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14 giugno 2015

RECENSIONE: Burn di Julianna Baggott

Buona afosa domenica e buona lettura!

Titolo: Burn
Autore: Julianna Baggott
Serie: Memento #3
Libri in lingua

Trama

Ecco le ultime battute di questa trilogia distopica: il mondo è collassato e le Detonazioni hanno distrutto quasi tutto. I sopravvissuti, che sembrano essere i più sfortunati, in realtà sono coloro che hanno più forza di resistere alle intemperie e all'ambiente ostile. I protagonisti in questo ultimo volume cercano di risolvere la situazione al meglio delle proprie forze.

QUi e QUI trovate le mie recensioni dei volumi precendenti e QUI la trama completa su goodreads.




Dopo tanta titubanza, visto che il secondo libro non mi aveva coinvolto particolarmente, sono riuscita a finire la trilogia della Baggott.
Cliccando sugli altri due titoli trovate le mie recensioni:
-         Memento i sopravvissuti
-         Fuse

*************spoiler*****************
Pressia, Brandwell e El Capitan, dopo tante peripezie, hanno con loro la seconda parte della formula per salvare tutti e insieme hanno anche un’arma che può distruggere tutto ciò per cui hanno combattuto e che devono usare solo se la situazione degenerasse ulteriormente. Patridge, dall’interno della Sfera, cerca in tutti i modi di tenere sotto controllo la popolazione e di prepararla al futuro accanto ai sopravvissuti fusi che si trovano all’esterno. Ma tutto sembra andare a rotoli…

In questo terzo e ultimo volume della trilogia in realtà non succede molto: c’è lo scontatissimo rientro dall’Irlanda di Pressia, Brandwell e El Capitan dopo la loro missione e ci sono i prevedibilissimi problemi di controllo di Patridge nella Sfera. Insieme a questo c’è un finale a dir poco orrido, anche se è forse ciò che ho apprezzato maggiormente perché, se avete letto la mia recensione di un altro distopico molto famoso in Italia grazie ai film (il terzo deve ancora uscire), sapete che a me i lieto fine non vanno proprio giù in alcuni casi.
Ma partiamo dall’inizio: alla fine di Fuse Pressia e i suoi due accompagnatori sono in Irlanda per recuperare la parte finale della  formula che può salvare tutti gli abitanti della Sfera e non; nel frattempo Patridge è salito al comando nella Sfera e ha evidenti problemi con il comando sia perché non ha la minima idea di cosa fare per risolvere questa situazione disperata, sia perché il braccio destro di suo padre ha l’effettivo comando di tutto senza che lui, per buona parte del tempo, se ne accorga. Pressia, ormai indipendente e intraprendente, ritorna in città e trova una situazione ancora più complessa e violenta di prima, Patridge ha la malaugurata idea di aprire gli occhi alla sua gente sulle reali colpe dei sopravvissuti e provoca panico e un’inaudita ondata di suicidi. Insomma, regna il caos sia dentro che fuori dalla Sfera e i protagonisti fanno del loro meglio per arrivare a un lieto fine che non ci può comunque essere.
A parte qualche buco nella trama che ho scovato, questo terzo volume mi è piaciuto di più del secondo libro perché l’ho trovato più dinamico e avventuroso insieme all’evidente evoluzione psicologica dei diversi personaggi che smettono definitivamente di essere bambini che giocano alla guerra e guardano in faccia alla realtà dura e pura. Arrivati verso la fine si rendono conto che ormai tutto è perduto e rimane solo una singola speranza che, usata nel modo giusto, può risolvere la situazione ma è molto difficile poter arrivare a un unione e alla pace. Francamente il finale mi è piaciuto ma l’ho anche trovato orrido perché è totalmente disarmante; da lettrice mi sono chiesta come si fa, dopo tutto il macello che hanno fatto, a concludere la storia così, lasciando in sospeso molte cose. Nonostante questo trovo che sia piuttosto “realistico” e calzante quindi non mi lamento più di tanto. Non sono proprio fatta per i lieto fine!
Tirando le somme ho trovato questa trilogia molto interessante e originale seppure lenta e macchinosa in alcuni punti ma, devo dire che questo è un VERO distopico che non si perde in frivole relazioni sentimentali tra adolescenti (anche se ci sono in piccolo) ma si concentra su un mondo fatto a pezzi dall’uomo, pieno di ingiustizie e di false verità.
Assegno tre stelline a “Burn” e tre stelline all’intera trilogia che mi piacerebbe rileggere in italiano così da potermi gustare maggiormente anche i momenti che ho reputato “lenti” in inglese.

Lya


 



10 giugno 2015

RECENSIONE: Fuse di Julianna Baggott


Eccomi con la recensione di Fuse, secondo libro della serie "Pure"di Julianna Baggot. Questa serie è stata interrotta in Italia e io l'ho proseguita e terminata in inglese.


Titolo: Fuse
Autore: Julianna Baggot
Pagine: 480
Editore: Grand Central Publishing

Trama
Prosegue l'avventura nel mondo distrutto dalle Detonazioni dove si muovono Pressia, Partridge, El Capitan e Brandwell: quattro ragazzi con diverse storie alle spalle che desiderano solo poter vivere in un mondo tranquillo e sicuro per tutto, Puri e non. 


QUI trovate la mia recensione del primo e QUI il link di riferimento a goodreads dove troverete la versione lunga della trama.



Ci ho messo 10, dico 10 giorni, per leggere questo secondo libro della trilogia di Julianna Baggott: ho fatto una faticaccia! Il problema non è stato tanto la lingua utilizzata (l’ho letto in inglese perché in Italia non è stato pubblicato) quanto proprio alla lentezza della storia.

Pressia, El Capitan, Partridge e Branwell hanno fatto scoperte sconvolgenti che riguardano la Sfera, i miglioramenti fisici artificiali utilizzati e le diverse famiglie di appartenenza. In Fuse s’inizia a formare l’idea di missione: sanno che non hanno possibilità di competere con la tecnologia della Sfera ma non vogliono arrendersi. Devono trovare il loro asso nella manica per poter vivere in pace senza la divisione e le ingiustizie degli ultimi nove anni, per poter ridare vita alla terra del post-Detonazioni.

Insomma, come avrete già capito non sono molto entusiasta di questo seguito e il bello è che non so precisamente il motivo di questo. Ho letto questo secondo volume facendo davvero molta fatica: non scorreva, non mi appassionava, non mi coinvolgeva. Al contrario del primo, che non mi ha fatta impazzire, ma che ho trovato davvero originale e piuttosto inquietante con la narrazione delle detonazioni e delle mutazioni più assurde dei diversi personaggi, il secondo volume è lento e, pur succedendo parecchie cose, non ha acceso il mio interesse. In particolare la parte centrale di stallo è davvero ripetitiva: sarà che sono abituata a romanzi la cui evoluzione diventa sempre più convulsa per arrivare alla conclusione, ma anche il primo non era particolarmente veloce. Forse ho sbagliato a leggerli quasi uno dietro l’altro, forse non ero nel mood giusto, fatto sta che sono rimasta un po’ così. Alla conclusione del libro non mi sono fatta moltissime domande (come mi capita sempre), come se non mi interessasse sapere come va a finire tutta la storia. Ovviamente leggerò il terzo libro, perché comunque qualcosa della narrazione mi è piaciuta, ma credo che aspetterò un po’.
Mi redo conto di aver sproloquiato delle mie sensazioni, quindi vi parlo un po’ della trama e dei personaggi.
Pressia, l’unica ragazza protagonista della storia (Lydia è un personaggio secondario ai miei occhi), in questo secondo libro risulta sempre meno sicura di se stessa, sempre più dipendente dagli altri e sempre meno intraprendente. Insomma, è diventata un po’ banalotta mentre nel primo libro era piuttosto interessante proprio perché non rientrava nei soliti cliché degli young adult fantasy. Partridge, al contrario, ha iniziato ad avere maggiore consapevolezza di sé, anche se non capisco perché il fatto di essere il figlio non amato del capo della Sfera, debba avere tanta centralità e importanza. C’è qualcosa che non va nella sua “ascesa”: capisco la manipolazione a cui è sottoposto che viene bruscamente spezzata quando scappa dalla Sfera, capisco parzialmente le motivazioni dell’evasione, ma non mi spiego perché un ragazzino che non ha mai fatto nulla di particolare nella sua vita, sia destinato da molto tempo a diventare qualcosa di più del semplice figlio del capo. Non si è guadagnato nulla, è esattamente come tutti gli altri, tranne che per il fatto che è informato di ciò che accade fuori dalla Sfera. Non ha doti particolari o inclinazioni, non ha manifestato nessun interesse per la leadership… insomma, mentre Pressia si rende conto che i suoi desideri sono egoistici e che fa quello che fa soprattutto per uno scopo personale, Partridge va avanti senza un vero scopo e senza capire cosa sta realmente accadendo e perché agisce. È un “eroe” decisamente poco eroe e poco comprensibile. Non ci sono le basi per renderlo un protagonista carismatico e vero.
Il personaggio che più mi è piaciuto è El capitan.. non vi dico di più per evitare spoiler ma è quello che ho sentito più reale di tutti.
Per quanto riguarda la trama l’ho apprezzata per tutta la prima parte e parzialmente per il finale: credo che la divisione per punti di vista abbia penalizzato e rallentato l’intero svolgimento della storia perché ci sono personaggi più interessanti e personaggi quasi inutili (vedi Lydia). La parte centrale è molto lenta perché non ci sono grandi scoperte o eventi: sembra piuttosto superflua e riassumibile.
Avrete capito che sono piuttosto confusa riguardo questo libro quindi assegno tre stelline (sarebbero più due e mezzo ma c’è qualcosa che mi dice di concludere la serie) e mi rimetto per la decisione finale dopo la lettura del terzo e ultimo volume: “Burn”.

Lya

07 giugno 2015

RECENSIONE: Memento i sopravvissuti di Julianna Baggott



buona domenica e buona lettura!

Titolo: Memento-I sopravvissuti
Titolo originale: Pure
Autore: Julianna Baggott
Pagine: 448
Prezzo: 18.00€
Editore: Giano


Trama 
 Pressia ricorda soltanto vagamente le Detonazioni o la sua vita di prima. Nel suo armadio, sul retro di un vecchio negozio di barbiere distrutto, dove vive con il nonno, pensa alla sua esistenza perduta, al mondo dei parchi divertimento, dei cinema, delle feste di compleanno, delle madri e dei padri... ridotto ormai a cenere e polvere, ferite, bruciature e corpi fusi, danneggiati. E ora che ha raggiunto l’età in cui deve consegnarsi alla milizia, per cominciare l’addestramento da soldato oppure per essere usata come bersaglio se giudicata troppo danneggiata, non può più fare finta di essere bambina. Pressia ora è in fuga.
Ci sono anche quelli che sono scampati all’apocalisse senza ferite. I Puri. Vivono al sicuro all'interno della Sfera, che protegge i loro corpi sani. Eppure Partridge, figlio di uno degli uomini più influenti della Sfera, si sente isolato. Solo. Diverso. Anche lui pensa a ciò che ha perso. La sua è una famiglia distrutta. Il padre è emotivamente distante, il fratello si è suicidato, la madre non è riuscita a mettersi in salvo. L’ordine rigido all’interno della Sfera gli sta stretto e quando crede di intuire, da una frase sussurrata, che la madre potrebbe ancora essere viva, rischia la vita per fuggire.




Ho desiderato, cercato e poi finalmente acquistato questo libro un paio d’anni fa: il costo piuttosto elevato mi ha spinto a rivolgermi al fedele sito del Libraccio per poter risparmiare quei nove euro che fanno la differenza. Purtroppo, a distanza di due anni e mezzo, è evidente che la Giano non porterà avanti la pubblicazione della trilogia… ormai ci ho fatto il callo a queste serie interrotte. Nonostante questo, il 2015 è l’anno giusto per leggerlo e per decidere se vale la pena terminare la trilogia in inglese quindi l’ho pure inserito nella mia “sfida del comodino”.

La protagonista è Pressia, una sedicenne che vive fuori dalla Sfera, in un mondo fatto di deformazioni, fusioni e disperazione. Quattordici anni prima degli avvenimenti narrati la Terra era in una situazione difficile: malattie, infezioni poche risorse per sostenere tutti gli abitanti. Le detonazioni, grandi esplosioni che hanno portato alla distruzione e alla morte di milioni di persone, sono state la soluzione al problema. Però Ci sono stati dei sopravvissuti che, a causa delle forti radiazioni, si sono fusi con ciò che li circondava. Pressia ad esempio ha una mano fusa con la testa della sua bambola. Tutti coloro che erano fuori dalla Sfera sono deformi, chi invece è entrato nell’ambiente protetto si è risparmiato dolori e privazioni. Uno di loro è Partidge che un giorno decide di uscire volontariamente fuori dalla Sfera.

Parto dicendo che il libro mi ha decisamente stranito: non mi aspettavo una cosa simile. Non mi aspettavo le deformazione e le fusioni descritte, non mi aspettavo il dolore e la rassegnazione. Sicuramente il romanzo è molto originale, diverso dai soliti libri distopici che sono abituata a leggere. Pressia è giovane ma sa che ha poche prospettive, vive alla giornata e cerca di passare inosservata. Patridge è un puro ignorato dal padre, un pezzo grosso nella Sfera, che si rifiuta di fare quello che gli viene imposto e quini, aggrappandosi a una minuscola speranza fugge e s‘inoltra nell’ignoto, in un mondo pieno di pericoli e stranezze. Devo dire che questa è stata la parte più carente della trama: il ragazzo che ha quasi tutto che decide di buttarsi per cercare sua madre… fuori. Nella prima parte del libro ero piuttosto scettica, infatti avevo pensato di non proseguire con la lettura della trilogia ma, il complotto che merge solo verso la fine mi ha fatto cambiare idea. Sono davvero curiosa di sapere cosa accade ai protagonisti che, per la prima volta in un romanzo distopico young adult, non sono degli innamorati ostacolati dalle diversità. Insomma, nel libro c’è l’avventura, l’azione, ci sono personaggi piuttosto interessanti e soprattutto c’è originalità. Mi ha davvero colpito l’atmosfera di rassegnazione mista a dolore che si “respira” per tutto il romanzo: le menomazioni, anche gravi o particolarissime, dei sopravvissuti, rendono il romanzo davvero parecchio interessante, per nulla scontato. Quindi, pur avendo fatto fatica a finirlo, perché la prima parte sembra inconcludente, ho deciso di assegnare tre stelline e mezzo perché è un libro che mi ha decisamente sorpreso in positivo.


Lya
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