lunedì 31 ottobre 2011

In&out 2

ciao!
eccoci con la seconda puntata di in &out in cui vi segnaleremo quali sono stati i nostri libri preferiti o meno del mese!
devo anticiparvi che questa volta gli in e soprattutto gi out sono relativi in quanto sono solo i libri a cui abbiamo assegnato le stelline piú basse che variano dalle 3 e mezzo alle 4...diciamo che questo mese ci é andata benissimo a letture!

gli in&out di Lya:
 Scomparsa - Chevy Stevens      
Shadowhunters 3 di Cassandra Clare

Il mio out come ho giá detto non é propriamente out visto che ho assegnato 4 stelline peró tra le mie letture del mese é quella che mi ha deluso maggiormente.

        Il piccolo principe - Antoine de Saint-Exupery   
  Il mercante dei libri maledetti - Marcello Simoni

come per me l'out di Isy é relativo in quanto ha dato una valutazione alta per il libro, peró tra quelli letti questo mese ha avuto meno stelline.

diteci il vostro in&out del mese!!

domenica 30 ottobre 2011

We love movies 08

buona serata!!
halloween si avvicina e quindi se non avete nulla da fare cosa c'é di meglio di un film horror, pop corn e amici?

Eccomi qui quindi a consigliarvi un film - documetario che ha fatto venire i birvidi a tantissime persone...anche io ne sono rimasta davvero impressionata!!
Paranormal activity ha attualmente all'attivo tre film tutti piú o meno simili in cui i protagonisti se la devono vedere con fenomeni paranolrmali innoqui ma impressionanti, oppure assolutamente pericolosi!! 
Attualmente ho visto i primi due e certe sceno sono davvero da mettere i brividi!!
 Ecco a voi la trama del primo film:

La storia inizia a San Diego in California, il 18 settembre 2006, con Micah e Katie, due fidanzati, che convivono in una villetta. Durante la loro convivenza si manifestano strani eventi, come inspiegabili e inquietanti rumori od oggetti lasciati su un mobile e ritrovati sul pavimento. Katie rivela quindi di essere tormentata da quando aveva otto anni da una presenza paranormale. Sempre all'età di 8 anni, la sua casa è andata in fumo facendo perdere a lei e alla sua famiglia qualsiasi oggetto. Micah decide dunque di comprare una videocamera per riprendere ciò che accade durante la notte per vedere cosa succede quando i giovani dormono.
Inizialmente si verificano bizzarri avvenimenti, come il muoversi della porta della camera da letto. Con il susseguirsi delle notti, accadono fatti sempre più insoliti. La giovane coppia decide così di chiedere aiuto a un medium, il quale deduce che la presenza non sia un semplice spirito o fantasma, bensì un vero e proprio demone, consigliando loro di contattare un demonologo suo conoscente. Quando questo viene contattato, la coppia scopre che è partito e che deve aspettare parecchi giorni prima che egli torni. Un giorno Micah porta a casa una tavoletta Ouija (nonostante Katie glielo avesse proibito), e quando la coppia esce di casa, questa si muove, fino a prendere fuoco. Dopodiché Micah ha l'idea di cospargere di polvere di talco alcune parti del pavimento della casa, dimodoché i giovani possano constatare se, durante la notte, tale presenza cammini nei corridoi; avvenimento che effettivamente si verifica.......

purtroppo a seguito di una decisione della SIAE non posso inserire il trailer del film e a quanto pare neanche il link di riferimento per trovarlo ..... quindi se volete vedere delle scene del film vi consiglio di cercare direttamente in rete.
Buon film a tutti!!

ANTEPRIMA: Tempest di Julie Cross

ciao a tutti lettori!
in questo velocissimo post voglio segnalarvi l'uscita di un libro davvero carino che sto leggendo in questi giorni in anteprima!

Titolo: Tempest
Autore: Julie Cross
Pagine: 384
Prezzo: 9,90 €
Editore: Fanucci
Data di pubblicazione: 3 novembre 2011

Trama
Manhattan, 2009. Il diciannovenne Jackson Meyer è dotato della facoltà di viaggiare nel tempo. Una mattina, due uomini fanno irruzione nella camera della sua fidanzata Holly e le sparano; Jackson assiste impotente alla scena e, in preda al panico, salta nel tempo, ma si ritrova bloccato nel 2007, senza più riuscire a tornare nel presente. Così decide di rivivere il passato per cambiarlo, in modo che Holly non sia più in pericolo. Tornando ancora più indietro negli anni, Jackson scopre importanti segreti su di sé e la sua famiglia: le persone che ritiene più vicine sono in realtà pericolosamente diverse da quello che sembrano... Ma non è tutto: Jackson effettua due viaggi in un futuro non meglio precisato, in cui una misteriosa bambina di nome Emily gli mostra una New York totalmente devastata, mentre Manhattan sembra galleggiare in una dimensione surreale e perfetta. Jackson sarà costretto a prendere decisioni sconvolgenti che potranno compromettere per sempre la sua vita e quella di chi ama profondamente...
Cosa ne dite? Io lo sto leggendo da ieri e mi sta sembrando interessante!

sabato 29 ottobre 2011

Speciale Halloween. Una storia Horror 2!

Eccoci qui con un nuovo appuntamento per lo "Speciale Halloween", presentandovi un secondo racconto Horror, questa volta dell'altro grande scrittore Horror, Edgar Allan Poe.
Come ieri vediamo un po' qualcosa dell'autore...

Edgar Allan Poe nacque a Boston il 19 gennaio 1809 e morì in circostanze mai chiarite e del tutto misteriose, a Baltimora il 7 ottobre 1849, a soli 40 anni. È ad oggi considerato una tra le figure più importanti della letteratura americana, precursore del racconto poliziesco (il suo personaggio Auguste Dupin si può considerare l'antenato più diretto di Sherlock Holmes), della Letteratura horror e del giallo psicologico, finisce per diventare anche uno dei rappresentanti maggiori del racconto gotico assieme a Lovecraft, sebbene la sua vita e le sue opere siano posteriori rispetto al periodo del Romanzo gotico. Del movimento neogotico, infatti, riprende talune suggestioni, svincolandosi però dalle ambientazioni tipiche del gotico, e sviluppandone più gli aspetti psicologici, indagando fra le ossessioni e gli incubi personali. I Racconti del terrore sono sicuramente quelli più conosciuti dal pubblico e ho pensato di proporvi uno tra quelli che maggiormente mi ha terrorizzata (e nonostante lo abbia riletti più volte, mi turba ancora!).

 


IL CUORE RIVELATORE


Si; è vero! – son nervosissimo, spaventevolmente nervoso

– e lo sono stato sempre; ma perchè volete pretendere

ch'io sia pazzo? La malattia m'ha aguzzato i sensi, ma

non li ha distrutti, non li ha ottusi. Più di tutti gli altri,

avevo finissimo il senso dell'udito. Ho sentito tutte le

cose del cielo e della terra. Ne ho sentite molte dell'inferno.

E dite che son pazzo? State attenti! E osservate

con quale precisione, con quale calma vi posso raccontare

tutta la storia.

Come l'idea m'entrasse dapprima nel cervello, m'è impossibile

dirvelo; ma, una volta concepita, non mi lasciò

più, nè giorno, nè notte. D'oggetto non ce n'era. La passione

non c'entrava per nulla. L'amavo quel buon vecchio.

Non m'aveva fatto mai del male. Non m'aveva mai

insultato. Il suo denaro non lo desideravo. Credo che

fosse il suo occhio! Certo, era quello! Uno dei suoi occhi

assomigliava a quello d'un avoltojo – un occhio blu

pallido, con sopra una macchia. Ogni volta che quell'occhio

mi cadeva addosso, mi si gelava il sangue; e così,

lentamente... a gradi... mi misi in testa di troncar la vita

del vecchio, e con quel mezzo liberarmi per sempre dall'occhio.

Ed ecco il buono! – Voi mi credete pazzo. I pazzi non

sanno nulla di nulla. Ma se mi aveste visto! Se aveste

visto con che sapienza procedetti!... con che precauzio-

ne... con quale preveggenza... con quanta dissimulazione

mi misi all'opera! Il vecchio non mi trovò mai tanto

amabile quanto durante l'intera settimana che precedette

l'assassinio. E ogni notte, verso mezzanotte, giravo la

maniglia della sua porta, e l'aprivo... oh! tanto dolcemente!

E allora, quando l'avevo abbastanza dischiusa

per la mia testa, introducevo una lanterna cieca, chiusa,

chiusa, ben chiusa, che non lasciava filtrare alcuna luce;

poi passavo la testa. Oh! ma sareste rimasti, a vedere

con che destrezza passavo la testa! La muovevo lentamente...

lentissimamente, in modo da non turbare il sonno

dei vecchio. M'abbisognava certamente un'ora per introdurre

tutta la mia testa attraverso all'apertura, abbastanza

avanti per vederlo coricato nel suo letto.

Ah! poteva darsi che un pazzo fosse così prudente? – E

allora, quando la mia testa era ben dentro la camera,

aprivo la lanterna con precauzione; oh! ma con che precauzione,

con che precauzione! perchè la cerniera, strideva.

E l'aprivo giusto quanto bastava perchè un filo impercettibile

di luce andasse a cadere sull'occhio d'avoltojo.

E questo l'ho fatto sette lunghe notti – ogni notte a

mezzanotte precisa – ma trovai sempre l'occhio chiuso;

e così mi fu impossibile mandare ad effetto il divisamento;

perchè non l'avevo con quel povero vecchio, ma

col suo cattivo occhio. E, ogni mattina, allo spuntar del

giorno, entravo francamente in camera sua, gli parlavo

coraggiosamente, chiamandolo a nome con un tono cordiale,

e informandomi come aveva passata la notte. Mi

pare, eh? che avrebbe dovuto essere un vecchio molto

profondo se avesse pur sospettato che ogni notte, proprio

a mezzanotte, l'esaminavo mentre dormiva.

L'ottava notte fui ancora più cauto nell'aprir la porta. La

lancetta piccola d'un orologio si muove più presto di

quel che non facesse la mia mano. Giammai, prima di

quella notte, avevo sentito tutta la potenza delle mie facoltà,

della mia sagacia. Potevo appena contenere la mie

sensazioni di trionfo. Pensare che ero là, aprendo la porta,

a poco a poco, e che lui non si sognava neppure le

mie azioni e i miei pensieri segreti! A quell'idea mi lasciai

sfuggire un piccolo riso; e forse mi sentì, perché si

riscosse d'un tratto sul letto, come se si svegliasse.

Scommetto che voi pensate che allora mi ritirassi, ma

no, cari miei. La sua camera era nera come la pece, tanto

eran fitte le tenebre – perchè le imposte erano accuratamente

chiuse per paura dei ladri – e, sapendo che non

poteva vedere quella piccola apertura della porta, continuai

a girarla ancora, piano piano, a poco a poco.

Avevo passato la testa, ed ero al punto d'aprir la lanterna,

quando il pollice mi scivolò sulla serratura di latta,

ed il vecchio si rizzò sul letto, gridando:

– Chi è là?

Rimasi completamente immobile e non dissi niente. Per

un'ora intera non mossi un muscolo, e, durante tutto

quel tempo, non lo sentii ricoricarsi. Stava sempre a sedere,

in ascolto, proprio come avevo fatto io per intiere

notti.

Ma d'un tratto intesi un fievole gemito, e riconobbi ch'era

il gemito d'un terrore mortale. Non era un gemito di

dolore o d'affanno; oh! no, era il rumore sordo e soffocato

che si leva dal fondo d'un'anima sopraffatta dallo

spavento. Oh, io lo conoscevo bene quel rumore! Per

molte notti, a mezzanotte precisa, mentre che tutti, tutti

dormivano, era scaturito dal mio proprio seno, traversando

colla sua eco spaventosa i terrori che mi travagliavano.

Lo conoscevo bene, ripeto. Sapevo quel che

provava il povero vecchio, ed avevo pietà di lui, quantunque

avessi la gioja nel cuore. Sapevo ch'era rimasto

sveglio fin dal primo piccolo rumore, quando s'era rivoltato

nel letto. I suoi timori erano andati sempre crescendo.

S'era sforzato di persuadersi ch'eran senza ragione;

ma non aveva potuto. S'era detto a sè stesso:

– Non è altro che il vento nel camino; non è che un sorcio

che traversa il soffitto. Oppure: È semplicemente un

grillo che ha mandato il suo grido.

Sì, egli s'è sforzato di fortificarsi con quelle ipotesi; ma

tutto è stato vano. Tutto vano, perchè la Morte che s'avvicinava

era passata dinanzi a lui colla sua grande ombra

nera, e così aveva avviluppata la sua vittima. Ed era

l'influenza funebre dell'ombra inavvertita che gli faceva

sentire, quantunque non vedesse e non udisse niente,

che gli faceva sentire la presenza della mia testa nella

camera.

Quand'ebbi aspettato un bel pezzo, pazientissimamente,

senza sentirlo ricoricarsi, mi risolvetti a schiudere un po'

la lanterna, ma così poco, quasi nulla. L'aprii dunque,

cosi furtivamente, così furtivamente che non sapreste

nemmeno imaginarlo, sintanto che un sol raggio pallido

come un filo di ragno, si slanciò finalmente dall'apertura

e venne a cadere sull'occhio d'avoltojo.

Era aperto, spalancato, ed io entrai in furore appena l'ebbi

visto. Lo vidi nettamente, tutto d'un blu opaco e ricoperto

d'un velo orribile che mi ghiacciava il midollo nelle

ossa; ma non potevo vedere che quello della faccia e

della persona del vecchio; perchè avevo diretto il raggio,

come per istinto, precisamente sul luogo maledetto.

Ed ora, non v'ho già detto che quel che prendete per una

pazzia, non è che una iperacutezza dei miei sensi? Ora,

vi dirò, mi giunse agli orecchi un romore sordo, soffocato,

frequente, simile a quello d'un orologio avvolto nel

cotone. Quel suono lo riconobbi subito anche quello.

Era il battito del cuore del vecchio. Ebbe virtù d'accrescere

il mio furore, come il battere del tamburo porta all'esasperazione il coraggio del soldato.

Ma riuscii ancora a contenermi, e rimasi lì, senza muovermi.

Badavo a mantenere il raggio dritto sull'occhio.

Nello stesso tempo, la carica infernale del cuore batteva

più forte; diventava sempre più precipitata e ad ogni

istante sempre più forte. Il terrore del vecchio doveva

essere estremo! Quel battito, dico, diventava sempre più

forte di minuto in minuto. – Mi state attenti, eh? V'ho

detto ch'ero nervoso; e infatti lo sono. E allora, nel pieno

cuore della notte, tra il silenzio pauroso di quella

vecchia casa, un sì strano rumore mi mise addosso un

terrore indicibile, irresistibile. Potei contenermi e restar

calmo ancora qualche minuto. Ma il battito diventava

sempre più forte, sempre più forte. Doveva star per

scoppiare quel cuore! Ed ecco che una nuova angoscia

s'impadronì di me: il rumore poteva essere udito da

qualche vicino! – L'ora del vecchio era venuta! Con un

grand'urlo, aprii bruscamentee la lanterna e mi slanciai

nella camera. Non mandò che un grido, uno solo. In un

istante lo precipitai sul pavimento e gli rovesciai addosso

tutto il peso formidabile del letto. Allora sorrisi di

gioja, vedendo il mio affare così a buon punto. Ma, per

alcuni minuti, il cuore batte con un suono velato, che

però non mi diede alcuna angustia; non lo si poteva sentire

attraverso al muro. Finalmente, dopo un po', decrebbe,

si affievolì; si smorzò, si spense.

Recensione "Il mercante di libri maledetti" di Marcello Simoni


Titolo: Il mercante di libri maledetti
Autore: Marcello Simoni
Pagine: 351
Prezzo: 9.90€
Editore: Newton&Compton


Trama:
È il mercoledì delle ceneri dell’anno 1205 quando padre Vivïen de Narbonne è costretto a fuggire, braccato da un manipolo di cavalieri che indossano strane maschere. Il monaco possiede qualcosa di molto prezioso, che non è disposto a cedere ai suoi inseguitori.
Sono passati tredici anni da quel terribile giorno, quando Ignazio da Toledo, un mercante di reliquie, riceve da un nobile veneziano l’incarico di mettersi sulle tracce di un libro rarissimo, l’
Uter Ventorum. Si dice che contenga antichi precetti della cultura talismanica orientale, e permetta di evocare gli angeli e la loro divina sapienza. Inizia così l’avventuroso viaggio di Ignazio tra Italia, Francia e Spagna, sulle tracce di un manoscritto che qualcuno pare abbia smembrato in quattro parti e accuratamente nascosto. Solo chi è in grado di risolvere complicati enigmi, e di decifrare strani messaggi disseminati nel percorso che conduce al libro, potrà trovarlo e accedere ai suoi segreti. Ma Ignazio non è l’unico a volerlo. Ci sono personaggi loschi e ambigui che intendono entrarne in possesso, anche con l’inganno e con la forza. Chi riuscirà per primo a scoprire dove si trova? E cosa saranno pronti a rischiare, tutti coloro che lo inseguono, per svelare per primi i suoi arcani misteri?



Recensione:
Aspettavo di leggere questo libro da quando la N&C ci inviò la newsletter a riguardo. Nonostante ci avessero detto di essere disponibili a una recensione non ci hanno mai più mandato la copia. Ma io, curiosa come solo una donna sa essere, non sono riuscita a resistere e così, approfittando di uno sconto dl 15% al suo lancio l’ho acquistato. Devo dire che le mie aspettative non sono state deluse. La storia è ben articolata, intrigante, con una buona dose di mistero e un numero accettabile di colpi di scena… Ma andiamo con ordine. Il protagonista del romanzo è Ignazio da Toledo, personaggio ben descrittivo nella sua tipicità: personaggio scaltro, furbo, che riesce sempre a cavarsela per il rotto della cuffia, proprio come tutti i protagonisti di storie Thriller. Ciò nonostante mi è piaciuto perché si capisce da subito che nasconde un segreto più grande di quello che sembra e quindi il lettore è spronato a leggere per scoprire tutti i dettagli. Gli altri protagonisti che io reputo di un certo rilievo sono i 2 compagni di Ignazio, ovvero Willalme e Uberto. Primo con un passato traumatico e il secondo un giovane orfano vissuto sempre in monastero quindi estraneo al mondo esterno. Inevitabilmente le tre vite si intrecciano quando inizia l’avventura alla ricerca del “Libro Maledetto”, ovvero l’Uter Ventorum, il libro degli angeli che può dare a chi lo possiede un immenso potere e come ogni Thriller “Se il libro finisce delle mani sbagliati sarebbe una tragedia per il mondo”…anche questa situazione è molto tipica, eppure devo dire che proprio perché in linea generale il romanzo ha seguito i topoi del thriller io l’ho apprezzato. Soprattutto perché l’antagonista in questo romanzo è una setta, la Saint-Vhem o meglio una figura di spicco del gruppo, detto Dominus o Maschera Rossa, che riesce a mantenere segreta la sua identità fino alla fine. Inoltre ad esso va associato anche un numero non indifferente di personaggi lo stesso misteriosi e fino all’ultimo impossibile inserire nella “lista buoni” o “lista cattivi”. Ero sicuro alla fine di aver capito chi fosse Dominus ed essere riuscita a smistare i personaggi in questa classificazione, salvo poi accorgermi alla fine della storia di aver sbagliato tutto e mi è piaciuto proprio per questo fatto, poiché la storia non si è dimostrata banale.
Un elemento che sicuramente ha fatto salire il punteggio del romanzo è l’ambientazione: la descrizione artistica dei luoghi si è rivelata veritiera e del tutto precisa nei minimi dettagli (come ad esempio le sculture del monastero di San Michele della Chiusa creati da Nicholaus, scultore da me amato anche se per molti sconosciuto). Stesso si può dire della descrizione storica, con l’analisi del fenomeno dei pellegrinaggio e con una particolare attenzione per i dettagli.
La scrittura è scorrevole, semplice e sempre chiara. Talvolta ho trovato però passaggi un po’ troppo “ingarbugliati” che facevano perdere il senso della frase. Così come ho trovato situazioni un po’ banali, come l’uccisione di un conte nemico di Willalme di cui si sarebbe voluto da sempre vendicare: i protagonisti assistono da lontano all’assedio di Tolosa del 25 giugno 1218. Willalme scorge il conte Montefort, suo nemico, che non vede da anni proprio nel momento in cui viene colpito a morte, personalmente l’ho trovato banale. Ma pazienza! Per fortuna è successo solo un paio di volte.
Quello che non mi ha colpito è il finale! In realtà mi ha deluso poiché lo trovo molto “sdolcinato” e un po’ forzato, come se l’autore avesse necessariamente bisogno di un finale da favola del tipo “E vissero tutti felici e contenti”. Anche per una romanticona come me è risultato eccessivo e per la sua imprevedibilità ha ottenuto solo l’effetto contrario.
Molti sconsigliano la lettura, io però pur non trovandolo brillante l'ho comunque parecchio apprezzato e penso che una possibilità la meriti decisamente!!!
Dunque assegno 4 stelline...e vi auguro una buona lettura!
Alla prossima
Isy

venerdì 28 ottobre 2011

Speciale Halloween. Una storia horror!

Halloween si avvicina e ho pensato: "Quale modo migliore per ravvivare questi ultimi giorni se non proponendo una storia da brividi?"
E allora eccomi con una storia che vi farà sudare freddo, una storia di un autore che dell'Horror ha fatto il suo cavallo di battaglia: Howard Phillips Lovecraft.
Prima però di presentarvi la storia vediamo chi era Lovecraft...


Howard Phillips Lovecraft  nasce a Providence il 20 agosto 1890 e morendovi il 15 marzo 1937, a soli 47 anni. Scrittore statunitense, ebbe fama mondiale solo dopo la scomparsa. Lovecraft è considerato assieme ad Edgar Allan Poe uno dei maggiori esponenti della letteratura horror. Fu autore di numerosi racconti, di romanzi e racconti in versi, non molto apprezzato dai critici del suo tempo. Celebre per aver creato il mito del Necronomico, scatenando la fantasia di autori a lui successivi. La sua vastissima produzione è stata divisa da molti studiosi in 3 gruppi:
  • Storie macabre,
  • Storie oniriche,
  • Ciclo di Cthulhu.
Alcuni dei sui scritti più celebri sono: Dagon, Il richiamo di Cthulhu, L'orrore di Dunwich, Il caso di Charles Dexter Ward, Alle montagne della follia e La maschera di Innsmouth.


E allora eccoci finalmente con la storia, una storia davvero agghiacciante.....
La storia è molto lunga ma merita davvero di essere letta...


Aria Ghiaccio
Volete spiegazioni sul perché mi fa paura una corrente d'aria fredda; sul perché rabbrividisco più del normale quando entro in una stanza non riscaldata; e sulla nausea e sul ribrezzo che provo quando il fresco della sera si infiltra nella mitezza di una giornata di tiepido autunno.
Be', certe persone sono sensibili al freddo come altre lo sono ad un cattivo odore, ed io faccio parte di questi soggetti sensibili. Adesso vi racconterò le circostanze più spaventose in cui mi sia mai ritrovato, lasciando a voi giudicare se giustifichino o meno la mia assurda paura. è ingannevole pensare che l'orrore sia sempre connesso al buio, al silenzio e all'isolamento. Io l'ho scoperto nel riverbero del primo pomeriggio, nel frastuono assordante di una metropoli, e nell'affollatissimo ambiente di una modesta pensione, con una noiosa padrona di casa e due forzuti vicini di appartamento. Nella primavera del 1923, avevo trovato a New York un lavoro molto piatto e poco remunerativo per una rivista e, dal momento che non potevo permettermi un affitto elevato, avevo setacciato una miriade di pensionati, l'uno più squallido dell'altro, in cerca di una camera che, oltre a trovarsi in un edificio non troppo vecchio, avesse anche un mobilio decente ed un affitto ragionevole. Purtroppo compresi subito che tra i mali dovevo scegliere il minore; ed invece, dopo un po', scovai per caso un caseggiato nella Quattordicesima Ovest che mi parve meno ripugnante degli altri. Era una palazzina di mattoni a quattro piani color marrone bruciato, che non doveva avere più di quarant'anni, la cui facciata recava ancora decorazioni di legno e di marmo, ed il cui fasto decaduto, pur offuscato dagli anni, testimoniava di un buon gusto e di uno splendore da tempo andati. Nelle stanze, dal soffitto alto ed ornato, tappezzate con una carta orrenda e decorate con comici infissi di stucco, incombeva un vago odore deprimente di umidità e di cibo rancido. I pavimenti, però, erano puliti, le lenzuola decenti, e l'acqua calda durava abbastanza senza che il getto si interrompesse. Così mi convinsi che quello sarebbe stato un posto se non altro sopportabile dove chiudere il naso, in attesa del giorno in cui avrei potuto permettermi un'abitazione più vivibile. La padrona, una spagnola molto trascurata e quasi barbuta di nome Herrero, non saliva ad angosciarmi con le sue chiacchiere, né mi prendeva a brutte parole per aver tenuto accesa fino a tardi la luce del pianerottolo del terzo piano. Gli altri inquilini erano discreti e tranquilli più di quanto potessi sperare, visto che erano spagnoli di livello sociale appena più alto dello strato più misero della popolazione. Solo il frastuono delle macchine che transitavano sulla statale sottostante si rivelò una seccatura seria. Mi ero trasferito lì da appena tre settimane, quando accadde il primo fatto curioso. Una sera - saranno state le otto - sentii gocciare sul pavimento, e compresi immediatamente che era già da un bel pezzo che respiravo un acre odore di ammoniaca. Dando un'occhiata in giro, mi accorsi che gocciava il soffitto; l'infiltrazione apparentemente si originava da un angolo verso il lato sulla strada.
Desiderando risolvere subito il problema, scesi di corsa a pianterreno per riferire l'inconveniente alla padrona. La donna mi tranquillizzò, dicendomi che tra poco sarebbe tornato  tutto normale. "Il dottor Munoz", schiamazzò, mentre saliva di corsa le scale, precedendomi, "avrà rovesciato le sue boccette chimiche. è troppo malato per curarsi da sé.
Peggiora in continuazione, ma non vuole farsi aiutare da nessuno. Soffre di una malattia molto curiosa: deve fare bagni di ammoniaca per tutto il giorno, e dice che non sopporta il caldo.
La camera se la pulisce da solo - è la stanzetta tutta piena di bottigliette - e non fa più il medico. Un tempo, però, era un bravissimo dottore - l'ha sentito  dire mio fratello, che abita a Barcellona - e poco tempo fa ha guarito il braccio di un idraulico che se l'era rotto. Non mette mai il naso fuori di casa, se esce è solo per andare sul tetto; il mio figliolo, Esteban, gli porta da mangiare, le lenzuola pulite, le medicine e i suoi prodotti chimici. Signore mio, quanti sali di ammoniaca compra quell'uomo, per non sentire caldo!" La signora Herrero sparì su per le scale del quarto piano, ed io tornai in camera. L'ammoniaca non gocciava più e, mentre asciugavo quella che era caduta ed aprivo la finestra per far circolare l'aria, udii i passi pesanti della padrona al piano di sopra. La stanza del dottor Munoz era sempre stata molto silenziosa, eccettuati alcuni rumori che somigliavano ad un motore a benzina messo in funzione, visto che quell'uomo camminava leggero. Riflettei brevemente su quale male potesse affliggerlo, e se quel suo tenace rifiuto di chiedere aiuto agli altri non fosse dovuto ad un carattere molto eccentrico. Mi venne una vaga tristezza pensando ad un uomo che una volta era famoso e che adesso era decaduto. Non avrei mai visto il dottor Munoz se non fosse stato per l'attacco di cuore che mi colse una mattina mentre sedevo alla mia scrivania. I medici mi avevano avvisato della pericolosità di attacchi del genere, e pertanto sapevo che dovevo far presto. Così, ricordando quello che mi era stato raccontato dalla padrona  riguardo il braccio dell'idraulico, arrancai al piano di sopra e bussai leggermente all'uscio che corrispondeva a quello della mia stanza. Proveniente dalla destra, una strana voce dal perfetto accento  inglese mi domandò chi fossi e che cosa volessi. Una volta che ebbi detto il mio nome e spiegato il motivo della mia presenza, udii che si apriva una porta accanto all'uscio di casa. Fui investito da una corrente d'aria fredda e, mentre entravo, rabbrividii nonostante fosse un'afosa giornata di fine giugno.
L'appartamento era spazioso, ed arredato con un lusso ed un buon gusto che mi lasciarono allibito, visti lo squallore ed il sudiciume della palazzina. Il divano letto ed il resto del mobilio interamente in mogano, la costosa tappezzeria, i quadri di valore  e l'immensa biblioteca, erano l'arredamento dello studio di un gentiluomo, anziché quello della camera da letto di un pensionato. Vidi che il vano corrispondente al mio - lo "stanzino" delle bottiglie e dei medicinali cui aveva accennato la signora Herrero - era in realtà il laboratorio del medico, e che l'ambiente in cui questo passava la maggior parte del tempo era l'ampia camera  da letto, nelle cui ampie nicchie e nel cui bagno attiguo teneva gli abiti e gli strumenti che non gli servivano. Il dottor Munoz, sembrava chiaro, doveva essere una persona estremamente colta e di ottima estrazione sociale. L'uomo che avevo di fronte era di piccola statura ma proporzionato, ed indossava un abito scuro di taglio impeccabile. La faccia, dai tratti nobili e l'espressione altera ma non altezzosa, era incorniciata da una corta barba ferrigna, ed i grandi occhi scuri erano protetti da un paio di occhiali vecchio modello pince-nez, tra le cui lenti spiccava un naso aquilino che gli dava un'aria moresca, modificando l'insieme dai lineamenti celto-iberici. I capelli, folti ed ordinati, indicavano il regolare servizio del barbiere, ed una riga centrale li divideva accuratamente sulla fronte alta. Dall'intera persona di quell'uomo emanava un'intelligenza profonda, cultura e nascita illustri. Quando mi apparve in quella ventata d'aria fredda, però, mi ispirò una vaga ripugnanza che non trovava alcun fondamento.
Forse quella mia avversione istintiva era provocata dalla sua pelle violacea e dalle sue mani gelide, sebbene tali caratteristiche fossero giustificate, poi, dalla sua infermità. Probabilmente mi aveva colto di sorpresa quel freddo anormale, in una giornata tanto afosa. Tutto ciò che giunge inaspettato, difatti, ci ispira sempre repulsione, ostilità e paura. Tuttavia la mia ripugnanza cedette subito il posto all'ammirazione: quello strano dottore, nonostante quelle mani fredde e livide, si rivelò subito molto competente. Determinò esattamente l'origine del mio disturbo, e mi prestò con immediata efficienza le migliori cure. Nel frattempo mi diceva, con un tono molto garbato pur se la voce era leggermente roca e senza timbro, che avevo trovato in lui uno dei più ostinati avversari della morte. Mi confidò che aveva dilapidato l'intero patrimonio e perso tutti gli amici per condurre una vita dedicata a certi esperimenti particolari che sperava lo portassero a sconfiggerla per sempre. Mi parve bonariamente esaltato, e divenne estremamente ciarliero mentre terminava di auscultarmi il petto e preparava una miscela di medicinali che era andato a prendere nello stanzino. Probabilmente gli faceva molto piacere trovare inaspettatamente la compagnia di una persona istruita ed educata in quel misero stabile, così seguitò a discorrere e parlarmi dei suoi ricordi di tempi migliori. La sua voce, anche se era curiosa, mi risultava piacevole, però non riuscivo a sentire il suo respiro.

ESCONO OGGI: Warm Bodies e la miniaturista

ciao a tutti!
oggi voglio ricordarvi che potrete trovare in libreria due libri editi dalla Fazi davvero interessanti. Ecco tutte le informazioni!

Titolo: Warm bodies
Autore: Isaac Marion
Pagine: 270
Prezzo: euro 14, 50
Editore: Fazi
Genere: Horror
Data di pubblicazione: 28 ottobre 2011

Trama
R è un ragazzo in piena crisi esistenziale: è uno zombie. Non ha ricordi né identità, non gli batte più il cuore e non sente il sapore dei cibi, ma nutre molti sogni. La sua capacità di comunicare col mondo è ridotta a poche, stentate sillabe, ma dentro di lui sopravvive un intero universo di emozioni. Un universo pieno di stupore, di nostalgia. Un giorno, mentre ne divora il cervello, R assaggia i ricordi di un ragazzo. Di lì a poco, per lui cambierà ogni cosa; intreccia una relazione con la ragazza della sua vittima, Julie, e sarà per lui un’esplosione di colori nel paesaggio grigio e monotono che lo circonda. Perché l’amore per lei lo trasformerà in un uomo (e in un morto) diverso, più combattivo e consapevole. Di qui avrà inizio una guerra feroce contro i suoi compagni d’un tempo, e una rinascita, le cui conseguenze saranno del tutto inimmaginabili…

Titolo: La miniaturista
Autore: Silvia Mazzola
Pagine: 440
Prezzo: euro 17,50
Editore: Fazi
Genere: Romanzo storico
Data di pubblicazione: 28 ottobre 2011

Trama
Venezia, 1700. 
La giovane artista Aurora Zanon inizia la sua ascesa, che da umile allieva la porterà a diventare la miniaturista più apprezzata della Serenissima. 
Oltraggiata dal proprio maestro, schiava del successo in un mondo in cui bellezza e decadenza si rincorrono implacabili, Aurora dovrà rinunciare al suo amore per il nobile Lord Marvel. Oppressa dalla vergogna e dal rimorso, inizierà a viaggiare tra le capitali d’Europa in lotta con i ricordi, ma sempre con il coraggio di vivere fino in fondo la sua condizione di donna e di artista.


 due  uscite davvero molto interessanti!!

giovedì 27 ottobre 2011

Speciale Halloween. Consigli per la lettura 2

buon pomeriggio
oggi per lo speciale di halloween voglio proporvi tre libri moderni di grande interesse che vi consiglio di leggere!

il primo é entrato di diritto tra i "classici" dell'horror moderno...ovviamente parlo di It scritto dal maestro Stephen King!! ecco la scheda del libro:

Titolo: It
Autore: Stephen King
Pagine: 1264
Prezzo: € 12,90
Editore: Sperling Kupfer
Trama
In una ridente e sonnolenta cittadina americana, un gruppo di ragazzini, esplorando per gioco le fogne, risveglia da un sonno primordiale una creatura informe e mostruosa: It. E quando, molti anni dopo, It ricompare a chiedere il suo contributo di sangue, gli stessi ragazzini, ormai adulti, abbandonano famiglia e lavoro per tornare a combatterla. E l'incubo ricomincia... Un viaggio illuminante lungo l'oscuro corridoio che conduce dagli sconcertanti misteri dell'infanzia a quelli della maturità.



I prossimi due libri che voglio presentarvi sono di quest'anno ma la trama mi intriga davvero moltissimo!

Titolo: Il diacono
Autore:Andrea G. Colombo
Pagine: 488
Prezzo: 15 euro
Editore: gargoyle books

Trama
Siamo porte. Ciascuno di noi, ovunque sul pianeta. Varchi spalancati attraverso cui il Male puo' irrompere e infettare la nostra realta'. Sino a oggi, i varchi erano tenuti sotto controllo da una Volonta' piu' alta e da un delicato equilibrio di forze. Ma come predetto dalle profezie, l'equilibrio e' stato spezzato e qualcosa di estremamente pericoloso e' riuscito a passare. Qualcosa di cosi' antico da non aver lasciato negli uomini neppure il ricordo di se'. E'in mezzo a noi, ora, e si trascina dietro tutto l'orrore che per millenni e' stato faticosamente tenuto alla larga da questa realta'. Forse non c'e' piu' alcuna via d’uscita. Forse non c'e' abbastanza Bene sulla Terra per contrastare tutta la malvagita' che sta per contaminare questo mondo. Forse, la salvezza e' nelle mani di un monaco senza memoria, senza nome, senza passato. Un uomo la cui vita e potere sono un enigma che deve essere risolto in fretta, prima che sia troppo tardi. I suoi confratelli lo chiamano semplicemente Diacono ed e' il piu' pericoloso e temuto esorcista che sia mai apparso sulla Terra, dai tempi di Gesu' Cristo. Non resta piu' molto tempo ormai. Lo scontro finale e' prossimo. Non ci sara' alcuna pieta'. Per nessuno. Il tempo della mietitura e' giunto.

Titolo: Il mummificatore
Autore: Nicola Brunialti
Pagine: 192
Prezzo: euro 9,90
Editore: Newton Compton

Trama
Sophie ha tredici anni e tutti pensano che sia una ragazzina “strana”. Sarà per quel ciuffo di capelli fucsia davanti agli occhi, o forse perché è indipendente, introversa, ama la musica gothic e parla poco. L’unico con cui si confida è nonno Thomas, che l’ha sempre accettata e amata così com’è. Ma il nonno è morto, da tre anni... Eppure Sophie non lo ha mai dimenticato: ogni mattina, prima di andare a scuola, lo va a trovare a Ober St Veit, il cimitero di Vienna, e gli racconta segreti e paure. Ma un giorno, tra tombe e alberi spogli, Sophie scompare, senza lasciare traccia. La polizia indaga, ha pochi indizi e un unico terribile sospetto… Che l’introvabile serial killer che terrorizza la città possa aver colpito ancora? Nessuno può immaginare che la ragazza sia stata risucchiata in un inquietante mondo parallelo… Tra fantasmi che camminano sulla Terra, città infestate e case pericolanti, Sophie si troverà coinvolta in un’avventura più grande di lei. Riuscirà mai a tornare a casa?

 voglio ricordarvi che avete solo pochi giorni per partecipare al giveaway in corso QUI
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