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19 luglio 2011

Intervista a Luca Terenzoni


Salve a tutti, oggi vorrei  parlarvi di un giovane scrittore e della sua prima fatica letteraria. Si chiama Luca Terenzoni e grazie al gruppo Albatros ha pubblicato il romanzo “Primavera in Borgogna”.
Ciao Luca. Innanzitutto grazie per questa intervista e ti do il benvenuto sul nostro blog.
Ciao Isy. Un saluto a tutti i vostri lettori e un ringraziamento particolare a voi, per avermi ospitato.
 
Parlaci un po’ di te.
Comincerei dicendo che da circa un paio di anni ho superato la quarantina ( in effetti, non sono proprio giovanissimo… ). Sono laureato in Economia e Commercio e lavoro presso l’ufficio amministrativo di una società della Versilia, per la quale curo anche i contatti con l’estero. Ho la passione per la lettura, il cinema, le lingue straniere e… la Francia!

Come è nato il desiderio di scrivere un romanzo?
Per caso. Sono un amante della lettura, ma sinceramente non ho mai pensato di arrivare alla stesura, né tanto meno alla pubblicazione di un romanzo. Questo fino a quando, circa due anni fa, il soggetto alla base di “Primavera in Borgogna” non ha cominciato a delinearsi lentamente nella mia testa, con le figure dei singoli personaggi coinvolti nella storia. Ho provato così a mettere nero su bianco, pagina dopo pagina, le idee che avevo precedentemente sviluppato nella mia mente, arrivando così a completare la stesura della storia. 

Quali sono i tuoi scrittori preferiti? E quale genere letterario prediligi?
Il mio autore preferito è senza alcun dubbio Henry James. Sono infatti un amante dei classici della letteratura inglese e americana; anche se in realtà leggo ovviamente anche  qualcosa di più “contemporaneo”. Al momento sto infatti leggendo “Al limite della notte” di Michael Cunningham, del quale ho amato tantissimo il suo “The Hours”.

Ti piacerebbe parlarci della tua esperienza di autore emergente nel pubblicare un libro?
Dopo aver completato la stesura di “Primavera in Borgogna” si è ovviamente presentato il problema della scelta dell’editore a cui presentarlo per la sua valutazione. Ho quindi effettuato in rete una ricerca delle case editrici che avrebbero potuto essere interessate alla valutazione di manoscritti di autori esordienti. Ho poi deciso di accettare la proposta editoriale del Gruppo Albatros. A livello promozionale, pur avendo la casa editrice attuato tutto quello a cui si era inizialmente impegnata, la pubblicazione di “Primavera in Borgogna” ha ovviamente richiesto anche un mio impegno specifico, compatibilmente con i tempi richiesti dalla mia professione ufficiale . Del resto questo mi era sembrato più che naturale ancora prima che il libro venisse pubblicato. 

Ed ora passiamo a parlare del tuo romanzo. Se dovessi descrivere il tuo romanzo con 3 aggettivi, quali sarebbero?
Inizierei subito con il definirlo introspettivo, perché nel cercare di sviluppare non solo la figura di Francesco Martini, il protagonista, ma anche degli altri personaggi coinvolti nella storia, caratterizzata da risvolti noir e sospesa tra passato e presente, ho cercato di entrare nelle loro menti e di farle poi interagire sulla base delle loro differenti esperienze di vita. Proseguirei poi definendolo intrigante, dal momento che, da un certo punto in poi del romanzo, il lettore è accompagnato, pagina dopo pagina, attraverso tutta una serie di colpi di scena, fino ad arrivare, a un ritmo incalzante, alla fine del romanzo. Tutto questo perché, come lo stesso Francesco avrà modo di appurare poco dopo il suo arrivo in Borgogna, nulla è come sembra…..
Terminerei, infine, definendolo un romanzo “descrittivo”. Il fatto di aver visitato i luoghi che fanno da sfondo alle atmosfere noir della storia, mi ha infatti permesso di riversare sulle pagine di “Primavera in Borgogna” tutte le emozioni da me provate durante il mio soggiorno in quella suggestiva regione della Francia, proprio durante la stagione primaverile.

Come è nata l’idea di questo romanzo?
Mi interessava essenzialmente narrare l’esperienza di vita di un mio coetaneo, il quale, sebbene la sua vita si stata caratterizzata da una serie di successi non solo in ambito professionale ma anche privato, si ritrova a rimettere tutto quanto in discussione dopo essere stato abbandonato dalla sua fidanzata storica a solo pochi mesi dal giorno previsto per il loro matrimonio.
Quando crede di essere finito su di un “binario morto”, ecco che l’incontro del tutto casuale con un imprenditore francese del settore del vino lo catapulterà in una realtà completamente differente da quella in cui si è trovato a operare fino a quel momento.
Per Francesco sarà l’occasione per un nuovo inizio e imposterà la sua nuova vita solamente sulla propria persona, convinto che non si innamorerà mai più in vita sua di un’altra donna.
Arrivato in Borgogna, però, l’incontro con Ludivine, la sua nuova collega, tanto affascinante quanto misteriosa e complessa, farà ben presto vacillare tutte le sue nuove convinzioni.
Contemporaneamente, da un passato solo in apparenza lontano e dimenticato, inizieranno a riemergere lentamente gli inquietanti dettagli di un caso di cronaca nera del passato, in cui Francesco scoprirà coinvolti sia Ludivine sia il suo nuovo datore di lavoro…
Francesco è un personaggio molto vario, con molte passioni, con molta voglia di vivere. C’è un po’ di Luca in Francesco?
In effetti c’è molto di me in Francesco. Abbiamo la stessa età, siamo molto simili caratterialmente, svolgiamo un tipo di lavoro simile e abbiamo diverse passioni in comune. Per il resto, però, abbiamo avuto esperienze di vita differenti. Per quanto riguarda la trama del romanzo, per me è stato molto interessante, oltre che “divertente”, immaginarmi in un contesto completamente diverso da quello in cui sono solito operare. 

A un certo punto del romanzo Francesco abbandona tutto (famiglia, amici, lavoro) per cambiare vita. Tu riusciresti mai a farlo?
Per risponderti, molto probabilmente dovrei trovarmi nella stessa situazione, soprattutto psicologica, di Francesco. Indubbiamente si tratta di una decisione coraggiosa, che richiede una grande determinazione e forza di carattere.

Ti piacerebbe scrivere un nuovo romanzo con protagonista Francesco Martini?
Perché no! Magari proprio con un seguito di “Primavera in Borgogna”. Del resto Francesco è un uomo dotato di “mille” risorse, come lui stesso avrà occasione di  rendersi conto quando, nel romanzo, arriverà anche a mettersi pericolosamente in gioco, nel tentativo di riuscire a fare luce sull’enigma nel quale, suo malgrado, si ritroverà inaspettatamente coinvolto…

Ti piacerebbe scrivere altri romanzi, magari di genere diverso?
Certamente. In effetti sto scrivendo una nuova storia, anche questa di ambientazione francese, in cui ancora una volta cerco di “scavare” nelle vite dei vari personaggi coinvolti. Questo del resto è quello che, in qualità di lettore, mi spinge generalmente a iniziare la lettura di un nuovo romanzo. 

Quali sono le tue aspettative per il futuro?
Personalmente mi auguro di avere sempre la possibilità di fare tutto quello che mi appassiona veramente; che mi spinge ad affrontare ogni nuovo giorno con entusiasmo. Nel riuscire a fare questo sono fermamente convinto del fatto che i libri possano giocare un ruolo fondamentale, non soltanto nel momento in cui vengono scritti, ma anche e soprattutto durante la loro lettura.

Ti ringraziamo per la tua disponibilità e ti auguriamo un enorme in bocca al lupo per il tuo libro.
Un saluto sincero, ti aspettiamo per una prossima chiacchierata sul blog magari su una prossima uscita=).
Sono io che vi ringrazio e mi auguro di poter tornare a farvi visita presto… magari proprio con un nuovo libro! :-D

Isy

09 luglio 2011

Recensione "Primavera in Borgogna" di Luca Terenzoni

Titolo: Primavera in Borgogna
Autore: Luca Terenzoni
Pagine: 155 pagine
Prezzo: 14,50 €
Editore: Il filo

Francesco è un quarantenne che si è appena lasciato, a un passo dalle nozze. Una mattina di primavera, mentre passeggiando a San Gimignano cerca di riafferrare il senso della sua vita, incontra un signore francese con il quale entra subito in sintonia e che gli propone di lavorare per lui, presso la sua azienda vinicola in Borgogna. Quella per la Francia è una passione che Francesco ha sempre coltivato. Si trova quindi di fronte alla possibilità di realizzare veramente il sogno di una vita. Così lascia il suo lavoro e si trasferisce pieno di entusiasmo. Le sue aspettative sono subito appagate: il posto è splendido, la collega Ludivine affascinante, il lavoro interessante. Fino a quando, oltre i colori pastello di quel paesaggio così tipicamente francese, non cominceranno a emergere i segni di un passato inquietante che riguarda sia il suo datore di lavoro, sia la bella Ludivine, della quale si sta ormai innamorando. Una prova decisiva per Francesco che, in un crescendo di colpi di scena, riuscirà a portare luce nel passato della donna e nel suo presente. 

Recensione:
Qualche giorno fa mi ha contattato un giovane scrittore emergente, Luca Terenzoni, il quale ci ha chiesto se eravamo disponibili nel leggere e recensire il suo romanzo d’esordio “Primavera in Borgogna”. La trama era seducente e così ho accettato. E non mi sono assolutamente pentita della mia scelta.
Ma partiamo con ordine. Francesco Martini ha quasi 40 anni, una laurea in economia e commercio, un lavoro che lo appaga e una fidanzata che ama e che di li ha poco avrebbe dovuto sposare. Se non fosse che lei gli confessa di essersi innamorata di un altro, troncando così una storia di 14 anni. Il romanzo si apre con Francesco in preda alla disperazione per la fine del suo amore. Decide di recarsi a San Gimignano, posto da lui adorato, dove spera di trovare la serenità ormai perduta, ma in realtà non sarà un semplice giorno di relax…un incontro, infatti, gli cambierà la vita…
Punto forte del romanzo è la descrizione della natura: dai prati e colline toscane, alle immense distese di colza nelle campagne della Borgogna. Una descrizione così semplice, ma diretta che sembra quasi di ritrovarsi in questi luoghi. Personalmente sono un’amante della natura e della Toscana e non potevo non rimanere estasiata dalle descrizioni.
Altra nota spetta invece ai personaggi. Il protagonista è Francesco Martini. Il suo ruolo all’inizio è quello di un uomo disilluso e disperato, che non riesce a non ritrovare in ogni cosa che lo circonda un ricordo di Laura, la donna tanto amata che gli ha spezzato il cuore. Ma dopo un viaggio a San Gimignano e un pianto liberatoria decide di riprendere in mano le redini della propria vita. Dopotutto è un uomo interessante, piacente e che nutre molte passioni: viaggiare (soprattutto in Francia), studiare  lingue straniere e i vini. Degustare i vini è per lui una sorta di viaggio spirituale, un rito. Ed è proprio questa passione che gli permetterà di conoscere l’uomo-chiave della storia: Jean-Marc  Robin.
E poi ci sono 2 donne, che in un modo o nell’altro danno svolte decisive alla storia. La prima si chiama Ludivine, donna tanto schiva quanto sensuale, che non potrà non suscitare interesse in Francesco. La seconda è invece Karine Langain, moglie di Robin, che pur nell’ombra del marito, gioca un ruolo fondamentale nelle vicende narrate.
La scrittura. Come ho già accennato le descrizioni meritano 10 e lode. Anche le descrizioni degli stati d’animo sono ben espresse. Però durante la prima parte la storia non decolla, proprio per questo susseguirsi ridondante di analisi psicologiche dell’animo di Francesco, che rendono il racconto un po’ monotono. Ciò nonostante non riuscivo a staccarmi dal libro, dovevo leggere, c’era un qualcosa che mi attirava.
E l’attesa, come ben si sa, spesso viene premiata, come in quest caso. Dopo un po’ avviene la svolta, la narrazione riprende tranquillamente e il racconto va avanti.
Ma arrivata a metà libro un susseguirsi di eventi e colpi di scena mi ha letteralmente catapultata nel libro e la sera, nonostante la stanchezza per aver studiato fino a tardi, ho terminato (o meglio divorato) le 80 pagine restanti che mi hanno lasciata con il fiato sospeso fino all’ultimo “.”.
Per le prime 60 pagine pensavo che il voto finale sarebbe stato medio, invece dopo aver concluso il romanzo ho mandato un messaggio al mio fidanzato dicendogli: “Assolutamente un 4 e ½…” .
Il titolo è quanto mai adatto. Infatti è si un libro piccolo, come d’altronde lo è il periodo in cui si svolge tutta la vicenda (Questa mia ultima frase potrà sembrare incoerente, ma una volta letto il libro potrete verificare di persona che un senso ce l’ha).



Un libro consigliatissimo, dopotutto come si dice <<In botte piccola c’è il vino buono!>>. E questo proverbio è quanto mai perfetto per descrivere questo libro;-)
Buona lettura=)
Isy

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