Buon martedì lettori e passanti,
oggi ero piuttosto indecisa se fare o meno questo post perché la tematica non mi ispirava molto ma alla fine ho capitolato riducendo però la top TEN in top FIVE.
il tema è: libri che non mi sono piaciuti ma che sono contenta di aver letto, un po' un controsenso ma ho capito il senso.
1- Moby Dick di Melville: un classico della letteratura che ho letto facendo un grande sforzo e che non ho apprezzato quasi per nulla ma che andava letto.
2- La svastica sul sole di Dick: questo libro mi è piaciucchiato ma sono contenta di avergli dato una possibilità perché l'autore è originale degno di essere letto.
3- Il richiamo della foresta di London: noioso e poco appassionante è comunque un celebre classico della letteratura che mi ha avvicinata all'autore
4- Io sono un gatto di Natsume: come per i precedenti, questo romanzo non mi ha entusiasmata ma racconta una storia da un punto di vista particolarissimo e ha un'ambientazione degna di nota.
5- Cosmopolis di Delillo: letto per un esame universitario sforzandomi di finirlo, sono contenta di averlo letto perché ho conosciuto un celebre autore americano.
Quali sono i vostri?
15 maggio 2018
14 maggio 2018
Uscite della settimana: dal 14 al 20 maggio 2018
Buon lunedì lettori e passanti,
nuova breve carrellata di uscite della settimana che reputo interessanti!
Ecco le tre scelte odierne!
Titolo: Una capra sul tetto
Autore: Anne Fleming
Pagine: 160
Prezzo: 16 euro
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione:15 maggio 2018
Trama
Kid si è trasferita con i genitori a New York per prendersi cura dell’appartamento di un ricco parente (e del suo cane col nome da gatto, Cat). Il palazzo si rivela bizzarro sin da subito: si mormora che sul tetto viva una misteriosa capra e che porti sette anni di fortuna a chiunque la veda! Kid è così timida da non riuscire a rivolgere la parola a nessuno, ma per scoprire la verità sulla capra dovrà conoscere i nuovi e stravaganti vicini di casa: Jonathan, il pensionato che ha subito un ictus e cerca un modo diverso per comunicare; Kenneth P. Gill, appassionato di opera lirica e criceti; e Joff Vanderlinden, scrittore di fantascienza cieco che ama andare in skateboard. Per fortuna Kid incontra un nuovo amico, Will, che ha paura delle altezze e ha una nonna iperprotettiva, ma è pronto a indagare insieme a lei sulla leggendaria capra sul tetto.
Titolo: Eleanor Oliphant sta benissimo
Autore: Gail Honeyman
Pagine: 352
Prezzo: 17,90 euro
Editore: Garzanti
Data di pubblicazione: 17 maggio 2018
Trama
Mi chiamo Eleanor Oliphant e sto bene, anzi: benissimo.
Non bado agli altri. So che spesso mi fissano, sussurrano, girano la testa quando passo. Forse è perché io dico sempre quello che penso. Ma io sorrido, perché sto bene così. Ho quasi trent’anni e da nove lavoro nello stesso ufficio. In pausa pranzo faccio le parole crociate, la mia passione. Poi torno alla mia scrivania e mi prendo cura di Polly, la mia piantina: lei ha bisogno di me, e io non ho bisogno di nient’altro. Perché da sola sto bene. Solo il mercoledì mi inquieta, perché è il giorno in cui arriva la telefonata dalla prigione. Da mia madre. Dopo, quando chiudo la chiamata, mi accorgo di sfiorare la cicatrice che ho sul volto e ogni cosa mi sembra diversa. Ma non dura molto, perché io non lo permetto.
E se me lo chiedete, infatti, io sto bene. Anzi, benissimo.
O così credevo, fino a oggi.
Perché oggi è successa una cosa nuova. Qualcuno mi ha rivolto un gesto gentile. Il primo della mia vita. E questo ha cambiato ogni cosa. D’improvviso, ho scoperto che il mondo segue delle regole che non conosco. Che gli altri non hanno le mie stesse paure, e non cercano a ogni istante di dimenticare il passato. Forse il «tutto» che credevo di avere è precisamente tutto ciò che mi manca. E forse è ora di imparare davvero a stare bene. Anzi: benissimo.
Gail Honeyman ha scritto un capolavoro. Un libro che a detta di tutta la stampa internazionale più autorevole rimarrà negli annali della letteratura. Un romanzo che per i librai è unico e raro come solo le grandi opere possono essere. I numeri parlano da soli: venduto in 35 paesi, per mesi in vetta alle classifiche, adorato sui social dalle star del cinema più impegnate, vincitore del Costa First Novel award, presto diventerà un film. Una protagonista in cui tutti possono riconoscersi. Perché spesso ci si rifugia nella propria realtà per non vivere quello che c’è veramente fuori. In quel riparo si crede di stare benissimo, ma basta una folata di aria fresca per capire che troppo è quello che si sta perdendo.
Titolo: La casa in mezzo al mare
Autore: Miquel Reina
Pagine: 320
Prezzo: 16,90 euro
Editore: Nord editore
Data di pubblicazione: 17 maggio 2018
Trama
Sembrava una domenica di luglio radiosa come poche nell’isola di Brent, un remoto pezzo di roccia vulcanica circondato da un mare freddo e ostile. Invece, gradualmente, una densa coltre di nubi ha coperto il cielo e, all’improvviso, è scoppiato un acquazzone. Harold e Mary Rose Grapes sono barricati nella loro villetta gialla, a picco sulla scogliera più alta dell’isola. Sei mesi prima, hanno ricevuto un’ingiunzione di sfratto: per lo Stato quella casetta sulla falesia, in cui la coppia di pensionati ha vissuto per trentacinque anni, non è sicura e va abbattuta. L’indomani devono lasciarla e trasferirsi nell’angusta camera di una casa di riposo. Gli scatoloni non bastano a contenere i ricordi: quella casa è tutto ciò che li lega alla memoria del figlio, perso troppo presto, e ai sogni di gioventù cui hanno da tempo rinunciato, in favore di una vita tanto rassicurante quanto noiosa. Ma ecco che, durante la notte, avviene un fatto straordinario. Un fulmine colpisce la scogliera e crea profonde crepe nella roccia. E, con un tonfo, la casa scivola sul mare. È così che i Grapes diventano due naufraghi a bordo di una casa galleggiante. È così che ha inizio il loro viaggio alla deriva in un mare irto di pericoli. Per sopravvivere dovranno affrontare insieme le avversità quotidiane, dire addio ai fantasmi del passato e dimenticare i vecchi rimorsi. Come i più grandi avventurieri, impareranno che non è mai troppo tardi per realizzare i propri sogni e che, a volte, è necessario perdersi per riuscire a ritrovarsi.ù
nuova breve carrellata di uscite della settimana che reputo interessanti!
Ecco le tre scelte odierne!
Titolo: Una capra sul tetto
Autore: Anne Fleming
Pagine: 160
Prezzo: 16 euro
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione:15 maggio 2018
Trama
Kid si è trasferita con i genitori a New York per prendersi cura dell’appartamento di un ricco parente (e del suo cane col nome da gatto, Cat). Il palazzo si rivela bizzarro sin da subito: si mormora che sul tetto viva una misteriosa capra e che porti sette anni di fortuna a chiunque la veda! Kid è così timida da non riuscire a rivolgere la parola a nessuno, ma per scoprire la verità sulla capra dovrà conoscere i nuovi e stravaganti vicini di casa: Jonathan, il pensionato che ha subito un ictus e cerca un modo diverso per comunicare; Kenneth P. Gill, appassionato di opera lirica e criceti; e Joff Vanderlinden, scrittore di fantascienza cieco che ama andare in skateboard. Per fortuna Kid incontra un nuovo amico, Will, che ha paura delle altezze e ha una nonna iperprotettiva, ma è pronto a indagare insieme a lei sulla leggendaria capra sul tetto.
Titolo: Eleanor Oliphant sta benissimo
Autore: Gail Honeyman
Pagine: 352
Prezzo: 17,90 euro
Editore: Garzanti
Data di pubblicazione: 17 maggio 2018
Trama
Mi chiamo Eleanor Oliphant e sto bene, anzi: benissimo.
Non bado agli altri. So che spesso mi fissano, sussurrano, girano la testa quando passo. Forse è perché io dico sempre quello che penso. Ma io sorrido, perché sto bene così. Ho quasi trent’anni e da nove lavoro nello stesso ufficio. In pausa pranzo faccio le parole crociate, la mia passione. Poi torno alla mia scrivania e mi prendo cura di Polly, la mia piantina: lei ha bisogno di me, e io non ho bisogno di nient’altro. Perché da sola sto bene. Solo il mercoledì mi inquieta, perché è il giorno in cui arriva la telefonata dalla prigione. Da mia madre. Dopo, quando chiudo la chiamata, mi accorgo di sfiorare la cicatrice che ho sul volto e ogni cosa mi sembra diversa. Ma non dura molto, perché io non lo permetto.
E se me lo chiedete, infatti, io sto bene. Anzi, benissimo.
O così credevo, fino a oggi.
Perché oggi è successa una cosa nuova. Qualcuno mi ha rivolto un gesto gentile. Il primo della mia vita. E questo ha cambiato ogni cosa. D’improvviso, ho scoperto che il mondo segue delle regole che non conosco. Che gli altri non hanno le mie stesse paure, e non cercano a ogni istante di dimenticare il passato. Forse il «tutto» che credevo di avere è precisamente tutto ciò che mi manca. E forse è ora di imparare davvero a stare bene. Anzi: benissimo.
Gail Honeyman ha scritto un capolavoro. Un libro che a detta di tutta la stampa internazionale più autorevole rimarrà negli annali della letteratura. Un romanzo che per i librai è unico e raro come solo le grandi opere possono essere. I numeri parlano da soli: venduto in 35 paesi, per mesi in vetta alle classifiche, adorato sui social dalle star del cinema più impegnate, vincitore del Costa First Novel award, presto diventerà un film. Una protagonista in cui tutti possono riconoscersi. Perché spesso ci si rifugia nella propria realtà per non vivere quello che c’è veramente fuori. In quel riparo si crede di stare benissimo, ma basta una folata di aria fresca per capire che troppo è quello che si sta perdendo.
Titolo: La casa in mezzo al mare
Autore: Miquel Reina
Pagine: 320
Prezzo: 16,90 euro
Editore: Nord editore
Data di pubblicazione: 17 maggio 2018
Trama
Sembrava una domenica di luglio radiosa come poche nell’isola di Brent, un remoto pezzo di roccia vulcanica circondato da un mare freddo e ostile. Invece, gradualmente, una densa coltre di nubi ha coperto il cielo e, all’improvviso, è scoppiato un acquazzone. Harold e Mary Rose Grapes sono barricati nella loro villetta gialla, a picco sulla scogliera più alta dell’isola. Sei mesi prima, hanno ricevuto un’ingiunzione di sfratto: per lo Stato quella casetta sulla falesia, in cui la coppia di pensionati ha vissuto per trentacinque anni, non è sicura e va abbattuta. L’indomani devono lasciarla e trasferirsi nell’angusta camera di una casa di riposo. Gli scatoloni non bastano a contenere i ricordi: quella casa è tutto ciò che li lega alla memoria del figlio, perso troppo presto, e ai sogni di gioventù cui hanno da tempo rinunciato, in favore di una vita tanto rassicurante quanto noiosa. Ma ecco che, durante la notte, avviene un fatto straordinario. Un fulmine colpisce la scogliera e crea profonde crepe nella roccia. E, con un tonfo, la casa scivola sul mare. È così che i Grapes diventano due naufraghi a bordo di una casa galleggiante. È così che ha inizio il loro viaggio alla deriva in un mare irto di pericoli. Per sopravvivere dovranno affrontare insieme le avversità quotidiane, dire addio ai fantasmi del passato e dimenticare i vecchi rimorsi. Come i più grandi avventurieri, impareranno che non è mai troppo tardi per realizzare i propri sogni e che, a volte, è necessario perdersi per riuscire a ritrovarsi.ù
Il secondo e il terzo mi attirano moltissimo. Cosa ne pensate?
12 maggio 2018
RECENSIONE: Il giardino dei musi eterni di Bruno Tognolini
Buona lettura!
Titolo: Il giardino dei musi eterni
Autore: Bruno Tognolini
Pagine: 272
Prezzo: 13,90 € (cartaceo) 8,99 € (ebook)
Editore: Salani
Trama
Ginger, una splendida gatta Maine coon, si è appena risvegliata nel Giardino dei Musi Eterni, un tranquillo e fiorito cimitero per animali. Anche lei adesso è un Àniman, uno spirito che fa parte dell’anima del mondo, invisibile agli occhi umani. E la vita coi suoi nuovi amici Àniman – il pastore maremmano Orson, il cane poliziotto Ted, la dolce porcellina d’India Trilly, la sacra tartaruga Mama Kurma e decine d’altri – trascorre felice, fra tuffi nella pioggia per diventare immense nuvole animali, corse nel vento in cui si scambiano la pelle, canti notturni con le rane del canale, e visite di un’umana un po’ speciale, la loro amata Nonnina. Ma oscure minacce incombono: le misteriose sparizioni dei fratelli, le lugubri ricerche dell’ambiguo Custode, alcuni strani peluche dei bambini in visita, che hanno sguardi quasi vivi, inquietanti…
Attratta dalla cover e dal titolo, ho deciso di dare un’occasione a questo romanzo per ragazzi che, a mio avviso, è molto educativo sul punto di vista della sensibilità animale e umana.
La protagonista della storia è Ginger, una gatta di razza morta da poco e seppellita nel giardino dei musi eterni. La gatta si sveglia come dopo un lungo sonno ed entra in un mondo fatto di spiriti, condivisione ed esperienze fuori dall’ordinario. Ben presto si troverà coinvolta, insieme a cani, criceti, gufi e tartarughe, nella soluzione di un grave mistero per il luogo del loro riposo eterno.
Come avrete letto dalla trama, il libro ha come protagonista degli animali e io, cercando di evitare di pensare al trauma di Animal farm di Orwell letto e odiato a scuola superiore, ho messo da parte ogni preconcetto e mi sono calata nella lettura. Prima di parlarvi del libro e delle mie impressioni, vorrei farvi un attimo notare l’edizione che ho trovato davvero curatissima e con una cover molto bella (magari un po’ meno blu ci stava meglio).
A parte questo, il romanzo racconta la storia del trapasso di una gatta main coon vanitosa ma molto intelligente che si trova a dover iniziare una nuova “vita” lontana dai suoi amati padroni e in compagnia di tanti animali più o meno ficcanaso. Dopo l’iniziale smarrimento, Ginger inizia a godersi la nuova situazione di libertà e condivisione dove ogni animale è un tutt’uno con gli altri ed è in comunione con la natura: qualcosa di innato e istintivo ma che per lei è del tutto inedito essedo stata una gatta domestica. Questa serenità viene però turbata da una serie di misteriose sparizioni, infatti alcuni animali scompaiono senza lasciare alcuna traccia, e per questo un team speciale di sorveglianza inizia a indagare sul mistero. Tra nuove conoscenze, scoperte e nostalgia, la gatta trova il suo spazio nel giardino dei musi eterni.
Cosa è questo romanzo? È un libro per ragazzi e adulti che ci insegna ad amare e a rispettare ogni creatura vivente e non e che racconta una particolare storia di mistero. L’autore ha voluto fondere una storia accattivante con un importante insegnamento animalista e naturalista perché nel libro viene ripetuto spesso il concetto che uno è tutti e tutti sono uno. Questo è quello che mi ha colpita di più, la centralità di alcuni temi molto importanti al giorno d’oggi: l’importanza della condivisione, la tolleranza verso il prossimo (cani, gatti, topi e gufi possono andare d’accordo!), il concetto d’individualità in un gruppo composito, l’onestà e la comunione e il rispetto verso la natura. Almeno queste sono alcune delle tematiche che ho rintracciato durante la lettura e che mi sono rimaste impresse. La storia mi è sembrata davvero carina e completa e il linguaggio, seppur semplice, può essere tranquillamente letto anche da adulti. Il romanzo è godibilissimo ma io lo consiglio a bambini e ragazzi tra i 10 e i 14 anni come età ottimale di lettura.
Assegno tre stelline e mezzo e devo dire di aver molto apprezzato la scelta felina della protagonista.
Lya
Titolo: Il giardino dei musi eterniAutore: Bruno Tognolini
Pagine: 272
Prezzo: 13,90 € (cartaceo) 8,99 € (ebook)
Editore: Salani
Trama
Ginger, una splendida gatta Maine coon, si è appena risvegliata nel Giardino dei Musi Eterni, un tranquillo e fiorito cimitero per animali. Anche lei adesso è un Àniman, uno spirito che fa parte dell’anima del mondo, invisibile agli occhi umani. E la vita coi suoi nuovi amici Àniman – il pastore maremmano Orson, il cane poliziotto Ted, la dolce porcellina d’India Trilly, la sacra tartaruga Mama Kurma e decine d’altri – trascorre felice, fra tuffi nella pioggia per diventare immense nuvole animali, corse nel vento in cui si scambiano la pelle, canti notturni con le rane del canale, e visite di un’umana un po’ speciale, la loro amata Nonnina. Ma oscure minacce incombono: le misteriose sparizioni dei fratelli, le lugubri ricerche dell’ambiguo Custode, alcuni strani peluche dei bambini in visita, che hanno sguardi quasi vivi, inquietanti…
Attratta dalla cover e dal titolo, ho deciso di dare un’occasione a questo romanzo per ragazzi che, a mio avviso, è molto educativo sul punto di vista della sensibilità animale e umana.
La protagonista della storia è Ginger, una gatta di razza morta da poco e seppellita nel giardino dei musi eterni. La gatta si sveglia come dopo un lungo sonno ed entra in un mondo fatto di spiriti, condivisione ed esperienze fuori dall’ordinario. Ben presto si troverà coinvolta, insieme a cani, criceti, gufi e tartarughe, nella soluzione di un grave mistero per il luogo del loro riposo eterno.
Come avrete letto dalla trama, il libro ha come protagonista degli animali e io, cercando di evitare di pensare al trauma di Animal farm di Orwell letto e odiato a scuola superiore, ho messo da parte ogni preconcetto e mi sono calata nella lettura. Prima di parlarvi del libro e delle mie impressioni, vorrei farvi un attimo notare l’edizione che ho trovato davvero curatissima e con una cover molto bella (magari un po’ meno blu ci stava meglio).
A parte questo, il romanzo racconta la storia del trapasso di una gatta main coon vanitosa ma molto intelligente che si trova a dover iniziare una nuova “vita” lontana dai suoi amati padroni e in compagnia di tanti animali più o meno ficcanaso. Dopo l’iniziale smarrimento, Ginger inizia a godersi la nuova situazione di libertà e condivisione dove ogni animale è un tutt’uno con gli altri ed è in comunione con la natura: qualcosa di innato e istintivo ma che per lei è del tutto inedito essedo stata una gatta domestica. Questa serenità viene però turbata da una serie di misteriose sparizioni, infatti alcuni animali scompaiono senza lasciare alcuna traccia, e per questo un team speciale di sorveglianza inizia a indagare sul mistero. Tra nuove conoscenze, scoperte e nostalgia, la gatta trova il suo spazio nel giardino dei musi eterni.
Cosa è questo romanzo? È un libro per ragazzi e adulti che ci insegna ad amare e a rispettare ogni creatura vivente e non e che racconta una particolare storia di mistero. L’autore ha voluto fondere una storia accattivante con un importante insegnamento animalista e naturalista perché nel libro viene ripetuto spesso il concetto che uno è tutti e tutti sono uno. Questo è quello che mi ha colpita di più, la centralità di alcuni temi molto importanti al giorno d’oggi: l’importanza della condivisione, la tolleranza verso il prossimo (cani, gatti, topi e gufi possono andare d’accordo!), il concetto d’individualità in un gruppo composito, l’onestà e la comunione e il rispetto verso la natura. Almeno queste sono alcune delle tematiche che ho rintracciato durante la lettura e che mi sono rimaste impresse. La storia mi è sembrata davvero carina e completa e il linguaggio, seppur semplice, può essere tranquillamente letto anche da adulti. Il romanzo è godibilissimo ma io lo consiglio a bambini e ragazzi tra i 10 e i 14 anni come età ottimale di lettura.
Assegno tre stelline e mezzo e devo dire di aver molto apprezzato la scelta felina della protagonista.
Lya
09 maggio 2018
What's next? | 9 maggio 2018
Buonsalve lettori e passanti!
le settimane stanno scivolando via verso l'estate e il caldo sta arrivando!
le settimane stanno scivolando via verso l'estate e il caldo sta arrivando!
Ho finito ieri sera "Mortal Heart" di Robin LaFever, una lettura lentina che però non mi è dispiaciuta. Ho terminato anche questa trilogia e ho davvero sfoltito la mia antica lista delle serie in corso e mai terminate in Italia tanto che mi è tornata la voglia di iniziare nuove serie.
- Cosa sto leggendo?
Sono alle primissime pagine de "La corsa delle onde" Della Stiefvater, un fantasy autoconclusivo che spero mi piaccia di più dei Raven boys XD
-Qual è il prossimo libro che leggerò?
Non ne ho davvero la minima idea!Consigli?
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