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13 novembre 2013

RECENSIONE: Lowelly il mago di Spissu Anna

Buona lettura

Titolo: Lowelly il mago
Autore: Spissu Anna
Pagine: 400
Prezzo: 16 euro
Edtore:Betelguese

Trama

Una storia lunga secoli e secoli, iniziata in un tempo molto lontano quando il Regno di Andrè di Roccianera sta per essere distrutto dalla furia devastatrice di un esercito nemico guidato dal feroce Ondo, Signore delle Terre Fredde. E Ultimo, un giovane contadino che cerca di raggiungere la Città Grigia, fortezza del suo Signore, e trova in un bosco un pezzo di legno dove è incisa una sconosciuta e misteriosa parola.
Comincia così l’avventura che trasformerà Ultimo nel potente e immortale Mago Lowelly e il Regno di Andrè di Roccianera e dei suoi discendenti in un Regno felice, nascosto al mondo degli uomini e governato dalla Magia. Ma il passato ha radici profonde e misteriose: un giorno qualcosa di oscuro minaccia quelle Terre e costringe Lowelly a tornare indietro in un tempo dimenticato e scomparso. Una bambina che sta facendo volare il suo aquilone sulla spiaggia vede nel cielo una strana nuvola con la forma di un drago, una nuvola minacciosa e immobile. Il mondo sta cambiando, il Regno trema. Lowelly è il Guardiano del Regno, solo lui può comprendere quello che sta accadendo, solo lui può salvare quelle Terre dalla violenza di una guerra.
Per farlo, deve andare incontro al mistero, al destino e all’amore. 



"Lowelly il mago" è un libro fantasy autoconclusivo che mi è capitato di leggere abbastanza casualmente, e sono ancora in dubbio sul fatto che mi sai piaciuto o meno perché è una tipologia di fantastico davvero molto particolare.

Ultimo è un bambino particolare, amato da tutti nel villaggio perché ha qualcosa di assolutamente unico che attira le altre persone. Durante una guerra, il villaggio e anche la famiglia di Ultimo, ormai diciottenne, si reca nelle vicinanze della capitale del regno e lì, in un bosco, il ragazzo trova scolpite delle parole magiche che invadono tutto il suo essere condizionando la sua intera esistenza. Da contadinotto che non sa leggere, miracolosamente diventa una mago, il mago del re che ha bisogno di lui e dei suoi neo poteri per sconfiggere il nemico. Però tutto ha un prezzo sia per il re, sia per Ultimo al quale viene assegnato un nuovo nome che porterà per lunghi secoli: Lowelly.

Come ho già scritto all'inizio ho trovato il romanzo davvero particolare e originale ed è certamente un fantasy classico dove la magia è il fulcro di tutto lo svolgimento delle vicende.
Ultimo è una ragazzo semplice che viene scelto dalla magia, infatti, lui che non sa leggere, assorbe da alcune scritte che trova nel bosco, la magia, compresa quella dell'infinito che lo porta ad essere immortale. Tutta la storia si sviluppa su più secoli che vedono Ultimo, ormai chiamato Lowelly, servire lealmente, ma quasi da prigioniero, i diversi re che si susseguono, i quali lo tengono strettamente legato a loro per tutta l'esistenza. Lowelly è il custode della magia, del regno e porta dentro di se un grandissimo segreto che non deve essere rivelato, per questo viene imprigionato dalla famiglia reale che lo tratta da re, circondato dalle cose più belle.
Devo dire che la storia è davvero particolare e mi è piaciuta, ma ci sono alcune cose che non mi hanno del tutto convinta. Prima di tutto le pagine iniziali sono lentissime e ripetitive, infatti le parole magiche che Ultimo trova vengono ripetute spessissimo e, devo ammetterlo, io saltavo il brani dove erano elencate queste parole e i loro significati. La parte centrale e finale invece mi sono piaciuti maggiormente perché Lowelly pian piano prende coscienza di se e agogna la libertà: i secoli, le generazioni per lui non sono nulla, tutto scorre quasi uguale nella sua prigione dorata.
Anche l'alternanza dei punti di vista mi è piaciuta: nel libro parla Lowelly, i diversi re e altri personaggi che sembrano minori ma non lo sono.
Un appunto negativo è relativo al coinvolgimento che poteva essere maggiore, i personaggi rimangono distanti e freddi, durante la lettura non vi è stata empatia per Lowelly da parte mia perché lui sembrava irraggiungibile, totalmente distaccato da tutto e da tutti.
Il protagonista è davvero anomalo, in alcuni momenti diventa umano, in altri è alienato anche dalla sua vita stessa e per questo, nonostante i lunghi secoli, non ama nessuno né i suoi re, né nessun altro, non c'è quella scintilla di vita che ti fa apprezzare totalmente la sua personalità: lui è uno schiavo potentissimo, spento e chiuso nel suo dolore che emerge solo in alcuni momenti. Mi sarebbe piaciuto calarmi nei suoi panni perché avrei gustato certamente di più la lettura.

Insomma il libro ha le sue caratteristiche positive e negative e ho deciso di assegnare tre stelline, consigliandolo a lettori che abbiano già esperienza con il fantasy.

Lya

15 settembre 2013

RECENSIONE: Le ceneri di Ovidio di Dido Sacchettoni



Buona domenica lettori!
Ecco una nuova recensione!

Titolo: Le ceneri di Ovidio
Autore: Sacchettoni Dido
Pagine: 320
Prezzo: 14 euro
Edtore:Betelguese

Trama
 Di Ovidio, il grande poeta di Sulmona, si sa poco o niente, salvo rapidi ed elusivi accenni che lui stesso affida ai propri versi. Si ignora, per esempio, il vero motivo per cui Ottaviano Augusto ne dispose l'espulsione da Roma e la relegazione nelle fredde regioni a nord del Ponto Eusino, e ne trascurò successivamente, con un gelido silenzio, le richieste di perdono. Ovidio finì i suoi giorni nell’ esilio di Tomi, tormentato dal sogno di un ritorno che non ci sarebbe stato. Dal buio, più o meno totale, intorno alla sua esistenza nasce questo romanzo nel quale l’autore utilizza ipotesi, congetture e finzioni avvolte in un alone di verità, avvalendosi di documentazione accurata della vita a Roma nell'epoca augustea, coi suoi intrighi di potere e la sua corruzione, così simile a quella contemporanea, con le bassezze di ricchi e cortigiani e l'insensibile rozzezza della sua numerosa plebe. La struttura del romanzo ha un doppia binario narrativo: Labano, il liberto che aveva accesso allo studio e alla vita spirituale di Ovidio, che racconta in prima persona (infine porterà le ceneri del poeta alle porte di Roma, come lui desiderava). E poi “il Narrante” oggettivo che riferisce in terza persona, utilizzato per descrivere ciò che Labano ignora e al tempo stesso gli eventi e i costumi di allora.



Mia recensione
"Le ceneri di Ovidio" è un libro che ho letto con molto piacere e che mi ha riportato indietro di qualche anno facendomi ricordare i miei studi classici e il mio amore per la letteratura greca e latina che, a volte, mi mancano davvero moltissimo. Gli autori dell'antichità avevano una concezione di vita di poesia e di arte così diversa dalla nostra da farmi sentire una vera e propria nostalgia.

Il protagonista del romanzo è l'illustre poeta latino Ovidio ormai sul viale del tramonto: in esilio da anni, ormai anziano e malato è arrivato a vivere i suoi ultimi giorni di vita con tanta nostalgia per Roma e per il suo passato da artista. Allontanato dalla città eterna da Augusto, nei suoi ultimi giorni di convalescenza rivive sprazzi del suo passato in compagnia di Giulia Maggiore, figlia di Augusto, si rivede giovane e pieno di ispirazioni e pulsioni, ripensa alle sue mogli e ai figli lontani, rivive i suoi primi giorni di esilio presso Tomi in compagnia del fedele liberto Labano.

Premetto che il libro mi è piaciuto ma credo che sia una lettura adatta a chi ha delle conoscenze sulla letteratura e sulla storia romana oppure è consigliato a chi ha voglia di fare ricerche in merito. Dico questo perché ci sono parecchi passaggi fondamentali che sono incentrati sugli avvenimenti della Roma degli anni tra il 30 a.C. e il 18 d.C. così piena di fermento artistico e militare con Augusto al potere. Insieme ai flashback della vita di Ovidio raccontato dal "Narratore" e da Labano, c'è la letteratura, la vita modana con i personaggi in vista c'è la filosofia, insomma è un libro abbastanza impegnato storicamente e spiega poco sia del periodo sia dell'arte e ho attinto spesso ai miei ricordi degli studi classici.
Tutta la narrazione tra presente e passato è lenta, scandita con precisione e ricca di dettagli che dipingono una Roma piena di contraddizioni ma tanto amata da Ovidio che la rimpiange proprio per questa sua natura ribelle e instabile. Il linguaggio utilizzato ha un sapore nostalgico infatti è ricercato e spesso diventa arcaico con scelte lessicali ricercate e puntuali che rendono il racconto e le descrizioni realistiche.
Cioè che mi ha colpito maggiormente è la storia d'amore con Giulia Maggiore che viene narrata nei ricordi dell'anziano poeta in modo davvero esplicito ma efficace nel complesso seppur con sbalzi temporali che rendono difficile fare i collegamenti necessari. Solo alla fine tutto torna e ci si riesce a fare un quadro completo della vita dell'artista diviso tra amanti, amici, poesia e passione.
Insieme alla storia di Ovidio c'è anche quella del suo fedele servo Labano e dei suoi altri servitori che vanno a diluire e a spezzare il tutto rendendolo decisamente più vario.
Personalmente ho particolarmente apprezzato la seconda parte del romanzo che è meno lenta e più ineresante.
Un vero peccato è la presenza di molti refusi, non grammaticali ma ortografici, che sono disseminati in tutto il testo che mi sono saltati agli occhi.
Assegno al romanzo tre stelline e mezzo.

Lya
 

10 agosto 2013

RECENSIONE: Comodo, silenzioso, vicinanze metrò di Antonio Spinaci

Buon pomeriggio lettori,
ecco una nuova recensione!


Titolo: Comodo, silenzioso, vicinanze metrò
Autore: Antonio Spinaci
Pagine: 250
Prezzo:€ 14,00
Edtore:Betelguese

Trama
È un annuncio surreale quello che un lunedì come tanti compare sul Metroquadro, rivista milanese di inserzioni immobiliari: una vecchia contessa caduta in miseria mette in vendita un loculo cimiteriale della tomba di famiglia al Monumentale di Milano.Il cliente ideale? Secondo lei il pendolare che, intrappolato ogni giorno sui treni sovraffollati che fanno la spola tra Milano e l’hinterland, troverà in quell’offerta la soluzione ai suoi problemi. Almeno fino a quando l’anziana morirà. Allora, e solo allora, l’inquilino dovrà restituirle la dimora del suo eterno riposo. Colpevole della svista che ha permesso la pubblicazione dell’inserzione è Federico Plomb, impiegato alla redazione del Metroquadro e pendolare lui stesso. Dopo aver rischiato il licenziamento per questo errore, Federico assiste inerme alle reazioni a catena che ha innescato, a partire dall’atteggiamento dei media che, dapprima interessati al lato folkloristico della vicenda, ne fanno poi oggetto di serie discussioni nei talk show. Ha inizio un nuovo fenomeno: i milanesi che possiedono un loculo trovano l’idea della contessa ottima per guadagnare, e i pendolari, stanchi delle risse quotidiane per un posto sul treno regionale, rispondono alle inserzioni. E comprano. Le leggi di mercato fanno il resto. È il boom di un nuovo mercato immobiliare. Persino Federico Plomb, l’unico che sembra considerare tutto questo una follia, in breve si convince ad acquistare un loculo al Cimitero Monumentale. Ma gli imprevisti lo aspettano dietro l’angolo. Tra precarietà, lavanderie a gettoni, dirigenti esauriti, pesci rossi e cadaveri occultati, “Comodo, silenzioso, vicinanze metrò” è un tagliente ritratto della società moderna, un inno allo spirito di adattamento dalla conclusione grottesca e inaspettata.




Mia recensione
Questo libro è stata una piacevole scoperta insieme alla casa editrice che lo pubblica infatti, spulciando sul sito della Betelguese editore ho notato un sacco di libri interessanti, tutti made in Italy, di cui non avevo mai sentito parlare. Ho scelto di leggere questo romanzo perché, sin dalla lettura della quarta di copertina, mi è sembrato qualcosa di particolare e originale. In effetti è decisamente così!

Comodo, silenzioso, vicinanze metrò è un romanzo piuttosto breve che racconta la storia di Federico pendolare milanese che lavora per un'agenzia di correzione di bozze. Correggendo annunci per un giornale di vendita immobili, Federico per errore fa pubblicare un'inserzione di un'anziana che vende il suo loculo, situato nel cimitero monumentale di Milano, mettendolo a disposizione dei pendolari fino alla sua morte. Ovviamente si scatena la stampa e, da essere un errore, diventa un vero caso e numerosi anziani e non iniziano a vendere i propri loculi perché perfetti per i lavoratori fuorisede che non possono permettersi l'affitto in città e che sono costretti a prendere quotidianamente i mezzi. Moltissimi si trasferiscono a vivere nei cimiteri ma anche questo diventa un business da sfruttare..

Inutile dirvi che questo libro racconta una storia davvero paradossale e spesso l'autore utilizza situazioni esagerate per mettere in evidenza la situazione, spesso disperata, dei pendolari lavoratori di tutta Italia. Anche io sono una pendolare quindi molte delle scene descritte mi hanno ricordato, in modi più moderati, ciò che affronto per andare all'università con treni che sembrano carri merci stipati di persone non sempre educate, lentissimi e senza alcun comfort di base.
Leggendo il libro, più che un romanzo mi è sembrato in origine un bel racconto lungo perché, se alcune parti erano davvero originali e simpatiche, altre le ho trovate un po' ripetitive, soprattutto per quanto riguarda la vita quotidiana del protagonista.
L'intro del racconto mette sicuramente curiosità perché Federico da essere quasi licenziato diventa, senza accorgersene, il principale "colpevole" di questa assurda innovazione immobiliare che in tantissimi prendono sul serio e mettono in atto. I cimiteri di Milano e in particolar modo i loculi di famiglia, diventano appetibili luoghi dove tornare per dormire e soprattutto per evitare il quotidiano uso di mezzi pubblici.
 Insieme alle situazioni anche molti personaggi sono esagerati come ad esempio la portinaia ficcanaso amante dei gialli che perseguita il povero Federico perché crede che abbia qualcosa da nascondere e il capo dell'agenzia letteraria che entra in crisi per un innocente regalo fato dai suoi sottoposti. Insomma, situazioni e personaggi sono certamente paradossali ma nel libro sembrano davvero realizzabili ed "esportabli" e trasfigurati creano un'immagine della società moderna abbastanza negativa e forte che dipinge in modo teatrale alcune maschere tipiche dei nostri giorni.
In genere il libro, tranne per alcune parti un po' troppo esagerate o ripetitive, è di piacevole lettura e a tratti davvero irriverente e interessante per il messaggio che vuole comunicare.
Assegno quindi tre stelline e mezzo.

Lya


06 luglio 2013

Segnalazione Betelguese editore

Buon sabato pomeriggio
oggi vorrei parlarvi di tre pubblicazioni di una piccola casa editrice, la Belteguese, che hanno destato la mia attenzione! Vi mostrerò un fantasy, un romanzo storico e un romanzo umoristico tutti e tre scritti da autori italiani e sembrano piuttosto carini.

Titolo: Comodo, silenzioso, vicinanze metrò
Autore: Antonio Spinaci
Pagine: 250
Prezzo:€ 14,00
Edtore:Betelguese

Trama
È un annuncio surreale quello che un lunedì come tanti compare sul Metroquadro, rivista milanese di inserzioni immobiliari: una vecchia contessa caduta in miseria mette in vendita un loculo cimiteriale della tomba di famiglia al Monumentale di Milano.Il cliente ideale? Secondo lei il pendolare che, intrappolato ogni giorno sui treni sovraffollati che fanno la spola tra Milano e l’hinterland, troverà in quell’offerta la soluzione ai suoi problemi. Almeno fino a quando l’anziana morirà. Allora, e solo allora, l’inquilino dovrà restituirle la dimora del suo eterno riposo. Colpevole della svista che ha permesso la pubblicazione dell’inserzione è Federico Plomb, impiegato alla redazione del Metroquadro e pendolare lui stesso. Dopo aver rischiato il licenziamento per questo errore, Federico assiste inerme alle reazioni a catena che ha innescato, a partire dall’atteggiamento dei media che, dapprima interessati al lato folkloristico della vicenda, ne fanno poi oggetto di serie discussioni nei talk show. Ha inizio un nuovo fenomeno: i milanesi che possiedono un loculo trovano l’idea della contessa ottima per guadagnare, e i pendolari, stanchi delle risse quotidiane per un posto sul treno regionale, rispondono alle inserzioni. E comprano. Le leggi di mercato fanno il resto. È il boom di un nuovo mercato immobiliare. Persino Federico Plomb, l’unico che sembra considerare tutto questo una follia, in breve si convince ad acquistare un loculo al Cimitero Monumentale. Ma gli imprevisti lo aspettano dietro l’angolo. Tra precarietà, lavanderie a gettoni, dirigenti esauriti, pesci rossi e cadaveri occultati, “Comodo, silenzioso, vicinanze metrò” è un tagliente ritratto della società moderna, un inno allo spirito di adattamento dalla conclusione grottesca e inaspettata.

Titolo: Le ceneri di Ovidio
Autore: Sacchettoni Dido
Pagine: 320
Prezzo: 14 euro
Edtore:Betelguese

Trama
 Di Ovidio, il grande poeta di Sulmona, si sa poco o niente, salvo rapidi ed elusivi accenni che lui stesso affida ai propri versi. Si ignora, per esempio, il vero motivo per cui Ottaviano Augusto ne dispose l'espulsione da Roma e la relegazione nelle fredde regioni a nord del Ponto Eusino, e ne trascurò successivamente, con un gelido silenzio, le richieste di perdono. Ovidio finì i suoi giorni nell’ esilio di Tomi, tormentato dal sogno di un ritorno che non ci sarebbe stato. Dal buio, più o meno totale, intorno alla sua esistenza nasce questo romanzo nel quale l’autore utilizza ipotesi, congetture e finzioni avvolte in un alone di verità, avvalendosi di documentazione accurata della vita a Roma nell'epoca augustea, coi suoi intrighi di potere e la sua corruzione, così simile a quella contemporanea, con le bassezze di ricchi e cortigiani e l'insensibile rozzezza della sua numerosa plebe. La struttura del romanzo ha un doppia binario narrativo: Labano, il liberto che aveva accesso allo studio e alla vita spirituale di Ovidio, che racconta in prima persona (infine porterà le ceneri del poeta alle porte di Roma, come lui desiderava). E poi “il Narrante” oggettivo che riferisce in terza persona, utilizzato per descrivere ciò che Labano ignora e al tempo stesso gli eventi e i costumi di allora.

Titolo: Lowelly il mago
Autore: Spissu Anna
Pagine: 400
Prezzo: 16 euro
Edtore:Betelguese

Trama

Una storia lunga secoli e secoli, iniziata in un tempo molto lontano quando il Regno di Andrè di Roccianera sta per essere distrutto dalla furia devastatrice di un esercito nemico guidato dal feroce Ondo, Signore delle Terre Fredde. E Ultimo, un giovane contadino che cerca di raggiungere la Città Grigia, fortezza del suo Signore, e trova in un bosco un pezzo di legno dove è incisa una sconosciuta e misteriosa parola.
Comincia così l’avventura che trasformerà Ultimo nel potente e immortale Mago Lowelly e il Regno di Andrè di Roccianera e dei suoi discendenti in un Regno felice, nascosto al mondo degli uomini e governato dalla Magia. Ma il passato ha radici profonde e misteriose: un giorno qualcosa di oscuro minaccia quelle Terre e costringe Lowelly a tornare indietro in un tempo dimenticato e scomparso. Una bambina che sta facendo volare il suo aquilone sulla spiaggia vede nel cielo una strana nuvola con la forma di un drago, una nuvola minacciosa e immobile. Il mondo sta cambiando, il Regno trema. Lowelly è il Guardiano del Regno, solo lui può comprendere quello che sta accadendo, solo lui può salvare quelle Terre dalla violenza di una guerra.
Per farlo, deve andare incontro al mistero, al destino e all’amore.


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