08 settembre 2015

Recensione "La Terra di Nessuno - Jolly Roger I” di Gabriele Dolzadelli

Buongiorno amici lettori.
Titolo: La Terra di Nessuno – Jolly Roger I
Autore: Gabriele Dolzadelli
Pagine: 352
Prezzo: 16€ (cartaceo) - 0,99€ (eBook)
Editore: You Can Print

1670. In un clima di scontri per la colonizzazione del Nuovo Mondo e per la supremazia commerciale, un giovane irlandese di nome Sidvester O'Neill parte per il Mar dei Caraibi con destinazione l'isola di Puerto Dorado. Lo scopo è quello di ritrovare il fratello Alexander, partito anni prima, per riportarlo a casa. Ma il viaggio avrà risvolti inaspettati. Nelle oscurità della giungla della piccola isola vi è nascosto un segreto a cui le principali potenze europee (Francia, Inghilterra ed Olanda) ambiscono. Intrighi, inganni e complotti farciscono le giornate di Puerto Dorado, in una lotta al potere fra i più astuti capitani presenti sull'isola. IL tutto sotto l'occhio vigile di una nave pirata ancorata all'orizzonte, di fronte a quella piccola terra di tutti e di nessuno.


“La Terra di Nessuno” è il primo capitolo della saga “Jolly Roger”, esordio letterario di Gabriele Dolzadelli. Il romanzo presente tutte le caratteristiche che ci si aspetta da un libro appartenente al genere storico: azione, mistero, intrighi politici, descrizioni minuziose e anche una liaison d’amore, che diciamocelo, non guasta mai. 
La struttura del romanzo è molto lineare e chiara. Sidvester O’Neill, conosciuto meglio come Sid, vive in Irlanda insieme al padre e al fratello minore Alexander. Un giorno però, il più giovane della famiglia, decide di partire alla ricerca di fortuna, facendo però ben presto perdere le tracce. In punto di morte il padre chiede dunque a Sid di ritrovare suo fratello. Questo spinge il ragazzo a lasciare la sua vita e il suo lavoro di pescatore, e dirigersi in direzione Puerto Dorato, una piccola isola caraibica, per ritrovare suo fratello. Da questo momento in poi la storia entra nel vivo con precide descrizioni volte a mostrare qual era la realtà colonizzatrice dell’epoca. In questa piccola isola infatti convergono interessi di uomini di potere e per lo più senza scrupoli, gente proveniente da varie parti d’Europa, pronta a sacrificare tutto pur di ottenere il possesso di quanti più territori possibili. Inglesi, scozzesi, francesi, spagnoli…un miscuglio di razze, ma con un solo obiettivo a tutti comune: il possesso di una nuova terra, la Terra di Nessuno. L’isola di Puerto Dorado però è molto ambita non per le ragioni più scontate, ma perché nel suo cuore è custodito un mistero talmente grande che la sua scoperta potrebbe mettere in serio pericolo i precari equilibri politici sino ad allora raggiunti.
La storia narrata è accattivante e incuriosisce il lettore, il quale difficilmente potrà staccare gli occhi dal testo. La scrittura, pur risultando per lo più chiara e scorrevole, in alcuni punti diventa macchinosa e, complice alcuni dialoghi troppo forzati, perde in verosimiglianza.
Il romanzo però presenta quello che a mio avviso è un punto negativo non trascurabile, ovvero l’introduzione di molte figure che ricoprono ruoli più o meno importanti e, in maniera eguale, sono narrate numerose situazioni tra loro differenti che, lungo tutto il romanzo, non raggiungono mai una conclusione. Questa scelta è facilmente giustificabile dalla decisione di introdurre più scene e spingere il lettore a trovare le risposte solo nel secondo volume. Tuttavia questo non giungere mai a una conclusione, seppur parziale, può portare il lettore a stancarsi perché, nonostante il desiderio di leggere il seguito sia alto, il senso di delusione nel non esser giunto a nessuna svolta narrativa è altrettanto rilevante. Fortunatamente il colpo di scena finale, seppur in parte prevedibile, contribuisce ad attenuare questa sensazione di dubbio. 
Il testo presenta pecche dovute in parte all’inesperienza, trattandosi pur sempre di un romanzo d’esordio. Però a mio avviso sono riscontrabili ottimi presupposti per migliorare e dare al racconto una svolta più intrigante e matura, sia nella storia, sia nella scrittura. Ragione per cui ho deciso di leggere il seguito, non solo per curiosità, ma perché ho fiducia nella capacità narrative dell’autore.
Vi consiglio la lettura, ma allo stesso tempo vi suggerisco di leggere il seguito abbastanza velocemente, quando la vostra attenzione e curiosità saranno ancora alte.


06 settembre 2015

RECENSIONE: Lady Butterfly di Margaret Fountaine



Buona domenica e buona lettura!
Titolo:Lady Butterfly. Diario di una cacciatrice di farfalle   
 Autore:Margaret Fountaine
Pagine: 288 
Prezzo:Euro 16,50
Editore: Elliot
 
Trama
 
Nel 1940 un’anziana signora fu trovata in fin di vita sul ciglio di una strada presso il monte St. Benedict, nell’isola di Trinidad, Indie Occidentali. Aveva accanto a sé un retino. Sembrava aver avuto un attacco di cuore e venne soccorsa mentre era ancora cosciente, ma morì poco dopo. Era Margaret Fountaine, cacciatrice di farfalle.
Molti anni prima, nel 1889, dopo aver ereditato un modesto vitalizio, la giovane Margaret aveva deciso di dedicarsi allo studio delle farfalle, una passione nata come semplice passatempo e che era divenuta la sua principale occupazione. Aveva anche rifiutato l’istituzione del matrimonio, non accettando compromessi: “Perché rinunciare alla mia libertà in cambio di una sistemazione più conveniente agli occhi del mondo?”.
La sua ricerca la portò in Africa, in Australia e in Cina. Conobbe il mondo agli inizi del  Novecento servendosi di treni e piroscafi, viaggiò in bicicletta e a dorso di un mulo, affrontò le febbri tropicali, dormì in capanne di fango. Per mantenersi si ritrovò ad abbattere alberi in una fattoria australiana, visse negli Stati Uniti e si entusiasmò per Los Angeles e la nascente città del cinema, Hollywood. Esplorò i grandi fiumi sudamericani e si smarrì nella giungla africana.
I diari qui riuniti, rivelati al pubblico solo nel 1978 come richiesto dalla stessa Fountaine nel suo testamento (“cento anni dopo il giorno esatto in cui ho iniziato a scriverli”), ci raccontano la vita avventurosa di questa donna spregiudicata e audace, ammirata non solo dalla comunità scientifica per aver lasciato in dono una collezione di ventiduemila farfalle al museo della sua città natale, Norwich, ma anche dal movimento per l’emancipazione femminile, che riconobbe nelle sue gesta lo spirito di una donna libera.


“Lady butterfly” è un diario romanzato che mi è capitato di leggere ultimamente. È una pubblicazione vecchiotta della Elliot edizioni ma che mi ha attirata perché volevo leggere qualcosa di femminile e non contemporaneo e, dopo la lettura delle avventure di Catalina de Erauso (La figlia del sole e della pioggia), effettivamente esistita, ho voluto riprovarci con questo diario.

Margaret Elizabeth Fountaine è stata un’entomologa inglese vissuta tra l’Ottocento e i primi del Novecento. È stata una donna intraprendente che per la sua passione ha viaggiato molto e ha conosciuto tantissime persone. Nei suoi diari racconta le vicende rilevanti che le accadono durante queste sue migrazioni tra Europa, Africa e America.

Parlarvi di questo diario/romanzo non è facilissimo perché se da una parte mi è piaciuto molto, d’altra parte ho trovato un po’ pesante andare avanti nella lettura.
Parto parlandovi prima di ciò che mi ha messo in difficoltà: la modalità di scrittura e alcune tematiche ricorrenti. Questa donna così intraprendente scrive dei diari annuali dall’età adolescenziale e parla, senza peli sulla lingua (per quanto occorre ricordare che il tutto è ambientato nella prima metà del novecento), della sua vita e delle sue esperienze. Quindi non è una scrittura effettuata giorno per giorno ma un resoconto annuale delle cose che lei reputa più rilevanti. Proprio questa caratteristica e lo stile che utilizza hanno reso la lettura abbastanza lenta anche se comunque interessante. Devo dire che la prima parte, quella che precede il momento in cui diventa una donna indipendente che eredita molto denaro, è piuttosto monotona e si concentra soprattutto sulla ricerca di un uomo adatto a lei. Solo successivamente, con l’inizio del suo continuo pellegrinaggio, il diario diventa più stimolante così come le sue riflessioni sul mondo, sugli uomini e sulle donne,
Ciò che mi ha più colpito, insieme agli straordinari viaggi fatti in treno, in nave, a piedi o a dorso di asino/cavallo, è lo spirito libero e indipendente di questa donna straordinaria. Inizialmente è entomologa per passione, lei desidera viaggiare, visitare e osservare, le farfalle sono una cosa “secondaria”; solo dopo, quando la sua collezione inizia ad aumentare, si rende conto di essere un’ottima ricercatrice. Questa sua graduale presa di coscienza riguardo se stessa e riguardo il mondo che la circonda è un tratto piuttosto interessate di tutto il diario. È evidente la crescita e il cambiamento di questa donna fuori dagli schemi: arriva addirittura ad avere un amante fisso senza essere sposata dopo aver avuto diversi spasimanti sparsi per l’Europa. È davvero un personaggio fuori da suo tempo che ha sfruttato al massimo la sua indipendenza e l’evolversi della società che iniziava ad accettare donne più avventurose e intraprendenti e non i soliti angeli del focolare. Però dentro di sé avviene la battaglia tra questi due mondi: da una parte vuole essere libera di far ciò che vuole, dall’altra desidererebbe provare a essere una donna sposata. Ma lo spirito d’avventura vince sempre.
Insomma, nonostante lo stile un po’ faticoso da leggere, il libro, ma di più la sua protagonista, mi sono piaciuti parecchio perché ho molto apprezzato il suo stile di vita e il suo coraggio: Margaret Elizabeth Fountaine, seppur poco conosciuta, potrebbe essere considerata una femminista che ha anticipato i tempi.
Assegno tre stelline e mezzo al libro e lo consiglio a chi cerca una lettura diversa a metà strada tra il romanzo e la biografia.

Lya

04 settembre 2015

What's next? 198

Ciao amici lettori^^scopriamo insieme le nostre letture per questa prima settimana di settembre^^


Lya:
What did you recently finish reading? (Cosa hai appena finito di leggere?)

What are you currently reading? (Cosa stai leggendo?)

What's next? (Qual è il prossimo?) 

Isy 
What did you recently finish reading? (Cosa hai appena finito di leggere?)

What are you currently reading? (Cosa stai leggendo?)

What's next? (Qual è il prossimo?)

Voi cosa leggete di bello? ^^

03 settembre 2015

RECENSIONE: La figlia del sole e della pioggia di Markus Orths

Buonasera e bona lettura!
Titolo: La figlia del sole e della pioggia
Autore: Markus Orths
Editore: Piemme
Pagine: 308
Prezzo: 17,50€

Trama
Nella Spagna del Seicento la tradizione voleva che, alla nascita di una bambina, l’acqua utilizzata per il suo primo bagno fosse simbolicamente versata sulle ceneri del focolare, perché quello era il posto riservato a una donna. Se invece il neonato era un maschio, l’acqua veniva sparsa davanti all'uscio, in strada, perché il destino di un uomo era lasciare la casa e andare per il mondo.A dispetto di ogni convenzione, Catalina de Erauso nasce su una spiaggia, dove sua madre è colta anzitempo dalle doglie. E, come a presagio del suo destino singolare, viene alla luce in un giorno di sole bagnato all'improvviso dalla pioggia, che cade inspiegabilmente da un cielo senza nubi. Sesta e ultima figlia di una facoltosa famiglia basca, Catalina non si distingue per bellezza, ma per la volontà ferrea e il forte attaccamento al fratello Miguel, di dieci anni più grande, che l’ha cresciuta come un padre. Così, quando lui parte per il Nuovo Mondo per gestire i possedimenti di famiglia, lei fa un voto: lo seguirà a ogni costo. 
Ha soltanto otto anni e decide di entrare in convento, perché solo lì una ragazza può studiare e acquisire sapere. Ma giura che, quando raggiungerà in altezza il segno che ha tracciato con il sangue sul muro della cella, sarà il momento di fuggire.
Detto fatto, a sedici anni si taglierà i capelli e si vestirà da uomo, diventerà Francisco e partirà all'avventura. Alla ricerca del fratello prediletto, delle miniere d'argento di Potosí e di una identità tutta sua, libera dal destino che qualcun altro voleva scrivere per lei.
 
 
“La figlia del sole e della pioggia” è stato un romanzo acquistato durante una domenica pomeriggio in giro per un centro commerciale: non manco mai di dare un’occhiata alle svendite di libri, chissà mi si possano rivelare dei bei testi. Attirata dalla cover e dal titolo quasi poetico (oltre che dal prezzo stracciato: 3,90 euro), ho deciso di portarmi a casa questo piccolo romanzo. A distanza di parecchio tempo dall’acquisto ho stabilito d’inserire il libro nella mia sfida del comodino del 2015 e infine di leggerlo.
Devo dire che non mi sono pentita dell’acquisto perché ho trovato il romanzo particolare e abbastanza interessante.

La protagonista della storia è Catalina de Erauso, nata nella spagna del seicento durante un giorno di sole e pioggia. Attaccatissima a suo fratello maggiore, dopo la partenza di quest’ultimo verso l’America per gestire gli affari di famiglia, decide di studiare, crescere e poi raggiungerlo in questo famigerato e bellissimo Nuovo Mondo. Dopo anni in convento scappa, si taglia i capelli, s’inizia a vestire da uomo e, in una grotta tra le montagne vive la sua seconda nascita come Francisco Loyola. Con molta forza d’animo raccimola la somma necessaria per attraversare l’Atlantico e, insieme a un dottore suo amico, a cui ha fatto per anni da assistente, raggiunge il fratello. Ma in America non tutto è come sembra.

Prato dicendo che sono rimasta sorpresa dal fatto che Catalina sia una figura effettivamente esistita: ho fatto una piccola ricerca e ho letto a grandi linee al sua storia. È un personaggio davvero emblematico e piuttosto sconosciuto ma che mi ha parecchio interessata. Peccato che il libro non le renda realmente giustizia in quanto tra il lettore e Catalina/Francisco c’è sempre una freddezza e una distanza che non permette di calarsi nell’avventurosa vicenda. A parte questo il libro racconta una storia dinamica e varia soprattutto per quanto riguarda il binomio uomo/donna: come monaca non è mai stata particolarmente consapevole del suo corpo, come uomo è attratta dalla sensualità femminile pur sentendosi maschio. Questo essere quasi androgino, né uomo né donna, crea un ambiente psicologico davvero molto complesso perché non è sempre immediato chi parla o agisce se Catalina o Francisco. Se nei primi anni La protagonista è ancora in bilico con il suo essere, arrivata nelle americhe perde il controllo di se stessa e della sua missione originale, si abbandona alla violenza e al potere di conoscere qualcosa che gli altri non sanno. Questa sua discesa all’inferno, da casta monaca a soldato che combatte e uccide come un demonio, è davvero molto interessante da leggere. Non mi è mai capitato tra le mani un libro del genere e sono rimasta notevolmente colpita nonostante lo stile dell’autore sia piuttosto strano e poco equilibrato per quanto riguarda il lessico utilizzato. Infatti si passa da termini altolocati e raffinati a parole e frasi rozze e “popolane” e in alcuni punti è un diario, scritto dall’amico medico, in altri è effettivamente un romanzo, insomma è un po’ alienante. Nonostante questo sono davvero rimasta folgorata dal personaggio, dalla sua storia così avventurosa e del suo essere ambigua anche per se stessa. Peccato per la distanza fisica ed emotiva che Catalina ha con il lettore, mi sarebbe piaciuto immedesimarmi maggiormente nella storia.
Assegno tre stelline e mezzo al romanzo e vi consiglio di prenderlo se lo trovate a un prezzo basso come è capitato a me!

Lya
 
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