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16 dicembre 2014

interesting book 165

Pur se in ritardo, eccomi con la rubrica del lunedì!
Il libro che vi presento ogi è di uno scrittore che ha desato il mio interesse con "Non buttiamoci giù" e " tutti mi danno del bastrdo". Sto parlando di Nick Hornby che ha di recente pubblicato un nuovo libro che mi attira parecchio!

Titolo: Funny girl
Autore: Nick Hornby
Pagine: 384
Prezzo: € 18.50
Editore: Guanda

Trama
 Nell’Inghilterra degli anni Sessanta spopola l’attrice televisiva Sophie Straw, ex reginetta di bellezza di un paesino del Nord, che ha cambiato nome e tagliato i ponti con la famiglia per trasferirsi nella Swinging London, inseguendo il sogno di far ridere la gente come la sua eroina, la star americana Lucille Ball. Insieme a lei, l’affiatatissima squadra che lavora alla serie della BBC Barbara (e Jim), di cui Sophie è l’indiscussa protagonista: un cast di personaggi straordinari che stanno vivendo, forse senza esserne consapevoli, la grande avventura della loro vita. Gli sceneggiatori, Tony e Bill, nascondono un segreto difficile da confessare. Dennis, il produttore colto e sensibile, ama il suo lavoro ma odia il suo matrimonio – forse perché è sposato con la donna che detiene il record mondiale di snobismo. Il protagonista maschile, Clive, più bello di Simon Templar e molto vanesio, sente di essere destinato a una carriera di più alto profilo. E Sophie, che si è giocata il tutto per tutto pur di sfuggire alla monotonia della provincia e alla minaccia di un matrimonio senza amore, si troverà a recitare un copione di scena troppo simile a quello della sua vita, e dovrà decidere che tipo di donna essere, e che tipo di uomo scegliere, in un mondo in cui anche le donne sperimentano nuovi ruoli e una nuova libertà.
L’attesissimo romanzo di Nick Hornby racconta una ragazza che vuole puntare sull’ironia, più che sulla bellezza, che vuole fare l’attrice, piuttosto che la soubrette, che vuole essere amata, ma davvero.



A me intriga parecchio l'ambientazione. Credo di non aver mai letto nessun romanzo dedicato a quel periodo... credo che quando arriverà in edizione economica potrei farci un pensierino.

A voi interessa? ^^

04 dicembre 2014

RECENSIONE: Non buttiamoci giù di Nick Hornby

Buona lettura!

Titolo: Non buttiamoci giù
Autore: Nick Hornby

Pagine: 308
Prezzo: 12euro
Editore: Guanda

Trama
è la notte di Capodanno quando, in cima a un palazzo di Londra, quattro sconosciuti si incontrano per caso: non hanno niente in comune se non la ferma intenzione di buttarsi giù, ognuno per i suoi buoni motivi. Per Martin si tratta di reputazione distrutta; per Maureen di una vita impossibile con un figlio disabile; per Jess di disperazione adolescenziale; per JJ di fallimento professionale e sentimentale. Ma l'incontro in quell'ultimo istante è destinato a cambiare, anche solo di un pò le loro vite: e dopo vivaci e paradossali discussioni, i quattro aspiranti suicidi scendono per le scale, uniti da una complicità nuova e imprevedibile... E le loro avventure cominciano, alla ricerca di nuovi motivi per continuare a vivere, anche quando farlo sembrava impossibile...

"Non buttiamoci giù" è il secondo libro di Hornby che mi capita tra le mani. Ho letto tempo fa "Tutti mi danno del bastardo" e dopo, rimettendo in ordine le mie librerie, ho riesumato "Non buttiamoci giù", libro che non sapevo neanche di avere.
In generale sono rimasta colpita dalla capacità di mimesi di questo autore e, nonostante abbia trovato la parte centrale lenta, ho apprezzato il libro e la sua sottile ironia.

La notte di capodanno quattro persone, due uomini e due donne, s'incontrano sul tetto della Casa dei Suicidi di Londra, tutti con l'intenzione di porre fine alle loro vite. Il lettore incontra un ex famoso della tv che è stato beccato a tradire la moglie con una quindicenne, una donna con un figlio grande in stato vegetativo dalla nascita, una ragazza mentalmente instabile e un cantante americano fallito. Tutti in quella fatidica notte vogliono uccidersi ma si bloccano a vicenda rimandando la cosa...

Attirata dal titolo e dal suo doppio senso, ho deciso di voler cambiare un po' genere e mi sono calata nella lettura di questo romanzo davvero molto particolare. Il titolo è già un buon punto di partenza per capire il libro: "non buttiamoci giù" può essere sia relativo all'umore sia relativo a ciò che accade fisicamente nelle prime pagine del romanzo.
La storia esordisce con la presentazione dei quattro protagonisti che s'incontrano sul tetto di questa casa londinese intenzionati a buttarsi giù, concludendo, in questo modo, le loro vite così diverse. Questo incontro/scontro porta gli aspiranti suicidi a riflettere attentamente sull'azione che desideravano compiere e, dopo un iniziale diffidenza, iniziano a frequentarsi di tanto in tanto cercando di "sistemare" le loro vite.
 Insomma, dall'inizio alla fine del romanzo siamo al limite del paradossale: la storia, i personaggi le situazioni vissute sono tutte componenti che hanno sempre quel qualcosa d'ironico e reale, pur essendo così strane. Leggendo le prime pagine del libro sono rimasta davvero spiazzata da parecchie cose e, solo dopo essermi abituata a questa situazione assurda, ho iniziato a divertirmi e a riflettere su ciò che l'autore voleva comunicare.
I diversi personaggi hanno problemi vari: dal presentatore tv prima in auge e ora completamente distrutto alla madre repressa di un figlio in stato vegetativo dalla nascita, da un ragazzo i cui sogni di gloria sono sfumati nel tempo alla ragazzina con problemi familiari. Insomma, c'è una vasta varietà di problemi che vengono raccontati in modo semiserio. Ho trovato questa modalità di narrazione particolarmente incisiva perché la mezza risata strappata al lettore nasconde una verità difficile da affrontare e risolvere. In primis il tema del suicidio viene affrontato di petto, togliendo ogni "aura": è solo un salto nel vuoto che potrebbe mettere fine alle vite dei protagonisti, nulla di più e nulla di meno. Non ci sono risvolti religiosi, spirituali o altro, in questo libro il suicidio, tema davvero difficile da raccontare, viene visto da un'ottica particolare con dei tocchi di humour quasi nero che, paradossalmente, servono a rendere reale la situazione.
Ritornando un attimo ai personaggio, prima di concludere con la recensione, vorrei parlare della loro caratterizzazione, infatti, insieme ai loro problemi, l'autore sviluppa un lessico personalizzato. Ognuno di loro si esprime in modo diverso enfatizzando determinati aspetti del carattere andando ad incidere notevolmente anche sulla storia che viene vissuta maggiormente dal lettore. Ogni voce è facilmente distinguibile e crea una sorta di cameratismo trai quattro personaggi e noi che leggiamo. O almeno  questa la sensazione che mi ha dato.
Insomma,  il libro mi ha colpito e incuriosito parecchio anche se la parte centrale un po' troppo lenta ha rovinato l'effetto generico. Assegno quindi tre stelline al romanzo e lo consiglio ai lettori onnivori che desiderano leggere qualcosa di davvero particolare.


Lya

27 aprile 2014

RECENSIONE mini: Tutti mi danno del bastardo di Nick Hornby

Buona domenica e buona lettura!

Titolo: Tutti mi danno del bastardo
Titolo originale: Everyone's reading bastard
Autore: Nick Hornby
Pagine: 65
Prezzo: 9,00 euro

Editore: Guanda
Anno di pubblicazione: 2013


Trama
Elaine Harris, stimata giornalista, ha sempre raccontato il suo matrimonio con Charlie in una rubrica, molto apprezzata dal direttore del giornale e da un vasto seguito di lettori. Nessuno, però, e men che meno il marito, si sarebbe aspettato gli articoli al veleno che Elaine inizia a scrivere appena una settimana dopo che i due hanno deciso di divorziare. Per Charlie anche solo andare in ufficio diventa un problema, visto che tutti leggono quei pezzi in cui Elaine racconta, con dovizia di particolari, le sue innumerevoli e innegabili mancanze come marito, come padre, come amante… Charlie può solo sperare che l’ex moglie si stanchi presto di pubblicare il «Bastardo!»
Soltanto un autore come Nick Hornby poteva regalarci un ritratto così riuscito della fine di un amore, il racconto tragicomico, brillante e molto umano, di quanto assurdamente complicata possa diventare la relazione tra due persone.



Tra un fantasy, un romanzo storico e uno young adult, mi piace sempre inserire qualcosa ambientato ai giorni nostri e quindi, per testare questo famosissimo autore, ho deciso di leggere un breve racconto dal titolo molto particolare: "Tutti mi danno del bastardo".
In realtà non leggo libri così brevi perché le pagine finiscono troppo in fretta per i miei gusti ma, tra una cosa e l'altra, ultimamente sto leggendo meno e ho voluto provare con queste 65 paginette.

Il protagonista della storia è Charile, un uomo normale con pregi e difetti che, dopo la rottura con sua moglie, si ritrova ad essere il bersaglio di una rubrica realistica/umoristica scritta proprio da quest'ultima. Infatti la sua ex moglie è una stimata giornalista che scrive settimanalmente di lui, dei suo difetti e delle sue mancanze negli anni di matrimonio. Una vendetta che pesa sulle spalle di Charie il quale viene additato da tutti gli amici e i conoscenti come "il bastardo".

Ho scelto di leggere "Tutti mi danno del bastardo", oltre che per il titolo, anche perché sarà presto in tutte le sale cinematografiche il film tratto da"non buttiamoci giù" sempre di Nick Hornby e quindi ero curiosa di saggiare questo scrittore prima di provare a leggere anche l'altro romanzo che possiedo ma che non mi ha mai particolarmente attirato.
Tutti mi danno del bastardo è una raccontino breve breve che però è davvero molto carino ed è brutalmente realistico. I personaggi sono principalmente due: Charlie, vale a dire "il bastardo" in questione, ed Elaine la ex moglie che viene presentata solo in modo indiretto tramite i suoi articoli e i ricordi del marito.
Lui è un uomo come tanti altri ma, a causa della fine del suo matrimonio, diventa un vero caso particolare: "Bastardo!" la rubrica settimanale scritta dalla moglie, dopo la decisione di divorziare, diventa una vera e prioria bacheca dove vengono messi nero su bianco i suoi vizi, gli errori e soprattutto le sue infinite mancanze come marito, padre e anche come amante. Insomma Charlie diventa lo zimbello di amici e parenti, persino sua madre legge gli articoli!
Però lui non nega nulla, sa di aver sbagliato e riconosce ciò che non è riuscito a fare negli anni di matrimonio quindi decide di starsene zitto e buono finché Elaine non smetterà di scrivere pezzi umilianti e velenosi che lo riguardano. La sua vita da Bastardo! umiliato è un vero inferno ma decide di conviverci.
Insomma è una situazione davvero tragicomica e descrive uno dei tanti modi in cui una storia d'amore può finire: forse uno dei modi peggiori nell'epoca del pettegolezzo e della strapotenza dei media.
È un vero peccato che la storia sia così breve e che abbia un finale tanto frettoloso e poco soddisfacente perché ho trovato questo "abbozzo" di storia meritevole di essere approfondito grazie soprattutto allo stile ironico e arguto presente in ogni pagina. Un vero peccato che l'autore abbia deciso di pubblicarlo come racconto e non come romanzo!

Ecco un piccolo assaggio della prima pagina:
«Non leggeva il giornale della domenica per cui lavorava Elaine, non più. Aveva dovuto smettere. Elaine scriveva profili, servizi speciali e rubriche, apparentemente su attualità e arte, ma col passare degli anni in Charlie si era rafforzata la sensazione di essere il suo unico, vero argomento. A prescindere dal pezzo che le veniva richiesto – una lettera d’amore a un personaggio televisivo americano, la recensione di un ristorante, un commento su un regale fondoschiena diventato improvvisamente famoso – lei riusciva sempre a trovare il modo di infilarci le inadeguatezze del marito. Una volta, durante un’intervista a Daniel Radcliffe, la star dei film di Harry Potter, si era lanciata in una filippica sulla sua flatulenza (temporanea, dovuta a una malattia) e aveva riportato una risposta di Radcliffe, troppo solidale per non essere sospetta. La disponibilità a rivelare tutto era, evidentemente, quello che di lei piaceva all’editore. Era sempre una questione personale, si trattasse di politica, di cultura, di gastronomia. Aveva raccontato alla nazione di quando aveva perso la verginità, l’aveva aggiornata sullo stato del suo pavimento pelvico, sulle sue fantasie sessuali, sul suo matrimonio, sul suo matrimonio e sul suo matrimonio. Paradossalmente, proprio la qualità che le garantiva un posto fisso al giornale spesso la faceva sembrare scardinata.»

Sicuramente il prezzo del libro è un furto perché  euro per un raccontino mi pare davvero un po' troppo!
Assegno tre stellette al raccontino che non può essere definito "romanzo".

Lya 
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