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02 ottobre 2017

Uscite della settimana: dal 2 all'8 ottobre 2017

Buongiorno e buon inizio settimana a tutti!
eccomi con il solito post dedicato a una selezione di uscite librarie :)
Questa settimana è piuttosto magra: ho scelto il nuovo attesissimo(??) romanzo di Dan Brown con protagonista il tuttologo Robert Langdon, alla modica cifra di 25 euro (stanno prendendo il vizio alla Mondadori), un romanzo che sembra davvero carinissimo edito da Garzanti e un libro ambientato a Teheran.

Titolo: Origin
Autore: Dan Brown
Pagine: 560
Prezzo: 25 euro
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 3 ottobre 2017

Trama
Il protagonista di Origin è Robert Langdon, professore di simbologia e iconologia religiosa, già reso famoso dai maggiori successi di Dan Brown (Il Codice Da Vinci, Angeli e Demoni, Il simbolo perduto, Inferno) e dai film che ne sono stati tratti.

Nelle prime pagine di Origin, Langdon arriva al Museo Guggenheim di Bilbao per assistere a una conferenza che, secondo l’invito, "cambierà per sempre la storia della scienza". Il relatore speciale della serata è il suo amico ed ex studente Edmond Kirsch, ora magnate dell’industria tecnologica. Le straordinarie invenzioni e le audaci profezie hanno fatto di Kirsch una figura assai controversa in tutto il mondo. Quella sera non farà eccezione, perché Kirsch afferma di essere sul punto di rivelare una scoperta scientifica in grado di sfidare le fondamentali domande dell'umanità: da dove veniamo? E dove stiamo andando?
Quando si alza il sipario, Langdon e le diverse centinaia di ospiti rimangono affascinati dall’originalissimo e spettacolare avvio dell'evento. Ma la presentazione, pur organizzata nei minimi dettagli, prende una piega imprevista e quindi piomba nel caos, proprio poco prima dell’atteso svelamento finale della scoperta di Kirsch. E ora Langdon stesso è in pericolo.
Affrontando nuove minacce, Langdon viene costretto a un disperato tentativo di fuggire da Bilbao. Con lui c’è Ambra Vidal, l'elegante responsabile del museo. I due scappano a Barcellona sulla pista del segreto che dovrebbe sciogliere il mistero della scoperta di Kirsch.
Destreggiandosi nei labirinti del tempo e della religione, Langdon e Vidal sono inseguiti da un nemico spaventoso e potente. Su un sentiero contrassegnato dai simboli dall'arte moderna e da altri segni enigmatici, scoprono gli indizi che li portano a faccia a faccia con la sconvolgente scoperta di Kirsch, e con una verità che nessuno avrebbe mai potuto immaginare.
Una sola altra cosa possiamo dire: in linea con il suo stile inconfondibile, l'autore intreccia codici, storia e scienza d’estrema avanguardia. E Origin è forse il romanzo più avvincente che Dan Brown abbia mai scritto.

Titolo: Il tuo anno perfetto inizia da qui
Autore: Charlotte Lucas
Pagine: 444
Prezzo: 17,60€
Editore: Garzanti
Data di pubblicazione: 5 ottobre 2017

Trama
Tutti, almeno una volta, abbiamo iniziato l’anno impugnando una lista di buoni propositi. Ma per Jonathan non è così. Intrappolato in una vita monotona, ha perso la fiducia in un futuro diverso. Fino a quando, il primo gennaio, trova un’agenda piena di appuntamenti già fissati per tutto l’anno. Per uno come lui sono impegni troppo stravaganti, lontani dalla sua solita vita: camminare a piedi nudi sull’erba, dormire sotto le stelle, svegliarsi all’alba per assistere al sorgere del sole. Eppure, senza sapere di chi l’agenda, decide di andare al primo appuntamento. E qui, inaspettatamente, riceve una piccola grande lezione: bisogna imparare a dare oltre che ricevere, e mostrarsi sempre grati di quello che si ha. Parole semplici che hanno il potere di smuovere qualcosa nell’ostinato Jonathan. Di incoraggiarlo ad aprire di nuovo il suo cuore e tornare a sperare. Forse era destino che quell’agenda trovasse proprio lui. Forse è arrivato il momento di accettare la sfida del cambiamento e di riscoprire la bellezza delle piccole cose: dal piacere per la lettura allo stupore di un cielo stellato. A poco a poco, appuntamento dopo appuntamento, sorpresa dopo sorpresa, Jonathan torna a gustare sensazioni ed emozioni che credeva non potessero tornare. Ma quell’agenda speciale ha in serbo altri segreti da fargli scoprire. Perché chi l’ha riempita di impegni l’ha fatto per un atto d’amore. Un ultimo regalo alla persona più importante della sua esistenza. Un regalo per ricordare che la vita è il tesoro più prezioso ed è troppo breve per lasciare che, senza che ce ne accorgiamo, ci scivoli tra le dita.


Titolo: Ultimi giorni a Teheran
Autore: Donia Bijan
Pagine: 384
Prezzo: 10 euro
Editore: Newton compton
Data di pubblicazione: 5 ottobre 2017

Trama
Quando Noor torna a Teheran dopo trent’anni, insieme a Lily, la figlia adolescente e ribelle, trova il suo Iran molto diverso da come lo ricordava. Solo il Café Leila – il ristorante che appartiene alla sua famiglia da tre generazioni – sembra essere rimasto lo stesso. A gestirlo è ancora Zod, il padre di Noor, che ai clienti abituali offre non solo cibo, ma anche ristoro e risate, facendoli sentire a casa. Noor non immaginava che questo viaggio potesse essere per lei un ritorno al passato: invece, piano piano, si dovrà confrontare con le storie dei suoi antenati e affrontare la dolorosa vicenda di sua madre, uccisa quando Noor era adolescente. Donia Bijan riesce a tessere una trama che intreccia più generazioni, a tratti triste, a tratti divertente, con uno stile elegante capace di far assaporare ai lettori un’altra cultura, un’altra epoca, altre sfumature dell’animo umano…

Cosa ne pensate? Leggerete l'ultimo di Dan Brown? 

15 aprile 2015

RECENSIONE: Il simbolo perduto di Dan Brown

Buona lettura!
Titolo: Il simbolo perduto
Autore:Dan Brown
Pagine: 604
Prezzo: 15 euro
Editore: Mondadori

Trama
Robert Langdon, professore di simbologia ad Harvard, è in viaggio per Washington. È stato convocato d'urgenza dall'amico Peter Solomon, uomo potentissimo affiliato alla massoneria, nonché filantropo, scienziato e storico, per tenere una conferenza al Campidoglio sulle origini esoteriche della capitale americana. Ad attenderlo c'è però un inquietante fanatico che vuole servirsi di lui per svelare un segreto millenario. Langdon intuisce qual è la posta in gioco quando all'interno della Rotonda del Campidoglio viene ritrovato un agghiacciante messaggio: una mano mozzata col pollice e l'indice rivolti verso l'alto. L'anello istoriato con emblemi massonici all'anulare non lascia ombra di dubbio: è la mano destra di Solomon. Langdon scopre di avere solamente poche ore per ritrovare l'amico. Viene così proiettato in un labirinto di tunnel e oscuri templi, dove si perpetuano antichi riti iniziatici. La sua corsa contro il tempo lo costringe a dar fondo a tutta la propria sapienza per decifrare i simboli che i padri fondatori hanno nascosto tra le architetture della città. Fino al sorprendente finale. Un nuovo capitolo de "Il Codice da Vinci", un thriller dalla trama mozzafiato, che si snoda a ritmo incalzante in una selva di simboli occulti, codici enigmatici e luoghi misteriosi.



Grande, grandissima, gigantesca delusione! Non mi aspettavo chissà cosa da questo libro, ma neanche questo fiasco. Per me “Il simbolo perduto” è stata una lettura davvero sconfortante, e anche per mia madre che lo ha letto la scorsa estate.

Ritroviamo Robert Langdon che, dopo gli avvenimenti romani, cerca solo la tranquillità dell’insegnamento ma viene invitato a tenere un discorso sul simbolismo a Washington dal suo amico, notoriamente massone, Peter Solomon. Arrivato all’appuntamento però, si rende conto che qualcosa non va: poco dopo essere entrato in Campidoglio viene trovata una mano mozzata con degli strani simboli tatuai sopra. Dietro tutto questo c’è un uomo misterioso che vuole scoprire il più antico segreto dei massoni e per questo ha rapito Peter e sta ricattando Robert. Starà al professore salvare la situazione.

Non ci siamo, non ci siamo per niente! Tutto già visto e già sentito!
Dopo Parigi e il priorato di Sion, Roma e la setta degli assassini, potevano mancare Washington e la massoneria? Ovviamente no!
È abbastanza evidente che Dan Brown qui ha cavalcato un po’ troppo l’onda dei suoi altri romanzi, che tra l’altro all’epoca apprezzai moltissimo. Ma “Il simbolo perduto” è una vera e propria replica dei precedenti libri, fatta però male.
Partiamo dall’inizio: Robert Langdon, personaggio interessante e carismatico nei precedenti romanzi, qui è una marionetta che parla solo per dare informazioni, spesso non richieste, sulla massoneria e la simbologia legata. Seppur interessanti come notizie, il personaggio non sta in piedi così come tutta la trama. L’ho trovato spento e poco interessante, oltre che palesemente manovrato dagli altri personaggi, ha davvero perso moltissimo. Il “cattivo” della situazione assomiglia pericolosamente, come opere e pensieri, agli altri oppositori del Codice Da Vinci e Angeli e demoni: dal passato misterioso, fisicamente prestante e tatuato dalla testa ai piedi e, in questo caso, fissato per la massoneria e i loro segreti. Ci sono parecchi punti in comune con gli altri assassini che, chi ha letto gli altri libri dell’autore, ha già conosciuto. Quindi è inutile dirvi che a pagina due ero già annoiata. La storia raccontata poi è un’altra replica spostata di collocazione e con dei personaggi con nomi diversi ma, se con gli altri romanzi il lettore è catapultato in ricerche appassionanti per le città e particolari intriganti su opere d’arte e sui segreti del Vaticano, in questo caso è davvero tutto assurdo e poco interessante, oltre che ripetitivo. Insomma, bocciato su tutti i fronti! I personaggi e la trama sembrano fatti con lo stampino ed è un vero peccato perché Langdon, come protagonista, poteva dare molto di più e andare a creare delle situazioni parecchio più stimolanti.
Mi dà davvero molto fastidio che gli autori che hanno avuto successo con determinati libri sfruttino questa cosa e pubblichino delle storie che non stanno in piedi, dando per scontato che le vendite ci saranno comunque. Questo significa prendere in giro il lettore!
Senza dilungarmi oltre, assegno una stellina e mezzo al libro perché la parte legata alla scoperta dell’identità dell’assassino ha acceso momentaneamente il mio interesse.
Il libro è sconsigliato per chi, come me, ha apprezzato “Il codice Da Vinci” e “Angeli e demoni” mentre potrebbe essere una lettura rilassante per chi non ha letto nulla dell’autore e non conosce le altre storie.

Lya
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