Ciao ragazzi
ecco una nuova recensione!
Titolo: Un altro best seller e siamo rovinati
Autore: Marino Buzzi
Pagine: 128
Prezzo: euro 9.90
Editore: Mursia
Trama
Più divertente di Zia Mame, vendicativo come il Conte di Montecristo, pettegolo come Proust, più scaltro di Miss Marple, più folle di Don Chisciotte, più crudele di Voldemort, più geniale di Tom Ripley, affascinante come Dorian Gray, innamorato dei libri come Borges: questo è un vero libraio alle prese ogni giorno con clienti improbabili (ma chi avrà scritto Il fu Mattia Pasquale? E Storia di una calimera?), colleghi stralunati, logiche di marketing senza una logica, gadget improbabili, tessere fedeltà, budget da incubo.
Nel pazzo mondo dei libri dove ogni giorno c’è «il caso letterario dell’anno» e ci sono più best seller che lettori, più pubblicità che passaparola, per fortuna c’è lui: il libraio. E per favore, non chiamatelo più commesso!.
Mia Recensione
Un altro best seller e siamo rovinati è un libro ironico e scandalosamente sarcastico che racconta le avventure stagionali di un libraio alle prese con clienti, colleghi e riflessioni personali che fanno capire quanto può essere difficile la vita per chi lavora in una libreria.
Vi dico che , anche se per settori diversi, ho compreso pienamente il punto di vista dell'autore...sia Isy che io siamo laureate in beni archivistici librari e tante persone credono che fare l'archivista o la bibliotecaria sia un lavoro comodo e per niente faticoso...bè quanto si sbagliano! Oltre ad avere a che fare con un pubblico più svariato( noi abbiamo fatto uno stage in un archivio per avvocati e magistrati...non vi dico chi ci è capitato d'incontrare!!) si deve anche faticare fisicamente per riordinare i libri, catalogarli ecc...quindi comprendiamo pienamente le difficoltà della categoria!
A parte la parentesi personale, il libro ,che viene definito come un diario semiserio, racconta delle cose davvero incredibili, spesso con un tono irriverente e in alcuni casi pesantemente sarcastico, la quotidianità di coloro che lavorano in libreria. Amanti dei libri per antonomasia, i LIBRAI e non i COMMESSI, come l'autore sottolinea più e più volte , ne sentono di tutti i colori e di tutti gli orrori soprattutto! Alcuni fanno venire i brividi!!
L'autore ironizza molto su diversi personaggi e quelli che mi sono rimasti più impressi sono gli adolescenti che cambiano nomi di autori e titoli ai classici più conosciuti e amati e i librai di nuova generazione che tendono a dare più importanza al marketing che al libro in se.
Assegno a questo libro così diverso e irriverente tre stelline consigliandolo a coloro che amano spassionatamente i libri tanto da sognare di lavorare in librerie o biblioteche e che quindi possano capire pienamente la forte ironia dell'autore.
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17 gennaio 2012
25 novembre 2011
SEGNALAZIONE: Un altro best seller e siamo rovinati di Marino Buzzi
ciao ragazzi
oggi voglio segnalrvi un libro davvero irriverente scritto da un libraio che ci racconta un anno di vita tra scaffali e clienti.
Titolo: Un altro best seller e siamo rovinati
Autore: Marino Buzzi
Pagine: 128
Prezzo: euro 9.90
Editore: Mursia
Trama
Si comincia con il Natale (lo sanno tutti che libri sono come i panettoni, si vendono solo a Natale) quando il povero libraio vive come su un galeone in mezzo alla burrasca tra pile di libri che dovrebbero essere dei best seller, un’orgia di testi sulla cucina delle feste che di lì a poco saranno sostituiti da analoghe pile sulle diete postnatalizie. Sopravvissuto al delirio dei regali si passa ai mesi calmi, si fa per dire, del nuovo anno. E qui il libraio deve vedersela con il problema del budget che soprattutto nelle librerie di catena è l’incubo di tutti gli addetti: come fare a convincere i visitatori, o i passanti ignari a entrare nel pdv (punto vendita per i non addetti) a comperare? E allora via, spostare le pile, massificare (ovvero formare le pile per dare al cliente l’idea del best seller incombente), far ruotare i volumi sugli scaffali a velocità supersonica. Non è una leggenda metropolitana: i libri restano in libreria in media 30 giorni.
Si dispera il libraio: «Devo rendere i libri che mi sono arrivati un mese prima, intendo dire quantità enormi di volumi che nessun cliente ha voluto comperare, eppure li ho messi in vetrina, alla cassa, lungo il corridoio, persino del bagno. Che altro devo fare? E se ne mettessi uno di nascosto nelle borse dei clienti?» Mentre impacchetta le statistiche lo confortano: del 42% dei libri che vanno in libreria non si vede una copia. Nemmeno una.
Ma la primavera è anche periodo di promozioni e di vigilia di premi letterari. «Vi siete mai chiesti perché un autore pubblicato da piccole realtà editoriali non abbia mai vinto un premio importante? No? Bé, forse è il caso che cominciate e chiedervelo». Il sospetto che più della qualità del testo sia la forza economica della casa editrice a fare la differenza è forte.
E che dire dei “successi nati dal passaparola”? L’icastico commento del libraio è: «Dopo aver speso quantità enormi di soldi per lanciare il pupillo o la prescelta qualcuno va in tv a dire: ‘Un successo inatteso, dovuto al passaparola. Non ci sono più i passaparola di una volta.»
Sopravvissuto all’estate con le novità da ombrellone ecco arrivare il periodo dei libri scolastici. Ed è allora che un vero libraio si riconosce: è quello che tiene a bada orde di mamme in crisi isterica, ragazzini che baratterebbero volentieri i testi obbligatori con una maglietta.
Ma il libraio di oggi resiste a tutto: al ragazzino che cerca Storia di una calimera, alla signora che vuole il romanzo di un autore visto in tv di cui non ricorda il nome, per non parlare del titolo. Alle schifezze che clienti lasciano in giro, alle presentazioni di libri con parenti dell’autore addormentati sulle sedie, resiste persino a quello che gli chiede: “scusi lei è il punto Info?”.
Ma una cosa non sopporta: non chiamatelo commesso. Lui è un libraio vero e il lettore nel suo diario potrà trovare tanti consigli per sopravvivere tra i best seller.
Cosa ne pensate?
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