ogni protagonista ha una propria specifica missione che s’inserisce in un quadro più grande di potere e morte.
Sybella è una ragazza problematica, scontrosa e poco incline a fidarsi del prossimo; la sua madre superiora l’ha inviata nel posto da cui lei è fuggita disperata e spaventata, casa sua. Lei è infatti la figlia di un importante lord che aspira al potere monarchico e vuole arrivare al suo obiettivo a tutti i costi, uccidendo, torturando e facendo ogni sorta di nefandezza. Tra un ricordo e un’avventura, Sybella racconta la sua esperienza di vita e le sue decisioni per poter arrivare, un giorno, ad essere libera di vivere la propria vita senza l’opprimente e pericolosa presenza della sua famiglia e del monastero. La madre superiora di Saint Mortain, pur avendola salvata da un destino di sottomissione e silenzio, sfrutta la ragazza non curandosi dei suoi sentimenti e delle sue paure e, quindi, la missione della protagonista è un vero e proprio incubo. Sempre a contatto con il fratello e il padre, cerca di ottenere ogni possibile informazione utile e nel frattempo attende il segno definitivo del santo per poter uccidere suo padre e vendicarsi e liberarsi una volta per tutte. Le sue vicende s’intersecano presto con quelle di Ismae impegnata su un altro fronte. Ciò che è del tutto inaspettato per Sybella (un po’ meno per noi lettori) è la nascente storia d’amore che si trova a vivere.
Devo dire che, anche se sono andata a rilento nella lettura, ho apprezzato il romanzo che mi è piaciuto. La storia di Sybella che emerge lentamente dai ricordi della ragazza e da alcune confessioni che fa, rende il tutto molto intrigante e interessante. Ho deciso di assegnare 3 stelline e mezzo al romanzo e di concludere la trilogia con l’ultimo libro, anche se Annith è un personaggio che non mi attira particolarmente.

Lya

20 luglio 2017

RECENSIONE: The Academy di Emmaline Andrews ed Evangeline Anderson

Buongiorno lettori!
eccomi con una recensione che ho riesumato dal mio pc e che vorrei comunque pubblicare perché il libro in questione è piuttosto particolare. L'ho trovato su goodreads e, nonostante sapessi che non sarebbe stato una perla, ho voluto comunque leggerlo per pura evasione.
Buona lettura!

Titolo: The academy
Autore: Emmaline AndrewsEvangeline Anderson
Pagine:244

Trama

My name is Kris Jameson and I’m a student at the Royal Academy. I’m at the top of all my classes, what they call a “model student.” There’s only one problem—the Academy is an all boys school and I’m a girl.
It started as a prank when I took my brother’s place. But things got complicated when I caught Broward, the school bully, in a compromising position. They got even worse when I was assigned my roommate—the handsome but enigmatic North who saved me several times from the bully’s attacks.
Now the consequences of my deception are coming back to haunt me. The penalty for fraud at this exclusive school is much worse than simple expulsion—I could lose a hand. Worse, so could my beloved brother.
With so much at stake, it’s imperative that I keep my secret safe. And the person I’m closest to, North, is the one I have to be most wary of.
The trouble is, I think I’m falling in love with him…

Quando ho iniziato la lettura di “The Academy” ero più che consapevole che non sarebbe stato un romanzo epocale o originale, quindi con queste premesse mi sono divertita a leggere questa storia davvero assurda.

Kristina e Kris sono sue gemelli dai caratteri e le attitudini opposte. Lei vorrebbe imparare a navigare nello spazio ma non può farlo perché è una donna e, nel suo mondo le donne sono una risorsa preziosa per la perpetuazione della specie, mentre suo fratello è un artista che vorrebbe suonare il violino e fare concerti in giro per l'universo conosciuto. Costretti dai loro destini prestabiliti dal padre, decidono di scambiarsi i ruoli: lei andrà in accademia lui si terrà lontano dal genitore...

Tempo fa vi parlai di un genere di manga che mi piace particolarmente: il gender bender che non è altro che una storia in cui c’è un camuffamento del protagonista che si traveste e mantiene la sessualità opposta alla sua, nascondendosi agli altri. Cioè il protagonista finge di essere una ragazza o un ragazzo a seconda del sesso iniziale. Trovo questi manga molto divertenti seppur pieni di cliché e situazioni pressoché impossibili. Nonostante questo li trovo rilassanti e simpatici.
“The academy” non è molto diverso da questi manga, l’ho trovato un libro leggero e scorrevole e facilmente leggibile in inglese, pieno di sciocchezze e situazioni del tutto assurde con un finale scontatissimo. Nonostante questo e l’ambientazione piuttosto strana (è quasi distopica ma mista e roba moderna e comportamenti vittoriani), è stato il libro perfetto per staccare dalle letture precedenti e svagarmi assecondando la mia voglia di leggere qualcosa sulla scia dei gender bender.
La protagonista del libro è questa ragazza piuttosto sveglia e intelligente che si camuffa da ragazzo per passare per suo fratello gemello e ne prende il posto in un’accademia militare maschile: vive in camera con un ragazzo, ovviamente bellissimo, che non sospetta nulla della sua identità fino alla fine, nonostante i tantissimi indizi che Kris dissemina in giro. Appena arrivata si inimica uno dei peggiori bulli della scuola che la picchia random, senza un reale motivo, e inoltre diventa amica di un ragazzo palesemente gay in una scuola dove questi comportamenti non sono visti di buon occhio. Potete capire come ci possano essere una caterva di situazioni assurde e parecchio strane che vedono Kris come protagonista.
Insomma, è un libro un po’ idiota e infantile ma mi ha divertito e mi ha dato esattamente ciò che volevo: svago completo.
Ho deciso di assegnargli 2 stelline, perché comunque è un romanzo poco brillante che probabilmente non consiglierei.

Lya


18 maggio 2017

Mini-RECENSIONE: Iced di Karen Marie Moning

Buona lettura!

Titolo:Iced
Autore: Karen Marie Moning
Pagine: 512
Serie: Fever #6
Lingua: Inglese

Trama
Dani “Mega” O’Malley plays by her own set of rules—and in a world overrun by Dark Fae, her biggest rule is: Do what it takes to survive. Possessing rare talents and the all-powerful Sword of Light, Dani is more than equipped for the task. In fact, she’s one of the rare humans who can defend themselves against the Unseelie. But now, amid the pandemonium, her greatest gifts have turned into serious liabilities.
Dani’s ex–best friend, MacKayla Lane, wants her dead, the terrifying Unseelie princes have put a price on her head, and Inspector Jayne, the head of the police force, is after her sword and will stop at nothing to get it. What’s more, people are being mysteriously frozen to death all over the city, encased on the spot in sub-zero, icy tableaux.
When Dublin’s most seductive nightclub gets blanketed in hoarfrost, Dani finds herself at the mercy of Ryodan, the club’s ruthless, immortal owner. He needs her quick wit and exceptional skill to figure out what’s freezing Fae and humans dead in their tracks—and Ryodan will do anything to ensure her compliance.
Dodging bullets, fangs, and fists, Dani must strike treacherous bargains and make desperate alliances to save her beloved Dublin—before everything and everyone in it gets iced.

Casualmente attratta dalla cover suggerita da goodreads, ho deciso di proseguire la serie Fever della Moning, credo interrotta al quinto volume in Italia.

La voce narrante del libro è Dani, la ragazzina di tredici anni già presente negli altri volumi, che combatte con la spada sihde e si nasconde da Mac per ciò che ha fatto. Ormai i muri tra regno umano e regno fatato sono distrutti e la vita non è più semplice come era un tempo. Durante la narrazione lei viene avvicinata e costretta a lavorare con Ryodan per combattere un nemico pressoché invisibile: una creatura ghiaccia determinate zone di Dublino uccidendo tutti in un solo colpo. Dani con i suoi super poteri e l’aiuto di altri personaggi riesce a eliminare questa minaccia.

Anni fa ho letteralmente divorato la serie e l’ho amata; ultimamente mi è ricapitato di leggerla e ho deciso di proseguire la lettura in inglese della serie. Attualmente, oltre a questa specie di spin off con protagonista Dani, sono stati pubblicati altri due libri e altri due sono in arrivo nei prossimi anni.
Sarò breve perché questo libro non mi è piaciuto proprio: Dani è troppo iperattiva e poco matura e l’harem ingiustificato che le si viene a creare intorno è assurdo.
Il libro è lunghissimo e ci sono pochi avvenimenti degni di nota infatti c’è solo Dani che corre a destra e a manca, che combatte e che viene circondata dall’abbondante testosterone di Ryodan, Christian e di un suo nuovo amico. Tutto questo interesse per questa ragazzina abbastanza egocentrica, nonostante abbia alcune buone uscite, non è giustificabile e, alla lunga, diventa abbastanza noiosa.
Non ci siamo proprio! Leggerò il settimo libro della serie, dove Mac è di nuovo la protagonista (in questo libro è solo nominata di sfuggita), ma questo sesto volume è stato davvero lungo e poco avvincente.
Assegno 2 stelline.


Lya

16 febbraio 2017

Recensione: Newt's Emerald di Garth Nix

Buona lettura!

Titolo:Newt's emerald
Autore: Garth Nix
Pagine: 304
Editore:Katherine Tegen Books 
Formato: Hardcover
lingua inglese

Trama(tradotta da me)

Il giorno del suo diciottesimo compleanno Lady Truthful, chiamata anche Newt, erediterà il più grande tesoro della sua famiglia: lo smeraldo Newington. Questa abbagliante gemma a forma di cuore non è ciò che sembra perché conferisce anche a chi lo indossa dei poteri magici
Quando lo smeraldo, in una notte di tempesta, scompare, Newt decide di recuperarlo. Il suo piano consiste nel travestirsi da uomo, baffi compresi, e girare da sola per la città; insomma, tutto ciò che una signorina di buona famiglia non dovrebbe fare! Mentre è sotto mentite spoglie, Newt incontra maggiore Harnettuomo sicuramente bello ma molto scaltro, il quale, credendola un ragazzo, decide di aiutrala a trovare lo smeraldoDopo che lei e il suoignaro alleato vengono coinvolti in una pericolosa avventura che include un strega malvagia,Newt si rende conto che qualcosa sta cambiandoil battito del suo cuore.

Nel suo nuovo romanzoGarth Nix, autore del bestseller Sabriel, adotta un approccio waggish al sempre popolare romanticismo Regency e presenta un mondo incantato in cui tutti hanno qualcosa da nascondere. 


Mentre bazzicavo in giro per goodreads, è capitato di posare lo sguardo su questo romanzo autoconclusivo di stampo un po' fantasy un po' storico. Non potevo lasciarlo sfuggire.

Truthfull e una giovane debuttante che ha appena compiuto i suoi diciott'anni durante la metà dell'ottocento. Nel suo mondo moltissimi nascono con dei poteri magici, più spiccate in alcuni e meno in altri. Newt, soprannome della ragazza datole dai suoi cugini, è destinata ad ereditare un grande smeraldo dei misteriosi poteri ma, durante la sua festa di compleanno, il gioiello viene rubato misteriosamente. Newt quindi decide di partire alla ricerca dello smeraldo per ridare speranza e restituire la salute di suo padre. Essendo però una ragazza è costretta a travestirsi da uomo e, grazie all'aiuto della zia che la ospita a Londra, inizierà la sua tortuosa ricerca insieme a un ufficiale britannico che ignora la sua identità.

Devo dire che ho scelto di leggere questo romanzo in lingua inglese sia per la il genere abbastanza particolare, sia perché conoscevo già altri libri dell'autore che mi è capitato di leggere in passato.
“Newt’s emerald” non è un romanzo che presenta grandi sorprese a livello di trama infatti, dal momento in cui la ragazza assume le sembianze di un uomo, ci sono una serie di situazioni più o meno imbarazzanti che la coinvolgono insieme al misterioso ufficiale britannico che l'aiuta nella ricerca. La storia scorre spedita e l'ho trovata simpatica e godibile sia dal punto di vista più strettamente fantastico sia da quello storico.
Newt è una ragazza intraprendente e determinata a ritrovare il suo gioiello nonna per motivi puramente materiali ma per ridare serenità su padre il quale, dopo il furto, vive prostrato nel suo letto. Lei è piuttosto ingenua e la sua ricerca, senza l'intervento dei personaggi secondari, sarebbe stata del tutto infruttuosa. La sua strana zia l'aiuta a travestirsi a comportarsi come un gentiluomo mentre il maggiore Harnett, che si interessa a lei e alla ricerca per motivi non del tutto chiari, la guida negli ambienti giusti e le permette di avvicinarsi alla soluzione del furto. Lascia alla vostra immaginazione il finale molto alla Jane Austen.
Il libro molto carino, è autoconculsivo (cosa di capitale importanza), è allegro, leggero e, seppur prevedibile ha allietato un mio pomeriggio di letture grazie alla compresenza di elementi fantasy ed elementi storici.
A segno tre stelline mezzo romanzo e conto di leggere la saga di Garth Nix, poco conosciuta in Italia, non appena mi capiterà l'occasione.


Lya

03 novembre 2016

RECENSIONE:Nightship to China di Damina Dibben

Buongiorno ragazzi!
oggi vi propongo la recensione di un libro che ho letto in lingua abbastanza tempo fa ^^
Nightship to China di Damian Dibben è il terzo, e pare ultimo, libro di una serie time travel non conclusa in Italia ma che io ho terminato in lingua.


Titolo: Nightship to China
Autore: Damina Dibben
Serie: Hystory Keepers  #3
Pagine: 400
Lingua: inglese

Trama (tradotta da me)

I Custodi della storia sono arrivati alla loro terza avventura e questa è davvero esplosiva! I protagonisti della storia, viaggiatori del tempo, questa volta andranno dall'Inghilterra di Shakespeare fino all'Impero Cinese alla ricerca del loro più malvagio nemico, Xiang Xi, che vuole decimare la popolazione e distruggere i legami commerciali di tutto il mondo.
Jake, Nathan e Topazia devono unire le loro forze a quelle degli agenti internazionali per prevenire la distruzione su scala mondiale.Dopo tutte le battaglie, riuscirà Jake a ritrovare suo fratello dopo tutto questo tempo?
Il passato è in pericolo e solo Jake Djones può salvarlo!


“Nightship to China” è il terzo volume della serie di libri per ragazzi di Damian Dibben che racconta le avventure di un gruppo di adolescenti che, grazie a una particolare eredità genetica, riescono a viaggiare nel tempo. QUI e QUI trovate le mie antichissime recensioni dei primi due volumi della serie edita da Corbaccio che attualmente ha interrotto la pubblicazione. Per questo motivo ho letto questo terzo volume, che ad oggi è l’ultimo, in inglese.

Dopo aver viaggiato fin nell’antica Roma, Jake, Topazia e Nathan si ritrovano ad andare in Cina perché dopo la famiglia Zeldit, ora la più grave minaccia viene proprio dall’oriente. Tra viaggi fantastici, ville sott’acqua e tanta avventura, i ragazzi, ormai non più bambini, iniziano a conoscere le proprie capacità.

Come per quanto riguarda la trilogia di John Stephens (L’atlante di smeraldo/di fuoco/di tenebra), voglio partire con la recensione premettendo che la serie di Damian Dibben è pensata per ragazzi tra i 12 e i 14 anni, più o meno. Dico questo perché di solito mi sforzo di leggere questa tipologia di libri proprio tenendo presente questo fattore in modo tale da godermi l’avventura e i protagonisti senza giudicarli infantili e scontati.
I primi due libri di questa serie di viaggi nel tempo mi piacquero abbastanza perché i protagonisti sono piuttosto simpatici e originali e il tema del viaggio del tempo è davvero fantastico. La storia, come le altre volte, vede i giovanissimi viaggiatori del tempo alle prese con un salto nel passato dall’altra parte del mondo: nella Cina imperiale. Tra curiosità storiche, descrizioni e avvenimenti mirabolanti, Jake e i suoi amici trovano la via d’uscita per portare a termine anche questa missione.
Leggendo questo terzo volume, che probabilmente non è l’ultimo perché la conclusione fa presagire la pubblicazione di un altro libro, anche se non se ne sa nulla dal 2013, mi sono resa conto di essere cresciuta nelle mie letture perché, pur godendomi il romanzo, ho notato che i cattivi sono troppo cattivi e universalmente malvagi, i buoni sono troppo buoni e i ragazzi sono parecchio infantili oltre che coraggiosissimi al limite della stupidità. Come ho già detto, nonostante questo, il libro mi è piaciuto perché è piacevole e scorrevole è un racconto ricco di avventura e di viaggi con qualche accenno a un possibile risvolto romantico anche se i protagonisti non sono propriamente dei ragazzi “moderni” soprattutto per quanto riguarda i rapporti con l’altro sesso. In tutto il libro emergono i temi dell’amicizia e della lealtà, della famiglia e dell’intraprendenza: insomma tanti buoni sentimenti.
Assegno tre stelline a questo libro consigliandolo a chi desidera leggere una libro avventuroso e simpatico.


p.s L’inglese è piuttosto semplice e, a parte qualche termine legato alla serie, non ci sono grossi problemi di lettura.

Lya


17 gennaio 2016

RECENSIONE: The Savage Grace di Bree Despain



Buona domenica! ^^
Titolo: The Savage Grace
Autore: Bree Despain
Pagine: 488
Serie: The dark divine #3
Inedito in Italia


Trama
Un' anima tormentata. Una scelta impossibile. Una battaglia finale.
Combattendo contro la maledizione del licantropo che pulsa nel suo profondo, Grace Divine è finalmente riuscita a trovare suo fratello, ma le è costato quasi tutto. Con il suo fidanzato Daniel, bloccato in forma di lupo e con la morte di Sirhan che è sempre più imminente, il tempo stringe per Grace: deve riuscire a fermare Caleb Kalbi e la sua banda di demoni. Se lei fallisce, la sua famiglia e la sua città periranno. Tutto poggia sulle spalle di Grace.




Premetto che ho letto questo libro solo per concludere la serie. Mentre sistemavo la libreria ho visto i primi due volumi e, sapendo che la casa editrice non avrebbe terminato la pubblicazione, ho deciso di leggere l’ultimo libro in ebook e in inglese. Inutile dirvi che non ricordavo praticamente NIENTE della storia e quindi ho riletto i primi due volumi i quali mi sono parsi ancora più “young” dell’ultima volta che li lessi. Ormai però avevo deciso di chiudere la serie e quindi ho letto anche il terzo.

Grace e Daniel, dopo il finale di Lost grace sono in una situazione di stallo: lui è vittima di una trasformazione che pare irreversibile mentre lei ha iniziato a maturare una maggiore consapevolezza di sé pur rimanendo sempre insicura e combattuta.

Il mio parere riguardo questa serie non è positivo perché l’ho trovata ingenua e ripetitiva, anche se, questo terzo volume è più attivo e dinamico del secondo.
Parlandovi delle mie impressioni sarò sicuramente influenzata dal tanto tempo trascorso dalla pubblicazione dei libri, poi lasciata in sospeso in Italia: quando uscì “dark divine”, nel lontano 2011, io ero nuova al genere young adult e, pur non coinvolgendomi particolarmente, la lettura di questa serie mi aveva mediamente appassionata. Ora, dopo più di tre anni e con un sacco di young adult letti nel frattempo, ho trovato la serie davvero infantile e già sentita. Questo giudizio è sicuramente legato alla mia età e al fatto che il genere mi ha abbastanza scocciato, nonostante questo mi sono comunque accorta che il terzo volume è più carino del secondo perché lascia più spazio all’azione e meno al mieloso romanticismo. Ho ritrovato il triangolo amoroso, le difficoltà adolescenziali e sovrannaturali dei protagonisti, l’affetto per la famiglia, i tentativi di redenzione…insomma, cose già sentite che però sono condite da una grande battaglia finale che ho trovato carina e da un colpo di scena abbastanza “sconvolgente”. Le ultime pagine sono carine ma sono davvero tipiche della maggior parte degli young adult sovrannaturali: dopo il combattimento arriva la quiete e un nuovo equilibrio.
Per quanto riguarda i protagonisti, se Grace ha perso quella sua tipica aria da inutile brava ragazza e ha acquistato una maggiore indipendenza (e meno male!), Daniel è diventato un pupazzo bello ma fondamentalmente inutile anche se passa per eroe della situazione, insomma, ha perso tutto il lato ribelle che all’inizio mi aveva interessata.
Avrete capito che, rileggendo e terminando la serie in inglese, l’ho trovata leggera e prevedibile nonostante la presenza di accenni religiosi che non ci si aspetta.
Assegno 2 stelline e mezzo a questo romanzo.

Lya

 

14 giugno 2015

RECENSIONE: Burn di Julianna Baggott

Buona afosa domenica e buona lettura!

Titolo: Burn
Autore: Julianna Baggott
Serie: Memento #3
Libri in lingua

Trama

Ecco le ultime battute di questa trilogia distopica: il mondo è collassato e le Detonazioni hanno distrutto quasi tutto. I sopravvissuti, che sembrano essere i più sfortunati, in realtà sono coloro che hanno più forza di resistere alle intemperie e all'ambiente ostile. I protagonisti in questo ultimo volume cercano di risolvere la situazione al meglio delle proprie forze.

QUi e QUI trovate le mie recensioni dei volumi precendenti e QUI la trama completa su goodreads.




Dopo tanta titubanza, visto che il secondo libro non mi aveva coinvolto particolarmente, sono riuscita a finire la trilogia della Baggott.
Cliccando sugli altri due titoli trovate le mie recensioni:
-         Memento i sopravvissuti
-         Fuse

*************spoiler*****************
Pressia, Brandwell e El Capitan, dopo tante peripezie, hanno con loro la seconda parte della formula per salvare tutti e insieme hanno anche un’arma che può distruggere tutto ciò per cui hanno combattuto e che devono usare solo se la situazione degenerasse ulteriormente. Patridge, dall’interno della Sfera, cerca in tutti i modi di tenere sotto controllo la popolazione e di prepararla al futuro accanto ai sopravvissuti fusi che si trovano all’esterno. Ma tutto sembra andare a rotoli…

In questo terzo e ultimo volume della trilogia in realtà non succede molto: c’è lo scontatissimo rientro dall’Irlanda di Pressia, Brandwell e El Capitan dopo la loro missione e ci sono i prevedibilissimi problemi di controllo di Patridge nella Sfera. Insieme a questo c’è un finale a dir poco orrido, anche se è forse ciò che ho apprezzato maggiormente perché, se avete letto la mia recensione di un altro distopico molto famoso in Italia grazie ai film (il terzo deve ancora uscire), sapete che a me i lieto fine non vanno proprio giù in alcuni casi.
Ma partiamo dall’inizio: alla fine di Fuse Pressia e i suoi due accompagnatori sono in Irlanda per recuperare la parte finale della  formula che può salvare tutti gli abitanti della Sfera e non; nel frattempo Patridge è salito al comando nella Sfera e ha evidenti problemi con il comando sia perché non ha la minima idea di cosa fare per risolvere questa situazione disperata, sia perché il braccio destro di suo padre ha l’effettivo comando di tutto senza che lui, per buona parte del tempo, se ne accorga. Pressia, ormai indipendente e intraprendente, ritorna in città e trova una situazione ancora più complessa e violenta di prima, Patridge ha la malaugurata idea di aprire gli occhi alla sua gente sulle reali colpe dei sopravvissuti e provoca panico e un’inaudita ondata di suicidi. Insomma, regna il caos sia dentro che fuori dalla Sfera e i protagonisti fanno del loro meglio per arrivare a un lieto fine che non ci può comunque essere.
A parte qualche buco nella trama che ho scovato, questo terzo volume mi è piaciuto di più del secondo libro perché l’ho trovato più dinamico e avventuroso insieme all’evidente evoluzione psicologica dei diversi personaggi che smettono definitivamente di essere bambini che giocano alla guerra e guardano in faccia alla realtà dura e pura. Arrivati verso la fine si rendono conto che ormai tutto è perduto e rimane solo una singola speranza che, usata nel modo giusto, può risolvere la situazione ma è molto difficile poter arrivare a un unione e alla pace. Francamente il finale mi è piaciuto ma l’ho anche trovato orrido perché è totalmente disarmante; da lettrice mi sono chiesta come si fa, dopo tutto il macello che hanno fatto, a concludere la storia così, lasciando in sospeso molte cose. Nonostante questo trovo che sia piuttosto “realistico” e calzante quindi non mi lamento più di tanto. Non sono proprio fatta per i lieto fine!
Tirando le somme ho trovato questa trilogia molto interessante e originale seppure lenta e macchinosa in alcuni punti ma, devo dire che questo è un VERO distopico che non si perde in frivole relazioni sentimentali tra adolescenti (anche se ci sono in piccolo) ma si concentra su un mondo fatto a pezzi dall’uomo, pieno di ingiustizie e di false verità.
Assegno tre stelline a “Burn” e tre stelline all’intera trilogia che mi piacerebbe rileggere in italiano così da potermi gustare maggiormente anche i momenti che ho reputato “lenti” in inglese.

Lya


 



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