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30 agosto 2011

RECENSIONE: Starcrossed di Josephine Angelini


Ciao ragazzi!
Eccomi oggi con una recensione in anteprima di un libro della Giunti Y in uscita nelle librerie il 7 settembre e davvero tanto atteso. Questa é la conclusione di uno speciale che ho partato avanti per tutto agosto.

Titolo: Starcrossed
Autore: Josephine Angelini
Pagine: 356
Prezzo: 17 euro
Editore: Giunti Y
Data di pubblicazione: 7 settembre 2011

Trama
Helen, timida adolescente di Nantucket, sta quasi per uccidere il ragazzo più attraente dell'isola, Lucas Delos, davanti a tutta la sua classe. L'episodio si rivela essere qualcosa di più di un mero incidente. Helen teme per la sua salute mentale: ha iniziato ad avere incubi di notte e allucinazioni di giorno. Ogni volta che vede Lucas le appaiono tre donne che piangono lacrime di sangue. Il tentato omicidio porta Helen a scoprire che lei e Lucas non stanno facendo altro che interpretare i ruoli di un'antica tragedia d'amore. Le apparizioni femminili rappresentano infatti le Erinni. Helen, come l'omonima Elena di Troia, è destinata a dare inizio alla guerra a causa della sua relazione con Lucas. I due scoprono sulla loro pelle che i miti non sono leggende. Ma è giusto o sbagliato stare con il ragazzo che si ama se questo significa mettere in pericolo il resto del mondo? Come si sconfigge il destino?

Mia Recensione
La protagonista Helen ha sempre saputo di non essere normale, come tutti i suoi compagni, ma non lo ha mai voluto realmente vedere, si è sempre rifiutata di accettare la sua altezza, la sua forze e la sua velocitá  cosí come la sua bellezza. Si è sempre sentita un’esclusa, un’emarginata e spesso una vera e propria perdente e per anni ha tentato in tutti i modi di nascondersi di passare inosservata tra la gente, per vivere come una persona normale.
Ma la sua vita, tanto forzatamente normale, viene sconvolta dall’apparizione della famiglia Delos, degli incubi e di tre donne mostruose che solo lei puó vedere.
A partire dal giorno in cui Helen vede Lucas Delos e la sua numerosa famiglia, si sente una persona diversa, inizia a fare sogni terrificanti e molto molto reali, ma soprattutto inizia a covare un odio inaspettato e dirompente per questa famiglia e tutte le volte che li incontra vede le tre donne mostruose in lacrime che le urlano di vendicare il sangue con il sangue…..
Helen dopo degli strani comportamenti adottati, dovrá fare i conti con il passato millenario della sua famiglie dovrá credere a miti e leggende sforzandosi di comprenderli e capirà qual ‘è l’origine delle sue stranezze.
Insomma un’avventura tra mitologia e amore adolescenziale che ti conquista con dolcezza…..

La lettura molto veloce di questo libro è stata decisamente scorrevole e simpatica, la trama si sdoppia, da una parte c’è la vita quotidiana con i problemi scolastici e familiari di Helen e della sua esplosiva amica Clare, dall’altra c’è la leggenda e la narrazione di diversi miti dell’Iliade e dell’Odissea che vengono attualizzati e resi vivi da Lucas e dalla sua stranissima famiglia.
I personaggi sono ben delineati e risultano dinamici e nonostante le tante similitudini con il romanzo della Meyer, nel complesso non mi sono dispiaciuti, Helen all’inizio è davvero patetica, ma pian piano con l’acquisizione di una maggiore consapevolezza di se stessa inizia a diventare piú sicura e determinata nelle sue scelte.
Lucas, il figo di turno, è un ragazzo tenebroso ma ironico e perspicace che peró si evolve nel libro in modo troppo sdolcinato, meglio sono i suoi fratelli che nonostante siano di secondo piano a volte risultano piú simpatici.
Clare, l’amica d’infanzia di Helen è secondo me, il personaggio meglio costruito e piú apprezzabile, cosí come Matt, un altro amico umano della protagonista.

Occorre rimarcare che questo libro è decisamente uno young adult, ma che nel complesso è davvero piacevole e riesce a coinvolgerti nelle strane trame degli dei dell’Olimpo e dei Discendenti che fanno i conti con gli errori fatti millenni prima senza poter andare contro un Fato giá prestabilito ed implacabile. Ovviamente l’amore è uno dei punti focali di tutta la narrazione e soprattutto in questo frangente mi ha ricordato twilight ( c’è anche una battuta di Helen identica a una di Bella) e chi conosce la tanto celebre saga della Meyer, non puó proprio fare a meno di vedere le somiglianze che ci sono.
Come ho giá detto è stata una lettura piacevole e veloce e quindi assegno tre stelline e attendo di sapere come la storia si svilupperà ^^.

Lya

22 agosto 2011

Speciale Starcrossed: storie d'amore...divine

Buona giornata a tutti lettori! Sia a coloro che sono in vacanza che a coloro che lavorano!
Oggi come gli scorsi martedì, ho preparato un post strettamente legato alla mitologia e al libro che verrá pubblicato il 7 settembre per la Giunti Y intitolato Starcrossed(QUI l’anteprima con tutte le informazioni).
Oggi voglio raccontarvi tre storie d’amore mitologiche che vedono come protagoniste due coppie divine e una coppia umana; ho scelto la prima perché è una delle mie preferite, la seconda perché, a mio parere, esemplifica la concezione degli dei nell’antichitá con i loro capricci e le loro voglie quasi sempre assecondate e la terza l’ho scelta perché è strettamente legata al libro stesso… starà a voi scoprire in quale modo!
Buona lettura!!

Amore e psiche
Un re ed una regina avevano tre figlie. Le maggiori si erano già sposate con giovani di sangue reale, ma la più piccola, di nome Psiche, era tanto bella che nessun uomo osava corteggiarla, tutti l’adoravano come fosse una dea e alcuni cominciarono ad adorare ed a rendere omaggio a Psiche trascurando addirittura gli altari di Venere. La dea, sentendosi trascurata ed offesa a causa di una mortale, pensò di vendicarsi.

La vendetta di Venere consisteva nel far innamorare la fanciulla dell’uomo più sfortunato della terra, con il quale avrebbe dovuto avere una vita di povertà e di dolore; per far questo incaricò il figlio Amore (Eros, Cupido) di colpirla con una delle sue frecce micidiali, che facevano innamorare chi ne venisse colpito.
Amore si preparò per scoccare la freccia fatale, ma, appena vide Psiche, rimase incantato della sua bellezza. Confuso dalla splendida visione, lasciò cadere l'arco ed una freccia lo ferì ad un piede. Fu così che cadde vittima del suo stesso inganno, innamorandosi lui stesso di Psiche.
Secondo un oracolo Psiche per trovare marito, avrebbe dovuto essere abbandonata sulla cima di una montagna, vestita da sposa e là sarebbe stata corteggiata da un personaggio temuto dagli stessi Dei. Al tramonto del sole, Psiche venne lasciata sulla montagna, sola ed al buio e qui s'addormentò.
Mentre dormiva venne Zefiro che la sollevò e la trasportò su un letto di fiori profumati, dove Psiche si svegliò al sorgere del sole.
Guardandosi intorno, la giovane vide un torrente e sulla riva un palazzo così bello da sembrare quello di un Dio. Psiche, quando trovò il coraggio di entrare, scoprì che le sale interne erano ancora più splendide, tutte ricolme di tesori provenienti da ogni parte del mondo, ma la cosa più strana era che tutte quelle ricchezze sembravano abbandonate e che delle voci le dicevano che era tutto suo.
Giunta la sera, lei si coricò su un giaciglio e sentì un’ombra che riposava al suo fianco. Si spaventò, ma subito dopo un caldo abbraccio l'avvolse e sentì una voce mormorarle che lui era il suo sposo, che però lei non avrebbe mai dovuto chiedere chi fosse e soprattutto non avrebbe dovuto cercare di vederlo, accontentandosi del suo amore. La soffice voce e le morbide carezze vinsero il cuore di Psiche e lei non fece più domande. Per tutta la notte si scambiarono parole d’amore. Ma prima che l’alba arrivasse, il misterioso marito, che era il giovane Amore innamorato, sparì, promettendole che sarebbe tornato appena la notte fosse nuovamente calata.
La giovane, sola per tutto il giorno, invitò a palazzo le sue sorelle ma entrambe iniziarono a fare domande incalzanti alla ragazza che riguardavano suo marito e dopo aver confessato di non averlo mai visto in viso, le due sorelle la convinsero a spiarlo di notte.
Quella notte, come sempre, Amore raggiunse Psiche e dopo averla abbracciata s'addormentò.
Psiche, quando fu sicura che egli dormisse, si alzò e prese una lampada per vederlo ed anche un coltello, nel caso in cui lui le volesse fare del male.
La luce della lampada le rivelò il più magnifico dei mostri, Amore era disteso, coi riccioli sparsi sulle guance rosate e le sue ali stavano dolcemente ripiegate sopra le spalle; accanto a lui c’erano il suo arco e la faretra piena di frecce.
La ragazza prese fra le mani una delle frecce dalla punta dorata e subito fu infiammata di rinnovato amore per il  marito. Moriva dalla voglia di baciarlo e, sporgendosi su di lui, fece cadere sulla sua spalla una goccia d’olio bollente della lampada.
Svegliato di soprassalto, Amore capì quello che era successo, aprì le sue ali e scomparve e con lui anche il castello svanì. La povera Psiche si ritrovò da sola nel buio, chiamando invano l’amore che lei stessa aveva fatto fuggire.
Cupido addolorato per ció che era avvenuto chiese alla madre di perdonare lui e graziare lei, ma Venere nonostante le preghiere di suo figlio, volle punire Psiche e le invió contro molti cacciatori. Allora Psiche andó sul Monte Olimpo per chiedere perdono, ma appena arrivata sull’Olimpo, la Dea le strappò i vestiti e la fece flagellare, dicendo che questa era la punizione di una suocera addolorata per il figlio, inoltre le assegnò compiti impossibili da portare a termine ma che lei riuscì a terminare grazie all’aiuto degli dei. Ma le prove a cui Venere voleva sottoporre la sfortunata Psiche, non finivano mai, finché Amore seppe di quello che stava succedendo in casa di sua madre e salì sull’Olimpo da Zeus per pregarlo di permettere il suo matrimonio con Psiche. Il problema nasceva dal fatto che Psiche fosse un essere umano mortale e Amore un Dio immortale. Ma Zeus, che poteva tutto, decise di elevare Psiche al grado di Dea.
Psiche bevve una coppa di nettare divino che la fece diventare una Dea, poi con la sua beltà e bontà riuscì a conquistare Venere, che le fu grata per avere donato nuovamente il sorriso al proprio figlio.


Apollo e dafne
Dafne era una giovane ninfa che viveva serena passando il suo tempo a deliziarsi della quiete dei boschi e del piacere della caccia la cui vita fu stravolta a causa del capriccio di due divinità: Apollo ed Eros.
 Racconta infatti la leggenda che un giorno Apollo, fiero di avere ucciso a colpi di freccia il gigantesco serpente Pitone alla tenera età di quattro giorni, incontra Eros che era intendo a forgiare un nuovo arco e si burlò di lui, del fatto che non avesse mai compiuto delle azioni degne di gloria.
Il dio dell’amore, profondamente ferito dalle parole di Apollo, volò in cima al monte Parnaso e lì preparò la sua vendetta: prese due frecce, una spuntata e di piombo, destinata a respingere l'amore, che lanciò nel cuore di Dafne ed un'altra ben acuminata e dorata, destinata a far nascere la passione, che scagliò con violenza nel cuore di Apollo.
Da quel giorno Apollo iniziò a vagare disperatamente per i boschi alla ricerca della ninfa, perchè era talmente grande la passione che ardeva nel suo cuore che ogni minuto lontano da lei era una tremenda sofferenza.  Alla fine riuscì a trovarla ma Dafne appena lo vide, scappò impaurita e a nulla valsero le suppliche del dio che gridava il suo amore e le sue origini divine per cercare di impressionare la giovane fanciulla.
Dafne, terrorizzata, scappava tra i boschi. Accortasi però che la sua corsa era vana, in quanto Apollo la incalzava sempre più da vicino, invocò la Madre Terra di aiutarla e questa, impietosita dalle richieste della figlia, inziò a rallentare la sua corsa fino a fermarla e contemporaneamente a trasformare il suo corpo: i suoi capelli si mutarono in rami ricchi di foglie; le sue braccia si sollevarono verso il cielo diventando flessibili rami; il suo corpo sinuoso si ricoprì di tenera corteccia; i suoi delicati piedi si tramutarono in robuste radici ed il suo delicato volto svaniva tra le fronde dell'albero.
Fonte  http://www.elicriso.it/it/mitologia_ambiente/dafne/  

Elena e Paride
Questa coppia è molto diversa dalle altre infatti è formata da due umani con un triste ma inesorabile destino.
Elena era considerata la donna piú bella del mondo con le sue bionde chiome e con il suo allegro e spontaneo carattere; ovviamente tantissimi erano i pretendenti alla sua mano e fu vittima di diversi rapimenti. Giunta in etá da marito per evitare la guerra tra gli aspiranti alla sua mano, Tindaro, tutore della ragazza, fece stipulare un patto di solidarietà tra i pretendenti che prevedeva l’assoluto rispetto della scelta del marito e nel caso qualcuno avesse tentato di allontanarla dallo sposo prescelto, tutti gli ex pretendenti  avrebbero dovuto aiutarlo a recuperarla e a vendicare il torto subito. 
Elena quindi scelse di sposare Menelao, fratello di Agamennone e re di Sparta e andó a vivere nella rocca del marito. Ma Menelao era anziano rispetto alla bellissima ragazza e mentre Paride, fratello di Ettore e uno dei principi di Troia, era in visita nella sua casa, con la sua virilità e con un contributo da parte di Afrodite sedusse la regina di Sparta e la rapí. 
Elena quindi portata a Troia e completamente avvinta dall’incantesimo della dea dell’amore divenne la causa principale dello scoppio della guerra di Troia.
Disprezzata sia dai greci perché si era lasciata corrompere sia dai troiani perché proprio la sua presenza li aveva visti coinvolti in una sanguinosa guerra, Elena era infelice e pentita.
Alla morte dell’amato – odiato Paride, fu costretta a sposare suo fratello Deifobo, ma alla fine della guerra si trovó nuovamente vedova.
Controversa fu la sua fine. Nell'Odissea Elena appare riconciliata col marito e tornata a Sparta per regnarvi al suo fianco, anche se malvista dai sudditi. Un'altra versione vuole che, dopo la morte di Menelao, due figli naturali di costui cacciassero Elena e la costringessero a rifugiarsi presso Rodi, dove Polisso la fece impiccare per aver causato la morte di tanti eroi sotto le mura di Troia, fra cui suo marito Tlepolemo.


questo é l'ultimo speciale prima della recensione di Starcrossed che pubblicheró martedí prossimo!
Spero che vi sia interessato e piaciuto!

Lya

10 agosto 2011

Speciale Starcrossed: Dizionario Mitologico 02

Ciao ragazzi! Eccomi con la quarta puntata dello speciale riservato al libro della Giunti Y Starcrossed; la scorsa settimana ho scritto un primo post(QUI) che era una sorta di dizionario mitologico che ho voluto fare perché la mitologia è interessante ma molto intricata e quindi, per riuscire a seguire meglio lo svolgimento del romanzo, è un’ottima cosa masticare un pó di storie mitologiche di base. Oggi voglio concentrarmi su alcune divinità e semi divinità che sono nominate o influenzano direttamente i protagonisti di Starcrossed, loro discendenti, per essere “preparati”quando vi accingerete a leggere questo tanto atteso romanzo.
Enjoy!


Apollo:  è un dio che appartiene alla seconda generazione degli Olimpici, figlio di Zeus e Latona e fratello gemello della dea della luna Artemide. Alla sua nascita cigni sacri vennero a volare sull’isola di Delo e Zeus fece subito dei doni al figlio, gli dette una mitra d’oro, una lira e un carro tirato dai cigni perché egli è considerato il dio patrono delle arti, della medicina, della musica e della profezia. 

Amava la poesia e la musica ed era il capo della Muse, inoltre grazie al suo legame con Delfi e con la Pizia(l’oracolo dell’isola) era considerato un dio oracolare a cui moltissimi si rivolgevano; nella tarda antichità venne anche considerato il dio del sole che secondo il mito trasportava tutti i giorni nel cielo sul carro dorato la stella.
Solitamente è rappresentato come un bellissimo giovane con capelli ricci(biondi o neri) e con la lira tra le mani oppure a bordo dell’auriga che gli permetteva di trasportare il sole. Come tutti gli dei ebbe numerosissime amanti .


Afrodite: è la dea dell'amore, della bellezza, della sessualità, della sensualità, della lussuria e dei giardini. Suo equivalente nella religione romana è Venere. Ricordando un famosissimo dipinto di Botticelli, la nascita di venere appunto, si narra che ella nacque giá adulta dal mare e che appena uscita dai flutti fu portata su una conciglia in festa sull’isola di Cipro. Fu sposa di Efesto, dio deforme delle forge ed ebbe come amante Ares il dio della guerra e Adone  insieme a molti altri. Afrodite, in molti dei miti che la riguardano, viene caratterizzata come vanitosa, stizzosa e permalosa. è lei ad essere la causa originale della Guerra di Troia: non solo dà il via alla situazione offrendo Elena a Paride, ma il rapimento venne compiuto quando Paride, vedendo Elena per la prima volta, venne infiammato dal desiderio di averla—che rientra nel dominio di Afrodite. Il suo dominio può riguardare l'amore, ma non riguarda l'amore romantico, piuttosto tende verso la lussuria, l'irrazionale voglia umana.

I suoi giá potenti poteri legati alla lussuria furono moltiplicati dal suo cinto, regalatogli da Efesto, che serviva ad accrescere il suo potere di seduzione oltre che a modificare a suo piacimento il suo aspetto esteriore.


Tantalo: è una figura della mitologia greca, era il primo re della Lidia (o della Frigia) e viveva inizialmente fra gli dei. I suoi tanti peccati lo portarono al supplizio deciso dagli dei, che è diventato un famoso modo di dire. Semidio, era benvoluto dagli dei, che spesso lo onoravano sedendosi alla sua mensa, ma fu autore di diverse offese agli dei, consistenti sostanzialmente in violazioni delle regole della xenia: tra esse il ratto di Ganimede, il furto del nettare e dell'ambrosia per distribuirlo ai suoi sudditi.
Inoltre, mosso dalla curiosità di sapere se veramente gli dei conoscessero tutte le azioni dei mortali, un giorno servì loro le carni del figlio Pelope. Tutti gli dei ovviamente rifiutarono il banchetto sacrilego e, risuscitato Pelope, gli sostituirono una spalla (mangiata da Demetra) con una di avorio. Per tutte le offese agli Dei, Tantalo, dopo la morte, fu gettato nell'Ade dove, a memoria eterna del suo misfatto, non poteva né cibarsi né bere, nonostante fosse circondato da cibo e acqua. Tantalo, infatti, era legato ad un albero da frutto carico di ogni qualità di frutti, fra i quali pere e lucide mele, in mezzo ad un lago la cui acqua arrivava fino al suo mento. Ma non appena Tantalo provava a bere il lago si asciugava, e non appena provava a prendere un frutto i rami si allontanavano, o un alito di vento improvviso li faceva volare via lontano dalle sue mani.
Fonte Wikipedia


Furie o Erinni: sono le personificazioni femminili della vendetta; secondo la leggenda esse nacquero dal sangue di Urano, fuoriuscito quando Crono lo evirò.  Erano tre sorelle demoniache abitatrici degli inferi: Aletto, Megera e Tisifone. Secondo la più accreditata interpretazione, esse rappresentavano il lancinante rimorso che scaturiva dai fatti di sangue più efferati  il loro compito era quello di vendicare i delitti, soprattutto quelli compiuti contro la propria famiglia, torturando l'assassino fino a farlo impazzire.
Fonte Wikipedia




Pandora: è la prima donna, creata per ordine di Zeus, per punire l'umanità. Zeus, infuriato per il furto del fuoco divino commesso da Prometeo, decise di punire questi e la sua amata creazione: il genere umano. Prometeo venne incatenato ad una roccia ed ogni giorno un'aquila gli divorava il fegato: l'organo ricresceva durante la notte e così, la mattina successiva, il tormento riprendeva. Per punire gli uomini, Zeus ordinò ad Efesto di creare una bellissima fanciulla, Pandora (dal greco "pan doron" = "Dono degli dei"), alla quale gli dei offrirono grazia e ogni sorta di virtù.Ermes, che aveva dotato la giovane di astuzia e curiosità, venne incaricato di condurre Pandora dal fratello di Prometeo, Epimeteo. Questi, nonostante l'avvertimento del fratello di non accettare doni dagli dei, sposò Pandora. Ella recava con sé un vaso regalatole da Zeus, che però le aveva ordinato di lasciare sempre chiuso. Ma, spinta dalla curiosità, Pandora disobbedì: aprì il vaso e da esso uscirono tutti i mali del mondo (la vecchiaia, la gelosia, la malattia, la pazzia, ecc.) che si abbatterono sull'umanità. Sul fondo del vaso rimase solo la speranza, l'ultima a morire.Fonte wikipedia

nella prossima puntata vi racconteró tre bellissime ma drammatiche storie d'amore divine e umane, alla prossima!

Lya

02 agosto 2011

Speciale: Starcrossed. Dizionario mitologico 01


Ciao lettori!
Come giá anticipato martedì scorso, eccomi con la seconda puntata dello speciale dedicato al libro Starcrossed di Josephine Angelini tra un mese circa disponibile in tutte le librerie.
Dopo avervi fatto vedere l’anteprima e le cover nel mondo, oggi voglio proporvi un vero e proprio manuale di orientamento per quando acquisterete il libro.
Come si intuisce dall’anteprima, i protagonisti di Starcrossed sono i Discendenti degli dei greci e per questo hanno molte caratteristiche simili ai loro progenitori, quindi per evitare di perdervi nei meandri della mitologia greca e dell’Iliade e dell’Odissea, voglio fare una carrellata essenziale riguardante i diversi dei dell’Olimpo.
Questo post e quello successivo mi stanno davvero a cuore poiché una delle mie passioni è proprio la mitologia in generale, quella greca ed egiziana in particolar modo, ma anche quella romane e celtica sono di mio interesse, spero che questo post possa intrigarvi e possa esservi utile!

In questo primo post mi concentrerò particolarmente sugli dei piú antichi mentre la prossima settimana parlerò dei loro figli e in questa seconda puntata mi concentrerò su alcuni in particolare che siano presenti o nominati in Starcrossed.

Urano e Gea: Sono le entità piú antiche di tutti che diedero avvio alla discendenza degli dei. Urano è il cielo mentre Gea, o Gaia, sua moglie é la terra, secondo la leggenda questo matrimonio avvenne perché soltanto Cielo era in grado di coprire totalmente la terra. Urano fu un uomo brutale ed ebbe da Gea, concepita come elemento primordiale da cui uscirono le stirpi divine, numerosissimi figli : i titani, i ciclopi, gli ecatonichiri(gli esseri dalle 100 braccia) che provocando orrore nel loro padre, vennero rinchiusi nelle profondità della terra. Gea stanca della crudeltà di Urano chiese ai suoi figli di rivoltarsi al padre, ma solo Crono il piú piccolo accettò e gli tagliò i testicoli. Dal sangue sgorgato dalla reita, nacquelo le Erinni(di cui vi parlerò prossimamente), i giganti e le ninfee.

Crono e Rea: dopo l’amputazione di Urano, Crono lo sostituì nella guida del mondo. Si uní a sua sorella Rea, con la quale generò i principali dei del Pantheon greco. I genitori dei due però avevano predetto a Crono che sarebbe stato a sua volta detronizzato da uno dei suoi figli. Per evitare di perdere il potere così come era capitato a suo padre Urano (spodestato da Crono stesso), il dio prese a divorare i piccoli figli via via che Rea li partoriva. Questa partorì Demetra, Era, Estia, Ade e Poseidone,tutti divorati da Crono. Infine diede alla luce Zeus, il suo terzo figlio maschio, e dopo aver tuffato Zeus nel fiume Neda lo affidò alla madre Terra. A Crono invece era stata recapitata una pietra avvolta in fasce al posto di suo figlio Zeus.
Zeus, una volta cresciuto, somministrò a Crono un veleno che gli fece vomitare tutti i figli ingoiati; in seguito, dopo una guerra intrapresa insieme ai fratelli liberati, riuscì a vincere il padre, a rinchiuderlo e ad affidarlo alla custodia degli Ecatonchiri, per l'eternità.
Fonte Wikipedia

Zeus: Nella maggior parte delle leggende era sposato con Era, ma é comunque famoso per le sue frequentissime avventure erotiche extraconiugali. Molte leggende dipingono un'Era gelosissima delle conquiste amorose del marito e fiera nemica delle sue amanti e dei figli da loro generati.
Zeus era il più importante degli dei e comandava su tutto l'antico Pantheon Olimpico greco. Fu padre di molti eroi ed eroine e la sua figura è presente nella maggior parte delle leggende che li riguardano.
Dopo la battaglia contro i Titani di Crono, Zeus si spartì il mondo con i suoi fratelli maggiori Poseidone ed Ade sorteggiando i tre regni: Zeus ebbe in sorte i cieli e l'aria, Poseidone le acque e ad Ade toccò il mondo dei morti. Viene sempre rappresentato o seduto sul trono o nell’intento di lanciare una folgore. Fonte Wikipedia


Poseidone: era figlio di Crono e Rea. Secondo le tradizioni è ritenuto ora il fratello maggiore ora il minore di Zeus. Al pari dei suoi fratelli e sorelle venne divorato dal padre, che lo rigurgitò quando fu costretto da Zeus, l'ultimogenito riuscito a sfuggire al terribile genitore.
Era il dio del mare e degli oceani e puó comandare non soltanto sui flutti, ma provocare temporali, far tremare gli scogli delle coste con un colpo di tridente e far scaturire sorgenti, la sua forza si estende anche sulle acque correnti e sui laghi. Ebbe numerose amanti e moltissimi figli e figlie.
Partecipò attivamente alla guerra di Troia alleato con gli Achei ed intervenne numerose volte in loro favore.
Viene rappresentato spesso a bordo di un carro marino trainato da tritoni con in mano il tridente, simbolo del suo potere sui mari.

Ade: dio degli inferi è spesso in contrasto con Zeus perché non si rassegna a vivere nei bui antri infernali. La leggenda sul suo conto piú conosciuta riguarda la sua sposa Persefone,infatti egli  la rapì con l'accordo di Zeus mentre stava raccogliendo dei fiori Sua madre, Demetra, disperata per la scomparsa della figlia, la cercò per nove giorni arrivando fino alle regioni più remote: il decimo giorno, seppe che il rapitore era il dio degli Inferi. Adirata, Demetra abbandonò l'Olimpo e scatenò una tremenda carestia in tutta la terra, affinché questa non offrisse più i suoi frutti ai mortali e agli dei. Zeus tentò allora di riconciliare Ade e Demetra, affinché si evitasse la fine del genere umano: inviò un messaggio al fratello, ordinandogli di restituire Persefone, a patto che ella non si fosse cibata del cibo dei morti. Ade non si oppose all'ordine ma, poiché Persefone era effettivamente digiuna dal rapimento, la invitò a mangiare prima di tornare dalla madre: le offrì così un melograno, frutto proveniente dagli Inferi, in dono. In procintodi tornare sulla Terra,, ella mangiò pochi grani del melograno: in questo modo si compì dunque il tranello ordito da Ade, affinché Persefone restasse con lui negli Inferi. Allo scatenarsi nuovamente dell'ira di Demetra, Zeus propose un nuovo accordo, per cui, dato che Persefone non aveva mangiato un frutto intero: sarebbe rimasta nell'oltretomba solamente per un numero di mesi equivalente al numero di semi da lei mangiati, potendo così trascorrere con la madre il resto dell'anno; avrebbe trascorso così sei mesi con il marito negli Inferi, e sei mesi con la madre sulla terra. La proposta fu accettata da entrambi, e da quel momento si associarono la primavera e l'estate ai mesi che Persefone trascorreva in terra dando gioia alla madre, e l'autunno e l'inverno ai mesi che passava negli Inferi, durante i quali la madre si struggeva per la figlia.

Alla prossima

Lya

26 luglio 2011

Speciale Starcrossed: le cover nel mondo

ciao a tutti e buona serata
a partire da oggi per tutti i martedí di agosto ( ad eccezione del 16) vi proporró uno speciale dedicato al nuovo libro della Giunti Y in uscita il 7 settembre, di cui QUI ho fatto un'anteprima. 
questo specilae poi culminerá con la recensione del libro stesso che abbiamo potuto leggere e che é davvero carino.
Oggi, come avrete capito dal titolo, vi mostreró tutte le cover con cui é stato pubblicato questo romanzo.
Questa é la bellissima cover italiana uguale a quella americana
Questa invece é quella Inglese che francamente non mi piace molto

Questa é invece quella spagnola che con questo mare in tempesta mi intriga molto

Ecco invece quella tedesca, davvero molto particolare
Ecco infine quella svedese!

a voi quale piace di piú?

alla prossima 
Lya
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