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26 dicembre 2013

RECENSIONE: Grandi speranze di Charles Dickens

Buon pomeriggio,
spero che abbiate passato un bellissimo Natale! Ecco una nuova recensione, una delle ultime di questo 2013!


Titolo: Grandi speranze
Autore: Charles Dickens
Pagine: 384
Prezzo: 6euro
Editore: Newton compton

Trama
 
Pip vive in un piccolo villaggio alla foce del Tamigi, maltrattato dalla sorella, che lo alleva, e protetto da Joe, il marito. La sua infanzia di fervida e inquieta immaginazione viene sconvolta dall’irruzione di due adulti: il criminale Magwitch, che il bambino aiuta a fuggire, e la bizzarra e ricca Miss Havisham, che di lui fa l’oggetto del proprio ambiguo favore. Esaltato a “grandi speranze” dalla ricchezza che la vecchia signora sembra destinargli, il giovane rompe i legami d’affetto con il villaggio per recarsi a Londra, invaghito della fredda e sprezzante Estella, che insegue nella vita mondana aristocratica della capitale, e al tempo stesso fatalmente attratto dalla city borghese e dalle propaggini più inquietanti della città: il kafkiano mondo legale delle Inns of Court, le carceri di Newgate e le limacciose sponde del Tamigi. Narratore e protagonista, Pip ripercorre in queste pagine, con voce meditativa, ma vibrante di humour e di passione, il suo cammino di conoscenza e disillusione, facendo i conti con la propria protratta cecità di fronte ai casi della vita. Da questo romanzo è stato tratto il film Paradiso perduto di Alfonso Cuarón, con Gwyneth Paltrow e Robert De Niro.




Eccomi qui, per la prima volta, a parlarvi di un libro di Dickens; sono anni che non leggo un suo romanzo perché sono rimasta fortemente colpita da "Oliver Twist", che è uno splendido racconto, ma che mi ha fatto piangere come una fontana, quindi fino ad ora, non ho mai trovato il momento giusto, per calarmi nell'Inghilterra dell'ottocento raccontata da questo scrittore.

Il protagonista di "Grandi speranze" è Pip, bambino di provincia, povero, poi diventato uomo di città ricco e apprezzato dalla gente.
La storia inizia con la descrizione della sua vita di bimbo poco desiderato e privato dell'affetto di una madre, morta precocemente, e della severità militaresca di sua sorella, poco materna e costantemente aggressiva nei suoi riguardi. Pip però è un bambino sveglio, che vuole imparare e che è soddisfatto del suo avvenire da fabbro, finché un giorno viene invitato in casa di una nobildonna misteriosa, che gli mostra una vita alternativa e che gli fornisce delle speranze diverse per il futuro.
Queste speranze aumentano di visita in visita finché un giorno Pip eredita una considerevole somma di denaro che lo porta lontano dalla sua piccola cittadina e lontano dalle sue frugali abitudini: viene infatti educato e vestito come un gentiluomo londinese. E qui inizia la sua nuova vita ricca di grandi speranze, che se conoscete abbastanza l'autore, sapete a priori che, in qualche modo, verranno disattese.

Grandi speranze è un romanzo davvero molto diverso da Oliver Twist perché denuncia i comportamenti egoistici del protagonista che deve ritornare sui suoi passi per comprendere gli errori compiuti.
Pip, all'inizio del libro è un ragazzino semplice e spesso brutalizzato emotivamente dalla sorella e dalle persone che lo circondano, in quanto, nonostante lui sia tranquillo e abbastanza ben educato, gli viene continuamente ricordata la presunta bontà della sorella che lo sta allevando "con le mani". Le riflessioni del piccolo Pip, disseminate abbondantemente per tutta la prima parte del libro, sono veramente sagaci e simpatiche e denotano la sua intelligenza ma anche la sua sottomissione e rassegnazone. Solo andando avanti nella sua crescita, dopo aver visto la bellissima casa di Miss Havisham e dopo esser stato spesso in compagnia della bellissima Estella, Pip inizia a desiderare di più, inizia a vergognarsi dell'amato e tenero John(marito, tirannizzato quanto lui, di sua sorella) e inizia a sperare nella sua fortuna futura. Vuole elevarsi socialmente e culturalmente, ma per farlo ha bisogno di denaro, che arriva prontamente da un donatore anonimo. Pip quindi si trasferisce in una grande città, studia, si veste e si comporta come un gentiluomo e si allontana fisicamente e psicologicamente dalla sua infanzia che inizia ad essere disprezzata: lui ha infatti grandi speranze per se stesso e per il suo avvenire. E queste grandi speranze non prevedono la presenza di John e di sua sorella che vengono egoisticamente lasciati alla loro misera vita.
Pip però, per una serie di avvenimenti che si susseguono incessanti verso la fine del romanzo, dovrà tornare sui suoi passi, pentirsi per il suo comportamento da ingrato e ricominciare a vivere una nuova vita più giusta anche se infelice.
Insomma tutto il percorso che Pip compie dalla sua infanzia alla sua gioventù, delineano una visione morale molto forte dell'autore che ha voluto sottolineare come la fortuna, di qualsiasi genere, sia passeggera e che occorre mantenere sempre dei valori affettivi, familiari e d'amicizia, che servono molto di più del denaro. Diciamo che la morale di questo libro è molto simile a quella di "Canto di Natale" proprio perché dimostra come le grandi speranze che l'uomo deve avere, non sono quelle monetarie, ma quelle basate su saldi legami sociali.

Prima di concludere, voglio sottolineare come lo stile semplice ma efficace dell'autore, permetta una lettura scorrevole e piacevole, che potrebbe essere inaspettata, in quanto Dickens è, a ragione, annoverato tra gli scrittori classici della produzione ottocentesca inglese.
Assegno quindi al romanzo quattro stelline.

Lya

08 dicembre 2011

Classici....da libreria 09 + Giveaway: Canto di Natale di Charles Dickens

Continuiamo il nostro percorso verso il Natale con un appuntamento speciale con la rubrica "Classici...da libreria" dedicato al celebre "Canto di Natale" di Charles Dickens.


Titolo: Canto di Natale
Titolo originale: A Christmas Carol
Autore: Charles Dickens (1812-1870)
Anno prima pubblicazione: 1843 (pubblicato assieme a una raccolti di racconti per Natale)

Trama:
Una grande storia sulla possibilità di cambiare il proprio destino. Una riflessione sull’equilibrio difficile fra il presente, il passato e il futuro. Una denuncia dello sfruttamento minorile e dell’analfabetismo. Ma soprattutto una favola, una delle più commoventi che siano mai state scritte.

Recensione:
Quando arriva il Natale è per me una tradizione spendere al meno un giorno per la lettura di questo libro e la successiva visione della trasposizione cinematografica Disneyana. In questo sono molto bambina ma non mi vergogno a confessarlo=). Ho letto questo libro per la prima volta all'età di 6-7 anni, quando ne fu assegnata la lettura a mio fratello per le vacanze natalizie. Data la sua allergia per i libri, lo lessi io per lui. E da allora l'ho letto almeno una volta l'anno, però devo ammettere che una volta l'ho letto in estate ma non mi ha dato le stesse emozioni che la lettura accanto al Presepe=)
Ma partiamo con la recensione. nonostante si tratti di un classico, il linguaggio non è complesso come si pensa. La versione che ho letto io è una per le scuole medie, eppure il testo proprosto è integrale, dunque questo fa ben supporre che "Canto di Natale" sia un libro adatto alla lettura anche dei più piccoli. La storia si sviluppa in 5 strofe. Nella prima vi è la presentazione del protagonista Ebenezeer Scrooge, un uomo cinico, misogino e avaro, che odia il Natale tanto quanto quelli che lo festeggiano, come il dipendente Bob Cratchitt e il nipote Fred. Durante la vigilia di Natale Scrooge riceve la visita del fantasma di marley, ex socio, deceduto proprio la notte della vigilia di 7 anni prima. Marley è rappresentato proprio come lo spirito di un uomo dananto e per la legge del contrappasso lui che non ha mai viaggiato per pensare a guadagnare solo soldi nell'aldilà è invece costretto a vagare incessantemente senza potersi fermare mai, portando attaccato al collo casse piene di denari che lo affaticano in questo vagabondare senza fine. Ma la sua apparizione è solo per annunciargli la visita di 3 spiriti che aiuteranno Scrooge a non fare la stessa fine del suo socio. Il primo spirito è quello del Natale passato, rappresentato in piccole dimensioni e circondato da un luce forte e che stringe tra le mani uno spegnitoio per le Bugie (il porta candele). Egli lo condurrà lungo tutta la sua vita passata, da quando era studente presso un collegio, fino al suo apprendistato pressoFezziwig fino alla storia con la amata fidanzata. Il primo fantasma è quello che occuperà maggior spazio narrativo. Dopodichè si presenta il fantasma dei Natali presenti, raffigurato come una figura immensa, che gli mostrerà il Natale di Bob Cratchitt e della sua famiglia, e quella del nipote Fred.
Infine, l'ultimo spirito è quello dei Natali futuri, sicuramente tra gli spiriti quello più inquietante, poichè rappresentato come una lunga figura incappucciata, silenziosa e minacciosa. Egli mostra a Scrooge un uomo defunto, di cui non rivela l'identità fino alla fine, ma prima di farlo gli mostra come sarà il Natale futuro del dipendente Cratchitt. già all'inizio di questa strofa Scrooge ha già cambiato atteggiamento e il suo pentimento diventa sempre più palese fino alla conclusione della strofa quando si sveglia sul suo letto e si accorge che è la mattina di natale. Si apre così l'ultima strofa, la più bella e la più commuovente, ricca di gioia e felicità. 
Non credo di aver rovinato la sorpresa a nessuno poichè è uno storia famosissima e tutti la conosciamo, non sono voluta scendere nel dettaglio solo per non rovinare la bellezza del racconto, una storia da leggere sempre e che sempre farà emozionare.=)

Adesso passiamo al regalo! Vi diamo infatti l'occasione di tentare la sorte e di vincere questa edizione molto natalizia del libro!

<a href="http://bookland89.blogspot.com/2011/12/classicida-libreria-09-giveaway-canto.html" target="_blank" title="ImageShack - Image And Video Hosting"><img border="0" src="http://img88.imageshack.us/img88/4353/gacantodinatale.jpg" /></a>

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oggi non vi propongo propriamente una domanda...ma dovrete completare brevemente questa frase usando la vostra fantasia e descrivendoci lo scenario che voi trovate ideale oppure divertente oppure semplicemente dicendoci ciò che vi accade ogni anno realmente:

Ormai è la vigilia di Natale, un altro anno è quasi concluso e come sempre io mi ritrovo a pensare a quello che è successo di bello e di brutto, anche se i bei ricordi prendono il sopravvento. Sono alla finestra e vedo le luci che provengono dalle altre finestre e immagino che cosa stiano facendo, ma poi sento che mi chiamano....

Eccola mia risposta:

...probabilmente sarà mia madre che vuole che vada ad aiutarla ad apparecchiare. La casa è in festa con l'albero con le sue luci, angioletti da tutte le parti e la famiglia chiassosa che gioca a carte....ci starebbe bene una bella nevicata, ma qui in Puglia è un'utopia!

bene ragazzi, adesso tocca a voi!

il Giveaway chiuderà il giorno 19 e l'estrazione sarà fatto il giorno dopo!

***************CHIUSO*****************

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