Buon pomeriggio ragazzi
oggi la mia recensione sarà molto accalorata perchè il libro in questione mi ha fatto davero innervosire e ho scritto il post nel momento di maggiore rabbia per i 18 euro spesi(almeno non l'ho pagato a prezzo intero), per l'attesa di 2 anni e soprattutto del finale che di perse non è brutto ma non era per nulla ciò che mi aspettavo. Ecco prima di lanciarmi in uno sproloquio chiudo l'introduzione e vi lascio con la recensione.
Autore: Christopher Paolini
Pagine: 834
Prezzo: 24,00€
Editore: Rizzoli
Genere: Fantasy
data di pubblicazione: 9 novembre 2011
Trama
Tutto è iniziato con Eragon… Tutto finisce con Inheritance.
Sembrano
appartenere a un’altra vita i giorni in cui Eragon era solo un ragazzo
nella fattoria dello zio, e Saphira una pietra azzurra in una radura
della foresta. Da allora, Cavaliere e dragonessa hanno festeggiato
insperate vittorie nel Farthen Dûr, assistito ad antiche cerimonie a
Ellesméra, pianto terribili perdite a Feinster. Una sola cosa è rimasta
identica: il legame indissolubile che li unisce, e la speranza di
deporre Galbatorix.
Non sono gli unici a essere cambiati, però: Roran ha perso il villaggio in cui è cresciuto, ma in battaglia si è guadagnato rispetto e un soprannome, Fortemartello; Nasuada ha assunto il ruolo di un padre morto troppo presto, e porta sulle braccia i segni dell’autorità che ha saputo conquistare; il destino ha donato a Murtagh un drago, ma gli ha strappato la libertà.
E ora, per la prima volta nella storia, umani, elfi, nani e Urgali marciano uniti verso Urû’baen, la fortezza del traditore Galbatorix. Nell’ultima, terribile battaglia che li attende rischiano di perdere ciò che hanno di più caro, ma poco importa: in gioco c’è una nuova Alagaësia, e l’occasione di lasciare in eredità al suo popolo un futuro in cui la tirannia del re nero sembrerà soltanto un orribile sogno.
Non sono gli unici a essere cambiati, però: Roran ha perso il villaggio in cui è cresciuto, ma in battaglia si è guadagnato rispetto e un soprannome, Fortemartello; Nasuada ha assunto il ruolo di un padre morto troppo presto, e porta sulle braccia i segni dell’autorità che ha saputo conquistare; il destino ha donato a Murtagh un drago, ma gli ha strappato la libertà.
E ora, per la prima volta nella storia, umani, elfi, nani e Urgali marciano uniti verso Urû’baen, la fortezza del traditore Galbatorix. Nell’ultima, terribile battaglia che li attende rischiano di perdere ciò che hanno di più caro, ma poco importa: in gioco c’è una nuova Alagaësia, e l’occasione di lasciare in eredità al suo popolo un futuro in cui la tirannia del re nero sembrerà soltanto un orribile sogno.
Mia Recensione
Aspettavo da tre anni che uscisse questo libro, ultimo del
ciclo dell'eredità, che è una delle saghe ho più apprezzato insieme ad HP e
quelle della Troisi dai miei 15 anni ad ora.....
Chi poteva immaginare che avrei avuto difficoltà ad andare
avanti nella lettura??
La parte iniziale è abbastanza noiosa: il clima di guerra
descritto è perfetto, gli assalti e gli assedi alle diverse città anche, ma
arrivata a pagina 400 non succede ancora niente di rilevante e infatti, se volessi, potrei tranquillamente
riassumervi in un paragrafo quello che succede .
Da pag 450 in poi la storia diventa interessante grazie al
doppio punto di vista di Eragon e Nasuada, un bel colpo di scena poi di nuovo
noooiaa anche se siamo arrivati allo scontro finale, quello tanto atteso.
Il tutto mi è sembrato lungo e fiacco da leggere...ho fatto
una faticaccia a finirlo.
Voglio adesso parlarvi di alcune assurdità sui personaggi e
sulla trama che ho notato mentre
leggevo.
In generale sono convinta che il punto di vista di Roran,
sempre e comunque presente, non centri nulla....non riesco proprio a capire a
cosa serva. Forse lui rappresenta la classe medio bassa mentre Eragon e gli elfi la
classe abbiente? Per me questi salti servono soltanto a spezzare la narrazione.
Forse Paolini voleva movimentare la storia, renderla più
varia ma mi duole dire che non ci riesce.
E poi, una cosa va
davvero detta, Roran ha una fortuna(per
non dire altro...) sfacciata ..caspita riesce a salvarsi in situazioni
davvero disperate. Posso capire che il miracolo succeda una volta ma non 4 o5
volte...o forse sono io scema che non voglio capire che lui è fortemartello
quindi invincibile e a quanto pare immortale....
Una cosa che davvero mi ha fatto saltare i nervi è relativa
ai mirabolanti e rischiosissimi piani per conquistare il mondo (qui lo posso
dire...) architettati da Eragon e Roran che sono pericolosi,di difficile
attuazione e con loro sempre in prima linea....ovviamente c'è qualcuno che li
ferma? CERTO CHE NO! Tutti come pecore che prima si oppongono fiaccamente e poi viaaaa
tutti a rischiare la vita seguendo le idee di due ragazzini . E poi i due
fantastici cugini un secondo prima sono in panico non sapendo che fare, buio totale, uno che pensa a tutte
le persone che dipendono da lui e l'altro a sua moglie, quindi paranoie a non
finire, e poi pufff!!la geniale idea casca dal cielo e li illumina
d'immenso...ma non è tanto questo che irrita quanto il fatto che Paolini inizia
a descrivere i malvagissimi piani d'azione per poi interrompersi e riprendere a
descriverli durante l'azione. Voi vi chiederete cosa c'è di male? C'è di male
che succede per ben 4 volte! Caro Paolini, o dici in anticipo il piano in modo
veloce per poi descrivere il suo andamento durante l'azione, oppure non dici
nulla e passi direttamente ai fatti!
Eragon come personaggio ha perso tantissimo perché non ha un
equilibrio, infatti o si crede il grande eroe che salverà la sua terra dal
malvagio di turno oppure si dispera pensa di essere un idiota inetto senza
speranza...mamma miaaaaaaaa.
Poi una cosa...
Galbatorix che sa TUTTO e dico TUTTO dell'esercito, delle
armi a disposizione, pure quelle trovate all'ultimo, non sa chi è il padre di
Eragon ....cioè ma COMEEE?? Sai tutto e non sai questo...
L'unico personaggio che mi è piaciuto è stato Murtagh che
nella sia disperazione ha un che d'interessante...
No davvero certe scene assurde poi...sarebbe stato decisamente meglio se l'autore
si fosse limitato a scrivere 400 pagine al posto di 800, ma organizzando tutto in maniera appropriata e tagliando tante cose superflue per l'economia della storia.
Dopo questo sproloquio che ho scritto quando ero arrabbiata,
voglio dire che la parte finale è bella, non soddisfacente ma bella, e lascia
tutto un pò appeso....sicuramente l'autore riprenderà i fili della storia da
dove l'ha terminata.
Assegno 3 stelline anche se sono delusissima.





